Alluvione su Genova. La Protezione civile: “Allerta per le prossime 24 ore. Non rimanete nei piani bassi”

La paura dello sciacallaggio nei negozi, la mancanza di corrente. L’allarme maltempo continua così come la paura dei residenti, mentre sindaco e Protezione civile si rimbalzano le colpe

Il peggio purtroppo deve ancora venire. Questa la consapevolezza dei genovesi, che in questo momento sono impegnati con secchio e pala, intenti a rimuovere fango e detriti dalle cantine, dai negozi, dalle abitazioni ai piani rialzati. C’è chi ha perso la macchina, trascinata chissà dove dalla potenza dell’acqu, e chi ha visto distrutta tutta la merce del suo negozio. Sono tre i torrenti che hanno causato distruzione nel capoluogo ligure, il Bisagno, il Rio Feregiano e lo Sturla, esondati intorno alle 23,30 di giovedì 9, e in stato di massima allerta fino al prossimo lunedì, stando quanto detto dal meteo. Poco dopo l’esondazione, la prima vittima, un infermiere 57enne che si stava recando a casa dopo il turno, Antonio Campanelli, travolto dall’acqua.

ALLERTA CONTINUA. Mentre i cittadini si affaccendano intorno si rimpallano le responsabilità. Il sindaco Doria sostiene di non essere stato allertato: «Non abbiamo avuto la possibilità di prevedere l’allerta perché i modelli matematici dei tecnici dell’Arpal e della Protezioni civile regionale non lo hanno consentito. Non doveva essere il Comune a lanciare l’allerta dopo ben cinque giorni di pioggia». L’ultima esondazione del Bisagno c’era stata nel 2011, quando un’altra grande alluvione aveva colpito Genova, ma purtroppo quella volta ci furono 6 morti. La Protezione civile ha detto di rimanere a casa fino a quando non sarà passato il momento di allerta massima, di non rimanere ai piani bassi e se possibile andare a dormire a piani superiori.

DISAGI DI OGNI TIPO. Le associazioni di categoria si stanno già dando da fare, a cominciare dai commercianti. Ascom, Confcommercio di Genova, ha messo a disposizione di tutti i negozianti un numero di emergenza, per cercare di quantificare i danni, e fornire assistenza: «Stiamo facendo di tutto per raccogliere le voci dei negozianti, sapere di cos’hanno bisogno, portare avanti la richiesta di stato di calamità. Ma per il momento anche il nostro pian terreno è inagibile. Per i prossimi giorni non faremo altro che spalare». Le scuole pubbliche e private resteranno chiuse anche sabato 11 ottobre, visto che rimane ferma la raccomandazione di rimanere a casa. Come purtroppo si verifica a ogni disastro naturale, sono già state segnalate azioni di sciacallaggio ai danni di negozi inagibili, e quattro persone sono state arrestate.