Alla scoperta del segreto della Nutella. Una giornata in Ferrero

Porte Aperte nello storico stabilimento di Alba. «La qualità è la forma più pura di rispetto per il consumatore»

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«La qualità è la forma più pura di rispetto per il consumatore». Questa frase di Michele Ferrero campeggia all’ingresso del Centro ricerche Ferrero, ad Alba, in Piemonte. Lì, nel piccolo comune delle Langhe dove gli ideali di Ferrero sono nati, è sorto un centro di avanguardia per gli studi alimentari, a pochi metri dallo storico stabilimento. La qualità a cui Michele Ferrero aspirava è la stessa fin dalle origini, e quotidianamente viene rispettata per creare prodotti alimentari amatissimi dai consumatori, primo fra tutti la Nutella. In occasione dei suoi primi 70 anni, Ferrero ha deciso di aprire le porte del suo Centro ricerche e del suo stabilimento, per offrire uno spettacolo di scoperta e sapore a giornalisti, blogger e famiglie che da sempre scelgono i prodotti Ferrero dagli scaffali dei negozi.

Venerdì 16 dicembre, in un’area del Centro chiamata Edupark, è stato dato ampio spazio alla conoscenza degli ingredienti più utilizzati da Ferrero, le nocciole piemontesi, il cacao, e l’olio di palma. Michele Ferrero aveva deciso di usare l’ingrediente principe del suo territorio, la nocciola delle Langhe, e pretendeva che ogni nocciola dei sacchi che arrivavano negli stabilimenti fosse conosciuta. Oggi l’azienda ha molto ampliato i suoi confini di mercato, ma la nocciola è sempre quella piemontese, visto che ha trapiantato i noccioleti delle Langhe in Turchia e altri paesi del mondo. I protocolli sono rigidi, e i raccolti vengono portati direttamente ad Alba, dove poi vengono lavorati, in modo da non perdere nemmeno un grammo di qualità del frutto. In ogni stabilimento c’è un mastro tostatore, che definisce i parametri della tostatura per far sì che l’aroma e la fragranza della nocciola si conservino al meglio.

Il secondo ingrediente base dei prodotti Ferrero è il cacao, coltivato in Africa occidentale e in Ecuador, poi raccolto e trasformato all’interno dello stabilimento di Alba in cioccolato, tramite l’addizione di burro di cacao e zucchero.

Terzo ingrediente è l’olio di palma, il più discusso degli ultimi anni. Ferrero non ha paura di andare controcorrente, rivendicando la scelta del “con” sull’etichetta, caso unico nell’epoca dei “senza”. Mentre tutti, per vendere, si sentono in dovere di strillare sulle confezioni “senza grassi”, “senza zucchero”, “senza olio di palma”, Ferrero preferisce informare i suoi fedeli consumatori sugli ingredienti che decide di non togliere, proprio perché da sempre i suoi prodotti sono fatti così.

Laurent Cremona, marketing manager Ferrero, il 16 dicembre ha voluto sgombrare i dubbi sull’olio di palma dichiarando: «La Nutella non esiste senza olio di palma. Se lo togliessimo, avremmo una Nutella surrogato. Meno buona, di minore qualità. Chi mai vorrebbe acquistare un surrogato del proprio prodotto del cuore?». Domanda lecita, visto che l’olio di palma è presente nella ricetta segreta della Nutella da sempre, secondo un’intuizione di Michele Ferrero, che aveva visto nel frutto della palma una risorsa chiave per la sua industria dolciaria. L’olio di palma usato da Ferrero è sicuro, perché lavorato a temperature controllate, e sostenibile, perché raccolto da piantagioni certificate per standard ambientali, addirittura identificate da Greenpeace nel “Palm Oil Scorecard 2016” come leader per la sostenibilità.

La giornata delle Porte aperte in Ferrero si è conclusa con la visita alle filiere produttive dello stabilimento, da quella in cui si produce la pralina Rocher a quella dell’ultimo prodotto arrivato sugli scaffali, il Nutella B-Ready, passando per la linea di riempimento dei barattoli di Nutella, pronti per essere spalmati.

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