Alfano presenta il simbolo di Ncd. E Fitto gli tende una mano: «Ricongiungersi è sempre possibile»

«Se c’è un progetto politico chiaro, ricongiungersi è sempre possibile», dice l’ex governatore della Puglia. Critiche agli “scissionisti”, ma anche un messaggio di riconciliazione

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Ieri Angelino Alfano ha presentato il simbolo del Nuovo Centrodestra. E ha anche annunciato che il nuovo partito ha «toccato quota mille amministratori locali che si uniscono ai novanta consiglieri regionali, al presidente della Regione Calabria Scopelliti, ai sessanta parlamentari e ai sette eurodeputati».
Ad Alfano oggi, oltre a non essere sfuggiti gli ultimi sondaggi che danno Ncd tra il 5 e il 7 per cento, sarà capitato di leggere l’intervista che Raffaele Fitto (Forza Italia) ha rilasciato al Corriere della Sera. Un’intervista in cui l’ex governatore della Puglia, oltre a ribadire alcune critiche ai filogovernativi, tiene aperta la possibilità di una riconciliazione. «Alfano deve scegliere, ora. Questa è l’ultima chiamata», scandisce, ma poi precisa che «da parte mia non c’è stata mai alcuna battaglia personale contro Alfano. E se c’è un progetto politico chiaro, ricongiungersi è sempre possibile». Eppure sono volate parole grosse e non passa giorno che Il Giornale non attacchi i “traditori”, che solo due settimane fa si sono staccati da Forza Italia. Ma, dice Fitto, «tutto è cambiato da allora, e le persone intelligenti sanno che peggio dell’errore c’è solo il perseverare nell’errore».

LE CRITICHE A NCD. Fitto prosegue elencando i motivi dell’ormai fallimento del governo di «sinistra-centro»: «L’unica unità dei moderati è possibile attorno a Forza Italia e a Berlusconi, perché così è per gli elettori, e ogni altro progetto è velleitario. Al governo sempre più si mortificano le posizioni del centrodestra con nuove tasse su casa e risparmio. In più, si è cercato di derubricare a vicenda giudiziaria il voto sulla decadenza, che è questione solo politica». Quindi chiede: «Davvero Alfano e gli altri — eletti pochi mesi fa sotto il simbolo «Berlusconi presidente» — non hanno imparato niente dalle elezioni di questi anni? Chi si è separato da Berlusconi, anche quando si trattava di politici con maggiore personalità, esperienza, autorevolezza e ragguardevole base elettorale, ha poi fallito miseramente al voto».
Insomma, rimangono alcune distanze e proseguono le schermaglie dialettiche, ma come ogni smaliziato osservatore politico bene sa, è sulla mano tesa che si appunteranno le attenzioni di Alfano.

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