Alfano: «Basta saccheggi e violenze o chiudo il centro di Roma alle manifestazioni»

Dopo le proteste degli ultimi giorni sfociate in scontri violenti tra manifestanti e polizia, il ministro dell’Interno: «Chi ha sbagliato pagherà, ma la polizia è un corpo sano. Se questi sono i manifestanti, il numero identificativo lo metterei a loro»

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è tornato sui recenti scontri tra manifestanti e polizia a Roma: «È inaccettabile che il centro storico di Roma sia sottoposto a rischio di saccheggio ogni due o tre mesi, non vorremmo che ci costringessero a vietare in queste manifestazioni l’accesso al centro storico». Durante le manifestazioni di movimenti anti-precarietà e per la casa (una galassia che comprende anche i No-Tav e i No-Muos, e che racchiude il vecchio mondo dei “black block”) sono rimaste ferite 15 persone sabato e altre 3 mercoledì (il più grave è stato l’uomo cui sabato è esploso un petardo in mano).

«NUMERI IDENTIFICATIVI? DEI MANIFESTANTI». Durante gli scontri da una parte i manifestanti hanno sempre lanciato bottiglie, fumogeni e petardi contro le forze dell’ordine, dall’altra parte sui giornali alcuni poliziotti sono stati attaccati dopo la pubblicazione di foto che li mostravano mentre colpivano, anche a colpi di manganello, alcune delle persone fermate. Rispondendo a queste critiche oggi Alfano ha replicato: «Noi stiamo con i cittadini di Roma, che non ne possono più di subire cariche e tentativi di saccheggio, è inaccettabile: queste azioni sono stati evitati grazie alla nostra polizia». E poi ancora: «Cosa si vuole che dicano i poliziotti: “Prego accomodatevi? sfasciate i palazzi? rompete le vetrine?”. La polizia è un corpo sano». Pur ricordando che «Chi ha sbagliato pagherà», Alfano oggi ha difeso le forze dell’ordine: «Sono insopportabili gli attacchi alla polizia da parte dei giornali che mostrano solo le foto contro i poliziotti». Il ministro a quel punto ha mostrato altre foto, scattate sempre dai giornalisti, che mostrano manifestanti armati e in casco: «Non sono foto segrete, sono state fatte dai giornalisti. Ecco i bravi ragazzi che si battono contro l’austerity e la precarietà: con le fionde con le pietre dentro, con i caschi neri, i petardi e i massi. Ecco un altro idealista, uno studioso dell’economia e filosofia del diritto con fionda e casco». Quindi ai giornalisti che chiedevano se c’è l’intenzione di mettere un codice identificativo sulle divise delle forze dell’ordine, Alfano ha risposto: «Sono contrario. Se questi sono i manifestanti, io il numero identificativo lo metterei a loro. Vengano loro alla manifestazione con il numero identificativo».