Addio a Evelyn Billings, pioniera della regolazione naturale della fertilità

Basato sulla conoscenza della fertilità, il metodo ha ottenuto importanti riconoscimenti scientifici negli anni e oggi è molto utilizzato anche dalle coppie che hanno difficoltà a concepire.

È scomparsa all’età di 95 anni in Australia Evelyn Billings, inventrice, insieme al marito John, del metodo di regolazione della fertilità divenuto conosciuto a partire dagli anni Settanta e che porta il suo nome. Si tratta di un metodo che consente alla coppia di individuare i giorni fertili e dunque di tenerne conto per evitare o favorire il concepimento di un figlio. Oggi sulla Radio Vaticana la giornalista Adriana Masotti ha ricordato questa figura con Paola Pellicanò, medico del Centro di regolazione naturale della fertilità dell’Università Cattolica di Roma e presidente dell’Associazione nazionale metodo Billings, che ha conosciuto personalmente i due coniugi australiani.

UN METODO NON SOLO “CATTOLICO”. La professoressa racconta la progressiva diffusione e validazione scientifica del metodo e sfata il luogo comune che lo vuole confinato alla cultura cattolica (dato che la Chiesa invita le coppie a utilizzare metodi naturali di regolazione della fertilità). «Il metodo – spiega la professoressa – è diffuso in tutte le culture, in tutte le religioni e in popoli senza religione. Pensiamo alla Cina, dove c’è un’enorme diffusione e dove anche tanti studi documentano una diminuzione del tasso di abortività nelle coppie, che possono ricorrere all’uso dei metodo naturali, ma anche in paesi poveri, in paesi in via di sviluppo».

UN AIUTO PER CHI CERCA UN BIMBO. Il metodo Billings sta inoltre conoscendo una diffusione anche tra le coppie che hanno problemi di fertilità. «Per l’infertilità – riprende Paola Pellicanò–, il Metodo Billings dà un aiuto enorme. Intanto, aiuta la coppia a riconoscere il valore della fertilità, il momento della fertilità. Aiuta, però, anche il medico: aiuta a comprendere meglio le diagnosi relative alle problematiche di infertilità. Oggi, siamo davanti a una realtà, nella nostra cultura, attraverso la diffusione di tutte le tecniche di fecondazione artificiale, che ha saltato totalmente la tappa della diagnosi e della cura della sterilità».