Aborto facile come bollire un uovo

Pochi minuti per imparare a interrompere le gravidanze comodamente a casa. «Basta seguire le istruzioni» e nessuno si farà male (a parte il bambino)

«Nello stesso lasso di tempo necessario per far bollire un uovo o rispondere a un’e-mail, un nuovo video online vi mostrerà come terminare una gravidanza con le pillole». È il candido incipit usato da Vice per lanciare il video, nato da una collaborazione tra Medici senza frontiere e HowToUseAbortionPill.org, per accompagnare passo dopo passo una donna all’aborto farmacologico.

COME POSIZIONARE LE PILLOLE SOTTO LA LINGUA

Quando assumere il mifepristone, quando il misoprostolo, come posizionare le pillole sotto la lingua, quando aspettarsi i crampi e il sanguinamento: grazie a una voce fuori campo disponibile in diverse traduzioni, il filmato fornisce anche istruzioni su come alleviare il dolore e quando rivolgersi a un medico. Non prima di avere spiegato quanto sia sicuro ed efficace, e quanto sia basso sia il tasso di complicanze dell’aborto farmacologico.

«NON DOVREBBE ESSERE UN SEGRETO»

Il video è parte di una serie più ampia di contenuti multimediali (cinque lezioni per abortire fino alla 22 settimane di gravidanza) destinati agli operatori sanitari che lavorano all’estero, «non si tratta di una guida all’aborto autogestitoۚ», ha assicurato a Vice il project manager di HowToUseAbortionPill.org, «tuttavia, sappiamo che verrà utilizzato per questo», «il corso utilizza intenzionalmente un linguaggio non tecnico e il più semplice possibile – ha spiegato Manisha Kumar, a capo della divisione aborto sicuro di Medici senza frontiere – perché vogliamo che tutti possano comprendere come funziona un aborto farmacologico o una pillola abortiva. Non credo che dovrebbe rimanere un segreto».

LE PILLOLE DI GOMPERTS

Secondo le organizzazioni umanitarie l’accesso all’aborto sicuro non è un problema da terzo mondo: negli Stati Uniti, la maggior parte delle richieste di pillole per interrompere la gravidanza pervenute a Woman on Web proviene da stati ostili all’aborto come il Missisippi e la Lousiana. Per questo, nel 2018, l’estremista pro-choice olandese Rebecca Gomperts, fondatrice del portale che fornisce pillole abortive via web o via drone dove l’aborto è illegale, aveva provato a sfondare negli States  con un nuovo sito, Aid Access, per fornire tali farmaci a «donne, transessuali e ragazze» per cui «è molto difficile accedere all’assistenza per l’aborto a causa del costo, dei periodi di attesa obbligatori di 24-72 ore, del requisito del consenso dei genitori per i minori».

«NESSUNO È MORTO» (A PARTE IL BAMBINO)

Anche in questo caso il sito divulgava il mantra dell’aborto fai-da-te sicuro: «I rischi di un aborto medico sono gli stessi di un aborto spontaneo. Circa il 15 per cento di tutte le gravidanze termina in un aborto spontaneo. Questi aborti non avvengono in ospedale ma di solito a casa». Al contrario, il rapporto della FDA, che aveva smontato le affermazioni basate su una ricerca non-peer review condotta da proprio da Woman on Web sugli effetti delle pillole («Nessuno è morto», a parte il bambino, ovviamente, anche se sarebbe complicato per una donna che ha seguito una procedura medica in segreto autodenunciare la propria morte), aveva segnalato almeno 2.207 “casi avversi”, tra cui 14 decessi, 612 ricoveri, 58 gravidanze extrauterine, 339 emorragie da trasfusione e 256 casi di infezione di cui 48 gravi.

BASTA SEGUIRE LE ISTRUZIONI?

Eppure il problema, ancora una volta, non è parlare dell’aborto ma combattere lo stigma dell’aborto: confidando nella rispettabilità e stima di cui gode Medici Senza Frontiere HowToUseAbortionPill.org spera così di annientare l’immagine obsoleta delle interruzioni di gravidanza pericolose per la donna se condotte al di fuori del contesto “clinico tradizionale”. Tutto grazie a una pillola e all’informazione, spiega Vice, frutto dei progressi della scienza e della tecnologia. Tradotto: ancora una volta quel principio di prudenza che caratterizza tutta la scienza medica e che si applica in particolare modo ai farmaci, specie se venduti senza obbligo di ricetta, sembra lasciare il posto a quello più progressivamente aggiornato del “basta seguire le istruzioni”. Paradosso vuole che proprio l’aborto spontaneo (e non quello indotto) sia la più concreta dimostrazione che no, seguire le istruzioni per portare a termine una gravidanza non basta affatto.