A chi non piace l’auto elettrica? Agli autisti degli autobus pubblici di Oslo, per esempio

In Norvegia, nella capitale europea della mobilità sostenibile, l’utilizzo di auto elettriche è cresciuto esponenzialmente. «Tenetele fuori dalle corsie preferenziali riservate ai bus»

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La mobilità sostenibile, un po’ ovunque in Europa, è ormai diventata un mantra. Tra città praticamente chiuse al traffico delle auto e ciclabili per tutti, al cittadino medio che vuole recarsi in centro, senza sudare le camice di un Coppi o di un Bartali, non è rimasto che il mezzo pubblico. Da tempo, però, un nuovo mezzo si è affacciato nel sempre mutevole panorama urbano: l’auto elettrica. Che, sempre più spesso, ha iniziato a godere delle agevolazioni di cui i sindaci di mezza Europa hanno deciso di beneficiarle a motivo del loro scarso impatto ambientale in termini di emissioni di Co2. Prevalentemente di parcheggi gratis e accesso illimitato alle corsie preferenziali si tratta. Quelle stesse corsie che sono abitualmente percorse dai bus e, al massimo, dalle moto.

I NUOVI PROBLEMI DEL TRAFFICO. C’è un problema, però, cui gli amministratori finora non avevano ancora pensato. Ad Oslo, Norvegia, in quella che è universalmente conosciuta come la capitale dell’auto elettrica, la crescita esponenziale delle vetture a corrente ha fatto sì che le corsie preferenziali hanno iniziato a soffrire di problemi legati al traffico. E i bus del trasporto pubblico hanno cominciato ad arrivare in ritardo. Dapprima pochi minuti, ora molti di più. Regolarmente. Un fatto piuttosto insolito per un paese come la Norvegia.

FUORI DALLE CORSIE PER I BUS! «Le auto elettriche dovrebbero starsene fuori dalle corsie preferenziali riservate ai bus», confida l’autista norvegese Erik Haugstad al Wall Street Journal. Sempre più spesso capita che i passeggeri si lamentino dei ritardi. «Lo so che siete arrabbiati», dice loro il conducente di pulman Haugstad, «e mi dispiace molto. Ma non è che io possa farci più di tanto. Ci sono troppe auto elettriche».

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