Il Paese dei Normali
Il volontario che non va in vacanza dal 1987
Piero ha cominciato a fare volontariato nel 1987. Doveva essere per qualche mese. Sono passati quasi quarant’anni. Ha portato anziani dal medico, distribuito pacchi alimentari, accompagnato disabili, guidato pulmini, servito pasti e spostato migliaia di sedie. Dice che metà del volontariato italiano consiste nello spostare sedie da un posto all’altro.
Non va in vacanza. Ogni anno promette che partirà. Poi manca un autista, c’è la raccolta alimentare, muore la signora Ada e bisogna aiutare il marito. Sua moglie ha smesso di credergli nel 2004.
Gli amici lo chiamano generoso. Lui si irrita. «Non sono generoso. Sono organizzato male». Ha il telefono sempre acceso. Una volta, durante il pranzo di Natale, qualcuno gli ha chiesto se potesse portare una carrozzina al terzo piano. Si è alzato. Sua figlia gli ha detto: «Papà, ma se una volta dicessi di no?». Piero si è fermato. Non ha saputo rispondere.
Il secondo giorno
Poi il medico gli ordina quindici giorni di riposo. «Consecutivi?» chiede. «Sarebbe il concetto di vacanza».
Per la prima volta dal 1987 Piero parte davvero. Il secondo giorno vede un anziano che non riesce ad alzarsi dalla sdraio. Si alza subito per aiutarlo.
Sua moglie non dice niente. Ha capito che per certi uomini riposarsi significa soltanto trovare qualcuno da aiutare in un posto diverso.
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