A Padova apre la Camera arbitrale per la giustizia coranica. L'Ucoii frena e rivendica la legge dello Stato. Il caso inglese e i precedenti sull'arbitrato privato che spalanca le porte alle giurisdizioni ombra. Rassegna ragionata dal web
Preghiera dell'Eid al Adha (foto Ansa)
Scrive Giulia Sorrentino sul Giornale:
«A Padova è nata la Camera Arbitrale Islamica Italiana, un'associazione costituita il 3 marzo 2026 in via Armistizio 13 (dove si trova una palazzina di due piani color giallo sbiadito con la facciata scrostata) che punta espressamente alla comunità musulmana dell'intero Paese. Non è un progetto circoscritto al Veneto: lo statuto parla della “comunità islamica italiana”, consente l'apertura di sezioni e sedi secondarie e il regolamento stabilisce addirittura Milano come sede dell'arbitrato quando non venga individuata diversamente. Sul proprio sito l'organismo si presenta con uno slogan molto chiaro: “La vostra via alla Giustizia Islamica in Italia”».
Leggere la presentazione per comprendere che al di là del minimalismo immobiliare non si sta parlando di una associazione di quartiere.
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Scrive Roberta Polese sul Corriere del Veneto:
«Non è quindi un tribunale ma un ente privato che, si legge nel sito, “fornisce una piattaforma per risolvere co...
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