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La preghiera del mattino

No, non si può sottovalutare un “tribunale” islamico che applica la sharia in Italia

Di Caterina Giojelli
09 Ottobre 2026
A Padova apre la Camera arbitrale per la giustizia coranica. L'Ucoii frena e rivendica la legge dello Stato. Il caso inglese e i precedenti sull'arbitrato privato che spalanca le porte alle giurisdizioni ombra. Rassegna ragionata dal web
Un momento della festa del Eid al Adha (Festa del Sacrificio) tenuta dalla comunità islamica di Napoli, 27 Maggio 2026
Preghiera dell'Eid al Adha (foto Ansa)

Scrive Giulia Sorrentino sul Giornale:

«A Padova è nata la Camera Arbitrale Islamica Italiana, un'associazione costituita il 3 marzo 2026 in via Armistizio 13 (dove si trova una palazzina di due piani color giallo sbiadito con la facciata scrostata) che punta espressamente alla comunità musulmana dell'intero Paese. Non è un progetto circoscritto al Veneto: lo statuto parla della “comunità islamica italiana”, consente l'apertura di sezioni e sedi secondarie e il regolamento stabilisce addirittura Milano come sede dell'arbitrato quando non venga individuata diversamente. Sul proprio sito l'organismo si presenta con uno slogan molto chiaro: “La vostra via alla Giustizia Islamica in Italia”».

Leggere la presentazione per comprendere che al di là del minimalismo immobiliare non si sta parlando di una associazione di quartiere. *** Scrive Roberta Polese sul Corriere del Veneto:

«Non è quindi un tribunale ma un ente privato che, si legge nel sito, “fornisce una piattaforma per risolvere co...

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