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La borsa e la vita

Basta un atomo?

Di Alan Patarga
26 Settembre 2026
Il ritorno dell’Italia al nucleare è legge. Servirà a ridurre la nostra dipendenza energetica ma il processo sarà lungo. Intanto la resistenza già si mobilita e altre nubi ben più nere si addensano all’orizzonte. Numeri, scenari, incognite
Centrale nucleare di Doel, Belgio, 25 settembre 2026 (foto Ansa)
Centrale nucleare di Doel, Belgio, 25 settembre 2026 (foto Ansa)

Con 81 voti a favore, 51 contrari e 7 astenuti, mercoledì scorso il Senato ha approvato la legge che sancisce il ritorno dell’Italia all’energia atomica. Ci aveva già provato il governo Berlusconi nel 2010, con un decreto – poi abrogato con un nuovo referendum, sull’onda emotiva dell’incidente di Fukushima – che si riprometteva di riavviare il programma nucleare nel nostro paese. Il nuovo tentativo messo in campo dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni anche in questo caso porta il segno di Forza Italia, con l’iniziativa del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

«Dopo quasi quarant’anni», ha scritto sui social Meloni, «l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buonsenso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose e ad avere più sicurezza energetica».

Che cosa succede adesso L’approvazione ...

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