Mamme, papà, palloncini e passeggini. Un fenomeno spontaneo e popolare ha dato al candidato di Fratelli d'Italia la spinta per conquistare Lecco
A poche settimane dalla vittoria al ballottaggio, Filippo Boscagli ci riceve nel suo ufficio al primo piano di Palazzo Bovara, sede del Comune di Lecco. Fuori piazza Diaz è immobile sotto il sole di luglio, dentro il nuovo sindaco sembra già proiettato più avanti. I convenevoli durano il tempo di una stretta di mano.
«Abbiamo un sacco di lavoro da fare», dice quasi subito. «Forse chi c’era prima di noi pensava di tornare e completare quello che aveva lasciato a metà. E invece». Già, invece. Invece è successo che un uomo di 46 anni, dato da molti come sfavorito, ha ribaltato i pronostici e riportato il centrodestra alla guida della città. Dal 2010 Lecco era amministrata dal centrosinistra e il sindaco uscente, Mauro Gattinoni, sembrava partire con il vento in poppa. Poi è arrivato Boscagli.
«Siamo qui pro tempore»
«Io faccio politica da sempre», racconta. E non è una formula di circostanza. Lo zio Giulio fu sindaco di Lecco negli anni Ottanta e poi assessore nelle giunte di Roberto Form...
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