Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a Teheran al corteo funebre del dittatore Ali Khamenei. Nessuna cerimonia, invece, per i giovani che ha fatto massacrare a gennaio
I funerali di Ali Khamenei nella Grande moschea di Mosalla a Teheran, in Iran (foto Ansa)
«Non vogliamo un accordo, vogliamo la testa di Trump!». Così hanno cantato centinaia di migliaia di iraniani sfilando per la città di Teheran dietro al feretro di Ali Khamenei, il leader della Repubblica islamica assassinato da un raid israeliano il 28 febbraio. L'uccisione ha dato inizio alla guerra che Donald Trump sta faticosamente cercando di chiudere con un'intesa tutt'altro che vantaggiosa per gli Stati Uniti.
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I funerali-show di Khamenei
Dopo gli imponenti funerali di domenica alla Grande moschea di Mosalla, nella capitale, ieri il feretro di Khamenei, avvolto nella bandiera iraniana, è stato portato come in trionfo per le vie della capitale a bordo di un camion, con destinazione l'aeroporto internazionale di Mehrabad.
Il regime islamico - al grido di «vendetta», «morte a Trump» e «morte a Bibi» - ha utilizzato le esequie come strumento di propaganda per dimostrare di godere ancora ...
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