Esserci
Il senso dell’università
Grande soddisfazione tra le università italiane. La classifica di Qs World University Rankings 2027, che analizza oltre 1.500 università nel mondo, descrive un sistema in salute: su 47 atenei italiani presenti nella classifica, 26 migliorano la propria posizione. Ci sarebbe da andarne fieri, se non fosse che tra i nove indicatori suddivisi in cinque aree di Qs non c’è traccia dello scopo per cui l’idea stessa di università è nata.
L’università nasce come “Universitas magistrorum et scholarium”. Non è prima di tutto un edificio, un apparato burocratico, una macchina per produrre laureati. È una compagnia di persone, una compagnia di maestri e studenti attratti dalla domanda di verità.
Università deriva da Universus, cioè uni + vertere (volgere, rivolgere). Rivolti verso l’uno, cioè verso il destino, il senso della realtà e della vita. Compito dell’università è ricerca ed educazione a usare ogni sapere per rispondere a questa domanda: qual è il nesso tra il particolare e il tutto?
E se la grande sfida dell’università, ciò che la rende attrattiva e appassionante, ciò che la rende realmente capace di rispondere alle spaventose sfide del nostro tempo, fosse tornare alla sua origine, cioè non solo formare, ma prima di tutto educare?
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