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La preghiera del mattino

Sánchez “Zelig” non è riuscito ad arruolare Leone XIV

Di Rodolfo Casadei
12 Giugno 2026
Il tentativo del primo ministro spagnolo di mostrarsi in armonia col Papa, le parole del Pontefice al Parlamento, un'idea per l'Italia. Rassegna ragionata dal web
Il premier spagnolo Pedro Sánchez saluta papa Leone XIV durante la cerimonia di benvenuto organizzata per il Pontefice davanti al Palazzo reale a Madrid, il 6 giugno 2026 (foto Ansa)
Il premier spagnolo Pedro Sánchez saluta papa Leone XIV durante la cerimonia di benvenuto organizzata per il Pontefice davanti al Palazzo reale a Madrid, il 6 giugno 2026 (foto Ansa)

Pedro Sánchez, assediato dalle inchieste giudiziarie contro esponenti di punta del suo partito (il Psoe) che rischiano presto di lambire la sua stessa persona, sicuramente ci sperava: la provvidenziale visita apostolica di Leone XIV in Spagna, la prima di questo pontefice a un paese europeo, rappresentava una ghiotta occasione di riabilitazione della propria immagine, macchiata ogni    giorno di più dalle vicende penali che coinvolgono schiere di dirigenti socialisti. Anche la stampa non spagnola la pensava così. Per esempio l’agenzia Ansa, che il 5 giugno titolava “Madrid pronta per Leone, Sánchez punta sull'effetto Papa”:

«Madrid brulica già di pellegrini ed è pronta ad accoglierne il milione e mezzo stimato per il benvenuto al primo viaggio europeo del pontefice, apparentemente avulsa dalla tempesta politico-giudiziaria che investe l'entourage del premier Pedro Sánchez e il suo partito. Il presidente resiliente, al suo ottavo anno al timone del governo "contra viento e mareas", con...

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