Come Hanukkah, da sempre Natale «è un target», e il caos mediorientale soffia sul fuoco. «L'imam di Torino? Attenti a non sottovalutare l'ideologia fondamentalista». Parla l'esperto di terrorismo Marco Lombardi (Cattolica)
Arsen Ostrovsky, sopravvissuto all'attentato di Bondi Beach, si commuove di fronte ai fiori lasciati in ricordo delle vittime (foto Ansa)
Col senno di poi è facile dire che l’attentato di Bondi Beach, a Sydney, era prevedibile “perché i segnali c'erano”, ed è stato sottovalutato, dice a Tempi l’esperto di terrorismo Marco Lombardi, ma la recente destrutturazione dei gruppi fondamentalisti islamici rende questo tipo di previsioni sempre più difficile.
«È vero che negli ultimi mesi la pubblicistica di Daesh, quindi dell'Isis, aveva richiesto più volte di fare attacchi soprattutto verso gli ebrei in occasione delle feste, ma questa non è una novità: tutti gli anni verso settembre-ottobre Daesh fa propaganda e parla di "Natale di sangue”». Questo a prescindere dalla guerra di Israele a Gaza, spiega il professore ordinario di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore dove insegna, tra le altre cose, Cooperazione nelle aree di post conflict e Sicurezza e contrasto al terrorismo, ed è anche direttore del centro di ricerca ITSTIME (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies).
È «marketing...
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