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Squalo chi legge

Riuscirà Galimberti a spiegarci “la verità” in sole 140 pagine? (Spoiler: no)

Di Andrea Venanzoni
07 Dicembre 2025
La cascata di citazioni (per lo più prevedibili) di lestofanti del pensiero con cui il venerato maestro pretende di ricostruire “Le disavventure della verità”
Il filosofo Umberto Galimberti
Il filosofo Umberto Galimberti nel 2019 (foto Depositphotos)

Sade, nel suo snocciolare le disavventure della virtù, aveva almeno fatto ricorso anche alla fervida arma dell’umorismo nero. Ben se ne accorse il surrealista Breton che volle accogliere certi passaggi del Divin Marchese nella sua celebre e famigerata antologia dell’umorismo noir. Dico e scrivo questo perché quando ci si trova al cospetto di progetti annuncianti una disavventura, cioè un tema autoptico di dissezione e riassemblaggio culturale, ci si attende sempre che una struttura umoristica eviti la caduta nel gorgo nero dell’autocelebrazione trionfante. Quando invece c’è assenza totale, ed evitiamo qui di richiamare Joyce secondo cui l’assenza è la forma più squisita di presenza, ecco sorgere i primi problemi. Le disavventure della verità, edito da Feltrinelli e a firma di Umberto Galimberti, si porta dietro una croce che è più vecchia dell’oceano de I canti di Maldoror, di un legno ispessito dalle ere geologiche della riflessione filosofica, e pure teologica, e che affonda le prop...

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