La nuova raccolta di Carlo Simone ci accompagna in situazioni dove l’equilibrio è sempre precario, tra rischio e compassione
Foto Daniel Fatnes / Unsplash
Stando ai rumori mediatici da cui siamo assordati, le faccende umane si sono ridotte a brancolare tra perizie e dinamiche. La lezione a favore di telecamera che c’insegna il grande spettacolo della cronaca nera è che non esiste più la contesa tra il bene e il male, ma le battaglie legali tra esperti capaci di fornire ogni genere di perizia in grado di spiegare tracce di sudore e particelle pulviscolari e cibo digerito nello stomaco. Lo show dei dibattiti e dei reality vive dello share che s’impenna quando s’innescano dinamiche tra i protagonisti, come fossero bolle di sapone che esplodono sbattendo tra loro.
Non si parla più di anime che hanno relazioni con la realtà e con gli altri, ma di figure da smontare fino all’ultimo frammento di Dna o da frantumare in scontri rocamboleschi. Di fronte a questa tentazione allucinante abbiamo bisogno di storie che tengano desta la risorsa migliore da opporre alle analisi e agli spettacoli, l’immedesimazione.
«Il diavolo apparve a Michele mentre la...
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