«Se rinasco vojo nasce cinghiale a Roma». Un anno di satira con le “Frasi di Osho”

Sulla copertina di quest’anno, per la prima volta, non c’è il presidente del Consiglio in carica. «Per tre anni sono stato facilitato, cambiava ogni dodici mesi praticamente», dice a Tempi Federico Palmaroli. Creatore e autore di Le frasi di Osho, vignettista che collabora con testate giornalistiche e programmi tv come Il Tempo e Porta a Porta (nonché ospite di entrambe le edizioni del Premio Luigi Amicone a Caorle), Palmaroli fa “parlare” in romanesco le foto dei protagonisti della politica e delle cronache mediatiche. Da poco è uscito per Rizzoli Er pugno se fa co la destra o co la sinistra?, volume che raccoglie dodici mesi di vignette e battute. Dopo Conte, Draghi e Meloni, la copertina è dedicata alla leader dell’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein, immortalata mentre chiude il pugno destro.
«È stata la novità di quest’anno», dice Palmaroli, «e mi ha dato molti spunti, basti pensare alla storia dell’armocromista». Sfogliando il libro si vede che Schlein è stata una delle vittime preferite di Palmaroli, insieme al deputato ecologista Soumahoro, «personaggio paradigmatico delle contraddizioni della sinistra», e a protagonisti estranei alla politica italiana: l’orso del Trentino che “se rinasco vojo nasce cinghiale a Roma”, Joe Biden che chiede a Giorgia Meloni “come sta Vittorio Emanuele”, il granchio blu da cui scappano persino gli squali bianchi, la famiglia reale inglese con gli scazzi tra Harry e William e l’incoronazione di Carlo, Putin, l’ecoansia, Zelensky che chiede armi a tutti, il Papa. Rispetto al passato ci sono meno vignette sulla politica, che quest’anno è stata «noiosetta: mi aspettavo più contrasti nel governo. Confido molto nelle elezioni europee».
Federico Palmaroli è uno dei pochissimi autori di satira dichiaratamente di destra, e non ha mai nascosto di conoscere bene la premier. Gli chiediamo se è più difficile fare satira sugli “amici”. «Un po’ di condizionamento c’è sempre», ammette, «ma non mi tiro indietro quando c’è da prendere in giro. C’è da dire che io non faccio satira cattiva o feroce su nessuno, quindi non ho problemi». Con la Meloni si è divertito soprattutto in occasione dei suoi viaggi all’estero. «Pensa che io a Roma abitavo vicino a Piramide», dice Giorgia stringendo la mano al presidente egiziano Al-Sisi. «Strano che nun se semo mai beccati», risponde lui.
Sono “fuori onda” surreali quelli che “Osho” mette in bocca ai protagonisti delle sue foto parlanti, l’autore romano immagina i potenti del mondo alle prese con gaffe impossibili ma terribilmente probabili. «Che armi te servono?», chiede Biden a Zelensky. «Tank», risponde il presidente ucraino. «Non c’è di che, ma quali te servono?». Far parlare la Meloni in romanesco è facile, poi. «Nelle mie vignette le faccio dire frasi che so potrebbe dire davvero lei. Una volta a Porta a Porta ne ha vista una e non smetteva più di ridere. Era quella in cui il presidente indiano Mody le dice «Fica sta cosa del treno Roma-Bombay», e lei risponde «Ma no Bombay… POMPEI».


Palmaroli ha la capacità di trovare foto in cui i protagonisti sembrano dire esattamente quello che lui fa dire loro, e riesce a unire con una battuta argomenti e riferimenti diversi tra loro generando comicità. In una vignetta di febbraio pubblicata dopo Sanremo, qualche settimana dopo l’avvistamento dei misteriosi palloni sonda cinesi nei cieli americani, si vede Putin chiedere al presidente cinese Xi Jinping: «Te che c’hai i palloni spia in tutto il mondo… Ma è vero che i Ferragnez se stanno a lascià?». Ferragnez che in questi giorni riempiono cronache e vignette di “Osho”: «Quando vedo le persone troppo moraliste non mi piacciono mai», dice Palmaroli, «e questo vale per tutte le forze politiche: se punti troppo l’indice prima o poi una merda la pesti».


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