Più Celentani, meno Palazzinari

Di Giorgio Vittadini
11 Luglio 2002
C'ĆØ un partito in Italia che ĆØ gattopardescamente sopravvissuto ad ogni cambiamento, ad ogni Repubblica, ad ogni cambio di maggioranza.

C’ĆØ un partito in Italia che ĆØ gattopardescamente sopravvissuto ad ogni cambiamento, ad ogni Repubblica, ad ogni cambio di maggioranza. ƈ il partito dei palazzinari, degli speculatori edilizi, dei costruttori delle orride periferie fatte di case orribili, capannoni industriali sprecaterritorio e scriteriati, strade costruite senza alcuna attenzione all’impatto ambientale, scempi vicini al mare, nelle montagne, nei boschi. ƈ un partito con uomini annidati nei ministeri e negli assessorati, che hanno oggi una rinnovata e disastrosa primavera, perchĆ© costituiscono lobby ben posizionate in partiti di tutti i colori. Sono affaristi senza scrupoli diventati politici senza cursus honorum, ministri che, in modo arrogante e presuntuoso, pretendono di deturpare la Maremma con autostrade che la distruggerebbero per sempre, senza studiare soluzioni alternative. Quali rimedi? Politici alla Celentano, che si ribellino alla disciplina di partito e sbugiardino i bususiness-ministri e i business-politici, segretari di partito che accettino anche sconfitte elettorali pur di liberarsi dalle mafie edilizie che caratterizzano gli hinterland, leggi centrali che impongano criteri precisi di tutela del territorio, indignazioni popolari e bipartisan contro i signori del mattone senza cuore, cervello, sensibilitĆ  umana. In questi campi sussidiarietĆ  orizzontale e decentramento senza regole equivale ad affidare un restauro ad Attila…

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