Nel 2020 un’intensità di domanda sorprendente per i mutui

Nonostante la pandemia e il lockdown, le erogazioni di mutui nei primi 9 mesi dell’anno scorso sono cresciute del 4,3 per cento rispetto al 2019

A livello di nuove erogazioni di mutuo, negli ultimi mesi del 2020, il peso della finalità acquisto prima casa (38 per cento) registra un incremento della domanda registrata nel semestre precedente (+6 per cento); mentre le surroghe (54 per cento delle nuove operazioni concluse) registrano una nuova flessione rispetto al trimestre precedente. La preferenza per il tasso fisso si attesta all’87 per cento in linea con quanto registrato nel trimestre precedente. I mutui con durata oltre i 20 anni rappresentano il 46 per cento del totale delle richieste. La fascia di importo tra i 50.000 ed i 100.000 euro è riferibile al 38 per cento dei mutui erogati.

Malgrado la frenata dell’ultimo trimestre, causata dalla seconda ondata di contagi, nel 2020 le richieste di mutuo sono complessivamente cresciute del 2,6 per cento. L’andamento positivo è ascrivibile a un vero e proprio boom delle surroghe, che hanno riguardato anche contratti di recente stipula. Nel complesso, l’importo medio dei mutui richiesti negli ultimi anni è costantemente cresciuto facendo segnare il picco degli ultimi 10 anni. Nonostante la pandemia e le conseguenti limitazioni alla circolazione, le erogazioni complessive sui primi nove mesi del 2020 crescono del 4,3 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2019.

La fascia di richiedenti con età compresa fra i 36 e 45 anni conferma il suo peso al 38 per cento del totale delle richieste. Il 28 per cento del totale dei richiedenti è di sesso femminile mentre l’88 per cento delle nuove richieste proviene da dipendenti a tempo indeterminato. Due richieste su tre sono formulate da cointestatari, oltre la metà dei quali in possesso di diploma di scuola media superiore. Uno su cinque possiede una laurea. I richiedenti con un reddito mensile netto oltre i 2.000 euro rappresentano oltre il 50 per cento delle richieste. Il tasso di default è abbastanza contenuto (1,4 per cento).

Cresce il numero delle compravendite residenziali; tale dinamica è da correlarsi allo slittamento di numerose operazioni di compravendita rimaste congelate e rinviate durante il periodo di lockdown avvenuto nella prima metà 2020. La percentuale di compravendite residenziali assistite da mutuo risulta in decrescita dal 50,7 per cento dell’anno 2018 al 49,5 dell’anno 2019. Il valore medio dell’immobile oggetto di garanzia nel quarto trimestre 2020 si posiziona attorno ai 167.000 euro.

L’impatto nel 2020 è stato tutto sommato più contenuto di quanto ci si potesse aspettare: c’è stata un’intensità di domanda quasi sorprendente da parte delle famiglie e una buona disponibilità delle banche a continuare a concedere credito. Sul fronte del credito si stima che il 2020 si sia chiuso con 52 miliardi di euro erogati. Per intenderci, nel 2013 ci si era fermati a 19 miliardi. Certo, oggi una fetta consistente di stipule riguarda surroghe e sostituzioni favorite dai bassi tassi di interesse.

Per quanto riguarda le agevolazioni, sono sinora intervenuti il tax credit locazioni commerciali, alcuni sgravi settoriali per l’Imu, le moratorie per i mutui e da quest’anno un contributo a fondo perduto per i locatori che riducono il canone agli inquilini. 

Francesco Megna, autore di questo articolo, è commerciale settore banking

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