2000 bufale per il nuovo millennio

Passata la maxi-bufala di fine millennio, il tanto pubblicizzato “Millennium Bug” che ha causato più di qualche notte insonne al popolo degli informatici e ai millenaristi moderni (il predicatore americano Jerry Fallwell aveva caricato l’allarme “baco” di espliciti risvolti ultraterreni), aspettando la grande psicoterapia collettiva di Sanremo e dopo la diffusione del nuovo rito notturno di attesa della Luna Rossa, quali sono i nuovi vitelli d’oro costruiti a nostro uso e consumo alle soglie del Terzo Millennio?

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Paganesimo e libero mercato L’anno del grande Giubileo non poteva che nascere sotto il segno della spiritualità. Una spiritualità sempre più lontana dall quell’originaria tradizione cristiana che ha fatto l’Europa e vicina piuttosto al sincretismo, un mix di Oriente e Occidente che abbraccia ritualità ed estetica di tutte le religioni. Lo abbiamo già scoperto lo scorso Natale, una festa che ormai potrebbe avere alle sue radici indifferentemente il dio Saturno, che i romani veneravano per il buon raccolto, quello egiziano Horus piuttosto che il greco Dioniso, tutte divinità che i pagani adoravano nel periodo decembrino. E al paganesimo si richiama pure la nuova festa che da qualche anno va per la maggiore, la notte di Halloween, con le sue streghe e i suoi folletti, la sera del 31 di ottobre – quella che un tempo era la notte di Ognissanti. Una moda che, partita naturalmente da New York, unisce in una grande celebrazione globale (da seguire in tempo reale su Internet) le città di mezzo mondo. Un po’ come la recente festa di San Valentino, già festa di Giunone, dea romana del matrimonio, successivamente fatta propria dalla Chiesa di Papa Paolo II (che il 14 febbraio 1465 offrì una dote alle ragazze povere o orfane) e poi dalla fine dell’Ottocento definitivamente tramutata dagli americani in festa commerciale. Per il resto la gente, in particolare le nuove generazioni, mostrano di coinvolgersi soprattutto per ricorrenze come l’Aids-day, la giornata dei diritti universali dell’uomo, e simili.

Benvenuti al gran bazar cristiano In verità qualche simbolo cristiano ancora sopravvive. Anzi, in Francia la moda divina addirittura dilaga: si moltiplicano i bazar che vendono oggetti di ogni tipo “griffati” con l’effigie della Madonna, di Sant’Andrea e di Gesù Bambino, oltre a ex-voto messicani e prodotti arrivati direttamente da trappe e celle claustrali (sandali da monaco originali, cassapanche, distillati di erbe e altre amenità simili). Anche nel peccaminoso rione di Pigalle, noto un tempo per i locali a luci rosse, può capitare di ritrovarsi in un ristorante fornito di cappella privata, dove tra luci soffuse, in attesa di vedersi servito un piatto ci si può servire del prete per una confessione quanto mai necessaria.

Niente fumo, poco alcol (e ancor meno arrosto) Tuttavia l’uomo del Terzo Millennio preferisce culti più evanescenti al troppo carnale e ormai assai poco convenzionale cristianesimo. Non a caso il libro-evento di questo periodo, prenotato in migliaia di copie dalle librerie di tutto il mondo, è quel “Il principe Siddharta” (edito da Mondadori per l’esordiente Patricia Chendi) confezionato con indubbia furbizia dagli esperti di marketing sulla base di un sondaggio: “Qual è il personaggio storico che più vi affascina e di cui vorreste conoscere vita, morte e miracoli?”. Sarà per questo che una nota boutique ha scelto di inaugurare la rinnovata sede romana invitando un gruppo di monaci tibetani che hanno recitato mantra e composto con sabbie colorate un tipico mandala sul pavimento…

Ma il Terzo Millennio ci vedrà sensibili soprattutto all’ecologia e al salutismo. Dopo la condanna del vizio del fumo (ormai quasi un crimine contro l’umanità), ora la tendenza è quella di preferire un sorso di acqua fresca a un buon bicchiere di vino o di whisky. E anche in Italia, terra che gli antichi chiamavano Enotria per la nobile coltura della vite, si stanno diffondendo nuovi locali (per il momento sulla costiera romagnola) dove l’avventore può scegliere di assaggiare 30 qualità di acqua diverse, mentre cominciano i primi corsi per “sommelier” in grado di apprezzare le varie sfumature di gusto e di aroma (?) del vitale elemento.

L’età dell’uomo peluche L’acqua del resto è da sempre un elemento magico e rigeneratore, tanto che lo scorso Capodanno il monastero Soto di Fudenji ha organizzato 4 giorni di meditazione proprio nel contesto delle terme padane di Salsomaggiore, mentre nella nuova sede di Geoworld a Milano, tra gli scaffali del reparto New-age carichi di cristalli e pietruzze colorate, gli aquirenti sono allietati da fontane (in vendita) che riecheggiano il suono dei ruscelli di bosco “per portare la natura dentro casa”. Anche l’alta moda si adegua e propone tessuti in canapa, materiali riciclati, fibre artificiali e addirittura pannolini ecologici. Durante le ultime sfilate di Milano la stilista Laura Biagiotti ha dichiarato che il 2000 sarà l’anno dell’“uomo-peluche” (riferendosi alle sue pellicce, e su questo si veda la rubrica di Maria Cristina Pavarini a pag. 11). Noi ci auguriamo che come i peluche non finisca per ritrovarsi un giorno irrimediabilmente svuotato e perda la sua identità… Non la perderanno certamente le decine di migliaia di musulmani che oggi vivono nel Belpaese – gli stessi che hanno affollato le piazze, le moschee e i luoghi di culto per festeggiare la fine del Ramadan. Loro difficilmente abboccheranno alle bufale del Terzo Millennio e reclameranno – a buon diritto – il rispetto per le proprie usanze nella nostra società.

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