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X-Men – Apocalisse. Grandi effetti e un cattivo inquietante

giugno 2, 2016 Simone Fortunato

Il filmone di Bryan Singer è divertente e spettacolare, per quanto cupo e apocalittico

Charles Xavier e compagni devono fronteggiare una nuova minaccia rappresentata da un antichissimo dio.

Filmone divertente e spettacolare, per quanto cupo e apocalittico. È in linea con i primi due episodi di questa nuova trilogia degli X-Men, decisamente più riuscita dei film dei primi anni Duemila. La sceneggiatura sacrifica un po’ della complessità dei diversi personaggi ma mantiene la forza dei due protagonisti, McAvoy nei panni di Xavier e il più ambiguo ma carismatico Magneto di Fassbender, anche se l’excursus sul suo vissuto familiare è raccontato con troppa sufficienza.

A fare la differenza è il cattivone, interpretato da Oscar Isaac, un dio egizio con una sfilza di nomi, terribile e inquietante. Il resto lo fanno gli effetti di grande livello, tanti personaggi, vecchi e nuovi, compreso un cameo del migliore di tutti.

E soprattutto, come già nei film precedenti, è vincente l’idea di raccontare un pezzo di storia reale (in questo caso gli anni Ottanta e la Guerra Fredda) attraverso il filtro del film d’azione.

Foto Ansa 


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1 Commenti

  1. EquesFidus says:

    Non sono d’accordo con la recensione: per me si tratta di un film dal punto di vista tecnico scarso, dai grandi buchi di trama e che non rispetta il fumetto da cui è tratto.
    Partiamo dal punto di vista tecnico: la regia non è male, ma è proprio sugli effetti speciali (il “cuore” tecnico di ogni film di supereroi che si rispetti) e la fotografia che la pellicola marca molto male. CGI di qualità spesso infima (il palazzo di Apocalisse alla fine ne è l’esempio lampante) e sovrasfruttata che porta ad una generale perdita della qualità, specie nelle scene risolvibili con modellini in scala (che Hollywood, grazie a Dio, sta riscoprendo sempre più), con oggetti talmente fasulli che sembrano usciti direttamente da pellicole di genere inizio anni 2000 anziché del 2016 (e questo è intollerabile).
    Dal punto di vista della trama caschiamo malissimo, invece, e questo dal mio punto di vista è assai peggio di una CGI mediocre e di una cattiva fotografia: personaggi che appaiono solo per far eccitare i fans ma che non servono niente ai fini della trama (vedasi Jubilee, è inutile ingaggiare una attrice praticamente uguale al personaggio del fumetto, vestirla come il personaggio del fumetto, peraltro assai ben riconoscibile e distintivo, per poi farle dire solo due battute e non farle fare sostanzialmente niente), personaggi che agiscono in maniera insensata (vedasi i Cavalieri di Apocalisse, i quali si uniscono a questo inquietante tizio che ha 5000 anni praticamente senza reali motivazioni, e quando cambiano fazione lo fanno senza alcuna spiegazione), lo stesso Apocalisse si comporta come si comporta senza alcun senso (mentre nel fumetto il genocidio è finalizzato all’affermazione dei mutanti come razza dominante, in un’ottica dell’evoluzione umana su scala globale). Se a questo aggiungiamo errori di continuità gravi (personaggi che non invecchiano nonostante siano passati dieci anni nell’universo del film dalla pellicola precedenti, o fratelli tra cui corrono evidentemente oltre vent’anni) e personaggi inventati ad hoc per il film irritanti e di cui si desidera solo la morte, si capisce come da questo punto di vista la storia lasci molto a desiderare.
    L’ultimo punto poi a mio avviso può interessare solo un appassionato dei fumetti come sono, ma non per questo è meno importante: a parte le già citate motivazioni di Apocalisse (che peraltro nel fumetto lo rendono uno dei nemici degli X-Men più terribili e crudeli quanto riusciti bene nel suo darwinismo sociale folle e perverso, tanto che il futuro distopico dell’universo Marvel dell’Era di Apocalisse fu un successo editoriale dell’epoca, nonostante fu uno dei più grandi azzardi nella storia della Casa delle Idee), vedere personaggi inseriti senza motivo, che agiscono senza motivo, senza neanche i poteri che ammiriamo nei fumetti o senza spiegarli (chi ha capito, guardando la pellicola, che il potere di Calibano, peraltro di aspetto assai meno mostruoso della sua controparte cartacea, è proprio quello di localizzare altri mutanti?) dà un enorme fastidio. E qui una menzione di onore va ai Quattro Cavalieri: a parte il fatto che l’unico che ci azzecca con la formazione dei Cavalieri è Angelo (o meglio Arcangelo, la sua controparte malvagia mutata da Apocalisse), il resto sono al più flebili citazioni dell’Era di Apocalisse o della saga dell’Angelo Nero (per cui per una manciata di pagine anche Psylocke fu un Cavaliere). E qui bisogna fare una menzione di onore proprio ad Angelo: a parte il fatto di essere totalmente diverso dalla sua parte cartacea, sia nel carattere che nelle origini (qui tedesco, nel fumetto americano), nella sua forma di Arcangelo ha dei poteri ed un aspetto totalmente diversi da quelli della sua (ben più inquietante) controparte fumettistica, che anzi ricordano vagamente quelli di quando si faceva chiamare, immemore, Gabriel.
    Purtroppo, tutti questi elementi e diversi altri contribuiscono ad un film sostanzialmente inutile, lento all’inverosimile e noioso.

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