X-Men – Apocalisse. Grandi effetti e un cattivo inquietante

Il filmone di Bryan Singer è divertente e spettacolare, per quanto cupo e apocalittico

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Charles Xavier e compagni devono fronteggiare una nuova minaccia rappresentata da un antichissimo dio.

Filmone divertente e spettacolare, per quanto cupo e apocalittico. È in linea con i primi due episodi di questa nuova trilogia degli X-Men, decisamente più riuscita dei film dei primi anni Duemila. La sceneggiatura sacrifica un po’ della complessità dei diversi personaggi ma mantiene la forza dei due protagonisti, McAvoy nei panni di Xavier e il più ambiguo ma carismatico Magneto di Fassbender, anche se l’excursus sul suo vissuto familiare è raccontato con troppa sufficienza.

A fare la differenza è il cattivone, interpretato da Oscar Isaac, un dio egizio con una sfilza di nomi, terribile e inquietante. Il resto lo fanno gli effetti di grande livello, tanti personaggi, vecchi e nuovi, compreso un cameo del migliore di tutti.

E soprattutto, come già nei film precedenti, è vincente l’idea di raccontare un pezzo di storia reale (in questo caso gli anni Ottanta e la Guerra Fredda) attraverso il filtro del film d’azione.

Foto Ansa 


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