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Usa, nuova ondata di offensive giudiziarie pro nozze gay. Tocca a New Jersey, New Mexico e Michigan

ottobre 26, 2013 Benedetta Frigerio

Fallita la via politica o referendaria, i tentativi di istituire i matrimoni omosessuali partono dai tribunali. Ci provano anche (in parlamento) Illiniois e Hawaii

A giugno un giudice di una corte distrettuale del Michigan, Bernard Friedman, si è rifiutato di respingere la richiesta di due infermiere lesbiche che volevano adottare tre bambini. Anche se la legge dello stato lo impedisce, il giudice ha consigliato alle donne di ricorrere in appello, chiedendo al tribunale federale di esprimersi in merito. Da quando la Corte suprema degli Stati Uniti ha abolito il “Defense of marriage act”, la legge voluta da Clinton che impediva alle coppie omosessuali “sposate” regolarmente in uno stato di godere degli stessi diritti e agevolazioni in tutto il territorio federale, Friedman è stato il primo giudice a muoversi contro le norme del suo paese.

CEDE IL REPUBBLICANO CHRISTIE. Successivamente, la Corte suprema del New Jersey ha di fatto istituito per decreto il matrimonio gay, contraddicendo la volontà degli elettori dello stato che nel 2006, tramite referendum, si erano dichiarati contrari. E lunedì scorso, 21 ottobre, perfino il governatore repubblicano Chris Christie (nella foto sotto) ha abbandonato la sua lunga battaglia contro le nozze omosessuali rinunciando a impugnare la sentenza: «Nonostante il governatore sia fortemente in disaccordo con il fatto che il giudizio della Corte si sostituisca al processo costituzionale dei rami eletti o a un voto del popolo, la Corte ha ormai espresso chiaramente la sua visione sulla Costituzione del New Jersey, pertanto il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ora legge», si legge in un comunicato del suo ufficio stampa che ha suscitato non poche proteste tra i suoi elettori.

CORSIE PREFERENZIALI. Due giorni dopo è stata la volta della Corte suprema del New Mexico. Qui sia le unioni civili sia il matrimonio omosessuale sono illegali, ma recentemente una corte distrettuale ha emesso una sentenza che afferma il diritto di sposarsi anche per le coppie dello stesso sesso, sfruttando una norma statale che vieta la discriminazione sulla base dell’orientamento omosessuale. Il caso ha raggiunto il sommo tribunale con una velocità solitamente riservata alle questioni di particolare urgenza e sono già cominciate le udienze. Nello stesso giorno (mercoledì 23 ottobre) le strade della capitale dell’Illinois, Springfield, si sono riempite di famiglie che hanno protestato contro il tentativo di legalizzare le nozze gay. La norma che apre al matrimonio omosessuale era passata al Senato in febbraio, ma poi era rimasta ferma alla Camera. In settimana il governatore democratico dello stato, Pat Quinn, ha esortato i deputati a pronunciarsi sul disegno di legge.

DA 13 A 17 STATI. Infine, il Parlamento delle isole Hawaii è stato convocato la settimana prossima, sempre per esprimersi sul matrimonio omosessuale. Anche qui il governatore democratico, Neil Abercrombie, ha parlato dell’urgenza di approvare la legge sulle nozze gay di cui si discute da tempo. È possibile quindi che dai 13 attuali, gli stati americani in cui è legale il matrimonio fra persone dello stesso sesso diventino 17, di cui 7 avranno istituito la norma per via giudiziaria scavalcando il Parlamento e i referendum popolari, come è già successo in California, in Massachusetts, Connecticut e Iowa.

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50 Commenti

  1. Giovanni scrive:

    Cosa c’e’ di scandaloso? Gli Usa sono uno stato federale, il che vuol dire che materie si normano localmente altre cwntralmente. Come i diritti civili, Kennedy (cattolico) mando’ i para’ per permettere a tre studenti neri di iscriversi ad una universita’ dove tutti e dico tutti erano contrari. Poi se i buoni cristiani del New Mexico vogliono fare la secessione per questo…

  2. Original Bifocale scrive:

    Le due Corti supreme (New Jersey e New Mexico) hanno fatto il loro lavoro, dichiarando illegittime quelle norme che escludendo una parte della popolazione dall’avere accesso a quelle stesse opportunità legislative e trattamento che i due nei Stati creavano, di fatto, due classe di cittadini. Il governatore repubblicano Chris Christie ha abbandonato la sua battaglia contro le nozze omosessuali, rinunciando a impugnare la sentenza, perchè è una persona intelligente e ha capito che era una battaglia persa, in quanto l’uguaglianza dei cittadini è uno dei cardini di tutte le democrazie compiute. Se non si hanno i paraocchi del furore ideologico lo si accetta senza problemi, anche perchè l’accesso al matrimonio per le coppie dello stesso sesso non intacca minimamente, da nessun punto di vista, tutte le altre coppie e tutte le altre famiglie.

    • Anna scrive:

      Se non si hanno i paraocchi del furore ideologico, si capisce che il matrimonio sussiste solo tra uomo e donna.

      • Original Bifocale scrive:

        Non in quegli Stati (un numero sempre crescente) che hanno l’uguaglianza matrimoniale. Comunque sia, cara Anna, se vuoi tu sei libera di sposarti con chi ti pare; ti da proprio cosi’ tanto fastidio che altri – senza togliere niente a te e senza intaccare minimamente le tue scelte e stile di vita – possano fare altrettanto?

  3. Andrea scrive:

    Ora capisco perchè qui la gente è contraria a questo tema, perchè c’è disinformazione.

    1. Caso Michigan: Deboer v Snyder. Due donne cercano di adottare i propri figli; lo stato del michigan glielo impedisce ed allora portano in tribunale (federale) lo stato. Nell’agosto 2012, a causa già aperta, il giudice federale Friedman consiglia alla coppia di sfidare la Proposal 04-2, che vieta alle coppie omosessuali di contrarre matrimonio (e altro). La coppia aggiunge al proprio caso anche la sfida alla Prop 04-2 qualche giorno dopo. A seguito dalla decisone della Corte suprema nel caso Usa v windsor la coppia chiede di vleocizzare il caso, ma il giudice, il 16 ottobre scorso, rigetta la richiesta chidendo alle parti di svolgere un processo a Febbraio 2014.

    2. Caso New Jersey. Garden Estate Equality v Dow. Nel 2006 non c’è nessun referendum nel New Jersey. Nel 2006 la Corte Suprema dello Stato decise che alle coppie gay spettano gli stessi diritti delle coppie etero, dando la possibilità all’assemblea generale del New Jersey di legiferare in materia come meglio avrebbe creduto. Il New Jersey si dota allora delle unioni civili. Nel 2010 delle coppie lamentano la differenza di trattamento tra unioni civili e matrimonio e sempre a seguito della decisone della Corte Suprema nel caso Windsor le coppie chideono di accelelare la causa. Il 27 Settmebre un giudice di primo grado decide in favore delle coppie e stabilisce che dal 21 ottobre le coppie gay di tutto del New Jersey possono sposarsi. Il governatore si appella alla contemporaneamente alla corte d’appello e alla corte suprema del New Jersey ed inoltre chiede di “congelare” la data del 21 ottobre perchè la Corte suprema possa decidere definitivamente. Il 10 ottobre lo stesso giudice di primo grado rigetta la richiesta di congelare la data, il governatore ricorre allora alla Corte Suprema del New Jersey e questa, venerdì scorso, conferma la decisione del giudice di primo grado. Dal 21 ottobre è possiblie per le coppie gay di sposarsi, anche se la Corte Suprema del New Jersey non ha deciso nel merito del caso.

    • Giovanni scrive:

      Ancrea non esagerare, usare il fact cecking contro Benedetta Frigerio è come sparare sulla Croce Rossa. Fa abbastanza brutte figure anche prendendo per buoni i fatti.

    • Picchus scrive:

      Non vedo quale sia la disinformazione, sono i tribunali, anzi l’attivismo di giudici politicamente schierati a stabilire leggi anche morali attraverso un’idea ridicola e ideologica di uguaglianza, scavalcando di fatto leggi e regolamenti esistenti, come avviene peraltro in Italia. Con buona pace della democrazia. Il resto sono dettagli irrilevanti.

      • Giovanni scrive:

        Picchus dire che il giudice si è rifiutato di respingere una richiesta anche se la legge lo obbligava a farlo (Frigerio) non è lo stesso che dire che gli ha consigliato di eccepire una questione di costituzionalità (Andrea) Chiarire che il giudice Friedman è un giudicen federale (Andrea) o non farlo (Frigerio) non è lo stesso, un giudice locale giudica secondo le leggi del Michigan, un giudice federale secondo quelle USA. Che ci sia stato (Frigerio) o no (Andrea) un referendum nel 2006 in New Jersey non mi pare un dettaglio irrilevante.

        In ogni caso il fatto che le corti di garanzia (corte di cassazione, corte costituzionale) modifichino le leggi, se queste sono contrarie ai principi del diritto e della costituzione non è un abuso. Son li per quello.

        In Usa i diritti civili sono materia federale (è così in tutti gli stati di questo tipo, peraltro) e non è la prima volta che si creano confliutti di questo tipo. Nel 1962 l’Università del Mississipi non voleva iscrivere uno studente nero, James Meredith. Lui ricorse alla Corte Suprema che lo iscrisse d’autorità. Quando si presentò a scuola scortato dall’esercito trovò a sbarrargli la strada migliaia di studenti bianchi, il rettore , il governatore, la polizia locale, il deputato dello stato (democratico). L’esercito per farlo entrare dovette ingaggiare una battaglia facendo intervenire persino i carri armati, ci furono due morti e 200 feriti. Il Ministro della giustizia era Robert Kennedy, il Presidente John Kennedy, cattolici.

        Ps Non sei preoccupato del fatto che quelli che esprimono il tuo punto di vista qui non sanno andare oltre le affermazioni apodittiche? Eppure giocate in casa.

        • Picchus scrive:

          Questo tuttavia non cambia di una virgola la questione che i giudici danno una lettura ideologica della legge e la impongono a tutti. E’ ovvio che se lo fanno è perché possono farlo. Ma non tutto ciò che è possibile è anche giusto o solo opportuno. Trovo irritante inoltre la continua equiparazione dei privilegi gay alla discriminazione razziale subita dai neri americani (e non solo), giacché in quest’ultimo caso si tratta(va) di diritti individuali che esistono in quanto esseri umani, nel caso dei gay si tratta di privilegi sociali accordati per motivi ideologici in seguito ad attivismo politico.

          P.S. Io non mi identifico con Tempi. Così ad esempio non concordo con quello che sembra essere un certo filo-berlusconismo. Tuttavia Tempi è tra i pochi che fornisce certe notizie. Inoltre da quello che so la redazione è molto piccola e tenuta in piedi per lo più da volontari, per cui errori sono certamente possibili. Rimane il fatto che nel conformismo imperante Tempi è una voce diversa. La libertà è fatta anche di questo.

          • Giovanni scrive:

            Aridaje con le affermazioni apodittiche!

            I giudici giudicano in base al diritto, se pensi lo abbiano violato dovresti sforzarti di spiegare perchè la pensi così. Personalmente, anche se non sono un giurista, direi che una costituzione come quella Usa che dice che tutti hanno diritto alla ricerca della felicità non viene tradita se si autorizzano i gay a cercarla nel matrimonio.

            Comunque concordo che un giudice non è un individuo isolato in una torre d’avorio ed è sensibile ai cambiamenti della società, al mutare della cultura e questo si riflette sulle sue decisioni. Non ci trovo però nulla di male. In questo caso però i giornali hanno riferito che il voto decisivo è stato quello del giudice Anthony Kennedy, conservatore nominato da Reagan.

            L’altra tua affermazione è sconcertante: privilegio significa dare a qualcuno un diritto negato ad altri, in questo caso si danno ai gay i diritti di tutti. E poi vuoi dire che quella per i diritti civili dei neri non sia stata una battaglia ideologica perseguita tramite l’attivismo politico? mai sentito parlare di Martin Luther King e delle sue marce?

            • Picchus scrive:

              Non vedo affermazioni apodittiche. Ma vedo invece che non hai letto cosa ho scritto. Pazienza.

              Che tutti abbiano diritto a ricercare la felicità non significa che io abbia diritto a guidare un F16 solo perché questo mi rende felice, soprattutto se sono miope. Vi è molto di male se un giudice si lascia influenzare dal politicamente corretto e dalle mode del momento, tra cui una lettura assurda del concetto di uguaglianza che rappresenta la degenerazione in campo sessuale dell’uguaglianza economica di stampo marxista (non a caso i crociati del matrimonio gay sono per lo più gli eredi diretti, quando non le stesse persone, delle ideologie di sinistra del XX secolo). Alle dichiarazioni fasciste del giudice Kennedy (che sia conservatore vuol dire assai poco) ha risposto adeguatamente il collega Scalia e alla sua risposta rimando. Sì, ai gay si danno privilegi e non i diritti di tutti. Un gay infatti si può sposare come ogni altro cittadino, alle stesse condizioni di tutti. Però al gay non va bene, lui ha gusti particolari e quindi vuole il privilegio di poter scegliere il sesso del coniuge e pretende che tutta la comunità si adegui alle sue pretese, anche se queste scardinano alla radice l’istituzione matrimoniale, che è tale solo in presenza della complementarietà sessuale. Perché mai allo stato dovrebbero interessare i gusti sessuali delle persone e accordare privilegi in base ad esso? Stessa cosa per le adozioni. Non esiste un diritto ad adottare, neppure per gli eterosessuali, ma solo il diritto del bambino ad avere un padre e una madre a ricostruzione della comunità generativa e archetipa che il bambino ha perduto. Però i gay no, pretendono che nel loro caso adottare sia un diritto e che pertanto se gli viene negato sono discriminati. Quindi i gay vogliono il privilegio di essere depositari di un diritto che nessuno ha. Il risultato è che i bambini, veri e unici depositari del diritto, vengono privati del loro diritto per dare un privilegio ai gay e risolvere le loro problematiche psicologiche. E così via per tutti gli altri argomenti. Il più grande successo della propaganda gay è stato quello di riuscire a far passare la loro pretesa di privilegi per diritti negati. Il martellamento mediatico a cui siamo stati sottoposti in questi ultimi dieci anni, con un utilizzo di risorse che avrebbe risolto la fame nel mondo (mi si conceda l’iperbole), è riuscito a far passare come normali e dovuti i privilegi di una categoria marginale di persone.

              Certo che anche la battaglia dei neri americani si è colorata di motivazioni ideologiche, e religiose, come spesso accade, tuttavia essa si basava su un assunto inderogabile della Convenzione dei diritti umani. Il matrimonio gay e l’adozione gay non sono diritti umani fondamentali, non lo sono mai stati, sono semplicemente privilegi di una categoria di persone che ha avuto immense risorse per fare il lavaggio del cervello alle persone.

              • Andrea scrive:

                1. Privilegio? Quando il Terzo stato protestava alla fine del settecento lo faceva contro chi di privilegi ne aveva. Un privilegio è qualcosa che differenzia qualcuno da un altro e che soprattutto lo eleva dalla massa; un diritto (soggettivo) è qualcosa di cui tutti possono godere (nelle limitazioni ritenute più razionali possibili).

                2. Nel mondo anglosassone il sistema giuridico funziona diversamente da un paese come l’Italia che è di Civil Law. Nei paesi Common Law l’attività interpretatrice del giudice è considerata al pari della legge, appunto Law, invece da noi la giurisprudenza non ha lo stesso peso che nei paesi common law.

                Comunque ti consiglio di leggere la decisione in Garden Estate Equality del giudice di primo grado per capire perchè il giudice ha deciso in favore delle coppie.

                • Picchus scrive:

                  Appunto, e poiché non è razionale e rappresenta un vantaggio rispetto agli altri lo si può chiamare appunto privilegio. Grazie per la conferma.

                  Pur non essendo un giurista so bene che il sistema è differente e che un precedente fa giurisprudenza. Proprio per questo si richiede ai giudici sobrietà e di mettere da parte le tifoserie ideologiche.

              • Giovanni scrive:

                Adesso usi argomenti e non frasi apodittiche, ti ringrazio.Questo mi dà l’opportunità di esaminarle in dettaglio

                “Un gay infatti si può sposare come ogni altro cittadino, alle stesse condizioni di tutti”
                Cioè può sposare una persona di sesso diverso, peccato lui non sia interessato a farlo, i’orientamento sessuale non è mica come scegliere i gusti del gelato. Questa affermazione è assurda come dire “un nero può sposare tutte le donne di colore che vuole ( ma non le bianche) quindi i suoi diritti sono rispettati”

                “Lui pretende di scegliere il sesso del coniuge” Forse un bisessuale, ma un gay o una lesbica seguono semplicemente il loro orientamento, sposano un partner dello stesso sesso e non sposano un partner del seso opposto, facendo una scelta contrarial ma UGUALE a quella degli etero. Dove lo vedi il privilegio?

                “Cosa interessa alla società dei gusti sessuali delle persone?” Appunto.

                “L’isitituzione matrimoniale è tale solo in presenza della complementarietà sessuale”
                questa affermazione è una tautologia. Vuol dire che il matrimonio si può fare tra un uomo e una donna perchè si può fare solo tra due persone di sesso diverso. Come dire che Allah è l’unico Dio e il Corano la sua Eterna Parola è sicuramente vero perchè ce lo ha detto Maometto che non poteva mentire perchè è l’Inviato di Dio.

                L’isitutzione matrimoniale viene scardinata dai matrimoni gay? Il matrimonio è stato ed è spesso una cosa molto prosaica. Riguarda alleanze ed eredità, bestiame e riconciliazione tra famiglie. In un matrimonio di questo tipo il fatto che gli sposi si piacciano o addirittura si amino è un optional, a nessuno viene in mente di considerarlo un elemento essenziale. Invece i figli, in un matrimonio combinato come affare economico tra famiglie sono un requisito indispensabile: ti ho dato cinque vacche e tu mi dai una figlia difettosa? Ma il matrimonio come lo intendiamo noi è una cosa diversa, è libero, basato solo sull’affinità tra i partner e i figli concepiti all’interno hanno gli stessi diritti di quelli concepiti fuori. Anzi direi che è un’istituzione del tutto facoltativa, visto che molte coppie (etero) non vi ricorrono. Che problema c’è a estendere una simile figura sociale ai gay e alle lesbiche?

                Adozioni: ” Non esiste il diritto di adottare”. Vero, infattiuna coppia gay sposata non è automaticamente idonea per l’adozione, ccoe una coppia etero, del resto.
                “Esiste il diritto del bambino ad avere un padre e una madre”è una ragionamento semplicistico visto che modelli alternativi alla presenza di UN padre maschio e di UNA madre femmina che sono anche i tuoi genitori biologici nella crescita dei bambini son sempre esistiti. Se vuoi posso farti una casistica, ma l’ho già fatto parecchie volte. Esiste nella nostra società il diritto dei bambini al fatto che ogni decisione che li riguarda sia presa nel loro esclusivo interesse. Quindi visto che è assolutamente possibile che una determinata coppia gay sia , per cultura personale, posizione sociale, tempo disponibile, migliore di una determinata coppia etero , non vedo la ragioen di escludere A PRIORI,

                • Picchus scrive:

                  Benché questo non sia un forum e quindi sia tecnicamente difficile portare avanti una discussione, ci proverò.

                  GIOVANNI dice: [“Un gay infatti si può sposare come ogni altro cittadino, alle stesse condizioni di tutti”] Cioè con un partner di sesso diverso, cosa che non lo interessa. E non per sfizio, l’orientamento sessuale non è come scegliere i gusti del gelato”

                  RISPOSTA: Questo è del tutto irrilevante, il gay ha accesso alla stessa istituzione di tutti gli altri, alle stesse condizioni di tutti gli altri, quindi ha gli stessi diritti di tutti gli altri. Se a lui non interessa è un problema suo, non della società. Se da una parte infatti non vi è nessuna necessità e urgenza sociale dall’altra sia la Cassazione che la Corte Costituzionale che il Tribunale per i diritti dell’uomo hanno logicamente sentenziato che non vi è discriminazione nel non implementare i matrimoni gay. Pertanto se i gay pretendono che tutta la società si adegui alle loro preferenze e ai loro orientamenti, di fatto pretendono un privilegio, cioè un qualcosa che non è dovuto ma che rappresenta un di più concesso solo in virtù della martellante propaganda degli ultimi anni.

                  ————-
                  GIOVANNI: Comunque questa frase è assurda come dire ” i neri possono sposare tutte le donne di colore che vogliono (ma non le bianche) quindi i loro diritti sono rispettati.”

                  RISPOSTA: Obiezione, perdonami, priva di senso. Impedire a un nero di sposare una donna bianca viola alla radice il principio di uguaglianza, poiché all’interno della regola generale ed essenziale della complementarietà sessuale si stabilisce una discriminazione ingiusta. Che un nero sposi una bianca non viola infatti la natura, il senso e lo scopo del matrimonio. Al contrario, non implementare il matrimonio gay non viola alcun diritto fondamentale e non rappresenta una discriminazione ingiusta all’interno della regola costitutiva del matrimonio. Il matrimonio inoltre è intrinsecamente discriminatorio. Non solo si sceglie una persona e non le altre, ma esso è limitato ad esempio dall’età, dalla parentela, dallo stato civile e in alcuni casi persino dallo stato di salute. Questo perché il matrimonio ha un senso e uno scopo e queste discriminazioni positive sono funzionali alla natura stessa del matrimonio. Escludere il matrimonio gay, ovvero un matrimonio dove non vi sia complementarietà sessuale, è funzionale alla natura stessa del matrimonio e quindi, ancora una volta, non rappresenta una ingiusta discriminazione.
                  ————-
                  GIOVANNI: [“Loro vogliono scegliersi il sesso del partner”] Forse un bisessuale, ma una coppia gay compie l’azione UGUALE e contraria a quella di una coppia etero, sposa un partner del suo sesso e non sposa quello di sesso diverso. Dove lo vedi il privilegio?

                  RISPOSTA: Nel fatto che il matrimonio in quanto tale è pre-esistente rispetto alle preferenze sessuali. Il matrimonio nasce, ed è, un istituto nel quale la società tutela non solo l’affettività ma anche il ricambio generazionale. Il matrimonio, pur nelle varie forme assunte, è stata la stategia vincente con cui l’homo sapiens ha attraversato la storia. Non è un caso che nella storia non si danno società che abbiano istituito i matrimoni gay, neppure in quelle società dove l’omosessualità era tollerata, soprattutto nelle classi alte e in ambito militare. Questo perché è sempre stato chiaro che il matrimonio era una cosa specifica, adempiva e adempie a un compito preciso, che non è semplicemente quello di tutelare l’affettività tra due o più persone, altrimenti non si capisce perché l’affettività tra due fratelli o tra un gruppo di conviventi per vario motivo non debba godere della stessa identica tutela. Scardinare i principi base del matrimonio, ciò che lo rende tale, significa svuotarlo di senso, renderlo insignificante, cosa che alla lunga ha inevitabilmente effetti su tutto il vivere civile e sociale.
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                  GIOVANNI: [“Cosa interessa alla società dei gusti sessuali delle persone?”] Appunto.

                  RISPOSTA: Proprio perché la società non è interessata a questo non ha motivo di concedere tale privilegio. Esso infatti non rappresenta alcun vantaggio per la società, anzi è assai problematico e a mio avviso persino dannoso. Per cui, ancora una volta, perché il fatto che Mario e Francesco, oltre ad essere amici, fanno anche sesso, dovrebbe essere interessante per la società al punto tale da stravolgere e svuotare di senso un’istituzione millenaria che si è dimostrata efficace e fondamentale per la continuazione della vita sociale? Solo perché sono stati bravi con la propaganda? Non mi sembra granché come motivazione.
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                  GIOVANNI: [“L’isitituzione matrimoniale è tale solo in presenza della complementarietà sessuale”]
                  questa affermazione è una tautologia. Vuol dire che il matrimonio si può fare tra un uomo e una donna perchè si può fare solo tra due persone di sesso diverso. Come dire che Allah è l’unico Dio e il Corano la sua Eterna Parola è sicuramente vero perchè ce lo ha detto Maometto che non poteva mentire perchè è l’Inviato di Dio.

                  RISPOSTA: E’ ovvio che sia una tautologia, l’essenza di un ente è tautologica dell’ente stesso. Questo è a priori. Il punto è che tale essenza del matrimonio, ovvero ciò che lo rende tale, è la risultanza della storia, ovvero del modo in cui esso si è manifestato ed è stato utilizzato nel corso dei millenni. Dunque nel momento in cui si cambia ciò che essenziale, ciò che definisce il matrimonio in quanto tale, si ha inevitabilmente una cosa diversa rispetto alla precedente. In questo senso il matrimonio gay non esiste. Anche quando due gay riescono ad accedere al matrimonio tanto agognato, di fatto non vi accedono (con buona pace delle varie legislazioni) ma accedono a un istituto diverso che è solamente un’immagine sbiadita del matrimonio. Se già il matrimonio civile rappresenta una sorta di brutta copia del matrimonio sacro, il matrimonio gay si riduce a essere una brutta copia di una brutta copia che nulla ha a che fare con l’originale. Francamente trovo che questa storia del matrimonio gay sia umiliante in primo luogo per gli omosessuali stessi, chiamati a scimmiottare disperatamente gli eterosessuali, invece di trovare un proprio modo di essere anche sociale, nella speranza che questo risolva tutte le loro problematiche. Ma è un’illusione, e le illusioni si pagano a caro prezzo prima o poi.
                  —-
                  GIOVANNI: L’istituzione matrimoniale viene scardinata dai matrimoni gay? Il matrimonio è stato ed è spesso una cosa molto prosaica. Riguarda alleanze ed eredità, bestiame e riconciliazione tra famiglie. In un matrimonio di questo tipo il fatto che gli sposi si piacciano o addirittura si amino è un optional, a nessuno viene in mente di considerarlo un elemento essenziale. Invece i figli, in un matrimonio combinato come affare economico tra famiglie sono un requisito indispensabile: ti ho dato cinque vacche e tu mi dai una figlia difettosa?

                  RISPOSTA: Osserva bene, qual è la caratteristica comune a tutte queste, e le altre, forme di matrimonio? La complementarietà sessuale. Non si scappa, se manca questa non vi può essere matimonio, perché essa è condizione necessaria seppure di per se non sufficiente.
                  ——
                  GIOVANNI: Ma il matrimonio come lo intendiamo noi è una cosa diversa, è libero, basato solo sull’affinità tra i partner

                  RISPOSTA: Ma quando mai? Ancora oggi ci si sposa per i più disparati motivi. Ciò che conta è che siano rispettati alcune limitazioni, che ho già sopra elencato. Una di queste limitazioni è appunto la complementarietà sessuale, in quanto essa è stata ed è elemento fondamentale e imprescindibile perché un matimonio possa dirsi tale.
                  ———-
                  GIOVANNI: i figli concepiti all’interno hanno gli stessi diritti di quelli concepiti fuori

                  RISPOSTA: Come è giusto che sia, poiché si tratta di diritti individuali che non contrastano con quelli relativi al matrimonio
                  ——–
                  GIOVANNI: Anzi direi che è un’istituzione del tutto facoltativa, visto che molte coppie (etero) non vi ricorrono. Che problema c’è a estendere una simile figura sociale ai gay e alle lesbiche?

                  RISPOSTA: Il fatto che sia facoltativa è irrilevante. Di fatto con il matrimonio gay si abolisce il matrimonio in quanto tale, poiché ovviamente diventerebbe discriminatorie tutte le limitazioni caratteristiche del matrimonio stesso ed elencate sopra. Il matrimonio viene ridotto a semplice quanto vaga e blanda unione affettiva tra varie persone. Tutt’altra cosa. Ma questo sarebbe davvero un bene per la società? Francamente non credo. Da storico vedo in esso uno dei segnali inquivocabili della decadenza di una società e di una civiltà.
                  ——-
                  GIOVANNI: Adozioni: [” Non esiste il diritto di adottare”]. Vero, infatti una coppia gay sposata non è automaticamente idonea per l’adozione, ccoe una coppia etero, del resto.

                  RISPOSTA: il punto è che una coppia gay è intrinsecamente non idonea poiché disfunzionale rispetto all’optimum che lo stato è obbligato a ricercare nel momento in cui prende su di se la tutela di un bambino. Ed è disfunzionale poiché incoerente rispetto alle modalità imprescindibili con cui un bambino viene al mondo e quindi all’universo simbolico ed educativo che questo rappresenta. E’ diritto di ogni bambino poter accedere correttamente a questo universo simbolico, educativo e relazionale e lo stato deve rispettare questo diritto fondamentale (banalmente riassunto nel diritto ad avere un padre e una madre), altrimenti viene meno al proprio compito di tutelare la figura più debole a favore invece del soddisfacimento delle esigenze psicologiche delle coppie gay. Ma l’adozione non nasce per questo, bensì per la tutela dei minori. Non vi è dunque nessun motivo per estendere l’adozione alle coppie gay. Io potrei essere favorevole invece solamente nel caso di figli naturali di uno dei due, e solo nel caso che l’altro genitore sia morto o privato per qualche motivo gravissimo della potestà genitoriale. In questo caso infatti da una parte si mantiene il legame genitoriale con il genitore naturale, dall’altra si rispetta la libertà del genitore di scegliere cosa sia meglio per il figlio. Questo nell’ambito tuttavia di un discorso più ampio nel quale i genitori possono scegliere, in caso di morte ad esempio, a chi ritengono più opportuno affidare i figli, invece che derogare il tutto allo stato.
                  ——–
                  GIOVANNI: “Esiste il diritto del bambino ad avere un padre e una madre” è una ragionamento semplicistico visto che modelli alternativi alla presenza di UN padre maschio e di UNA madre femmina che sono anche i tuoi genitori biologici nella crescita dei bambini son sempre esistiti. Se vuoi posso farti una casistica, ma l’ho già fatto parecchie volte.

                  RISPOSTA: è ovvio che sia semplicistico, in quanto riassuntivo. Tuttavia esso è radicalmente corretto. Che esistano vari modelli alternativi è irrilevante. Tra questi modelli alternativi vi è anche quello di poter crescere tra i lupi, in quanto l’essere umano è molto adattabile, ma questo non vuol dire che sia opportuno. Io stesso sono stato adottato, dunque ho avuto due padri e due madri, ma questo non cambia di una virgola il discorso. Come già detto lo stato deve scegliere l’optimun per il minore e questo non si può dare se non si rispettano le modalità naturali della generazione umana. Tale modalità infatti è non solo imprescindibile ma porta con se tutto un insieme di immaginari individuali e sociali che sono fondamentali per la crescita di un bambino. Per cui sì, dal momento che un bambino nasce da un padre e da una madre, esso ha il diritto fondamentale, sancito persino nei trattati internazionali, che questo dato e diritto sia rispettato nella sua vita. Privarlo di questo, per soddisfare le esigenze psicologiche di una categoria molto influente di persone, è intrinsecamente immorale e quindi dannoso sia individualmente che socialmente.
                  ——–
                  GIOVANNI: Esiste nella nostra società il diritto dei bambini al fatto che ogni decisione che li riguarda sia presa nel loro esclusivo interesse. Quindi visto che è assolutamente possibile che una determinata coppia gay sia , per cultura personale, posizione sociale, tempo disponibile, migliore di una determinata coppia etero , non vedo la ragioen di escludere A PRIORI.
                  RISPOSTA: Perché una simile decisione non sarebbe presa nell’interesse del bambino, interesse riassumibile appunto nell’avere un padre e una madre, bensì nell’interesse della coppia adottante. Da questo non si sfugge. Ovviamente l’”avere un padre e una madre” è condizione necessaria ma certo non sufficiente: nessuno affiderebbe un bambino a una coppia di drogati o di psicopatici, ad esempio. Oltre alla complemetarietà sessuale sono dunque necessari anche altri requisiti, requisiti che ovviamente si possono trovare anche in una coppia gay, solo che essa manca del requisito indispensabile, la cui mancanza rende inutili tutti gli altri.

                  Ad maiora!

              • Giovanni scrive:

                Adesso argomenti invece di affermare apoditticamente, ti rimìngrazio, questo mi dà l’opportunità di analizzare le tue ragioni:

                ” Un gay infatti si può sposare come ogni altro cittadino, alle stesse condizioni di tutti” Cioè con un partner di sesso diverso, cosa che non lo interessa. E non per sfizio, l’orientamento sessuale non è come scegliere i gusti del gelato. Comunque questa frase è assurda come dire ” i neri possono sposare tutte le donne di colore che vogliono (ma non le bianche) quindi i loro diritti sono rispettati.”

                “Loro vogliono scegliersi il sesso del partner” Forse un bisessuale, ma una coppia gay compie l’azione UGUALE e contraria a quella di una coppia etero, sposa un partner del suo sesso e non sposa quello di sesso diverso. Dove lo vedi il privilegio?

                “Il matrimonio è tale solo in presenza di complementarietà sessuale” questa è una tautologia . I matrimoni sono possibili solo tra individui di sesso diverso perchè si fanno solo tra un uomo e una donna. Come dire: che Allah è l’unico Dio è sicuramente vero perchè ce lo ha detto Maometto che non poteva mentire perchè era l’Inviato di Dio..

                I matrimonio gay scardinano l’isituzione matrimoniale? Il matrimonio è spesso una questione molto prosaica. Tradizionalmente riguarda eredità e alleanze, bestiame e pacificazione fra famiglie, strategie economiche e di potere. Che in un matrimonio combinato dalle famiglie i partner si amino o anche solo si piacciano è un optional, a nessuno viene in mente di considerarloun requisito essenziale.Mentre i figli sono indispensabili: ti ho dato cinque vacche e tu mi dai una figlia difettosa? Ma nel matrimonio come lo intendiamo noi da un paio di secoli e più è diverso. Si ci sposa per affinità e il fatto che si facciano o no figli è un’autonoma decisione della coppia, si possono sposare oppie evidentemente non in grado di figliare (vecchietti ad esempio) e possono figliare coppie non sposate, i diritti dei bambini sono assolutamente gli stessi dentro e fuori il matrimonio. Che problema c’è ad estendere una simile istituzione sociale alle coppie gay?

                Perchè allo stato dovrebbero interessare i gusti sessuali delle persone? Appunto.

                “I bambini hanno diritto ad un padre e una madre”detto così è semplicistico e alla fine falso visto che modelli di crescita per i bambini diversi dal vivere con UNA madre e UN padre che sono anche i genitori biologici esistono da sempre. Posso fare una casistica, come ho fatto più volte. I bambini hanno diritto al fatto che tutte le decisioni che li riguardano siano prese nel loro esclusivo interesse. Quindi visto che una determinata coppia gay, per condizioni sociali, cultura personale e tempo disponibile può essere meglio di una derminata coppia etero non vedo la ragione di escludere queste coppie A PRIORI. Magari, a parità di requisiti, una coppia etero è preferibile (la soluzione più comune è sempre anche quella meno problematica, il conformismo spesso aiuta) , ma non in tutti i casi.

                • Gmtubini scrive:

                  Giovanni, di solito si dice che repetita juvant:
                  nelle coppie normali (maschio e femmina) la sterilità è accidentale, in quelle omosessuali la sterilità è sostanziale.
                  Prima che tu muova obiezioni a bischero ti ricordo che l’età delle persone è un’accidente.
                  Inoltre:
                  Il matrimonio è per i figli.
                  Le coppie omo, in quanto tali, non figliano.
                  Ergo, il matrimonio omo è un’assurdità ideologica.
                  Tanto è vero che la tua ideologia del cappero, non potendo fare altrimenti, continua a raccontare la ridicola menzogna che il matrimonio non è fatto per i figli, ma per l’amore.
                  A questa bischerata ci si può credere solo quando si è conferito il cervello all’ammasso e si ragiona con lo sfintere.

                  • Giovanni scrive:

                    Repetita juvant
                    Se avere figli o no non provoca nessun effetto nel matrimonio, nè positivo, nè negativo mi pare di solare evidenza che la filiazione non è un requisito essenziale di questo. Punto.

                    • Giovanni scrive:

                      Similmente: il rapporto di amore tra i coniugi non viene richiesto in ogni matrimonio che sia stato celebrato su questa terra, ma per la nostra cultura è indispensabile, al punto che un matrimonio combinato non è considerato un vero matrimoniol anche se la coppia ha avuto 10 figli.

                      Riassumendo: avere figli o no non produce effetti giuridici sul matrimonio, mentre un matrimonio combinato senza che i partner si siano liberamente scelti è condannato come abuso da legge e cultura, indipendentemente dal numero dei figli.

                    • Gmtubini scrive:

                      L’unica cosa che pare di solare evidenza è che nel pur semplice ragionamento che ti ho fatto tu non hai capito una beneamata mazza.
                      Non che mi aspettassi di meglio da uno che ha conferito il cervello all’ammasso.
                      Per spiegartelo meglio (non che confidi più di tanto nel tuo devastato comprendonio): un garage è un garage, ovvero un vano fatto con un certo criterio per un dato scopo, e tale rimane anche quando la macchina l’hai fatta demolire.

    • giovanna- scrive:

      Due donne cercano di adottare i propri figli ? I propri figli ? E da quando due donne possono avere un proprio figlio ? Secondo me quei figli sono figli di un uomo e una donna, o no?
      ( scrivere una castroneria del genere e dare lezioni di correttezza ci vuole un coraggio incredibile, forse meglio dire una faccia tosta o una malafede incredibile )

      • Giovanni scrive:

        Giovanna concentrati ce la puoi fare persino tu: immagina uno studente di medicina, che una mattina va alla banca del seme, si masturba in uno stanzino, mette il seme in una provetta, la consegna, ritira il suo compenso alla cassa e non ci pensa più.

        Immagian due ragazze lesbiche che si conoscono e stanno insieme dai tempi dell’università. Dopo anni di convivenza decidono di avere un figlio. Una va alla banca del seme e gli tocca la provetta del nostro studente . Credo saremo tutti d’accordo che sarà lei la madre.

        L’altra attende con ansia il giorno della nascita, trepida e si commuove ad ogni ecografia, prepara il corredo, si sveglia la notte pensando “Ma sarò in grado?”: A volte si sveglia l’altra con la stessa domanda e lei scende a prepararle la camomilla. Quando il bimbo nasce si occupadi lui fin dal primo istante ( appena finito di piangere di gioia)

        Vuoi dire che il padre del banbino è lo studente?

        • Gmtubini scrive:

          Biologicamente sì.
          E di mamme che diventano tali più o meno allo stesso modo in cui si diventa proprietari di un IPhone ultimo modello, l’umanità, della quale entrerà a far parte quel disgraziato di figlio, non è che ne abbia tutto questo gran bisogno.

          • Giovanni scrive:

            Appunto, biologicamente, che non vuol dire nulla.
            Ti pare che le due donne di cui ho raccontato ( esistono davvero) abbiano avuto un figlio nella stessa maniera in cui si compra uno smartphone?
            PS Samuele è tutt’altro che disgraziato è un bellissimo bambino che ride sempre.

            • Gmtubini scrive:

              Non vuol dire nulla solo per uno che ha conferito il cervello all’ammasso e ragiona con lo sfintere, visto che un giorno, dal momento che le querce non fanno limoni e due donne non fanno figli, il disgraziato di figlio si domanderà chi diavolo è il suo vero padre, e come ha fatto quel deficiente a rendersi complice di un macchinario che fa figli senza amore e, di conseguenza ad amare e rispettare una madre che ci ha comprato al mercato come un cesto d’insalata.

              • Giovanni scrive:

                Le sue mamme gli spiegheranno cosa è successo. E siccome i bambini di solito non sono ancora poveretti pieni di odio e di rabbia impotente, malgrado il fatto siano stati cresciuti dalla più normale delle famiglie.accetteranno probabilmente la notizia con sorprendente naturalezza. Come i bambini evidentemente adottati. Come il figlio di una mia amica che ha chiesto alla mamma la mattina a colazione: ” perchè lo zio dorme nello stesso letto con Francesco?” Lei, un pò preoccupata ha risposto: “perchè lo zio e Francesco si amano come papà e mamma” “Ah! possoa vere un altro biscotto?”

                • Gmtubini scrive:

                  Ti dirò Giovanni che codeste favolette a lieto fine forse consoleranno voialtri rintronati dall’ideologia, ma noi i figli ce li abbiamo davvero, e ti assicuro che non sono così scemi come vorresti far credere tu con codesti discorsini accomodati.
                  E così, mentre il figlio della tua “amica” sgranocchia un altro biscotto, probabilmente pensa qualcosa che a te e allo zio Francesco non farebbe così tanto piacere sapere.

                  • Giovanni scrive:

                    Seee.. probabilmente penserà “Ma Genensi 1.27 non diceva maschio e femmina li creò? E San Paolo non diceva che era un abominiio? “

                    • Anonimo scrive:

                      Probabilmente penserà che il mondo degli adulti fa schifo, e che quando sarà grande lui si adopererà per ripristinare l’ordine delle cose.

  4. Remo scrive:

    I veri disinformati sono Andrea e Giovanni e Benedetta fa un figurone. Loro invece sgattaiolano in silenzio con la coda tra le gambe.

  5. Italo Sgro' scrive:

    Il commento poco sopra non è mio. È possibile rimuoverlo?

    • Giovanni scrive:

      Tubini con me strillare non serve a nulla. Nè appendersi agli specchi. Vederti sbroccare quando sei senza argomenti “Bischero! Non capisci! Una donna è un garage, cioè no, un garage è un garage, ma è come se fosse una donna” mi crea solo un grande spasso. Per me sei come un topolino nel labirinto, mi diverto a vedere come NON trovi l’uscita, Poi mordi pure le sbarre della gabbietta per la rabbia, non me ne può fregare di meno.

      Che la base del matrimonio sia l’amore e non la riproduzione è ormai opinione comune, giurisprudenza accertata (il fatto che un coniuge non voglia figli non è neppure causa di attribuzione di colpa nei divorzi) , banale normalità. Quindi non c’è motivo per non estendere l’isitutuzione ai gay. La legge piano piano si adegurà dappertutto e restare sul trespolo a brontolare non ti servirà a niente.

      • Giovanni scrive:

        Tubin, visto che son cattivo, insisto con l’esempio dei vecchietti che ti fa tanto incavolare. Non voglio perdere nessuna occasione di farti fare la figura del fesso.

        Dire che il matrimonio è basato sulla riproduzione e che l’eventuale sterilità è un fatto accidentale ha senso solo se la sterilità era sconosciuta agli sposi o è posteriore al legame.

        Altrimenti sposarsi per avere figli con una che chiaramente non può averne sembrerà logico a te, ma ti assicuro che la maggioranza dei bipedi di questo pianeta non è d’accordo.

        Forse tu aspetti sempre il Regionale sul binario morto e pensi che non arrivi per fatto accidentale, ma non è così.

        • Anna scrive:

          Quando Giovanni è a corto di argomenti sbraita e moltiplica i post…ma sostanza non ce n’è.

      • Gmtubini scrive:

        Orbene, se, come dici te, se la giurisprudenza ha ormai sdoganato il fatto che il matrimonio serve all’amore e non a tutelare i figli ancorché potenziali della coppia, spiegaci, o sommo Giovanni, come diavolo farà, secondo te, la suddetta giurisprudenza, a giustificare il fatto che non ci si possa sposare ad esempio, tra nonna e nipote, tra fratello e sorella e via farneticando.
        Sì, perché se la questione riproduttiva non è sostanziale e si può escludere in toto, non si capisce per quale motivo non ci si possa sposare tra consanguinei.

        • Giovanni scrive:

          Tubini perchè ti ostini a farela figura del cretino così aggratis? Due par anche strettissimi possono tranquillamente avere figli. Il tabù dell’incesto è il più antico e diffuso del mondo, secondo Levi-Strauss è addirittura fondativo della civiltà, ma non c’entra nulla con i figli.

          PS due vecchietti non possono avere figli neppure potenzialmente.

          • Giovanni scrive:

            par sta per parenti

            • picchus scrive:

              Giovanni, nel caso le sia sfuggito, ho risposto al suo post (finito nascosto tra due suoi lunghi post)

              • Giovanni scrive:

                Ho visto ora ti rispondo domani .

                • Giovanni scrive:

                  Caro Picchus faccio una premessa: intanto grazie per lo stimolante contributo. Evito il quoting per non scrivere un poema, mi limito a discutere quelle che mi sembrano le tesi centrali, con la preghiera che se dimenticassi qualcosa di importante lei voglia segnalarmelo, non mancherò di farle avere le mie riflessioni in merito.

                  L’asse centrale del suo ragionamento possiamo sintetizzarlo, direi, in questa frase:Il matrimonio nasce, ed è, un istituto nel quale la società tutela non solo l’affettività ma anche il ricambio generazionale. Se questo non si dimostra vero la compementarietà sessuale, necessaria, in assenza di tecniche di avanguardia, alla riproduzione non è più un obbligo.

                  La riproduzione non ha bisogno del matrimonio, ed infatti si danno società dove questo istituto è molto debole, a titolo di esempio le cito le popolazioni Mosuo dello Yunnan dove questo istituto è addirittura inesistente: Recentemente se ne è anche occupato Il Fatto Quotidiano con un reportage. Non le metto il link per evitare che questo post vada in moderazione, ma può agevolmente trovarlo con Google. In Oceania viene addiritura negato il rapporto diretto tra coito e gravidanza quindi il marito non viene considerato padre, per loro non è lui ad assicurare la riproduzione. Per inciso non è affatto vero che non esistano esempi di matrimoni omosessuali nella storia. In Borneo, Siberia ed America del Nord tra uomini, in Sudan, Kenya e altre parti dell’Africa tra donne. Son cose di cui ho scritto molte volte qui, a richiesta posso essere più dettagliato.

                  Il contenuto prevalente del matrimonio nella storia è quello dello scambio economico. Matrimonio (mater munus, ricchezza della madre) e patrimonio (pater munus, ricchezza del padre) son termini collegati . Un’altra prova è la tendenza all’esogamia: ci sposiamo con quelli del villaggio vicino così ci danno le vacche e saremo alleati in guerra. Tra gli Nzema del Ghana l’aspetto economico è talmente prevalente che non eiste nessun tipo di rito nuziale, solo lunghe e minuziose trattative tra famiglie, al termine delle quali due fratelli comunicheranno alla ragazza che è stata sposata e che il marito verrà a prenderla al limite del villaggio. Controprova: ai tempi di Roma antica e nel Medioevo i nullatenenti si sposavano raramente, semplicemente non avevano motivo di farlo. Le popolazioni di Africa e Centro America (per citare situazioni che conosco direttamente) che vivono fuori dell’economia tradizionale di villaggio senza adottare i costumi occidentali e soprattutto senza raggiungere il tenore di vita di tipo europeo hanno praticamente smesso di sposarsi.

                  In Europa la rivoluzione industriale ed il lavoro salariato hanno distrutto il matrimonio tradizionale di scambio, rendendolo insignificante. Questo isitituto si è riconfigurato come sanzione pubblica di uno speciale rapporto tra persone, quello affettivo/sessuale.

                  Per dimostrarlo vorrei iniziare innanzi tutto dal suo elenco di “discriminazioni intrinseche al matrimonio”: non possono sposarsi i minori e gli interdetti, ma perchè la loro incapacità di agire è generale, non possono sposarsi, ma neppure comprare una casa o aprire un conto in banca. Non possono sposarsi i parenti stretti, ma tra loro sono vietati anche i semplici rapporti sessuali (art 564 cp) in ossequio all’antichissimo e diffusissimo tabù dell’incesto. L’unica categoria a cui viene negato il matrimonio e solo quello sono i gay, anche ai già sposati vengono negati solo i matrimoni successivi al primo e neppure dappertutto.

                  Ma la vera discriminazione è un’altra, a cui lei accenna: non posso sposare una che non mi vuole, che non prova per me affetto e attrazione. Se anche riuscissi a costringerla questo non sarebbe considerato un matrimonio nè dalla legge, nè dal senso comune, anche se abbiamo avuto molti figli

                  Torno all’esempio che tanto ha messo in crisi Tubini, ma che voglio riproporre per il suo valore paradigmatico: due anziani sicuramente non fertili possono sposarsi anche in Chiesa. Inoltre anche il fatto di non volere figli non costituisce affatto un problema per la validità del matrimonio, non è neppure causa di attribuzione di colpa nei divorzi e la cultura corrente la considera una libera scelta individuale. Un marito che picchiasse la moglie perchè prende la pillola verrebbe condannato e universalmente riprovato, molto di più che uno che alza le mani in seguito ad un tradimento (non che io approvi, sia chiaro) .Tradire la supposta missione del matrimonio è meno grave che tradire il rapporto di affetto.

                  Anche il progressivo declino della poligamia nei paesi dove è permessa dimostra che uesta idea del matrimonio come legame solo affettivo. Le donne africane e arabe non sono disposte a dividere con altre l’oggetto del loro amore, mentre quelle di un tempo trovavano conveniente far parte di un potente clan, anche come seconde, terze o quarte mogli (la poligamia è un modo di aumentare il potere della famiglia e insieme uno status simbol)

                  Che nel diritto positivo di tutti i paesi occidentali non esista più nessuna differenza anche simbolica tra i figli nati dentro e fuori del matrimonio non mi pare un dettaglio trascurabile.

                  Insomma mi sembra che lei stia facendo valorosamente la guardia al bidone di benzina, difendendo le prerogative di un tipo di matrimonio che non esiste più da quella che comunque è la minore delle minacce. Moltissimi matrimoni etero sono celebrati civilmente (e concordo con lei che il tipo di matrimonio che lei difende necessiti di un aspetto sacrale), molti di questi si sciolgono, le convivenze aumentano. Uno può stracciarsi le vesti per questo o considerarlo un normale mutamento dello stile di vita, ma di sicuro nella situazione attuale negare ai gay e solo ai gay un istituto come il matrimonio nella versione attuale è illogico,

          • Gmtubini scrive:

            “Potenzialmente” potresti anche essere intelligente, pensa un po’!

          • Anonimo scrive:

            Ha ragione Tubini, non capisci una mazza.
            La sterilità dei due vecchietti è accidentale e dipende dall’età, quella di due omosex è inesorabile e sussiste a qualunque età.
            Insomma due vecchietti etero sono sempre meno sterili di due giovanetti omosex, visto che almeno i due vecchietti sono assortiti nella maniera giusta.
            E allora, ti rendi conto che non ci arrivi e stai facendo la figura dell’ignorantone?
            Perché non ti fai una ragione e vai a razzolare con gente al tuo livello, cioè quella crede che la cultura consista nel copia-incolla da wikipedia?

            • Giovanni scrive:

              Anonimo a dire queste cose ti dimostri diversamente intelligente.
              L’infertilita’ di due vecchi che si sposano da vecchi sussiste dal primo istante come per due gay. Ugualmente possono sposarsi, anche in chiesa. Il fatto che “siano assortiti nella maniera giusta e’ risibile. Perche’ giusta? Perche’ un uomo e una donna sono una coppia fertile? Nel loro caso no.

              • Anonimo scrive:

                Ahò, che fai? Insisti?
                Almeno fai lo sforzo di cercare su wikipedia la differenza tra sostanza e accidente, così forse ti rendi conto di quanto sei RIDICOLO.
                Ah, ah, ah!

                • Giovanni scrive:

                  E tu guarda il calendario. E’ un po’ che il mondo non ragiona coi canoni della scolastica. Sostanze? Accidentu? Mamifacciailpiacere.

                  • Anonimo scrive:

                    Obiezione non pertinente!
                    Che Aristotele sia fuori moda non giustifica per nulla il fatto che tu, dei suoi concetti filosofici, non abbia capito una mazza!
                    Se questo è un esempio del TUO modo di ragionare sei tu che ci devi fare il piacere di renderti conto di quanto sei RIDICOLO.
                    Ah, ah, ah!

                    • Giovanni scrive:

                      Non avevo capito che facevi riferimento a quei concetti ammuffiti. E ora che lo hai detto non cambia nulla, per interpretare il mondo non servono a una mazza e questo lo hanno capito tutti tranne te da secoli .

                    • Anonimo scrive:

                      Sei pateticamente ridicolo.
                      Anzi, fai letteralmente PENA.

                    • Giovanni scrive:

                      A proposito di ricicolaggini, vatti ileggere il brano dei Promessi Sposi dove Don Ferrante a colpi di sostanze e accidenti a altre astruserie scolastiche dimostra che la peste è colpa delle congiunzioni astrali e quindi non può esservi contagio fra uomini. Salvo morire di peste “come un eroe del Metastasio”. Sei suo discendente? Di sicuro gli assomigli.

                    • Anonimo scrive:

                      Fai sempre più PENA.

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