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Unioni civili. Parlano gli ayatollah: il sì di Magistratura Democratica alle adozioni gay

gennaio 13, 2016 Luigi Amicone

“O la legge la fate voi, o ci pensiamo noi”. Come interpretare l’appello di Md al parlamento per la stepchild adoption (siamo in una teocrazia giudiziaria?)

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Parliamo dell’Italia e del modo con cui in Italia stanno cercando di imporre al di sopra (o al di sotto) della democrazia e del consenso popolare le adozioni gay.

Dunque, in Italia funziona così: se sei un uomo e una donna regolarmente sposati e vai all’estero e ti disponi ad accogliere un bambino orfano e diseredato senza rispettare al millimetro la complicatissima trafila psicologico-burocratico-legale delle adozioni internazionali e riesci lo stesso a portarti a casa quel bambino per dargli vitto, alloggio, un futuro e una famiglia, appena sbarchi in Italia parte la Volante, ti portano via il figlio, finisci in galera, buttano via le chiavi e il bambino lo portano dritto in una “comunità protetta”.

Se invece sei una coppia dello stesso sesso che ha un grande desiderio di maternità e/o paternità, tu crei una situazione di fatto e poi vediamo chi porta via te e il bambino.

In cosa consiste questa situazione di fatto, che si crea nella certezza più assoluta che non solo nessun magistrato o assistente sociale ti darà fastidio ma, anzi, il magistrato e l’assistente sociale, il giornalista e la televisione nazionale, applaudiranno te e il tuo partner perché in questo modo avete sfidato i tabù oscurantisti, la morale vittoriana, il medioevo della Chiesa cattolica, contribuendo eroicamente alla causa del Progresso?

La situazione di fatto che ti viene consigliato di creare per poi passare all’incasso del riconoscimento giuridico, sociale e relativa comparsata televisiva che segnerà il trionfo della performance progressista è la seguente: tu prendi il tuo compagno/a, e nel caso siate due uomini andate in una clinica in America o in India, mescolate lo sperma (prima che l’uno o l’altro un giorno arrivi a rivendicare in esclusiva la paternità, come ha fatto Elton John con il suo partner), scegliete dal campionario degli ovuli venduti da una svedese piuttosto che da una spagnola quello che si addice alla vostra sensibilità amorosa; mettete sotto contratto una donna che per una cifra compresa tra i 40 mila e i 150 mila dollari ospiterà l’incontro tra sperma e ovuli, la fecondazione dell’embrione e, alla fine della gravidanza, vi consegnerà il bambino/a pronto per il menage famigliare.

Cosa succede se qualcosa va storto, se non ti piace, se ha il nasino un po’ storto? Niente di speciale. Per contratto è previsto che la gestante non abbia alcun diritto. Liberi gli acquirenti di buttare il bambino nel cesso o di non ritirarlo. Ecco. Ma se tutto va bene? Semplice, la coppia torna in Italia. E che potrà mai fare un giudice se non riconoscere l’omogenitorialità e il bambino? Volete che un bambino resti orfano?

Nel caso di due donne è tutto più semplice: possono anch’esse ordinare l’utero in affitto, ma ovviamente ci si può servire di un seme anonimo e farsi ingravidare. Via fecondazione artificiale (pare ci sia un tale, in Gran Bretagna, che già chiamano “inseminator”, perché ha già venduto sperma per 800 gravidanze). Oppure ricorrendo alla classica penetrazione naturale (fai un fischio a un amico). Dopo di che, stesso movimento: torni con la tua bella dalla Spagna e col tuo bel pancione ti fai intervistare e acclamare quale madre che non può essere riconosciuta coniuge e non può godere dei diritti di ogni sposato. Vuoi non trovare un magistrato che, con tutte le organizzazioni gay e i giornali che ti portano in palmo di “caso” di discriminazione, benedice una storia che ti sei andata a cercare tu e, naturalmente, per contribuire a far progredire il mondo?

Ovviamente tutti questi bambini sono i mezzi con cui si persegue il fine della grande rivoluzione Lgbt. Ecco cos’è una situazione di fatto: è mettere in campo una strategia per cui i bambini diventano strumenti e ostaggi per l’affermazione di un agenda politica, l’agenda politica gay. In Italia funziona così.

Così che, proprio in tema di adozioni gay, a fronte di un dibattito che sta infiammando e dividendo il Paese, in Italia si rischia ancora una volta che sia la magistratura a dirimere la questione. E a dirimerla nei modi e nelle forme che già conosciamo e a cui abbiamo accennato parlando di situazioni create ad hoc e poi portate in tribunale.

Perciò, fate attenzione cittadini italiani che, comunque la pensiate, vi illudete ancora di vivere in una democrazia dove vige la divisione dei poteri. Dove c’è un parlamento che fa le leggi e una magistratura che le leggi rispetta e fa rispettare, “senza se e senza ma”, non attribuendosi la prerogativa di fare le leggi e tenendosi a debita distanza da ogni intromissione negli affari concernenti la sovranità popolare.

In realtà, sopra le teste e sopra le istituzioni democratiche degli italiani, si erge sempre più risoluta a far valere il proprio sterminato potere (che non ha eguali al mondo fatta eccezione, forse, per paesi come l’Iran e l’Arabia Saudita) la teocrazia togata. La quale teocrazia (o Casta) proprio in queste ore è tornata ad avvertire che la legge sulle unioni civili s’ha da fare. E s’ha da fare, non nei modi previsti dalle procedure democratiche che prevedono perfino la discussione in piazza, sui giornali, in tv e nelle apposite commissioni parlamentari. No. S’ha da fare nei modi e forme previste dall’indiscutibile Monica Cirinnà.

Perciò, basta discutere e frapporre obiezioni alle adozioni gay. È quanto prescrive (e minaccia) l’appello promosso dalla Magistratura Democratica. La quale magistratura ci viene a raccontare tutte le storielle lacrimevoli che sappiamo, ben conoscendo la realtà di bambini fatti strumento e ostaggio di una battaglia squisitamente politica.

Cosa significa questa ennesima entrata a gamba tesa di Magistratura Democratica e dei circoli dell’accademia giuridica che fanno riferimento alla tradizione (in magistratura e in accademia) di un’area politica che ha le sue radici e una storia che va dal Pci-Pds-Ds-Pd ai movimenti dell’estrema sinistra? Ci stanno dicendo: “Forse non avete capito bene, cari italiani e cari parlamentari: non soltanto ci permettiamo di decidere la politica industriale (caso Ilva), di contrastare le leggi in materia di ordine pubblico (caso “ira Anm contro la mancata abolizione del reato di clandestinità”), di insegnare agli scienziati cos’è la vera scienza (casi Stamina, “terremoto non previsto” dell’Aquila, Xylella), ma siamo noi che dettiamo tutte le leggi, comprese quelle cosiddette eticamente sensibili”.

La legge Cirinnà divide il Paese perché l’85 per cento degli italiani è contrario alle adozioni gay? “Beh, noi che siamo la Magistratura Democratica siamo per le adozioni gay e se il parlamento non le approva, sappia che a noi ciò non interessa un bel piffero. Gli eletti dal popolo in parlamento possono discutere e decidere quel che pare a loro e il popolo può organizzare tutti i Family day che vuole: sappiano che tanto decidiamo noi e continueremo a farlo, interpretando e piegando le leggi a nostro libero arbitrio e piacimento. Lo abbiamo fatto con il referendum sull’embrione, lo abbiamo fatto con Eluana Englaro, lo rifaremo con le adozioni omosessuali finché parlamento e popolo non si arrenderanno all’evidenza che lo Stato siamo noi, la teocrazia pure, la Casta anche. E l’Italia è una Repubblica Giudiziaria a sovranità togata”.

Interpretazione ardita? Vedete un po’ voi. Di fatto, non appena si è profilata all’orizzonte la concreta possibilità che la controversa legge Cirinnà non venisse approvata per via dell’apertura alle adozioni gay e, di conseguenza, alla “incivile” (Eugenio Scalfari) e “abominevole” (Livia Turco) pratica dell’utero in affitto – pratica che femministe (Se non ora quando) e personalità autorevoli del mondo gay (Aurelio Mancuso) denunciano giustamente (vedi sopra) come mercificazione delle donne e cosificazione dei bambini – ecco che è arrivato il pesante intervento di Md e dintorni. E, visti i precedenti, non ci sono dubbi su come interpretarlo: “O la legge la fate voi, o ci pensiamo noi”. Neanche in Iran.

Foto Gay Pride da Shutterstock


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47 Commenti

  1. luca scrive:

    Ma non ti vergogni di aver scritto questo articolo, razza di mente sottosviluppata?

  2. luca scrive:

    Secondo me anche la sabbia tra i sandali e il fumo, vergognandosi di essere così vicini a persone come questo qui, si allontaneranno per non sporcarsi.

    • Piero scrive:

      Una prece per Luca.

      • giovanna scrive:

        va bene la prece per la trollona “luca-nino” ( come sarà che questo “nino”, così untuoso, così educato, che non insulta mai nessuno, ma MAI MAI MAI mezza parola contro i trucidi beceri alla “luca” che intervengono SEMPRE SEMPRE SEMPRE quando interviene lui ! strano ! forse perché è sempre la stessa trollona ? ), ma direi anche :
        DFTT !!!

      • Luigi Amicone scrive:

        Un avviso ai troll, non ci facciamo intimorire, chi ci accusa di disinformazione si ricacci in bocca l’accusa. Soprattuto il tale troll o quelli che fingono di condividere certe osservazioni ma “moderatamente, per il bene della causa”. Che come tutti i militanti (mi viene in mente il consiglio che l’Isis dà ai suoi miltitanti infiltrati in Occidente di fingersi cristiani, lo potete leggere su questo sito) sono istruiti alle tecniche comunicative del mimetismo e del “negare, negare, negare”, “calunniare, calunniare calunniare”. Non ci prendete per scemi sulla “stepchild adoption” e tenete l’argomento per i talk televisivi istruiti a ribadire la negazione o il chissenefrega dell’evidenza: anche se significa letteralmente “adozione del figliastro” è solo nell’1% dei casi che si verifica l’adozione di un figlio avuto in precedenza (chessò quando un tale prima di scoprisi omosessuale è stato sposato o è rimasto vedovo dopo aver avuto un figlio da una donna). Nel 99% dei casi, Stepchild Adoption nel caso di due uomini non può significare altro che uno dei due è andato all’estero ha farsi o a comprare un figlio o che ci potrà andare e poi al rientro far fare al partner la “stepchild adoption”. Nel caso di due donne è diverso ovviamente, come accenno nell’articolo, ma è chiaro che nel momento che tu apri all’adozione si mette in moto lo stesso meccanismo: il figlio lo puoi ottenere solo ed esclusivamente “delocalizzando” e “terzializzando” la riproduzione. Punto. E basta con le lacrimevoli argomentazioni sull’amore (andate a vedere il manifesto delle femminsite di Se Non Ora Quando sulla cosiddetta maternità surrogata). Dare diritti e doveri alle persone omosessuali è una cosa giusta, facilissima e non c’è alcun problema. Metterci di mezzo i bambini è un’altra. Il problema è una minoranza fanatica, prepotente e tirannica, che non ha veramente a cuore i diritti di nessuno (tant’è in Occidente siamo ormai allo stato di polizia sulla questione e io prima di finire come in America o in Gran Bretagna che se dici certe cose perdi il lavoro o vai in galera, combatto e chiamo al combattimento democratico). In molti casi non sono neanche persone omosessuali questa minoranza di militanti che presidiano ovunque l’informazione, ma gente che per mestiere fa il rappresentante del capitalismo rampante, l’impiegato LGBT, il commesso viaggiatore per conto del Nuovo Mondo di Huxley, il mite Pol Pot della società post tutto. Mentre è in realtà l’utile idiota al servizio del capitale speculativo, quello che cerca di ricavarsi una linea di prodotti nel mondo dell’ingegneria genetica, nella produzione di umanità, nel commercio dei bambini e nelle cliniche degli uteri in affitto. Insomma un grosso e grasso business. Ecco, tutti questi e tutto il mondo che questi rappresentano non hanno alcun vero interesse ai “diritti” delle persone omosessuali: il loro problema è semplicemente avere il format, la cornice legale giusta, la chiave di volta per scardinare l’ordine naturale e sociale, e fare il business. Perciò, se non hanno le adozioni gay è morta lì, non funziona: i mercati delle identità fruibili e intercambiabili in chiave di consumi, i mercati delle linee ebrionali, dell’ingegneria genetica applicata ala riproduzione umana, dell’eugenetica e delle donne merce e di tutti i gadget al trainano delle industrie dell’individuo-fai-da-te (fase narcisistica del capitalismo, da cui discende il sistema delle protesi a più non posso per l’io divorato dal piacere e dal piacersi), restano chiusi, bloccati. Tutto qui, è il regno dell’infelicità trasferita in protesi di volontà di potenza e nascosta in retorica da Mulino Bianco. Roba da manuale e istruzione alla propganda del pioniere LGBT (comprese le sofisticate ricerche linguistiche, che giustamente meritano “una prece”, studiate per definire l’avversario nel modo più ripugnante possibile: anche qui, verificare le somiglianze con la lingua dell’ Isis, ideologia che divora il cervello, tic totalitario,identità di un uomo al di fuori di ogni rapporto con altri).

        • Nino scrive:

          Hai perfettamente ragione, una coppia omosessuale maschile può ottenere un figlio solo attraverso l’utero in affitto. Ma allora perchè fare la guerra alla stepchild adoption e non all’utero in affitto tout court? Se questa pratica deve essere proibita, lo si affronti a livello globale per le coppie omosessuali E per le coppie etero che (in percentuale ben più grande) a questa pratica fanno ricorso. Oppure si proibisca la stepchild adoption nel caso di ricorso all’utero in affitto.

          • Giannino Stoppani scrive:

            “E per le coppie etero che (in percentuale ben più grande) a questa pratica fanno ricorso.”
            E ora possiamo rispondere affermativamente alla domanda: “si può individuare con sicurezza matematica un mascalzone in mala fede da un semplice inciso?”
            Considerando che gli omosessuali sono tre gatti, è ovvio che le coppie di scellerati etero sono maggiori di delle coppie di scellerati omosessuali.
            Per quanto riguarda la stepchildi adoption, è chiaro che non hai capito una mazza: è solo un cavallo di troia per legalizzare e promuovere la filiazione dei gay, che è la vera priorità della cirinnà.

          • Emanuele scrive:

            Caro Nino,

            1. L’utero in affitto è già vietato in Italia, anche se la pratica è stata svolta all’estero.

            2. La stepchild adoption già è prevista dalla legge sulle adozioni per le coppie sposate (legge già usata ache per coppie gay da parte dei giudici ).

            Il DDL Cirinnà estende la possibilità alle coppie omosessuali ed alle unioni civili. Cosa vai cercando?

          • Picchus scrive:

            Il punto è che è proprio la stepchild adoption a non avere senso, perché da un padre a chi un padre già lo ha.

          • andrea udt scrive:

            Mi ero ripromesso di non commentarti più ma non ce la faccio.

            Dici nei commenti che hai “dubbi” sull’utero in affitto. Te li levo subito: se e’ praticata nell’ “avanzato occidente” e’ prostituzione d’altissimo bordo, se praticata nel terzo mondo e’ la più bassa forma di schiavitù.

            La scandalosa novità e’ che non si vendono o comprano più orgasmi, si vende e compra la vita.

            La stepchild non è far pagare ai figli le colpe dei padri, e’ il cappello giuridico sotto cui possono rifugiarsi quelli che comprano la vita quando tornano le “politicamente correttamente civilissimo” occidente.

            Che ci siano altri modi affinché le colpe dei padri non ricadano sui figli. Ma non questo, che premia e incentiva una nuova, moderna, laida schiavitù delle donne.

            Leggi bene e medita: poi non aver paura di cambiare idea e vai anche tu a sostenere le Sentinelle in Piedi. E’ per questo che si battono, non CONTRO qualcuno ma PER qualcuno.

          • Cisco scrive:

            @Nino

            La percentuale di coppie gay che fa ricorso a questa pratica è altamente superiore a quella delle coppie etero. E’ giusto fare la guerra sia all’adozione del figliastro che all’utero in affitto…

        • beppe scrive:

          caro direttore, le ricordo che sulla legge cirinnà è intervenuto – purtroppo – anche mons. galantino….

          • Raider scrive:

            Caro Direttore,

            il Segretario della Cei dichiara al Corsera che le unioni civili – non i diritti riconosciuti dalla legge in materia, per es., di successione e altri che possono essere riconosciuti, come l’assistenza in caso di malattia – trovano d’accordo la Chiesa. Che questo endorsement vada nella direzione di marcia di una sorta di una stepchild adoption che condurrà passo dopo passo verso la meta dei matrimoni gay, sembra sfuggire totalmente al Segretario della Cei.
            Chi è? Mons Galantino. Che non ha mai chiesto scusa ai ‘cattolici dal volto inespressivo che pregano davanti alle cliniche dove si pratica l’aborto”: e nulla, neppure una parola, mons Galantino ha detto sul volto dei bambini cui viene strappato nelle clincihe di fronte a cui, per il Segretario Generale della Cei, è vietato pregare ai cattolici – a meno che il volto di questi cattolici non sia espressivo quanto quello di chi rilascia interviste al Corsera.
            Galantino è il capintesta della Cei che fa fuoco e fiamme appena qualcuno mette in discussione il dogma dell’immacolata immigrazione: se dimentichiamo – non è difficile. nel caso – che a sostenere queste cose è il Segretario Generale della Cei, non si notano grandi differenze rispetto ai programmi del Pensiero Unico, dogmatismo assai più granitico di quello che si rimporvera alla Chiesa in materia di fede.
            Nel caso dell’immigrazione, non si tratta di materia di fede: e si potrà dissentire da mons Galantino anche senza subirne le reprimende fisiognomiche.
            Nel caso delle unioni civili, si potrà dissentire dalla Cei, che dalle piazze del Family Day si è dissociata da tempo: o forse, dobbiamo aspettarci qualche scomunica, perlomeno, mediatica, visto che di quelle latae o ferande sententiae nessuno si dà più pensiero.
            Comunque, ci sono cattolici che non intendono accettare le direttive della Cei di rito galantiniano né quelle dell’Ue, né in tema di immigrazione né in tema di agenda gay.
            E già che siamo in argomento o comunque, nei paraggi del Pensiero Unico e solo, Le volevo chiedere come mai “Tempi.it”, unica testata in Italia e forse, al mondo, non abbia dato alcuno spazio ai fatti avvenuti a Colonia e in altre città europee a opera di migliaia di immigrati, quasi tutti, per non dire tutti, islamici: e come mai “Tempi.it” non abbia neppure ritenuto di spiegare le ragioni di questa scelta: cosa che trovo ancora più incomprensibile.
            Grato di una Sua risposta, La ringrazio dell’attenzione e dell’ospitalità e Le auguro buon lavoro.

            • Luigi Amicone scrive:

              Quanto ai diritti delle persone omosessuali: mi pare che la lezione della Chiesa sia chiara, si al riconoscimento dei diritti individuali e delle convivenze (partecipazione alla quota di legittima testamentaria e libero accesso a tutte le forme e istituti di mutuo soccorso e di assistenza reciproca: scusate è una garanzia anche per le suore nei conventi e per le “convivenze” religiose). No alla istituzione similmatrimoniale (e qui in effetti non ho ancora ben capito la posizione di monsignor Galantino: chiaro che se si accetta la reversibilità della pensione, si accetta un istituto tipicamente matrimoniale, e questo è sbagliato, perché la reversibilità è legata al sostentamento dei figli, nasce per tutelare le vedove e i figli). Dunque la Chiesa cattolica ha ragione, laicamente ragione.
              Quanto a Colonia: semplicemente l’abbiamo “bucata”. Errore. Rimediamo con un ottimo e originale articolo di Farina nel numero di Tempi in edicola oggi. Ps: avete visto cosa accade oggi a Giakarta, ecco, purtroppo il corso degli avvenimenti è così travolgente che sarà difficile starci dietro. Anche se è vero, c’è un’unica notizia che sconvolge e sconvolgerà sempre più il mondo, purtroppo, e la notizia è che ferro e fuoco divampano, prepariamoci e spieghiamo alle nuove generazioni che è un pochino al tramonto l’epoca degli happy hour. Dopo il relativismo gaio arriva la brutale guerra.

              • Raider scrive:

                Grazie al Direttore per la cortesia della risposta.

                • SUSANNAROLLI scrive:

                  Grazie anche a te, Raider! Capisco che te ne intendi (forse sarebbe meglio un giurista) sapresti tu dirmi quali potrebbero essere -meglio, quali sonoin concreto- queste “discriminazioni” tra soggetti sposati e tra i conviventi(dato che la legge italiana prevede solo il matrimonio). Per riconoscere dei diritti ai singoli occorre una legge tutta nuova che approvi le convivenze? Ma un single non ha già diritti e doveri? Una coppia che convive di quali diritti necessiterebbe? La costituzione sancisce e tutela il matrimonio, dunque, perchè non sposarsi? Mi sembra strano che in un Istituto religioso, per esempio, siano negati (non previsti) certi diritti..eppoi, quali sarebbero questi diritti dei quali c’è un così forte bisogno di legge?? Scusate ma la materia non è di mia competenza, non sono una dottoressa, quindi meglio di così non so scrivere; tuttavia, credo che chi voglia capire abbia capito bene.
                  Gradirei più approfondite delucidazioni, grazie.

                  • Raider scrive:

                    Prego, non c’è di che a ringraziamenti la cui intestataria sembra rifare a modo suo il nickname di Susanna Rolli. Non so cosa SusannaRolli afferma di aver capito quanto a ciò che intendo io, anche se non ho attestati di scienze giuridiche, di cui SusannaRolli si fida di più, con quello che il potere giudiziario è capace di fare sostituendosi al legislatore: forse, questo può fa pensare che SusannaRolli intenda quello che vuole: se è così, sarà sicura di far bene. Dunque, faccia da sola.

                    • SUSANNAROLLI scrive:

                      Ma no, Raider, sono io, la Susanna Rolli, l’originale, quella che hai definito la “tua miglior persecutrice che nemmeno il nazi ultra ecc ecc..imparasse da me!!”, ricordi?
                      Allora, provo a rifare, forse mi spiego meglio (mannaggia, difficile spiegare quando si sonoscon solo due-tre vocaboli della lingua italiana..evviva la cultura!!).
                      Io volevo ringraziarti perchè leggendoti ho sentito una forte somiglianza del tuo ragionamento con quello che ritengo essere anche il mio ragionamento, il mio pensiero in materia di immigrazione e di coppie di fatto; in poche parole, condivido pienamente; siccome non mi è chiaro quali potrebbero/dovrebbero essere questi famosi “diritti” ai quali aspirerebbero detto coppie mi rivolgevo a te -mente illuminata e sapiente- pr saperne di più, per avere delucidazioni, perchè mi sembra strano che in un Paese civile e democratico ci possano essere omissioni, negazioni di diritti alle persone (oramai hanno diritti a iosa pure gli animali, quindi!!)!!!
                      Detto questo, ti chiedevo gentilmente,se vuoi -e se puoi e se ne sei a conoscenza (per questo motivo ho citato i giuristi, che potresti essere pure tu, poi, che ne so io!!, ne sai una più del diavolo!) di mettere pure me a conoscenza di qualche informazione aggiuntiva sui famosi sopracitati diritti: il tutto, senza portarti via tempo, senza scocciarti. Tuttavia, sono o no la tua miglior persecutrice? E allora, si dovrà ben pur manifestare questo!!
                      Ciao. :)

                    • Raider scrive:

                      Va bene, allora, SusannaRolli per Susanna Rolli, il blog è infestato da troll-hacker e in particolare, da un islamo-nazista che, in alcuni casi, ha storpiato nel senso della mente storta che ha e altre volte, clonato il nickname Susanna Rolli per lanciare insulti, minacce, veline copincollate, paranoie cliniche da classici del complottismo. Inoltre, siccome non avendo alcuna dimestichezza con gli usi e costumi internettiani, poi, non mi è chairo perché da Susanna Rolli si passi a un’omonimia che salda nome e cognome. Quindi, la diffidenza è giustificata, spero: ma mi scuso lo stesso per avere diffidato della mia persecutrice preferita.
                      Il tema è ampio e dibattuto, come suol dirsi: dibattuto in tutte le sedi e su tutti i fronti di “guerra culturale”. Entrare nel merito, riassumendone i termini, porterebbe via molto tempo e inoltre, “Tempi.it” permette di seguirne gli sviluppi senza perdere di vista il pregresso, fatto di ricerche scientifiche scientificamente e democraticamente contestabili, blitz della magistratura ‘supplente’ o ‘stimolante’ in funzione di magistero esercitato ex cathedra o da scrivania come legiferazione surrogata e genitorialità politica assistita dell’agenda gay, colpi di mano depennante di sindaci che ‘legiferano’ a orologeria svizzera, circolari Ministeriali estemporanee come mostre di buro-cattolicità in sordina, richiami prefettizi su sollecitazione gerarchica, Sentinelle In Piedi e arcobalenisti sul piede di guerra.
                      Insomma, siccome il quotidiano sembra delegato ai quotidiani ossia al sistena mediatico, si rischia di perdere qualche riferimento che ci si deve pur dare per non delegare al Pensiero Unico la gestione delle proprie funzioni cerebrali in materie eticamente sensibili: il principio-base del relativismo culturale dominante è che “ogni desiderio crea diritto”: desiderio che si declina come sentimento di un io, del resto, variabile, sotto il profilo sessuale e psicologico. Le conseguenze possono essere aberranti: lasciamo che il verbo servile renda omaggio alle conclusioni in soggettiva. Ma quel principio contiene e veicola un servilismo che è il contrario pagano-sadiano della libertà cristiana.
                      Sperando di non meritare altre “persecuzioni”, perlomeno, da parte sua, un saluto a lei, Susanna (spazio) Rolli. E non scordi, la prego, di pregare anche per me.

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      Non nascondo di aver usato ildizionario on-line per alcuni vocaboli, d’altronde…Tu, Raider, sei un mistero per me, in senso buono; chissà che lavoro svolgi, uno come te, una mente!! Avresti dovuto essere nominato Presidente della Repubblica Italiana….Mamma mia!

                      Lascia perdere le mie considerazioni, non considerarle troppo; spacciamole per persecuzioni.
                      Ad ogni modo, qualche interrogativo mi rimane, ma non fartene pensiero, continuerò a tenermi informata su Tempi.it.
                      Preghiamo a vicenda, grazie 1000.

        • MicheleL scrive:

          Attendo da tempo un articolo che proponga come risolvere nel nostro Paese il nodo dell’utero in affitto una volta per tutte. Anche per gli eterosessuali, mi permetto di ricordarglieli, le sono sfuggiti.

          Poi, approvata la legge, mi chiedo cosa ci si inventerà (ricordo accorate polemiche sulla reversibilità della pensione, ora dimenticata, giacché indifendibile), per cercare di cassare un -purtroppo probabile- “Cirinnà2″, con la stepchild adoption, che ovviamente a quel punto non potrà comprendere casi di utero in affitto, efficacemente proibiti.

          Allora vedremo chi sono gli ipocriti; in Europa i matrimoni gay ci sono da decenni e non mi pare che vi sia tutto questo traffico di subaffitti di uteri che lei e altri minacciate e comunque criticate aspramente da tutti i lettori, non solo da parte di quelli di area cattolica.

          Per inciso, la calunnia parte sempre e invariabilmente da parte di alcuni suoi affezionati lettori (tra i quali certuni trattati da troll, e ignorati del tutto), almeno nei miei confronti, giacchè potrà verificare intavolo educate discussioni (ringraziando la sua testata per l’opportunità), per quanto accese e serrate, con molti lettori che la pensano diversamente da me, nel rispetto reciproco dei punti di vista e pure delle fonti citate. I motori di ricerca sono lì per confermare quanto detto.

          Quanto alla disinformazione, vorrei discutere con lei dell’articolo “Per i padri gay i figli necessitano mamma e papà | Tempi.it” dove uno studio su 9 padri è stato spacciato per uno studio su 300 (sic!). Poi potremo passare agli altri, una cosa per volta.

          Purtroppo mi manca il tempo per risponderle sulle sue denunce di limitazione della libertà di pregiudicare e discriminare il prossimo, come si faceva con i neri in passato e le sue denunce di persone “non gay” -come se si dovesse essere gay per difendere una causa giusta- che agirebbero quali utili idioti: un’osservazione che si potrebbe rovesciare per le persone non religiose agguerrite nella loro omofobia. E mi pare risibile l’accusa di grosso e grasso business di fronte a istituti bancari finiti in liste nere, attici faraonici e scandali vari e assortiti che risuonano su cifre da capogiro, che non sono altro che la punta di un iceberg di potere anelato sopra ogni cosa da alcuni. Travi e pagliuzze, si potrebbe dire, sottolineando l’ipocrisia.

          • Aurelio scrive:

            Tra poco è carnevale e a lei basta la faccia di bronzo per mascherarsi.

            • SUSANNAROLLI scrive:

              Dolcissimo e simpaticissimo Aurelio, a chi ti rivolgi, di grazia?

            • MicheleL scrive:

              La faccia di bronzo è quella di chi ottusamente si aggrappa ad ogni pretesto per non rinunciare a vergognosi pregiudizi anche di fronte alle evidenze sociali, scientifiche e antropologiche. La Storia ricorderà gli omofobi dei primi decenni del duemila come i razzisti dei primi decenni del secolo scorso: facce di bronzo. Pensi un po’.

            • SUSANNAROLLI scrive:

              : )

        • Luca scrive:

          Sono tra i firmatari (al nr. 483, per la precisione) dell’appello in questione, promosso da “Articolo29.it” e non da MD, come erroneamente indicato nell’articolo.
          La “maternità surrogata” è già oggetto, in Italia, di specifico divieto legislativo.
          Quanto al complottone delle checche per trasformarci tutti in zombie liberal-democratici, l’idea è carina, ci scriva un bel romanzo.
          Cari saluti.
          LN

  3. Nino scrive:

    E’ evidente che c’è chi ritiene che le “colpe” dei genitori debbano necessariamente ricadere sui figli!

  4. Giannino Stoppani scrive:

    Così come i figli acquistati al mercato delle vacche (=fattrici) non debbono soffrire delle colpe dei padri mercanti di esseri umani, anche i figli degli stupratori assassini ladri ecc. bisognerebbe non soffrano quando i magistrati democratici dispongono la galera per i genitori.
    Tanto per far capire lo strabismo intellettuale di certi cervelloni.

  5. luciana scrive:

    La verita’ vince sempre. Da 2000 anni a questa parte.

  6. Antonio scrive:

    L’adozione ai gay mira a creare un popolo di persone catechizzate dai genitori pronte a morire per difendere la gay cultura e pronte a diffonderne il credo e contemporaneamente distruggere la famiglia naturale.
    Attaccando la famiglia naturale, la cultura gender mira a creare una massa di individui indifferenziati dal punto di vista sessuale e quindi socialmente isolati che possono essere sottomessi più facilmente dal governo “democratico”. Il grande inganno consiste nel far passare come sensibilizzazione alla democrazia, alla tolleranza, come pedagogia, quella che è in realtà la cancellazione di ogni legame e di ogni identità culturale, storica, religiosa, familiare e sessuale.

  7. Menelik scrive:

    Non posso che fare uno scroscio di applausi fino a spellarmi le mani per Giovanna e il direttore Luigi Amicone.
    Botta e risposta.

  8. Alvin scrive:

    “Se invece sei una coppia dello stesso sesso che ha un grande desiderio di maternità e/o paternità, tu crei una situazione di fatto e poi vediamo chi porta via te e il bambino.”
    Però ci sono anche le coppie eterosessuali che fanno così, se si deve trattare il tema deve essere trattato rispetto a tutti non solo a una categoria specifica

  9. mamifacciailpiacere scrive:

    Articolo ineccepibile, purtroppo per l’Italia. Per il fotografo: la disinformazione la vorresti fare tu e i tuoi amici arcobalenati.

  10. paolo scrive:

    Soliti fascisti rossi

  11. Emanuele scrive:

    Grazie Direttore per questo articolo e anche per il commento in risposta ai vari provocatori… grande!

  12. Cisco scrive:

    La cosa più vergognosa che scrive MD è che la legge sulla stepchild adoption tutelerebbe meglio i bambini. Magari adesso arriverà anche l’Associazione degli Andraghoghi del Nuovo Messico per dirci che autorevoli studi sostengono che togliere i bambini alla famiglia di origine (dato che si esclude l’utero in affitto….) sia eccezionale per lo sviluppo psicofisico del pupo….

  13. SUSANNAROLLI scrive:

    La Redazione dovrebbero rimuovere i post indecenti, ci son certe facce che postano indisturbate da secoli….

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

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Realizzata in collaborazione con il team Red Bull, è quanto di più simile a una Formula 1. Omologata per la circolazione stradale, adotta un V12 da 1.000 cv e pesa 1.000 kg. L’aerodinamica è da monoposto. Debutterà nel 2018 e costerà oltre 2 milioni di euro.

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