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Unioni civili. Sarà difficile spiegare il benestare del governo al suicidio demografico

maggio 16, 2016 Alfredo Mantovano

È troppo facile per l’esecutivo condannare con tanti proclami l’utero in affitto se poi buona parte della maggioranza respinge tutte le mozioni in tema di unioni civili

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – C’è la propaganda, che spesso diventa demagogia. Poi ci sono i gesti concreti, istituzionalmente significativi. La propaganda non lascia spazio a ragionamenti: «La legge Cirinnà avrà (…) il pregio di colmare una lacuna che ha condannato il nostro paese in coda all’Europa negando finora, nella Patria del diritto, i diritti di alcuni perché considerati diversi»; così il Sole 24 Ore annunciava domenica scorsa l’imminente approvazione della legge. A conferma che quando c’è di mezzo l’ideologia in coda a tutto (non solo all’Europa) finisce il rispetto della verità: i soli diritti che l’ordinamento non riconosce a una coppia non sposata – dello stesso o di diverso sesso – sono l’adozione, la reversibilità e la legittima nella successione; tutto il resto c’è!

La pessima legge imposta dal governo con la fiducia alla Camera, dopo identico diktat al Senato, contiene al proprio interno la legittimazione non soltanto della stepchild adoption, ma di ogni tipo di adozione e perfino dell’utero in affitto. Sulla stepchild l’apertura a quanto finora stabilito da alcuni giudici, contenuta al comma 20 della legge, corrisponde al suo inserimento esplicito, come ha confermato la relatrice della legge alla Camera onorevole Campana. Sull’adozione in generale va ricordato che allorché il regime della coppia formata da persone omosessuali viene costruito in modo identico al matrimonio – nel rito, nei diritti e nei doveri reciproci, nella reversibilità, nella successione ereditaria –, quel poco che resta fuori deve solo attendere di essere rapidamente inserito da parte della giurisprudenza, in linea con quel che più volte hanno affermato le Corti europee e la Corte costituzionale italiana: se c’è quasi tutto fuorché l’adozione, quest’ultima – in virtù di quel “quasi tutto” che già esiste – è introducibile dalla prima sentenza utile.

Sull’utero in affitto, se la premessa è quella di costruire l’unione come il matrimonio, e se la stepchild riesce facile quando la coppia è formata da due donne ma più complicata quando è formata da due uomini, la malintesa eguaglianza pretenderà di garantire il figlio ai due maschi nel solo modo possibile: comprandolo da una donna. Questa è la realtà sulla quale il governo, col voto di fiducia, ha posto il suo sigillo. A chi ritiene esagerate queste valutazioni raccomando di leggere lo stenografico della discussione che si è svolta in aula mercoledì 4 maggio, giorno in cui i deputati hanno esaminato e votato le mozioni presentate in tema di utero in affitto. Talune mozioni hanno preso le mosse dalla difficoltà di contrastare con efficacia questa pratica, poiché la legge in vigore la punisce solo se è avvenuta sul territorio nazionale. Il rimedio è uno solo: quello di permetterne la persecuzione pur quando il fatto è consumato oltre i confini italiani.

Prima anomalia: il potere di fare le leggi spetta al parlamento, ma talune mozioni si sono rivolte al governo, che esercita il potere legislativo in casi eccezionali. È la conferma dell’esautoramento del parlamento da parte del governo: il primo chiede al secondo di fare quello che dovrebbe fare lui, poiché il secondo – fra decreti legge e voti di fiducia – gli impedisce di legiferare. Seconda anomalia: il governo, che ha accompagnato la blindatura del ddl Cirinnà con proclami di condanna dell’utero in affitto, nel momento in cui gli è stato formalmente chiesto di esprimersi sulle mozioni presentate si è «rimesso all’Aula»: cioè non ha espresso alcun parere. Terza anomalia: la Camera, col voto determinante di una buona parte della maggioranza, ha respinto tutte le mozioni che prevedevano l’impegno del governo a rendere l’utero in affitto reato perseguibile anche fuori dai confini nazionali.

Lo storico che fra qualche anno si troverà a raccontare questi giorni avrà il compito difficile di spiegare per quale strana ragione il governo di una nazione che sta morendo di vecchiaia, nella quale esistono più nonne che mamme, che rende sempre più complicato mettere al mondo figli, nel biennio 2014-16 ha reso l’ordinamento contesto legislativo ideale per portare a compimento il proprio suicidio demografico.

Foto Ansa


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26 Commenti

  1. Nino scrive:

    Francamente non mi è chiaro perchè una legge sulle unioni civili omosessuali costituisca per l’Italia (così come per Spagna, Francia, Regno Unito, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Messico, Colombia, Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica e Nuova Zelanda) un suicidio demografico, nè l’articolo lo spiega.

    • Lela scrive:

      Non lo costituisce infatti, il suicidio demografico è già in corso. La legge si limita a spendere risorse in favore di chi non può aiutare a contrastarlo, invece che incentivare chi potrebbe.

      • Nino scrive:

        Spendere risorse in che modo? L’unico costo che mi è noto è l’eventuale costo delle pensioni di reversibilità che è considerato molto piccolo, e che potrebbe essere uno stimolo per riformare l’intero meccanismo delle pensioni di reversibilità che è obsoleto e sicuramente fonte di sprechi in generale.
        Ma non mi pare una buona ragione per discriminare le coppie omosessuali rispetto alle coppie eterosessuali

        • Lela scrive:

          Un costo può essere considerato piccolo quanto si vuole, ma è sempre un costo in più quando invece le spese andrebbero ridotte.
          Sono d’accordo sul riformare la reversibilità, creata per le donne di sessant’anni fa, casalinghe con prole mantenute dal marito, non certo per i/le professionisti/e in carriera.

          • Nino scrive:

            ecco, appunto, se il costo aggiuntivo dovesse rivelarsi superiore alle aspettative basterà riformare la reversibilità. Riduciamo tutte le spese, ma non perseverando nelle discriminazioni … non si può giustificare una discriminazione con questioni economiche.

            Che poi si debba migliorare il welfare e agevolare chi ha dei figli rispetto a chi non li ha (per esempio con maggiori sgravi fiscali) è sacrosanto.

            Tra l’altro mi veniva in mente una cosa, rispetto allo stralcio della stepchild adoption nella legge Cirinnà: lo stralcio genera una discriminazione delle coppie eterosessuali con figli rispetto alle coppie omosessuali con figli, le a parità di condizioni economiche hanno meno aiuti delle seconde. Paradossale no?

            • Toni scrive:

              Caro “padre di famiglia”, da eterosessuale preferisco subire qualsiasi discriminazione se i viziosi non hanno “diritto” bambini a disposizione. Purtroppo gli regaleranno pure questi , con diritto di acquistarsi l’ultimo modello sul mercato.

              • Caterina scrive:

                Tu forse, ma sono certa che altre coppie etero, magari direttamente interessate, sono di opinione diversa

                • Toni scrive:

                  Le altre coppie etero come quelle del “padre di famiglia” sopra probabilmente si. Ma lui non sa neanche definire un padre e una madre, per cui darebbe bambini ad ogni agglomerato umano.
                  Tu bambini, non ne faresti nascere uno … I sopravvissuti li puniresti buttandoli in braccia di chicchessia .

            • grisostomo scrive:

              Cioè la lobby dei buontemponi è venuta solo per togliere la reversibilità a chi ne ha diritto?

  2. Daniele scrive:

    L’autore si è dimenticato di spiegare il nesso fra unioni civili e suicidio demografico…

    • Toni scrive:

      Ci sono donne che abortiscono (un vecchio sondaggio li quantificava al 30% di tutti gli aborti) per motivi economici. ma si preferisce anteporre i vizi di debosciati, sanare gli acquisti all’estero, in una società vecchia, che riconoscere un vero dritto ad “esistere” ed amare, Ti sfugge ancora?

      • Toni scrive:

        che non* riconosce…

      • Elisa scrive:

        Toniii sono ancora io! 😀 quella che ride e non capisce! Continuo a non capire (nessuna novità, dirai tu! ma pazienta..) e non so se è lo stesso per Daniele, ma non riesco ancora a cogliere il nesso..

        Te la faccio breve: che c’entra la percentuale di aborti con i “vizi dei debosciati” (un modo carino per definire le unioni civili, presumo)? Cioè, dico proprio in termini concreti, in termini di dati e statistiche, di causa-effetto, come può una coppia gay influire sulla decisione ad abortire di una donna?

        • Toni scrive:

          Sei sicura che vuoi capire?
          Per me è solo una amara constatazione, e credo che questo volesse dire l’articolo:
          questa società può invecchiare fino a diventare decrepita, le donne possono abortire perché non possono mantenere i propri figli ma non c’è priortà in questo. Nessuna doppia fiducia. nessuna emergenza umanitaria. Anzi, per chi li vuole portare a mondo un bambino c’è pure una campagna di criminalizzazione. A tal proposito un famoso giornalista alla vista di una donna gravida voleva gridargli “irresponsabile!!!” . Ma è nulla rispetto ad un opera teatrale (trovi il titolo in rete) che sostiene, nella trama, che il portare al mondo un bambino è una follia che porta un “peso” di co2 pari alla Tour Eiffel. Ma il matrimonio di gay … è più importante … dobbiamo farli con doppia fiducia in parlamento, con un dibattito zero e l’accusa di omofobia per chi dissente. Lì possiamo anche truccare i costi .

          PS: Io non penso che tu non capisci per stupidità. neppure per disonestà. Solo conformismo (io sono come mi volete).

        • andrea udt scrive:

          Elisa, la scelta del titolo dell’articolo e’ infelice e concordo che causa ed effetto diretto, immediato, non c’è.

          Però, si, tu in fondo capisci. Se ti fissi solo su questo articolo e’ come guardare un quadro impressionista da vicino. Fai due passi indietro, cerca di avere una visione di insieme e vedrai che le problematiche si mettono a fuoco e diventano nitide.

          Magari non sarai concorde su tutto ed è stupido pretenderlo. Ma che il quadro di insieme che ti viene dipinto abbia un suo perché credo lo intuisca anche tu.

          Sennò perché scrivere, perché cercare comunque di provocare un commento?

          Ciao e buona settimana.

  3. Menelik scrive:

    Finora questo governo ci ha regalato:
    1) divorzio a sei mesi
    2) matrimonio omosessuale mascherato da unione civile.
    Inoltre punta dritto a:
    3) adozione di bambini ottenuti da utero in affitto
    4) eutanasia
    5) legalizzazione di mariuhana e non si capisce ancora se è solo mariuhana o altre droghe come in Olanda.
    In più ha minacciato di fare una legge ad hoc per reprimere il dissenso (legge Scalfarotto), di fatto introducendo il reato di opinione cammuffato da “omofobia”.
    Niente male per un capo di governo non eletto e che si dichiara perfino cattolico.
    A questo punto dovrebbero dare la patente di cattolico pure a La Vey e Michael Aquino.
    Per me il nocciolo della questione non è tanto la demografia, a cui concorrono anche altre cause, ma il fatto che si dichiarano cattolici davanti alle telecamere, e si comportano da nemici del cattolicesimo.
    I Cattolici non dovrebbero votare il PD e il Movimento di Grillo.

    • maboba scrive:

      Appunto. In un momento in cui la denatalità è preoccupante dirottare risorse, circa 4.5 miliardi di euro in 10 anni non sono proprio un bruscolino, per coppie ontologicamente sterili è effettivamente una forma di suicidio. Vero che la denatalità ha molte concause, ma la principale è la scarsità di risorse e di lavoro per le giovani. Basta parlare con alcune di loro per saperlo, non ci vuole grande sforzo. Cosa difficile invece per i nostri politici a quanto pare, vista l’assoluta mancanza di iniziative politiche al riguardo. Ma a loro che gli frega, basta che vengano pagate le tasse per mantenere stipendi e privilegi loro e di tutta la cupola parassitaria di cui fanno parte. .

  4. stefania scrive:

    Menelil hai dimenticato gli accordi prematrimoniali. Credo che l’ articolo sia esplicito sul fatto che le unioni civili aprano di fatto la strada alla mostruosa pratica dell’ utero in affitto con tutte le conseguenze disastrose che ha e cioè la crescita di bimbi innocenti in seno alla comunità lgbt, bambini che verranno educati al gender e che si troveranno a vivere le conseguenze della rivoluzione sessuale. A questo aggiungiamo che il gender dilaghera nelle scuole e porterà inevitabili conseguenze nella società. E c è sempre la legge scalfarotto che vieta il dissenso. Per cui la teoria scientista del gender diverrà scientifica. Molti ricercatori non.faranno studi per evitare di essere incriminati per omofobia.

  5. stefania scrive:

    L’ articolo parla di mozioni respinte. Più chiaro di così. Tra l’ altro volendo estendere il ragionamento dato che qualcuno ha di nuovo tirato fuori il discorso “discriminazione”, il matrimonio eterosessuale è tutelato dalla costituzione è perché comporta dei doveri verso la nazione e cioè: mettere al mondo dei figli e crescerli ed educarli responsabilmente. Questo permette allo stato di continuare ad esistere e di prosperare. Dato che l unione infeconda di due uomini o due donne non porta vantaggi allo stato ne consegue che non è discrimanazione non riconoscerle ma è giusto che rimangano un fatto privato. Ora mi domando che garanzie ha lo stato? Come fa a verificare che due persone che vanno a registrare la loro unione civile siano effettivamente unite da un legame sentimentale? Non lo può sapere. Perciò chiunque può presentarsi all’ ufficio preposto e dichiarare “noi stiamo insieme” anche se non è vero tanto all interruzione dell unione hanno solo da guadagnarci. Ed ecco le spese che aumentano. Spese rubate alla collettività che potrebbero e dovrebbero essere usate per incentivare le nascite. Lo stato con questa legge discrimina la famiglia, la affossa e contribuisce a suicidarsi. Quello che i progressisti reduci sessantottini non capiscono è che questo tipo di leggi (analoghe al divorzio e all aborto) sono anticostituzionali, contro lo stato e contro la società, quindi anche contro di loro.

    • maboba scrive:

      Appunto. In un momento in cui la denatalità è preoccupante dirottare risorse, circa 4.5 miliardi di euro in 10 anni non sono proprio un bruscolino, per coppie ontologicamente sterili è effettivamente una forma di suicidio. Vero che la denatalità ha molte concause, ma la principale è la scarsità di risorse e di lavoro per le giovani. Basta parlare con alcune di loro per saperlo, non ci vuole grande sforzo. Cosa difficile invece per i nostri politici a quanto pare, vista l’assoluta mancanza di iniziative politiche al riguardo. Ma a loro che gli frega, basta che vengano pagate le tasse per mantenere stipendi e privilegi loro e di tutta la cupola parassitaria di cui fanno parte. .

      • Luca scrive:

        La denatalità è preoccupante solo se la si guarda con la lente deformante dell’interesse locale.
        Il problema demografico mondiale è esattamente l’opposto.
        Viviamo tutti sullo stesso pianeta, cercate di ricordarvelo, ogni tanto.

        • Angelo Erre scrive:

          Questa è una sensazionale speculazione teorica.
          Sembra incredibile dover puntualizzare l’ovvio ma tant’è: è in Italia che il popolo italiano vive ed è qui e ora che c’è la denatalità.
          A meno che non vogliamo importare ci faccia i figli al posto nostro.
          Lo stiamo già facendo vero?
          Ad ogni modo quale dovrebbe essere la soluzione rispetto all’aumento della popolazione mondiale: una più equa allocazione delle risorse o una massiccia campagna di controllo delle nascite?

        • Toni scrive:

          Trovo una oggettiva difficoltà a definire una patologia con una sindrome così complessa. Le balle maltusiane, che vi portate le scatole per decenni (club Roma, anni 60-70, per la sovrappopolazione profetizzava nel primo decennio del 2000 il crollo di Cina, India e Brasile) sono smentite nei fatti. Ma vi piace, nell’ambito di un “ballismo” cronico, riproporlo ad ogni piè sospinto; Naturalmente è un argomento, c.d. essenziale, per giustificare la “salute riproduttiva” (l’aborto).
          Non vi frega che la società è più vecchia, ma avete la preoccupazione di garantirvi una morte veloce se non potete consumare e/o copulare (c.d. qualità della vita). Morte veloce pure per depressione .
          Non vi frega fossimo sommersi da tutte le popolazioni del mondo che venga a disintegrare tutta la civiltà creata e sulla quale l’oggettivo ruolo del cristianesimo può essere negato solo da cialtroni potenziati, ma nulla vi tange, e se ci lamenta, per magia, si è xenofobi. Avete sott’occhio lo scricchiolio del multicultulturalismo (e non mi riferisco agli attentati) … ma nulla, dato che l’assenza di prospettiva futura il mondo finisce con voi.
          Non vi frega più di tanto neppure per l’utero in affitto, diciamolo, furbescamente vi indignate solo se questo schiavismo avviene in Russia , ma fate gli zuzzurelloni se avviene in USA nei soliti “civili” pesi.
          Non vi frega di creare di mettere vita ad aggregati pseudo-familiari (con tanto di “pertinenze” chiamate figli) assemblati con i criteri del mostro di Frankenstein e comunque, coerentemente con la natura che spero di aver tracciato, potete disintegrare in qualsiasi momento per semplice atto di una volontà imbizzarrita che si rivolta ad altri capricciosi desideri.
          Ti preoccupi del pianeta o di un ombelico chiamato “pianeta” (del resto chiamate famiglia certe cose…)

    • Nino scrive:

      Ora mi domando che garanzie ha lo stato? Come fa a verificare che due persone che vanno a sposarsi civilmente siano effettivamente unite da un legame sentimentale? Non lo può sapere. Perciò chiunque può presentarsi all’ ufficio preposto e dichiarare “noi ci amiamo e quindi ci sposiamo” anche se non è vero tanto all interruzione dell unione hanno solo da guadagnarci.

  6. grisostomo scrive:

    Tutto questo accade perchè Renzi e i suoi sono comunisti. Il comunismo è ancora il più letale cancro per l’umanità. Non gliene frega niente di vita, di bambini, di progresso. Hanno preso la stecca dalla lobby lgbt, e tanto basta per tutti. La vera disgrazia del popolo italiano è che non prende mai in mano i bastoni.

  7. powerfons scrive:

    Ora immaginate che una persona omosessuale, magari non di quelle che fanno di questo stato u a bandiera, venga si questa pagina e legga i vostri commenti. “vizioso”, “debosciato”, etc. Cosa deve pensare, che i cristiani (quali vi professate) lo amano? Penserà semmai che lo odiano. E se è un pochino debole come siamo tutti, si butterà nelle mani di chi usa il suo stato per farne una bandiera, un paladino dei diritti, etc.

    La colpa dello scontro furioso non è solo delle lobby lgbt, che certo esistono, ma anche di chi non propone alcuna alternativa di bene agli omosessuali.

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