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Unioni civili. Il “paradigma eterosessuale” di Rodotà e il fantadiritto

gennaio 7, 2016 Aldo Vitale

Quattro contrappunti alle tesi della “giuri-star” che è tornata a ribadire la necessità del matrimonio egualitario

unioni-gay-ansa

Su Repubblica dello scorso 4 gennaio Stefano Rodotà sostiene la tesi del matrimonio egualitario, cioè la necessità che il legislatore estenda la portata e l’applicabilità dell’istituto matrimoniale anche alle persone dello stesso sesso.

Il ragionamento di Rodotà di fonda su tre punti principali: 1) il diritto in genere e il matrimonio in particolare devono seguire e adattarsi ai mutamenti delle dinamiche sociali, escludendo una natura immutabile del matrimonio; 2) il paradigma eterosessuale crea ormai incostituzionalità quando si contesta l’accesso delle persone dello stesso sesso al matrimonio; 3) si invoca impropriamente l’utero in affitto.

Sul punto occorre far chiarezza.

In primo luogo: tutto il ragionamento di Rodotà si imposta su un equivoco di fondo circa il principio di uguaglianza che dal noto “giuri-star” viene inteso in senso monolitico e formale, ignorando del tutto la dottrina (da Aristotele in poi) e proprio la giurisprudenza costituzionale che sul punto è sempre stata molto chiara: in base al principio di uguaglianza occorre trattare casi simili in modo simile e casi diversi in modo diverso.

La stessa Corte Costituzionale che ha auspicato l’intervento del legislatore verso il riconoscimento delle unioni civili (e non necessariamente del matrimonio) anche, e non solo tra persone del medesimo sesso, ha ribadito infatti nella celebre sentenza 138/2010 in cui si è chiarita la portata dell’art. 29 Cost. che pone « il matrimonio a fondamento della famiglia legittima, definita “società naturale” (con tale espressione, come si desume dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente, si volle sottolineare che la famiglia contemplata dalla norma aveva dei diritti originari e preesistenti allo Stato, che questo doveva riconoscere). Ciò posto, è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perché sono dotati della duttilità propria dei princìpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi. Detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto d’incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati in alcun modo quando fu emanata».

Le stessa Corte Costituzionale, del resto, con l’ordinanza 4/2011 ha ribadito in modo espresso che, ferma restando la necessità di tutelare i diritti, non è tramite il matrimonio egualitario che ciò sarà possibile, poiché, scrive la Corte Costituzionale «le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio».

In secondo luogo: ritenere che il diritto debba adattarsi e piegarsi alle dinamiche sociali significa sposare un’idea del diritto che nella storia è stata foriera di lesioni di libertà e diritti personali, poiché così si rende il diritto un mero strumento per la soddisfazione ora della volontà del sovrano, ora del sentire collettivo, ora del capriccio personale, disancorandolo da quella giustizia ultra-particolare, cioè universale, di cui invece dovrebbe essere il riflesso.

In terzo luogo: la visione strumentalistica (distorcente e distorta) del diritto come occasione di formalizzazione del proprio desiderio, qualunque esso sia, si esprime nell’idea per cui vi sia un paradigma eterosessuale, che per di più ciò sia oramai incostituzionale e che quindi non sia più invocabile per negare l’accesso al matrimonio.

Sul punto occorre far chiarezza. Come ha ben riconosciuto la stessa Corte Costituzionale con la suddetta sentenza 138/2010 e più di recente il Consiglio di Stato con la magistrale sentenza 4899/2015, infatti, l’istituto della famiglia fondata sul matrimonio è, in buona sostanza, di diritto naturale, cioè quel diritto che non solo precede l’ordinamento statale il quale non si può che limitare a prendere atto della sua esistenza, ma che dallo Stato non può essere manipolato senza ledere natura stessa del diritto, compiendo strafalcioni giuridici e arbitri legislativi. Il matrimonio, del resto, non è un cinema a cui si accede e al quale chiunque può accedere; se così non fosse, se cioè avesse ragione Rodotà, non si comprende perché non si possa o non si debba un domani estendere ancora l’accesso alla disciplina del cosiddetto “matrimonio egualitario” anche ai bigami, ai poligami, a chi pretende il poliamore o perfino l’amore incestuoso.

Insomma: quale è il limite dell’egualitarismo? E chi lo pone? E perché? Ad essere più che incostituzionale, ma più radicalmente antigiuridico, dunque, non è il “paradigma eterosessuale” di cui si duole Rodotà, ma il pensiero, di cui Rodotà è orgoglioso sebbene inconsapevole esponente, che il diritto consista nel poter fare tutto ciò che si vuole.
Vengono alla mente, per quanti dovessero condividere l’idea di Rodotà, le parole di uno dei padri autentici della cultura giuridica italiana come Piero Calamandrei che così ha scritto: «C’è il caso che l’inesperto e il dilettante di filosofia si metta a proclamare che il diritto consiste unicamente nel far tutti quanti il comodo proprio».

In quarto luogo: l’invocazione dell’utero in affitto non è impropria. Dopo l’eventuale e giuridicamente infausto riconoscimento del “matrimonio egualitario” che Rodotà si auspica, non si può non ritenere che il passo successivo sia la “genitorialità egualitaria”. La genitorialità, tuttavia, piaccia o meno, è legata inevitabilmente e soprattutto biologicamente a paradigmi eterosessuali, necessitando, dunque, il ricorso all’utero in affitto o in prestito (che non è meno moralmente problematico per ragioni che in questa sede per motivi di spazio occorre omettere, ma tenere ben presenti) per soddisfare il bisogno di genitorialità delle coppie a cui è stato consentito l’accesso al matrimonio egualitario.

Che così sia, del resto, lo dimostra non l’omofobia dell’ultraconservatorismo cattolico dedito al terrorismo psicologico, ma la Carta Etica delle stesse famiglie arcobaleno che, fissando addirittura un tariffario di massima in comparazione con quello estero, tanto dichiarano: «Noi pensiamo che la compensazione in denaro sia necessaria e auspicabile e che debba essere fatta all’interno di un sistema trasparente e legale, cioè tutelato dalle leggi dello Stato nell’interesse della donna stessa. Pensiamo che questo compenso debba essere equilibrato e proporzionato all’investimento psico-fisico della gestante. Portare in grembo un bambino vuole dire non solo nove mesi di gravidanza, ma almeno altri tre mesi di recupero fisico. Cioè un anno intero dedicato a questo progetto: vuole dire visite mediche, attenzione continua all’alimentazione e all’attività fisica, spese per i vestiti adatti, spostamenti presso cliniche per i controlli, rallentamento o sospensione alla vita lavorativa abituale, rischi per la salute, ecc… Merita dunque secondo noi un compenso adeguato, che comunque non sarà mai un saldo per la generosità e l’importanza dell’atto compiuto.  Le portatrici in America e in Canada ricevono un compenso di circa 19.000 euro, che ci sembra una somma adeguata e non tale da indurre donne in buone condizioni economiche a scegliere la GPA come un mestiere e basta».

In conclusione, parafrasando l’espressione finale di Rodotà, se davvero vogliamo tornare a parlare di diritto, ricordiamoci che esso per essere davvero giusto, prima ancora di essere legge o volontà del legislatore, deve essere espressione dell’immutabile diritto naturale.


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60 Commenti

  1. giovanna scrive:

    Vai, trollona !
    Come ti presenti , per prima, come micheleL, robertaC, xyzwk, Ambrosetti, nino matteo pallavicini ( no, quello è un nick modello shiva per le questioni “teologiche”…) ?
    Secondo me, qui, se la battono “Ambrosetti” e “nino”, vediamo chi scegli per la prima sparata e poi a seguir con gli altri horror nick, dandoti ragione da sola !

    Troll a parte, questo articolo è interessantissimo.

  2. MicheleL scrive:

    L’Italia in un mondo globalizzato deve fare i conti con il mondo e non solo con una Costituzione che non è più l’unica fonte principale del diritto. Oggi in Italia vivono anche numerosi cittadini comunitari con le loro famiglie. Ciò detto, ben venga un onesto dibattito democratico, fondato non su dogmi, ma un laico confronto alla luce delle evidenze antropologiche, sociologiche e scientifiche. Abbiamo la (s)fortuna di arrivare pressochè ultimi in Europa e nel mondo democratico a questo nodo e ci sono decine di anni e di contesti sociali da osservare per dirimere possibili dubbi.

    Quanto alla GPA, il compenso non è assurdo, anche chi dona il sangue riceve una bistecca. Il punto è che il compenso non dovrebbe mai rappresentare un lucro, un motivo. Dovrebbe essere corrisposto dallo Stato e non a discrezione dai genitori, ai quali, come per ogni procedura di fecondazione assistita, si potrebbe chiedere un tributo allo Stato in relazione ai loro mezzi. Il lucro, lo ribadisco, va escluso in modo categorico, per cui nessuno possa parlare di “affitto”, come oggi nessuno parla di compravendita di organi.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ben scritto, redivivo fake.
      Siccome siamo in un mondo globalizzato e la Costituzione (inchino) non conta un piffero di fronte alle istanze degli italiani 2.0, allora tanto vale entri in vigore la Sharia e non ci si pensa più.
      Ho un vuoto di memoria: qualcuno si rammenta in seguito a quale figura escrementizia il nostro affezionato troll ha deciso di mandare in aspettativa questo nomignolo radiografato?

      • MicheleL scrive:

        Mal scritto mio vivacissimo calunniatore e polemico vecchio Stoppani. La sharia è pane per che vuole imporre dogmi e verità assolute.
        Mi sono preso una pausa di riflessione (cosa a lei evidentemente sconosciuta) dopo una interessante discussione con To_Ni, che si è protratta civilmente e con spunti che sto approfondendo. E’ con soggetti volgari e maleducati come lei che è difficile (se non impossibile) dialogare.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Visto che la replica originale difficilmente passerà il giusto vaglio del censore, edulcoro parzialmente.
          Dove il noto calunniatore radiografico scrive:
          “Mi sono preso una pausa di riflessione”
          si legga:
          “Mi son preso l’anno sabbatico della menzogna”.
          Cosa aspettarsi?
          Nuovi “autorevoli studi” farlocchi come gli altri, o nuove accuse false come quella randellata addosso al papa emerito?
          Ai posteri l’ardua sentenza e, ahimè; l’inevitabile schifo.

          • MicheleL scrive:

            Lei ribadisca le sue calunnie alle persone omosessuali e io ribadirò le calunnie che la fanno tanto strillare. Disinformazione per disinformazione. Ma a differenza di lei io sottolineo che di ciò si tratta senza difficoltà.
            Lei, che dimostra in questa stessa pagina di essere un vero calunniatore, calunniando a testa bassa tutti gli utenti che osano commentare in modo non allineato.

            • giovanna scrive:

              “micheleL” : tutti gli utenti ?
              Tutti gli utenti ??
              Tutti gli utenti ???
              Macché tutti gli utenti, trollona, sei sempre tu !!!
              Basta con queste troll-firme, lasciaci almeno un remoto dubbio ! :-)

              Tutti gli utenti ! :-) :-) :-)
              Ti ricordi, non so più con quale nick, quando avevi raccontato che VOI commentatori vi ERAVATE rivolti alla redazione ???
              Dai…tutti gli utenti ! :-) :-) :-)

              Davanti a tanta protervia, c’è da sperare che tu non sia pericolosa per te e/o per gli altri.

              Toni…spero che avrai sciolto i tuoi dubbi residui !

              • Giannino Stoppani scrive:

                E sai qual era, Giovanna, la “calunnia” che spinse il troll a infamare Ratzinger con una vecchia accusa tarocca di “coperto” la pedofilia?
                La riposto, che fa sempre bene:
                “Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”

                • giovanna scrive:

                  Scusa, Giannino, secondo me non c’è da sprecare nemmeno un secondo nel rispondere nel merito di qualsiasi cosa alla trollona : solo smascherarla , che poi non serve a niente manco quello.
                  Di certo i miei figli non glieli lascerei tenere manco dieci minuti : è una persona volgare dentro.
                  E la devono pensare così in molti, dato che sono anni che non frequenta, nemmeno ci parla, bambini , adolescenti, giovani…lasciata a se stessa a trollare tutto il giorno davanti al computer.

                  ( astenersi nick trucidi , insisto, dato che pare funzioni ! )

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Io, avendo già dato in passato, mi guardo bene dal rispondere nel merito a uno che da anni starnazza sempre le solite cose in un loop demenziale solo per “scavallare la giornata” come dici te. Io lo piglio per le mele se sono in vena, se sono serio lo invito a curarsi.
                    La frase agghiacciante di Mieli la incollo perché so bene che da sola basta a snidarli come gli scarafaggi da sotto il lavello.

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      :)!!

                    • giovanna scrive:

                      Ma sì, hai ragione, Giannino, ma volte non ti viene il dubbio che in qualche modo , in ogni caso, diamo da mangiare alla trollona ?
                      A me , per quanto mi riguarda, capita.

                      E, pure, mi ha tolto ogni desiderio di commentare sul tema.

                      In un certo senso ha vinto lei : il troll vince sempre.

                      Bisognerebbe ignorarla per un lungo periodo di tempo, ma ho capito che nella pratica è impossibile : sia perché è subdola, molto subdola, sia perché non sono da sola.

                      Mah, in fondo sono ben altri i problemi della vita, però mi dispiace , anche per Tempi.

                • MicheleL scrive:

                  Ricominciamo pure questo gioco:
                  “La pedofilia posso capirla, l’omosessualità non lo so”. “I bambini li conosco – dice – purtroppo cercano affetto perché non ce l’hanno in casa e qualche prete può anche cedere. Dico questo”
                  Don Dino Flaim, prete cattolico.

                  “Nascondi tutto!”
                  Card. Joseph Ratinger, sul caso del prete pedofilo Stephen Kiesle

                  Il Signore conferi’ porzioni del Sacerdozio su certe razze di uomini, e tramite promesse fatte ai loro padri, furono intitolati ai diritti e benedizioni e privilegi di quel Sacerdozio. Altre razze, in conseguenza di loro corruzioni, di loro assassini, della loro malvagita’ o della malvagita’ dei loro padri, ebbero la conseguenza che il sacerdozio non era per loro disponibile, e la maledizione che era su di loro decretata dovrebbe rimanere sulla loro posterita’ dopo di loro, era decretato che loro non dovrebbero portare questo potere.” (Giornale dei discorsi 3:29)

                  Anche Davide ricevette molte mogli e concubine, e anche Salomone e Mosè, miei servitori, e anche molti altri dei miei servitori dal principio della creazione fino ad ora; e in nulla essi peccarono, salvo in quello che non ricevettero da me.
                  (Dottrina e Alleanze SEZIONE 132,38)

                  Il Profeta scrisse (il contratto di matrimonio) con ‘Aisha quando lei aveva sei anni e consumò il suo matrimonio con lei quando ne aveva nove e lei rimase con lui per nove anni (fino alla sua morte).
                  (Sahih Bukhari Volume 7, Libro 62, Numero 88)

                  “La razza non tradisce la razza”
                  Benito Mussolini, cattolico.

                  “Heil”
                  Adolf Hitler, cattolico.

                  Di tutta l’erba, un fascio, lei ci casca a pennello.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    La differenza è che Mario Mieli quelle cose le ha pensate, le ha scritte e le ha pubblicate, e tutti possono verificarlo.
                    Tu, per fare l’erba da mettere nel fascio, ti devi inventare sofismi, falsità, e calunnie vere e proprie.
                    I lettori di Tempi non sono cretini e ignoranti come i tuoi alias e capiscono bene la differenza, perciò, anche a questo giochino, hai perso.

                    • MicheleL scrive:

                      Anche Don Dino quelle cose le ha dette e Ratzinger ha scritto quello che ha scritto, pure Hitler e Mussolini, cattolici. Ora faccia lei. Se vuole giocare il gioco dell’accusa infamante decontestualizzando e associando pensieri…Giochiamo :)

                      I lettori di Tempi che capiscono che io sono sempre e solo MicheleL non sono cretini di certo e capiranno, per gli altri compassione e pan per focacce caro il mio calunniatore Sig. Stoppani.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      “Ratzinger ha scritto quello che ha scritto”
                      Tipo?
                      Hai detto bene: i lettori di tempi lo sanno bene chi sei.
                      Fatti curare.

                    • MicheleL scrive:

                      E Don Dino non parliamo? 😉

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Di Don Dino ne riparliamo quando lo faranno santo o gli dedicheranno fior di circoli culturali cattolici come ne hanno dedicati di LGBT a Mario Mieli.
                      Nel frattempo riporta pure quello che ha scritto Ratzinger, così vediamo chi è il calunniatore…

                    • MicheleL scrive:

                      Mieli è ricordato per il suo impegno e per la sua sofferenza personale, non per le sue idee. Esattamente come Don Dino.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Mario Mieli, a cui i movimenti Lgbt italiani sono tanto devoti, ricordiamolo anche come noto pedofilo e coprofilo.
                      In pace sia.
                      A Don Dino tutto il mio affetto, perché pecora in mezzo ai lupi, anzi, ai cani.

      • Samvise Gamgee scrive:

        Giannino, non ricordi la sua vergognosa calunnia a Ratzinger?
        Senilità o postumi del panettone?

    • viccrep scrive:

      nel mondo globalizzato la maggioranza delle nazioni nega i matrimoni gay e le adozioni di bambini alle coppie gay, l’ultimo esempio è il referendum in slovenia che con il 70% dei votanti nega la menzogna dell’uguaglianza delle copie gay al matrimonio tra uomo e donna.
      E’ cosi evidente che non sono uguali nelle fondamenta l’amore tra gay è degenerante , egoista vuole comprare i figli utilizzando donne in difficoltà .
      Il figlio è un dono dell’amore fra uomo e donna comprarlo è come comprare uno schiavo per soddisfare i propri desideri che la realtà nega alla copia omosessuale.
      rodotà e compagnia vogliono applicare un ideologia che nega i fondamenti naturali e vuole imporre una schiavitù per soddisfare capricci camuffati dalla parola amore

      • MicheleL scrive:

        Se nel mondo globalizzato include dittature e pseudo-dittature come Cina, Russia e vari stati africani, avrà la maggioranza che cita. Peccato che non sia democratica. La Slovenia riconosce le unioni civili da 10 anni. Il referendum dell’anno scorso è semplicemente un ultimo scampolo di un’arretratezza che risale ai tempi recenti del regime comunista in quel paese; che non prenderei a modello delle democrazie mondiali, cui tutti i segnali indicano che presto si allineerà. Irlanda docet.

        Sono d’accordo con lei che un figlio non debba essere comperato, infatti dalla gestazione per altri, come per la donazione di organi (in questo caso donazione del proprio tempo e impegno fisico) va esclusa ogni forma di lucro, cui lei ed altri devono per forza ricorrere per giustificare una condanna ideologica aprioristica di quello che un gesto essenziale per permettere ad una vita di nascere.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Inutile discutere con questo troll multinick, tanto:
          “autorevoli” sono gli solo studi che “dimostrano” le tesi lgbt, gli altri no, anzi.
          “civili” sono solo i paesi che riconoscono i troiai lgbt, gli altri no, anzi.
          “democratici” sono i sistemi politici in cui la maggioranza dei votanti è in linea con l’agenda lgbt, gli altri no, anzi.
          Di cosa parliamo? Della crisi del Milan?

          • MicheleL scrive:

            Ma infatti Stoppani, lei che non capisce la differenza tra autorevole e ciarlatano, tra democrazie e dittature, un analfabeta funzionale, perchè non va ad insultare l’arbitro tra i suoi pari da stadio? Forse colà non sfigurerà, forse…

            • Giannino Stoppani scrive:

              Ma io l’ho capita benissimo, è autorevole solo chi definisce come tale un troll mentecatto. Niente da dire.

              • MicheleL scrive:

                Il mentecatto è quello che pensa che la comunità scientifica sia rincitrullita, mentre il rincitrullito è lui. Era meglio se si limitava all’ultima affermazione, faceva una meno penosa figura.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Come sopra.

                • Nino scrive:

                  Caro MicheleL, è inutile che cerchi di fare una discussione con persone che passano subito all’insulto e che considerano Troll chiunque abbia una opinione diversa dalla loro

                  • giovanna scrive:

                    Lo vedi, trollona “nino-micheleL ” che sei in totale malafede ?
                    Ti è stato detto e ridetto, detto e ridetto, dimostrato nei fatti milioni di volte
                    ( quante discussioni abbiamo sostenuto, quando ti presentavi come filomena, giovanni cattivo, lucillo, ale, valentina, lena, triestina ecc ecc ecc ecc …..ora BASTA ) che il problema non è il pensarla diversamente, ma la tua volontà di bluffare, imbrogliare, falsificare.
                    Ma continua pure con questo ritornello stomachevole e insulso, detto con tutti gli horror nick possibili e immaginabili , tanto ti rimbalza tutto e tanto vale che parli da sola , davanti al computer dove ti mettono la mattina e ti tolgono alla sera, lasciandoti abbandonata a te stessa , con l’illusione di contare qualcosa per qualcuno.
                    Anzi, non è un’illusione : questo covo di cristiani è l’unico posto al mondo in cui sei accolta, ma tu ripaghi con una moneta guasta, non per le idee, ripeto, che sono quanto di più banale e allineato e smontabile ci sia in circolazione, ma per l’imbroglio che persegui.
                    Ciao, trollona, mi dispiace tanto per te, ma non ti posso aiutare : hai provato a chiedere aiuto alla redazione? ,un indirizzo, un consiglio…sono sicura che sarebbero felici di darti delle indicazioni utili.

  3. recarlos79 scrive:

    michele, l’italia è anche l’unico paese senza parità scolastica. per la direzione invece vorrei domandare come mai non si fanno le pulci a quegli alti prelati che chiudono gli occhi sulle adozioni per coppie omosessuali in cambio di più finanziamenti ai loro protetti?

  4. Cristina scrive:

    Secondo me l’equivoco di fondo é l’interpretazione del diritto naturale che definendolo preesistente allo Stato si vuol far credere che derivi da una qualche entità soprannaturale e per tanto insindacabile perché legata alla natura umana cosí come intesa dalla dottrina sociale della Chiesa. In realtà quel preesistente allo Stato nel caso del matrimonio, fa riferimento nella mente dei Padri costituenti LAICI, ad un istituto nato prima della costituzione formale dello Stato ma pur sempre un istituto creato dalle necessità dell’uomo che come tali sono soggette a mutazioni anche radicali in base all’evoluzione della società. Lo dimostra il fatto per esempio che la riforma di famiglia del 1975 ha radicalmente cambiato i rapporti dentro al matrimonio tra marito e moglie cancellando formalmente (ahimé purtroppo in qualche caso ancora oggi non di fatto) quella subalternità della moglie al marito che i cattolici definiscono non a caso naturale e che giustificano dicendo ipocritamente che non andrebbe in ogni caso a sminuire la dignità della donna rispetto all’uomo.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Complimenti per la sintesi.
      Un doppio concentrato, anzi, un liofilizzato di bischerate.
      Ma quella più sublime, direi, che è quella del diritto naturale” che deriva dall’entità “soprannaturale”.
      Quando tra le “mutazioni radicali dettate dalla società” ci sarà anche quella sì strabiliante della procreazione omosessuale, se ne riparlerà.
      Fino ad allora saranno sempre specchi da arrampicare.

      • Cristina scrive:

        La dottrina sociale della Chiesa si fonda su principi soprannaturali e io a quello facevo riferimento quando si sente citare dai cattolici il diritto naturale.

  5. Francesco M. scrive:

    La famiglia eterosessuali naturale esiste da quando esiste l ‘uomo sulla terra ed è quindi preesistente a qualunque forma di diritto e di stato. Lo stato esiste perché esistono le famiglie eterosessuali che procreano
    Quindi il diritto è nato per garantire la cellula fondamentale dello stato. Lo stato che attenta la famiglia si suicida. Questo vogliono fare dell’Italia le lobby omosesualiste. Siamo rimasti pochi a resistere soprattutto grazie alla nostra fede cattolica che ci aiuta a perseverare nella verità è nel Buon senso.

    • MicheleL scrive:

      Provi che l’omosessualità è comparsa posteriormente alla nascita dell’uomo e avrà ragione. Viceversa le evidenze sostengono come essa sia naturale quanto l’eterosessualità e semplicemente oggetto di pregiudizio come lo sono razze e culture diverse, soprattutto agli occhi delle lobby che soggiogano al loro “buon senso” i più timorosi e rancorosi.

      • giovanna scrive:

        Scusa Massimo, mi sembri leggermente fuori tema.
        Poi, micheleL non è gay e non è nemmeno un uomo : trolla con vari nick, qui anche come “cristina”, con cui si dà ragione da sola, ripetendo sempre le solita quattro scempiaggini su naturale ecc ecc.
        E comunque, mai mettersi al livello di un troll, caro “massimo”, perché si rischia di passare da troll !

        ( sull’indovinare con quale nick sarebbe intervenuta la trollona, ci avevo quasi preso…certo, la new entry cristina, non la potevo immaginare, ma secondo me ha cambiato horror-nick in corsa ! :-) poverina , non si può manco più trollare in santa pace ! )

        • Massimo scrive:

          Scusate, non voglio passare da troll ma Michelel uomo o donna che sia mi ha scassato i maroni con le sue risposte assurde, ma dove vive! Su una comunità troll della Papuasia?

      • viccrep scrive:

        certo l’omosessualità esiste da che esiste l’uomo e nelle imperfezioni dell’umanità, sin dal suo inizio si annida l’omosessualità, ma come tutte le imperfezioni più o meno gravi non si può definirle per legge elementi positivi di crescita. Poi la coppia uomo donna e uomo uomo, donna donna sono intrinsecamente diverse non saranno mai uguali ne manca il fondamento, neanche definite uguali per legge, è una menzogna e tale resta.
        Ogni menzogna è negativa e porta frutti negativi all’umanità

        • MicheleL scrive:

          Sono d’accordo solo con la sua conclusione: ogni menzogna è negativa e porta frutti negativi all’umanità. In questo caso la menzogna però è che l’omoessualità sia una imperfezione, come un tempo lo si credeva della pelle nera o del mancinismo.
          Gli omosessuali sono felici nella loro condizione e non desiderano spontaneamente il cambiamento, né essi creano disagio oggettivo al loro prossimo. Sono gli omofobi ad essere intolleranti della loro diversità senza alcun motivo. L’omosessualità non è dunque una patologia, ma tutt’al più parte di una strategia naturale. Anche se vi fosse un dubbio in relazione a ciò, il fatto che gli omosessuali siano persone sane, equilibrate e integrate nella società, dovrebbe indurre chi li classifica come “imperfetti” a farsi un esame di coscienza e a vergognarsi dei frutti negativi che l’intolleranza produce nella società, com’è evidente nei regimi in cui l’omofobia è istituzionalizzata.

          • Carcarlo scrive:

            E’ indubbio, perchè lo riconoscono loro stesse, che alcune persone con tendenze omosessuali lo siano a causa di vissuti psicologici o immaturità psicosessuale. Sovente queste persone voglio recuperare la sintonia corpo/desiderio sessuale. Perchè impedirlo o negarlo, come invece fanno i gruppi lgtbarcobaleno?

          • Menelik scrive:

            Scusa, eh, ma che gli omosex siano persone sane ed equilibrate, ho più di qualche dubbio.
            E’ rinomato che nel mondo omosex si faccia un uso massiccio di droghe, ancorché “leggere” ma sempre droghe, dunque chi le usa deve avere qualcosa che non funziona a livello psicologico e va incontro ad una vecchiaia molto problematica dal punto di vista psichiatrico.
            E poi le malattie veneree, che spopolano in quel mondo in % maggiore che in altri gruppi di persone. Forse chi le supera come incidenza sono le persone che lo fanno di mestiere.
            E non mi riferisco solo all’HIV, di solito scoprono di avere altre infezioni quando fanno il test dell’HIV.
            Infezioni che non si vedono da fuori, ma di malattie trasmissibili si tratta.
            E non si dica che sono dovute al fatto che in Europa e America non conoscano i profilattici, perché li vendono anche i distributori automatici fuori dalle farmacie, a tutte le ore.
            Io penso sia proprio la sessualità disordinata, e un misto di droga, disordine morale, che genera un calderone in cui attecchiscono queste infezioni più facilmente, probabilmente per un calo delle difese immunitarie, o sottovalutazione dei pericoli causato dallo stare sotto effetto di droga.
            Comunque le cifre fanno spavento, e danno un messaggio:
            “Stare alla larga da tutte le follie”, perché non sai che prezzo ti tocca pagare per uscirne fuori, e se ne esci fuori poi.
            Certo, anch’io non credo sia una patologia l’omosessualità, ma un problema psicologico sì.
            Che sia una “strategia naturale” come affermi te, assolutamente no.
            Seee…strategia naturale per far fuori le persone.
            Non è questione di intolleranza, ma di sopravvivenza.
            Sopravvivenza in un mondo in cui un giovane si trova a fare l’equilibrista su un filo cercando di barcamenarsi, e basta che perdi l’equilibrio sei fregato: abboccare al messaggio “fai quel che vuoi è un tuo diritto” è suicidio.
            Non sto parlando tanto di omosessualità o solo di essa, ma di stili di vita rischiosi, e l’omosessualità con annessi e connessi è uno di questi.
            Anche il cercare ossessivamente la droga per un non tossicomane non è patologia, ma è sintomo di psicologia disastrata.

            • MicheleL scrive:

              Degno del peggior razzista. Se vuole usare le sue statistiche sui neri americani, ad esempio, troverà un sacco di coincidenze: maggiore incidenza nell’uso di droghe, maggiore incidenza di condanne penali, abbandono scolastico, malattie sessuali, ecc. ecc.

              E quindi? Quindi se vede Obama gli sta alla larga per i suddetti fatti? O forse è un problema culturale che non dovrebbe lasciare spazio al pregiudizio, che lede da dignità di persone che non hanno alcun motivo di esservi associate, se non il colore della pelle?

              Se lei stringe la mano al CEO di Apple Tim Cooks o al Premier Lussemburghese Xavier Bettel, poi corre a lavarsi le mani?

              E poi, problema psicologico? E come lo classifichiamo questo problema? Con il suo metro di giudizio da esportene infettivologo? Perchè le ricerche a questo proposito ci sono eccome e non risulta affatto che il profilo psicologico medio di un omosessuale sia diverso da quello di un eterosessuale. Fatti noti dagli anni 60 e confermati per decenni. (E. Hooker e seg.). Ma a lei che interessa le verità dei fatti? Lei ha i suoi pregiudizi.

              Se poi vuole soffermarsi sugli stili di vita, le faccio notare che la comunità omosessuale chiede da decenni di essere rispettata e non disprezzata dando per scontato che sia inferiore, predestinata a tali stili. Vi sono moltissimi ragazzi oggi che al contrario di 40 anni fa non hanno più la prospettiva di un parcheggio buio per cercare un po’ di calore umano, ma hanno invece una prospettiva di una relazione stabile, seria e duratura.
              Relazione che a gente come lei fanno rizzare i capelli a quanto pare e che sarebbero tra soggetti psicologicamente disastrati, mentre il disastro è quello della sua omofobia che purtroppo ha ancora effetti sociali di cui giovani omosessuali patiscono ingiustamente le conseguenze.

            • Caterina scrive:

              E’ rinomato che nel mondo omosex si faccia uso di droghe. Essendo il mondo omosex parte del mondo e’ presumibile che in esso si faccia uso di droghe né più né meno che nel mondo.

              • giovanna scrive:

                E quando devi dire della roba insulsa, ecco “caterina ” !
                Ma se dall’inizio alla fine, almeno nella stessa discussione, mantenevi il primo horror-nick “micheleL”, che cambiava ?
                Forse proprio non riesci a reggere nemmeno un attimo di onestà, cara trollona “vari commentatori “.
                Che poi, è chiarissimo che non ti importa un fico secco delle persone omosessuali, come non ti importa un fico secco di niente, solo trollare, trollare, trollare.

                Io , però , mi meraviglio di più di Menelik, che continua a darti corda, riconoscendo una certa utilità del troll ! :-)

              • Nino scrive:

                Abbi pazienza Caterina, i troll esistono anche qui, come ben vedi :-)

  6. AndreaB scrive:

    Privare volontariamente e sistematicamente un bambino del suo papà o della sua mamma è un atto di estrema e autentica barbarie.

  7. lucillo scrive:

    L’articolo sintetizza bene una posizione, per una volta con modalità non estremiste o banalmente ridicole.
    Tralascio la questione di utero in affitto / in prestito, dicendo solo che – come dice l’articolista – sono cose diverse, e sostenendo – io e non lui . che trattasi di cosa assai diversa dal matrimonio egualitario, al di la di cosa ne pensino le famiglie arcobaleno.
    Mi soffermo invece sul punto della legge che riconosce, trascrive, recepisce ecc il “diritto naturale”. Senza entrare nel merito di cosa esso sia e se ci sia, non credo si possa negare che laddove ci sia organizzazione sociale – anche minima, il circolo del golf; figuriamoci una società complessa – è comunque necessario sviluppare un diritto positivo articolato e dinamico di cui il (presunto) diritto naturale sarà solo una delle fonti. Lo stesso (presunto) diritto naturale richiede sempre che qualcuno lo “traduca” in norme positive, e i traduttori nel tempo e nello spazio – tutti sinceramente convinti di essere semplici interpreti – hanno tirato fuori norme differenti… o tutti i non cristiani cattolici versione Aldo Vitale erano e sono extraterrestri?
    Nel caso specifico poi l’omosessualità e la pratica omosessuale sono presenti in natura, e costituiscono una relazione reale e quindi sociale. Essendo così, ed essendo che essa precede – come il (presunto) diritto naturale – ogni tipo di giudizio e di ragionamento, il diritto comunque inteso non potrebbe far altro, secondo questa logica, che riconoscerla e accoglierla. E insieme ad essa tutte le altre forme di relazione con rilevanza sociale purché non rechino e/o implichino un danno per qualcuno dei soggetti implicati: a mio giudizio sicuramente quelle incestuose e con minori, e con qualche dubbio probabilmente anche la poligamia.
    Ulteriore considerazione.
    Ritengo Rodotà abbia ragione a proposito del paradigma eterosessuale. Esso è basato sul fatto che la fonte di diritto su questi temi sia da alcuni ritenuta un nucleo sociale, e uno specifico nucleo sociale: la coppia eterosessuale. In realtà la fonte – e io dico anche il soggetto e l’oggetto primo dell’ordinamento e della legge positiva – è il cittadino. Poi, e ribadisco poi, ma anche di conseguenza, e ritengo tutte le conseguenze, le organizzazioni sociali che il cittadino si da, con l’unico limite del nocumento ad altri, per esempio l’organizzazione mafiosa.
    Se non si vuole uno stato etico e prevaricatore, cioè l’esatto opposto di quello che dovrebbe essere regolato dal (presunto) diritto naturale, bisogna accettare, promuovere, difendere e tutelare ogni organizzazione sociale che i cittadini si danno purché non rechi danno ad altri. Quindi anche la famiglia eterosessuale, certamente. Ma non solo.
    Ammesso, e non concesso!, che l’unione omosessuale non generi frutti positivi per la comunità come quella eterosessuale, essa tuttavia certamente non crea danno, ed essendo una libera organizzazione di liberi cittadini, merita tutte le tutele di quella eterosessuale: la ragione sta nel fatto che uno stato non etico non interviene sulle scelte dei cittadini, ma riconosce e “organizza” ciò che essi fanno. E eterosessuali e omosessuali, comunque “organizzati”, sono ugualmente cittadini, e quindi meritevoli di uguali ed identiche opportunità individuali e sociali.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Pure “Lucillo” hai riesumato…
      Ma curarsi no eh?!

      • giovanna scrive:

        Giannino, mi hai tolto le parole di bocca : sintetico ed efficace come sempre !

        Probabilmente è stata costretta a riesumare “Lucillo” il mortifero , completamente fuori tema in questa discussione, perché sgamata sia con gli horror-nick fissi su questo tema, che non ha potuto schierare in parata, sia con la banale e noiosa new entry “cristina “, che prosegue nella tradizione di raccogliere figure e figurine.

        Comunque, sia che si presenti come lucillo o micheleL o robertaC o ambrosetti, mi chiedo sempre in che stato è ridotta la sanità italiana, se non c’è , come pare, nessuno che possa aiutare questa poveretta: la mettono davanti ad un computer a trollare e chi s’è visto, s’è visto.

    • MicheleL scrive:

      Sottoscrivo. Grazie.

      • giovanna scrive:

        E allora, cara trollona micheleL-lucillo-cristina ecc ecc, se sottoscrivi, perché non chiedi aiuto, dato che sembreresti in grado di farlo ?
        Possibile che non ci siano cure o accudimenti di maggiore qualità e risultati per te ?
        Come fai a sprecare la vita a trollare da anni e per gli anni futuri ?
        Tu sei contenta di ridurti così ?
        Sii sincera, non tanto con noi, ma con te stessa.
        Non devi perdere la speranza di uscirne, sono sicura che dietro il troll c’è una persona sofferente: magari ci scherziamo, o ci arrabbiamo , anche, ma non deve essere facile per te.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Chissà che fine ha fatto “Ambrosetti”…..Perchè lo so che pure tu, Ambrosetti, hai un cuore….

  8. mamifacciailpiacere scrive:

    Per Redazione: ma i commenti di Galasi sono “intoccabili” ? Ma chi è lui , che trasuda livore, per delirare su amore e (udite) poliamore.
    Per Redazione: cancellate subito !

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