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Tutte le donne sono donne ma le femministe sono più donne delle altre? Una polemica che spiega molte cose

luglio 31, 2014 Francesco Amicone

Da giorni il caso “Women Against Feminism” fa litigare mezzo mondo. Come si permettono quelle “ragazzine” di ribellarsi al matriarcato del movimento rosa?

femminismo«Il femminismo è quel pensiero che insegna a odiare gli uomini, a farsi crescere i peli e a darla al primo che capita». Poche parole chiare per descrivere l’ideologia propugnata dalla “sorellanza” del ventunesimo secolo. Sono apparse, fra le tante, nelle foto della pagina Tumblr “Women against feminism“, un gruppo di donne che si fa ritrarre con slogan contro il femminismo (foto sotto e a fianco). È bastato accorgersi dell’esistenza della pagina web a far scattare la reazione dei media. Le anti-femministe sono finite nel mirino delle intellettuali liberal.

DONNE CONTRO IL FEMMINISMO. «Non ho bisogno del femminismo moderno perché non sono una vittima e non sono misandrica». Il femminismo di oggi «non mi fa sentire uguale agli uomini ma mi spaventa». Le detrattrici del femminismo non si sentono vittime discriminate, non demonizzano i maschi padroni. Alcune di loro contestano le politiche della “sorellanza” su famiglia tradizionale e aborto. Chi esplicitamente, chi no, associa il femminismo al topless delle Femen, alle bravate delle Pussy Riots, alle sedute di masturbazione di gruppo, alla battaglia di liberazione dei capezzoli, a faccende più serie come le leggi che criminalizzano i maschi (femminicidio) e le politiche sull’aborto, paradossalmente contraddittorie quando si tratta di aborti di genere.

LA MATERNALE DI REPUBBLICA. La battaglia del gruppo social ha stizzito anche Repubblica: «Anni di lotta e di rivendicazioni gettati alle ortiche», è il commento alla fotogallery delle “Women against feminism”. Sul giornale della famiglia De Benedetti, sabato, Nadia Urbinati riserva alle anti-femministe una maternale: «Non scherziamo col fuoco care ragazze», scrive la politologa. «La recrudescenza della lotta sociale dovrebbero far pensare che i diritti non sopravvivono da soli». L’idea di Urbinati è che «senza sorveglianza», da un momento all’altro, i maschietti potrebbero incatenare le donne ad aspirapolvere e fornelli. Sulla stessa linea è il pezzo di Federico Rampini, dal titolo «”Basta femminismo”, la sfida delle ragazze. Ma le madri insorgono”». Si chiede in sostanza l’inviato newyorkese di Repubblica: che ne sarebbe di queste giovani donne se non vi fossero state le bisnonne suffragette?

femminismoI SOLITI GATTI. L’Huffington Post americano preferisce attingere all’utopia hippy per denigrare le “ragazzine”: «Non capiscono che il femminismo promuove una società piena di amore, piuttosto che di condanna e di odio». La contro-propaganda femminista, evidentemente poco incisiva, si è affidata alle solite vittime del marketing virale per risollevarsi: i gatti, le uniche creature capaci di accomunare le seguaci della Grande Madre agli jihadisti del califfato. E che cosa miagolano i felini? Lanciano una fatwa a chi non si sottomette alle prescrizioni femministe. Le donne che non le accettano, che non vi si riconoscono – è l’idea – sono sceme per antonomasia. Soggiogate dagli uomini, amano lavare piatti, fare figli a gogò: saranno pure abili con le conserve, però, molto probabilmente, non hanno mai sentito parlare de Le ecclesiazuse di Aristofane.

FEMMINISMO PER VECCHIE RACCHIE? Contrariate e stupite dall’esistenza di femmine ignare della portata storica dell’ideologia “rosa”, pensatrici di tutto l’Occidente civilizzato si sono unite per metterle all’angolo: «Care donne che non hanno bisogno del femminismo – esordisce la scrittrice Laurie Penny in una lettera aperta sul New Statesman, ripresa da vari media – la maggior parte di voi mi sembra giovane, bianca, mediamente attraente e normodotata». Quella di Penny non è una gaffe, un’allusione alla vecchia equazione machista “femministe = vecchie e racchie” ma ci va pericolosamente vicino. La teoria di Penny si snoda a partire da un concetto in voga: le donne contro il femminismo hanno «interiorizzato il sessismo» e non si accorgono di quanta discriminazione subiscano le donne – specialmente le più bruttine e anziane – nella società occidentale dominata dal patriarcato. Il femminismo? Una pratica di modificazione di sé e del mondo. Sorta di yoga politico e universale.
In Italia non è naturalmente passata inosservata la lettera di Penny, e “La 27sima ora”, blog femminile del sito internet del Corriere della Sera, l’ha sposata appieno, con due precisazioni: non tutte le femministe sono racchie e, sì, a volte anche loro esagerano.

femminismo4 MA QUALE PATRIARCATO. A difendere le anti-femministe è stata, giovedì scorso, una voce inaspettata, il Time. Sul prestigioso settimanale americano la femminista moderata Cathy Young ha osservato: «Non è del tutto all’altezza della sua etichetta, un “patriarcato” che permette alle donne di votare, lavorare, frequentare il college, divorziare, avere proprie aziende e correre per una carica politica alle stesse condizioni degli uomini». Young sembra posizionarsi sulla scia della celebre femminista radicale Elizabeth Fox-Genovese, che negli ultimi anni della sua vita, dopo essersi convertita al cattolicesimo, accusò il femminismo di aver demonizzato matrimonio, famiglia e divisione dei ruoli. Young osserva che imbarazzerebbe tutte le vecchie glorie femministe la deriva grottesca di un “movimento” (alcune preferiscono parlare di “movimenti”) ormai ridotto a fare politica denunciando le mancanze di galateo maschili in metropolitana (o improbabili discriminazioni nei ristoranti di lusso). «Sarebbe più utile – osserva Young – sostenere le donne e gli uomini come lavoratori e come genitori», che non lanciare campagne mediatiche che dipingono gli uomini come mostri misogini «irrimediabilmente legati alla “cultura dello stupro”».

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46 Commenti

  1. lucillo scrive:

    C’è il rifiuto di ogni appartenenza ed il trionfo dell’autoreferenzialità.
    Si sta lontano e si sente nemica ogni cosa che viene percepita – a torto o a ragione – come un sistema di regole, di saperi già dati, di valori da adottare perché qualcun altro ha detto che son quelli giusti. Si sta lontano e viene sentito come nemico ogni gruppo che produce normative e che richiede la fatica di studiare e capire.
    Quindi niente gruppi politici se non di protesta; niente religioni se non quelle un po’ esoteriche e /o sentimentali; niente femminismo.
    Rimangono solitudine, rifiuto del confronto e percezione dell’inutilità del sapere (se non quello che fa fare soldi), adorazione per il “figo” di turno ed omologazione esteriore alla banda dei groupies, chiusura nel piccolo gruppo degli affetti più prossimi.

  2. Angelo scrive:

    Le femministe, adesso, sono da scaricare. Hanno servito il Sistema ma adesso il Sistema non ha più bisogno di loro. Sono molto più utili i diritti LGBTQ che le loro istanze. In tempi non lontani parevano forti, portatrici di istanze giuste (in piccola parte è vero) ma adesso saranno osteggiate. E’ interessante notare che molte “femministe di punta” parlano sempre più a favore delle questioni LGBTQ che dei loro diritti. Perchè? Perchè se il padrone d’oltreoceano sulle colonne dei giornali importanti (“Time” ad esempio) e con femministe “riciclate” dice che bisogna cambiare rotta, le femministe nostrane devono cambiare rotta. Altrimenti era impensabile per i giornali mainstream italiani pubblicizzare gli autoscatti fotografici delle “antifemministe”. Come spiegare altrimenti il costante aumento delle parole inglesi nei quotidiani principali, nei media, e la quasi contemporanea “nascita” di un giornale come Huffington Post Italia? Forse le femministe capiranno di essere state degli Ascari intellettuali. Dico forse perchè è difficile ammettere dopo anni di lotta contro il Sistema che si è stati soltanto degli strumenti dello stesso Sistema. Ammetterlo potrebbe comportare il suicidio (mentale o fisico è indifferente).

  3. filomena scrive:

    Il dissenso e le diverse correnti di pensiero all’interno del movimento femminista sono sempre esistiti. Faccio notare per esempio che la paladina della famiglia tradizionale cioè Eugenia Roccella militato nei radicali ed è stata una femminista anche se sempre un po'”atipica”. Che poi negli ultimi decenni le donne delle ultime generazioni abbiano (a torto) dato per scontati i diritti acquisiti al punto di non difenderli più è un fatto ma su questo dovrebbero fare autocritica le loro mamme che non hanno saputo trasmettere loro i valori per cui si sono battute.

    • Angelo scrive:

      Signora/signorina Filomena, qui non si tratta della questione donne o femministe ma di altro. Il femminismo è nato con una faccia buona e con intenti ragionevoli ad apprezzabili ma allo stesso tempo è stato ed è (ancora per poco) funzionale al Sistema. Se non se ne rende conto adesso, è comprensibile perchè non sarebbe facile per nessuno ammettere di aver combattuto per gli interessi dei “padroni del vapore”. Mi permetto di dire questo perchè lei si è definita femminista. Le ricordo che recentemente, una sua vecchia conoscenza, tale Gloria Steinem… Ma veda il video, che è meglio…

      https://www.youtube.com/watch?v=4HRUEqyZ7p8
      Naturalmente, se vuole, le posso passare anche altra roba, ma credo che lei conosca il movimento di cui ha fatto parte o ne fa parte (questo non posso saperlo, ovviamente).

      Così come conosce il pensiero razzista ed eugenetico delle altre “ideologhe” del primo (ma non solo il primo) femminismo, come Susan B. Antony, Elizabeth Cady Stanton, Margaret Higgins Sanger Lee,
      Germaine Greer, Betty Naomi Goldenstein e sicuramente avrà protestato con altre sue colleghe, contro queste femministe, giusto?
      Una domanda importante, che parte proprio dalla parola femminismo… Può secondo lei tale parola rappresentare il Bene, il Progresso, l’Uguaglianza, e il suo opposto maschilismo, tutti i mali? Non sarebbe stato più corretto chiamarsi Paritariste ?
      Quei diritti sono stati dati alle donne perchè c’era un interesse di una certa parte della popolazione, in genere è la stessa parte di popolazione che le fa credere cosa sia giusto e cosa sbagliato (così come succede a larga parte del popolo).

  4. filomena scrive:

    Vede caro Angelo, io sono abituata a ragionare con la mia testa non con quella degli altri o delle altre. Lei invece ragiona un po’ troppo per categorie. Io ho una mia idea di femminismo e non sempre ho condiviso tutte le battaglie delle donne. In quanto alla connotazione negativa del maschilismo in contrapposizione a quella positiva del femminismo, essa è dovuta alla forte opposizione che culturalmente gli uomini hanno esercitato riguardo al considerare le donne persone prima ancora che mamme, mogli, sorelle cercando in ogni modo di tenerle lontano dalla sfera pubblica. Anche probabilmente perché l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro avrebbe tolto loro spazio. Questo è il motivo principale perché il mascbilismo è considerato negativamente. Per converso il femminismo ha fatto si che le donne conquistassero importanti diritti civili a partire dal voto, anche se a mio parere c’è ancora tanta strada da fare.

    • Angelo scrive:

      Quindi secondo lei c’è ancora tanta strada da fare verso un pieno femminismo… Cortesemente, mi cita una sola legge, una mi basta, che impone una limitazione alle donne ed un vantaggio agli uomini?
      In secondo luogo, gradirei sapere se conosce quelle femministe da me citate. La ringrazio.

      • filomena scrive:

        @Angelo
        Quando dico che c’è ancora tanta strada da fare intendo dire soprattutto a livello culturale più che a livello legislativo. Come ben le sarà noto non basta una legge per cambiare i comportamenti. Questo senza nulla togliere a leggi importanti come per esempio la riforma di famiglia del 1975 senza la quale le donne erano in sostanziale svantaggio rispetto agli uomini in ambito famigliare. Adesso lei può anche cercare di raggirare l’intera questione e sostenere che sono stati questi fantomatici poteri forti a volere queste leggi, di fatto però hanno riportato un minimo di equilibrio nei rapporti centro la famiglia e di questo ne hanno beneficiato le donne. Immagino, per tornare ad oggi, che lei avrà sentito parlare di quello che viene chiamato “il tetto di cristallo” per il quale le donne non accedono ai posti di potere e questo è prima di tutto un fatto culturale. In questo senso dico, ma non solo, che c’è ancora tanto da fare a cominciare dai ruoli in famiglia. Poi rispetto ai nomi da lei citati di femministe non credo siano parte della nostra cultura Italiana e io facevo riferimento soprattutto a quella.

        • Angelo scrive:

          Quindi ha confermato indirettamente che non esiste nessuna legge italiane che svantaggia le donne. C’è secondo lei un problema culturale che deve essere risolto tramite il femminismo. Le donne non accedono ai posti di potere per una questione di meriti e di tempi da dedicare, non dica baggianate. Comunque è inquietante notare come voi replicanti femministi ( il maschile è obbligatorio per per gli oggetti inanimati come voi) pur di applicare le vostre fantasie socio culturali siete pronti a servire i peggiori padroni. Provo un sincero disgusto, che suppongo sia ricambiato da parte sua. E non perchè io sia cattolico, anzi…

          • Angelo scrive:

            Quindi fa riferimento a Carla Lonzi? O ad Alma Sabatini? O a quale altra esponente “libera” grosso modo fa riferimento?

            Non faccia la timida signora/signorina Filomena, esponga il suo pensiero e ci illumini sul come deve essere “educato” il “maschio” nelle scuole italiane per essere un esemplare funzionante di femminismo.

          • filomena scrive:

            Credo che il suo atteggiamento sia molto arrogante e probabilmente non varrebbe la pena rispondere a persone come lei
            Lo faccio solo su un punto che mi sta a cuore. Lei stesso riconosce che le donne sono gravate da troppi impegni famigliari. Questo è esattamente una delle cose su cui bisognerebbe intervenire già a livello di educazione insegnando che in famiglia i ruoli dovrebbero essere intercambiabili e smetterla di considerare prioritario per le donne fare “l’angelo del focolare” anche perché per fortuna sempre meno donne hanno questa “vocazione”.
            Quanto ai meriti degli uomini che a suo dire sarebbero superiori a quelli delle donne in campo lavorativo, stendiamo un velo pietoso. E in ogni caso le donne hanno ampiamente dimostrato che malgrado gli oneri famigliari riescono a fare meglio degli uomini in quasi tutti i campi, per cui stia sereno è solo una questione di tempo e vedrà che con le donne dovrà vedersela sempre più per mantenere la “poltrona”. Una cosa è certa e la può già constatare: noi zitte come vorrebbero gli uomini (parola grossa) come lei non stiamo. Si rassegni.
            La saluto e continui pure a vivere con i cavernicoli, è il suo habitat “naturale”

            • Angelo scrive:

              Ma io non riconosco ciò che lei ha detto. Perchè vuole mettermi parole in bocca che non ho mai utilizzato?
              Le donne sono gravate da troppi impegni familiari? Chi lo dice? Io non l’ho detto.
              I meriti degli uomini superiori a quelli delle donne? Ma io non l’ho detto.
              Perchè scrive delle cose su di me che non ho detto?
              E io che credo nei valori della Costituzione Italiana, voglio che le donne restino in silenzio?
              Io voglio che le donne, comprese le femministe come lei, parlino. Non sono maschilista, l’ho ribadito più volte. Le faccio un piccolo elenco di cosa sono.
              Non sono cattolico,buddista, musulmano, maschilista, femminista, comunista, fascista, liberale, liberista,capitalista,etc. Non ho nessun “ista” che mi rappresenta.
              Io non ho paura di perdere la “poltrona”. Io non mantengo nessuno.
              Interessante comunque notare la sua seguente frase, che riporto :

              “Quanto ai meriti degli uomini che a suo dire sarebbero superiori a quelli delle donne in campo lavorativo, stendiamo un velo pietoso. E in ogni caso le donne hanno ampiamente dimostrato che malgrado gli oneri famigliari riescono a fare meglio degli uomini in quasi tutti i campi, per cui stia sereno è solo una questione di tempo e vedrà che con le donne dovrà vedersela sempre più per mantenere la “poltrona” “.

              Signorina/signora Filomena, ma in cosa hanno dimostrato di “essere migliori degli uomini” ?
              La Thatcher era forse meglio di Prodi? Per me è la stessa identica schifezza, sono ambedue servi del Sistema.

              La Camusso era meglio del suo predecessore? Per me son la stessa schifezza.

              Io le sto facendo notare che lei tra poco si dovrà rassegnare ma non grazie a me, ma grazie ai padroni del vapore che Lei ha servito e che adesso la ritengono un ingranaggio non più utile. Anzi, nel suo caso è meglio utilizzare il termine “resettare” e “riprogrammare” (cosa che del resto sta già alacremente facendo).
              Comunque, non mi metta parole in bocca che non ho utilizzato, è un gioco sporco e farebbe la stessa figura caprina dell’episodio di Toni. io, pur essendo brusco nei modi, gioco pulito. Si attenga a delle regole, se son contemplate dal suo programma digitale. Altrimenti, se ne ha ancora memoria, utilizzi quelle umane.

  5. Ale scrive:

    Se oggi ci possiamo “permettere” di dire che le lotte delle femministe sono anacronistiche e’ proprio per il fatto che tali lotte ci sono state. Purtroppo e dico purtroppo mi capita ogni tanto anche a me di subire “osservazioni sessiste” sul lavoro del tipo “ma con tuo marito in camera da letto sei così ” oppure ” con quella voce potresti fare telefonate hard..che sinceramente lasciano il tempo che trovano. Mi vedo costretta ad “insistere con il Lei nei loro confronti” per far capire che non gradisco il tu, visto che non ci conosciamo ed abbiamo un rapporto di lavoro e non di amicizia ed a controbattere con la domanda “se fossi stata un uomo mi avrebbe fatto un’osservazione tanto intima e fuori luogo?” . La risposta ovviamente e’ no e capiscono di essere stati indisponenti fino a chiedere scusa. Ma accade anche nel 2014. Per cui l’uomo e’ maschilista???

    • Angelo scrive:

      Quindi, secondo Lei, con 4 manifestazioni negli anni ’60 / ’70 da parte delle femministe, noi adesso abbiamo il pieno rispetto della donna…
      Così come abbiamo una scuola “modello” e livellante verso il basso per gli scioperi degli studenti, giusto?

      • Ale scrive:

        @Angelo Mi scusi ma le femministe non erano solo quelle delle manifestazioni in piazza e purtroppo se ha letto tutto ho scritto che molto rispetto non lo abbiamo neanche oggi visto che continuiamo a subire attacchi o approcci sessisti anche in ambito lavorativo.

  6. filomena scrive:

    @Ale
    Condivido in pieno la tua esperienza e potrei raccontare episodi ben più gravi che sono accaduti a me personalmente sul lavoro. Noi donne però dovremmo anche fare un po’ di autocritica quando rivendichiamo giustamente le pari opportunità. Mi riferisco per esempio a quelle rivendicazioni che molte donne fanno in sede di divorzio rispetto ai figli che non si capisce perché necessariamente debbano vivere con la mamma piuttosto che con il papà che regolarmente si ritrova in strada anche quando la casa è pure sua. Oppure che impediscono ai figli di vedere il papá e si fanno mantenere, tutto questo in nome di quali diritti?
    In questi casi non so tu ma io proprio non me la sento di difenderle a meno che ovviamente non si tratti di un violento,a questo è un altro discorso.

    • Angelo scrive:

      E’ curioso che una femminista come la signora/signorina Filomena difenda i padri separati… Ancora più curioso notare che ci sono soggetti, forse di sesso maschile, che la sostengono.
      In pratica una prima sostiene che l’uomo è il male assoluto, feroce oppressore delle donne e delle libertà sessuali e poi, CASUALMENTE, quando vede qualche padre separato ridotto alla fame, a non poter vedere i propri figli, fa opera di pietà dicendo che le donne dovrebbero fare un po’ di autocritica. Partiamo dal fatto che dovrebbero pagare in prima persona i politici italiani che qualche anno fa hanno venduto l’Italia ai potentati euro atlantici ( trattato di Lisbona,di Maastricht, Convenzione di Istanbul, modifica art.51 costituzione e porcate varie) . In secondo luogo, dovrebbero pagare gli esecutori delle sentenze scandalosamente incostituzionali. In ultimo, dovrebbero pagare tutti quelli che, con coscienza o con “ingenuità”, hanno permesso che tali azioni giuridiche immonde siano considerate dal popolo come “Progresso” .
      Ma ciò non accadrà; dopo la seconda guerra mondiale, tanti fascisti ritornarono vergini. Le femministe faranno lo stesso casomai ciò avvenisse. Del resto, ognuno si sceglie il suo Valore e i suoi Valori. Gli ingranaggi e i chip servono al Sistema per funzionare, l’Uomo è un intoppo.

      • filomena scrive:

        Certo che difendo gli uomini discriminati da donne che considerano la genitorialitá una loro competenza prevalente
        Come vede io non ragiono sempre come il suo fantastico “sistema” vorrebbe. Trovo che i ragazzi dovrebbero stare col genitore che offre loro una situazione più adeguata e non solo economicamente per crescere meglio e questo non è prerogativa delle donne. Del resto i Paesi scandinavi in questo sono all’avanguardia e hanno dimostrato che i ruoli all’interno della famiglia sono di fatto intercambiabili.

        • Toni scrive:

          @Filomena
          Dubito che tu sei mossa dall’intenzione di difendere i padri. In verità, secondo me, tu ritieni che la “madre amorevole” sia un prodotto culturale maschilista. Per tale motivo se una madre dice al giudice “dallo a lui …. che me frega!”per te è più che legittimo…. anzi ai limiti della conquista. Noto dalle tue parole che l’interesse sul bambino (la vittima) è completamente assente. Cosa che non mi sorprende dato che trovo che per via di questa assenza emotiva sei generosa a dare figli a coppie gaye (o surrogati simili) senza batter ciglio.
          A scanso di equivoci, padre e madri, per me , anche divorziati dovrebbero collaborare alla pari nell’interesse del bambino.
          PS – Ti prego , se ti è possibile, di non approfittare della presunta arroganza di Angelo (che non è un bigotto cattolico) per sottratti alla discussione (la cui preparazione ed il suo punto di vista… sono tosti!) . Noto che tu glissi su alcune questioni che lui ti pone annacquando la discussione.

          • filomena scrive:

            Sbagli a dire che non accenno all’interesse del minore perché credo che esso non sia necessariamente vivere con la mamma ma come ho detto dove ci sono le condizioni più favorevoli al suo sviluppo. Questo interesse sacrosanto però non può “affamare” ne’il padre ne’ la madre e deve essere messo in relazione con l’interesse di entrambi i genitori a vivere con dignità. In quanto alle conoscenze solo evidentemente teoriche e strumentali di Angelo che tu stesso hai evidenziato come bigotto, sia pure negandolo credo che sia una persona con dei problemi che vuole difendersi dietro alle sue teorie dottrinali perché nel mondo reale non c’è più posto per un simile maschilismo arrogante come il suo. Per questo non ho intenzione di ‘cascare’ nel suo tranello ‘pseudo letterario’

            • Toni scrive:

              @ Filomena
              io non mi sono sognato di dire che Angelo è un bigotto (ho usato quell’espressione per marcare che non poteva essere liquidato come un superstizioso cattolico). Ho anzi apprezzato il fatto che è una persona preparata, che reattivamente può assolutizzare il suo punto di vista come fai tu (per esempio quando dici che le donne fanno tutto meglio … dici una evidente sciocchezza) , ma che questo risponde ad un normale atteggiamento in una discussione dove si difendono con passione i propri punti di vista. E concordo con lui (se intuisco bene) nel vedere come alla figura maschile si lavora da decenni per equipararla ad un mostro.
              Non mi dilungo: già usare l’ “affamare” relativamente ai figli, perdonami, significa non avere l’idea di cosa si parla. Certo che chi ha fatto venire al mondo bambini per lamentarsi di essere affamato , ha solo dato problemi ad una persona (il bambino) che non gli aveva chiesto nulla. L’esperienza conta … Filomena.
              PS – Una curiosità mia, una cosa semplice e detta con leggerezza ….. ho scoperto, grazie alla vs discussione, che nel vostro passato femminista avete avuto ogni bene (spie, esponenti razzisti ed eugenetici). Tu, e fai bene, ti difendi dicendo che ragioni con la tua testa e ci sono cose che non ti appartengono. Ma è possibile che “per onestà intellettuale” non usi lo stesso metro ogni volta che accusi i cattolici ( S.Tommaso, Galileo, Bruno che non sono neanche dell’altro ieri)?

              • filomena scrive:

                In relazione al bigotto io ho detto che tu hai evidenziato questo temine pur negandolo nei confronti di Angelo. Rispetto all’affamare i padri (o le madri) un figlio che ovviamente non ha chiesto di nascere, non ha però più diritti dei genitori.
                Sul mostro “creato” dalle femministe io sarei un po’ più cauto fossi in te, se non altro per la storica discriminazione nei confronti delle donne ad opera di una cultura maschilista che in Italia ha sempre cercato di relegare le donne tra quattro mura considerandole buone solo per fare figli

            • Angelo scrive:

              @ Filomena
              Come già detto, non sono cattolico. Come già detto, non sono maschilista. Io credo nei valori della Costituzione Italiana, naturalmente quella non modificata dalle prostitute intellettuali nel corso degli ultimi anni.
              Noto inoltre che vuole addossare al signor Toni la colpa di avermi definito bigotto, quando lo stesso sig. Toni, ha invece scritto : ” PS – Ti prego , se ti è possibile, di non approfittare della presunta arroganza di Angelo (che non è un bigotto cattolico) per sottratti alla discussione (la cui preparazione ed il suo punto di vista… sono tosti!) . Noto che tu glissi su alcune questioni che lui ti pone annacquando la discussione”.

              Lei ha detto il falso, signora/ signorina Filomena. Il signor Toni non mi ha definito così. Le sue parole dicono il contrario. E’ evidente. Lei ha messo delle parole in bocca al signor Toni nel tentativo di screditarlo. Lei ha dimostrato di non avere principii morali in questa occasione.
              Ed è bene sottolineare il gesto poco nobile che ha fatto, ma sicuramente “funzionale” (non con me e neanche con chi collegherà la sua frase con quella del signor Toni).

              • Angelo scrive:

                Signora/signorina Filomena, gradirei avere delle risposte sulle domande che lo ho postato sopra.
                Inoltre, è interessante notare il suo ragionamento “funzionale” in merito alla questione dell’affido dei bimbi in una coppia separata o divorziata.
                E’ interessante perchè a mio avviso è lì che si cela la radice di tutto il suo pensiero.
                Riporto una sua frase che è esemplificativa: ”
                Sbagli a dire che non accenno all’interesse del minore perché credo che esso non sia necessariamente vivere con la mamma ma come ho detto dove ci sono le condizioni più favorevoli al suo sviluppo. Questo interesse sacrosanto però non può “affamare” ne’il padre ne’ la madre e deve essere messo in relazione con l’interesse di entrambi i genitori a vivere con dignità”.
                Soprattutto sulla parte ” condizioni favorevoli al suo sviluppo”… Le dirò, cara signorina/signora Filomena, che questo apre le porte al “Mondo Nuovo”, ad un bimbo
                cresciuto con la pretesa di non “creare disturbi”, a tal punto da render giusta l’idea che sarebbe meglio crescerlo in un laboratorio, dargli la possibilità di scegliersi il nome da solo ed altre amenità che sono il frutto “lontano” dell’Illuminismo, di cui lei è figlia.La logica, la funzionalità, il numero sopra l’Uomo. La pretesa di giocare a fare Dio, ecco cosa c’è sotto il suo ragionamento. Mi rendo conto che è difficile collegare l’illuminismo ai movimenti femministi, ma la vostra radice è lì. Ecco il perchè dei termini robot, ecco il perchè dell’esaltazione del “mondo digitale” che sempre più viene messa in luce sui media italiani e non. Ecco il perchè del 3° sesso, il sesso X… Lei è portatrice della visione di quel Mondo Nuovo. Probabilmente, si è resa conto di esser nel marcio, ma come è comprensibile non può ammetterlo qui o con se stessa. Rischierebbe la sua salute mentale e forse fisica. Sapere di esser stata uno strumento fa male, anche ai robot.

              • filomena scrive:

                Lei non sarà pure cattolico, dimostra però un moralismo maschilista degno di un cattolico bigotto. Veda che essere cattolici credenti non significa essere moralisti ma spesso i moralisti esprimono il lato peggiore del cattolicesimo.
                Se crede nei valori della Costituzione dovrebbe rivendicare anche quelli che si fondano sull’uguaglianza e sui diritti civili e non solo quelli di matrice cattolica.
                Sulla difesa di ufficio al sig. Toni non credo me abbia bisogno, anche perché eventualmente risponderò a lui direttamente, come del resto ho fatto.

                • Angelo scrive:

                  Credere nella Costituzione è moralismo? Signorina/signora Filomena, si rende conto di essersi messa sul piano del ridicolo da sola?
                  Non c’è nessuna difesa d’ufficio del signor Toni, ci sono le parole sue e della controparte che essendo palesemente discordanti dimostrano il suo tentativo fallito di attribuirgli offese che non ha fatto. Non è un’opinione, è un fatto. Ha fatto un errore signorina/signora Filomena, basta riconoscerlo. Tutti possono sbagliare, io, ad esempio,ho ammesso di avere i modi bruschi, mica son perfetto. Non le costa nulla ammettere l’evidenza in questa piccolissima questione; non ha nessun peso.
                  Sulla Costituzione le rammento, per l’ennesima volta, che io la rispetto e la seguo.
                  Le faccio notare inoltre che la Costituzione Italiana è stata modificata in alcuni articoli, in seguito all’entrata in Europa, ed io mi rifaccio alla Costituzione originaria, ossia, per esser sintetici, quella redatta poco dopo la seconda guerra mondiale (1948).
                  Per la questione maschilismo/femminismo mi dispiace contraddirla ma io non sono maschilista e non sono femminista. Inoltre non sono moralista.
                  Seguo degli ideali, dei Valori, chiarissimi ed umani.
                  Ad esempio, io non voglio che la donna sia chiusa in casa. Deve poter fare gli stessi lavori degli uomini alle stesse identiche condizioni.
                  Nessuna quota rosa o azzurra o arcobaleno. Niente di niente. Il merito come metro di giudizio.
                  Le faccio un esempio pratico , così risulto più immediato.
                  Donne soldato:
                  io sono favorevole a che loro vadano in guerra ed in prima linea, però debbono anche tagliarsi i capelli come gli uomini e fare gli stessi identici test fisici .E ciò vale per una questione pratica, che non penso sia necessario spiegare.

                  • filomena scrive:

                    L’unico esempio che sa fare è quello dove è prevalente la mera forza fisicain una epoca dove questo elemento è stato quasi completamente superato dalla tecnologia? Vede dunque quanto fazioso è il suo ragionamento da cavermicolo? Vuole invece confrontarsi con esempi di donne medico, magistrato, politico ma anche qualsiasi altro lavoro che storicamente è sempre stato appannaggio di una sola metà del cielo?

                    • Angelo scrive:

                      Signorina/signora Filomena, io ho fatto un esempio per darle un’idea del mio pensiero. Lei invece lo ha preso quasi come un’offesa. Che esistano ottime donne medico, magistrato, etc. etc. mi pare ovvio, io le facevo notare un’altra cosa. La ripeto in un’altra forma e con un altro esempio.
                      Sono contrario alle quote rosa, azzurre, gialle, nere, verdi o di qualsiasi tipo, quindi di conseguenza, sono contrario alle agevolazioni sia per le donne, sia per gli uomini, sia per i gay che per le lesbiche o i trans. E’ l’uomo o la donna che devono adattarsi al lavoro che intendono svolgere e non il lavoro che si adatta a loro. Le è chiaro?
                      Mi permetto di darle un consiglio, dato che nell’ultimo commento ha legato diverse parole, e quindi ha scritto in fretta commettendo qualche errore (tipo “cavermicolo” invece di cavernicolo), resti calma. E’ difficile ammettere di aver lavorato per il Sistema, ma la colpa non è di certo mia. Ed inoltre, le conviene avere un atteggiamento aggressivo e al contempo evadere le domande che le ho posto in precedenza?
                      Sta aggiungendo errori su errori che agli occhi degli astanti/ lettori mettono le sue idee in una posizione svantaggiata rispetto alle mie. Tutti sbagliano signora/signorina Filomena. Io ho dei modi bruschi, come già detto, lo riconosco e l’ho riconosciuto prima. Ma almeno non persevero. Adesso, cortesemente, risponda alle domande precedenti.

        • Angelo scrive:

          I paesi scandinavi all’avanguardia… Secondo l’ottica del “Mondo Nuovo” sì. In realtà le cose sono un po’ più complesse e “inquietanti”.
          Ad esempio, sicuramente conoscerà il “mitico” asilo Egalia, modello educativo dell’Uomo Nuovo Occidentale.
          Vediamo un po’ che fanno in questo asilo (linko l’articolo da più fonti )

          Riporto un passaggio:

          “IL PROGETTO PEDAGOGICO – Alla base del progetto di Egalia sta la lotta alla discriminazione sessuale. I bimbi, tutti da 1 a 6 anni, non vengono chiamati a seconda del loro sesso ma sono appellati indistintamente con il nome «friend», amico/a, e per dire «lui» o «lei» viene usato il pronome neutro svedese «hen», inesistente nel vocabolario svedese ma usato nei circuiti femministi ed omosessuali. I giochi e i libri sono mischiati, nella tipologia e nei colori, senza creare aree spiccatamente femminili separate da zone maschili. Un esperto di differenze di genere segue gli iscritti ed istruisce le maestre, tutto all’insegna della totale parità. «La società si aspetta che le bambine siano femminili, dolci e carine e che i bambini siano rudi, forti e impavidi. Egalia dà invece a tutti la meravigliosa opportunità di essere quel che vogliono», dichiara una delle insegnanti. Oltre a insegnare a non discriminare i generi, nell’asilo Egalia si gioca con bambole di colore e si leggono libri che raccontano anche storie diverse, come l’amore tra due giraffe maschi. E in libreria non compaiono i classici come Cenerentola e Biancaneve, così ricchi di stereotipi sulla figura femminile.”

          http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_29/svezia-asilo-genere-neutro-eva-perasso_99c37d42-a23b-11e0-b1df-fb414f9ca784.shtml

          http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/11/15/news/egalia_ecco_l_asilo_che_ha_abolito_maschi_e_femmine-46707984/

          Forse questa scuola è il suo modello ideale, cara signorina/signora Filomena? Gradirei una risposta.

    • Ale scrive:

      @Filomena, condivido in pieno ed è vergognoso vedere donne che si fanno mantenere dall’ ex che magari non ha neanche più dove andare a dormire. Proprio per questo e’ bene che le donne, anche con prole, abbiano un lavoro perché è il lavoro che assicura un minimo di autonomia alla persona. Ma le tipe così esisteranno sempre, le gatte morte, e gli uomini cadranno sempre ai loro piedi come “pere cotte”. Guarda che quelle così in genere per “arrufianarsi” il cretino di turno si professano assolutamente contrarie al femminismo. Non remano contro corrente..conservano le energie per spiumare il povero pollo. Certamente ci sono anche i mariti violenti ma mi chiedo come fanno le donne a sposarli?! Sono così cieche? Per cui spesso alcune per me calcano la mano per avere tutto a spese dell’ex. Non so, sono abituata a contare sui miei guadagni e non su quelli di mio marito, dividiamo le spese ma non li chiedo alcunché e quando sento le tipe che impazziscono dietro a corsi per i figli, compleanni che sembrano matrimoni, palestre, estetiste e parrucchiere senza mai pensare che lo stipendio del marito potrebbe venir meno mi sento mancare per la loro leggerezza. Ecco il femminismo per me e’ questo ovvero rispetto per la mia persona di donna e di conseguenza per quella degli altri, uomini compresi. Ma non sopporto le prevaricazioni che alcuni maschi hanno ovvero di cercare di prendere confidenza stuzzicando la vanità femminile.

  7. lucillo scrive:

    Concordo con Ale e Filomena.
    A mio parere la “contrarietà” al femminismo… iniziale, seconda fase, terza… ha ragioni differenti a seconda di chi lo attacca e detesta, ed ora gode (senza capir nulla) delle fenomeno anti-femminista.
    Ci sta tutto quello che avete detto, aggiungo che alcuni traggono ragione di avversione soprattutto dal fatto dell’affermazione della persona in quanto tale, con le conseguenze che ha in termini di concezione della famiglia e di gestione libera della sessualità. Quasi tutte le religioni hanno sempre cercato la regolazione del sesso, come strumento principe per il controllo della soggettività, tanto più di quella delle donne.

  8. Antonio scrive:

    Basta leggere i loro messaggi e ci si accorge che gran parte delle antifemministe non sono per nulla contrarie alla parità di genere, anzi contestano il femminismo proprio per il suo essere spesso parziale e unilaterale. Per capirne le ragioni una buona lettura è “La libertà delle donne. Contro il femminismo moralista”, scritto dalla filosofa liberale Valeria Ottonelli, o i libri di Marcela Jacub, filosofa del diritto che critica, da un punto di vista libertario di donna emancipata, il carattere repressivo, normativo e velatamente sessuofobico di molta legislazione sulla violenza sessuale e di genere. Magari le ragazze dell’hashtag non le hanno lette, ma in loro c’è lo spirito libertario di chi non vuole essere etichettata, non vuole che qualcuno si arroghi il diritto di parlare per metà della popolazione e passi il tempo a dividere i modelli femminili buoni da quelli cattivi, come, paradossalmente, i maschilisti che hanno sempre diviso le donne “buone” da quelle “cattive”.

  9. filomena scrive:

    @Angelo
    In primo luogo chiarisco subito una cosa che peraltro avrà notato. Rispondo solo alle domande che ritengo importanti e non a tutte quelle che lei gradirebbe. In secondo luogo gli errori sono dovuti al fatto che usare una tastiera di cellulare in autostrada (ovviamente non sto guidando) non è molto agevole. Infine le faccio presente che non devo dimostrare nulla a nessuno ne tanto meno giustificare i miei valori che evidentemente sono molto lontani dai suoi. Il mio pensiero sarà anche “pronipote” dell’illuminismo ma io in questo non ci vedo nulla di negativo posto che lei abbia questa necessità di incasellare i miei valori dentro una “cornice”. In ogni caso non sono d’accordo neppure sul fatto che debba essere l’uomo ad adattarsi al lavoro e non viceversa. Se io a suo parere sono figlia del positivismo le sue idee sono quelle di un ultraconservatore e spesso rispondono ad un delirio che si fonda sul “Sistema” qualunque cosa sia e chiunque ne sia il “mandante”

    • Angelo scrive:

      Signorina/signora Filomena, può esser pericoloso guidare in uno stato di rabbia. Le consiglio una pausa e una sigaretta (se fuma).
      Resta il fatto che, purtroppo, io sento il rumore degli artigli sul vetro. Quando vuole e se ne ha la possibilità, argomenti le sue posizioni, io spero di esser stato chiaro. Io ultraconservatore? Ma si sta rendendo conto dell’insostenibilità della sua posizione? Un ultraconservatore permetterebbe alle donne di aver gli stessi diritti e doveri degli uomini?
      Altro aspetto interessante è la questione “Sistema”… Interessante perchè sarà sicuramente un CASO che le questioni di genere, i diritti LGBTQ, il femminismo, siano parte fondamentale dell’agenda delle ONG, dell’ONU, del governo Italiano, Europeo, Americano, Canadese, Australiano, Inglese e delle stesse femministe che scendono nelle piazze (contro il Sistema Patriarcale) e CASUALMENTE, fanno anche pubblicità con attrici famose (vedi SNOQ).
      Stranamente, si vedono rarissime e sparute proteste contro la guerra in Ucraina ( iniziata, sempre per CASO, dai potentati Euroantlantici).

      • filomena scrive:

        @Angelo
        Se avesse letto bene il mio post avrebbe notato che pur essendo in autostrada non guidavo. Comunque grazie del consiglio ma non ho motivo di calmarmi. Le faccio presente che può essere conservatore o meno (secondo me lo è eccome) ma non tocca a le concedere nulla a nessuno, men che meno i diritti alle donne. Piuttosto mi con vinco sempre più che lei sia vittima di un complotto che sta solo in tefsta sua.

        • Angelo scrive:

          Avevo capito che si era fermata, ma forse la mia frase era poco chiara.
          Io non concedo nulla a nessuno, le ho già detto che rispetto la Costituzione Italiana.
          Io non credo ai complotti, io le ho citato fatti e lei ha glissato sulle eventuali risposte.

      • lucillo scrive:

        Dunque, vediamo se ho capito.
        Da una parte ci sono i Valori e Angelo.
        Dall’altra parte ci sono il Sistema dei Potentati e Filomena.

        Filo, la prossima volta che vai dai Potentati per favore avvisami che son disoccupato e magari assumono anche me.

        • Angelo scrive:

          Signor Lucillo, non ha capito niente. Rilegga i vari commenti.

          • Toni scrive:

            Angelo,
            se mi permetti ha fatto un “errore”.

            Ha spiegato benissimo, ed a mio avviso anche dimostrato, che la percezione femminista di aver cambiato, con quattro manifestazioni, il mondo è una farsa, che hanno vissuto come in una caverna platonica dove hanno pensato e fatto solo quello che ci si aspettava che pensassero e facessero. Un sistema che aveva bisogno di un mutamento (per motivi propri e non necessariamente edificanti) ed ha creato un appetito.

            Ma nello stesso tempo ha preteso che Filomena (femminista) ammettesse, che tutta quella sensazione di libertà e conquista fosse una parodia ed le ha paventato il rischio che quella “vita eroica” è, in effetti, quella di un automa. In questo modo è scattato il meccanismo di difesa che ben ha espresso Nietzsche : “«Io ho fatto questo» dice la mia memoria. «Io non posso aver fatto questo» – dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine – è la mia memoria ad arrendersi”
            .
            Così Lei è diventato un “complottista”… mentre Filomena resta (con l’ironia di Lucillo) tranquilla con se stessa.

            P.S. Ma è un “errore” che avvolte è bene fare.

            • Angelo scrive:

              Effettivamente, il suo ragionamento signor Toni, è valido. Ma non sempre si può rimanere freddi e lucidi. Sono un essere umano anche io ed anche mediamente giovane.
              La prossima volta, comunque, cercherò si seguire il suo consiglio.
              Sul finale, ho dei dubbi. Filomena non è tranquilla e lo sarà sempre meno poiché il tarlo del dubbio si è insinuato e la fretta che ha messo nel rispondere a certe domande, è un segnale incoraggiante.
              Linko due video che faranno riflettere.

              https://www.youtube.com/watch?v=e0-X8BiFzi0

              https://www.youtube.com/watch?v=F7qtJuroyLE

  10. filomena scrive:

    @Ale
    Aggiungo al tuo post sulle donne che di fanno mantenere fsl marito alcune considerazioni. Premesso che ovviamente mi riferisco solo a quelle che lo fanno per scelta e non certo per la crisi di lavoro, ritengo che prima ancora della famiglia e della possibilità di mettere al mondo dei figli sia più importante la dignità e l’autonomia economica delle persone che compongono la famiglia che ne sono i pilastri. Se uno di questi pilastri è “azzoppato” perché appoggia tutto il suo peso sull’altro, la costruzione “famiglia” risulta di conseguenza sbilanciata e più debole e questo anche agli occhi dei figli che vedono uno dei due adulti dipendere economicamente dall’altro come se fosse anche lui/lei un minore che non è in grado di provvedere a se stesso/a. Ne va quindi secondo me anche dell’autorevolezza e dell’esempio che si vuole dare ai figli. Non è secondo me credibile insegnare loro che devono studiare per crearsi un futuro lavorativo e una sua indipendenza e poi dimostrare che tutto ciò viene meno quando si mette su famiglia. E’ quantomeno incoerente a livello di principio e questo senza dire che naturalmente questo ruolo la società guarda caso lo ha assegnato sempre alle donne. Ora che siano proprio loro a sostenere questo mi sembra un vero autogol e per questo che non ho molta stima di quelle donne che in nome di una tradizione discriminatoria scelgono di rinunciare alla propria autonomia.

  11. filomena scrive:

    @Ale
    Aggiungo al tuo post sulle donne che si fanno mantenere dal marito alcune considerazioni. Premesso che ovviamente mi riferisco solo a quelle che lo fanno per scelta e non certo per la crisi di lavoro, ritengo che prima ancora della famiglia e della possibilità di mettere al mondo dei figli sia più importante la dignità e l’autonomia economica delle persone che compongono la famiglia che ne sono i pilastri. Se uno di questi pilastri è “azzoppato” perché appoggia tutto il suo peso sull’altro, la costruzione “famiglia” risulta di conseguenza sbilanciata e più debole e questo anche agli occhi dei figli che vedono uno dei due adulti dipendere economicamente dall’altro come se fosse anche lui/lei un minore che non è in grado di provvedere a se stesso/a. Ne va quindi secondo me anche dell’autorevolezza e dell’esempio che si vuole dare ai figli. Non è secondo me credibile insegnare loro che devono studiare per crearsi un futuro lavorativo e una sua indipendenza e poi dimostrare che tutto ciò viene meno quando si mette su famiglia. E’ quantomeno incoerente a livello di principio e questo senza dire che naturalmente questo ruolo la società guarda caso lo ha assegnato sempre alle donne. Ora che siano proprio loro a sostenere questo mi sembra un vero autogol e per questo che non ho molta stima di quelle donne che in nome di una tradizione discriminatoria scelgono di rinunciare alla propria autonomia.

    • Angelo scrive:

      Signora/signorina Filomena,
      ho dei dubbi su una sua frase. La riporto:”ritengo che prima ancora della famiglia e della possibilità di mettere al mondo dei figli sia più importante la dignità e l’autonomia economica delle persone che compongono la famiglia che ne sono i pilastri. Se uno di questi pilastri è “azzoppato” perché appoggia tutto il suo peso sull’altro, la costruzione “famiglia” risulta di conseguenza sbilanciata e più debole e questo anche agli occhi dei figli che vedono uno dei due adulti dipendere economicamente dall’altro come se fosse anche lui/lei un minore che non è in grado di provvedere a se stesso/a. Ne va quindi secondo me anche dell’autorevolezza e dell’esempio che si vuole dare ai figli. Non è secondo me credibile insegnare loro che devono studiare per crearsi un futuro lavorativo e una sua indipendenza e poi dimostrare che tutto ciò viene meno quando si mette su famiglia”.

      Io non credo che i figli valutino i genitori in base alla busta paga che percepiscono; loro sono figli, mica esattori telecomandati di “montiana” memoria.

      Poi sul fatto che Lei non abbia molta stima delle donne che liberamente scelgono di non fare come “l’Europa chiede” è la logica conseguenza del suo femminismo (che ultimamente assomiglia molto alle dichiarazioni fiscali precompilate dai “tecnici” , in favore della “modernizzazione” dell’Italia).
      Comunque, cordialmente, le mando un saluto, di tipo umano, in linguaggio italiano (mi dispiace non averlo tradotto in codice binario, ma ho letto che i modelli evoluti come Lei son dotati di traduttore di tipo “misto” ).

      • filomena scrive:

        Non ho dubbi sul fatto che lei non apprezzi l’autonomia delle persone, comunque ricambio il saluto sinceramente sia pure alla mia “femministica maniera”. Alla prossima

  12. Donne Controfem scrive:

    Col femminismo abbiamo rinunciato alla floridezza e alla tenerezza dell’amore e abbiamo chiamato tutto questo “emancipazione”. Il f.smo non c’entra nulla col voto. E’ solo un veleno.

    facebook.com/donnecontrofem

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