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Quando uno più uno fa infinito. Tatiana e Krista, le gemelle siamesi che condividono tutto

aprile 14, 2014 Benedetta Frigerio

Se una beve, l’altra si disseta; se una guarda un cartone comico in tv l’altra ride anche se è girata dall’altra parte. Un caso unico, non solo perché studiato dalla scienza, ma anche perché condiviso da una famiglia straordinaria

«Le prima volta che le ho incontrate sorridevano. Si sono fermate, mi hanno guardato e mi hanno detto: “Si vede che hai bisogno di un abbraccio!”. Con tutte le sfide che quelle due bambine devono affrontare l’unica cosa che gli importava era come stavo io». Sono le parole che accompagnano il video più recente su due gemelle siamesi di 7 anni, residenti a Vernon in Canada, che fanno parlare di loro da quando sono nate. Tatiana e Krista Hogan condividono parte del tessuto cerebrale e, poiché Krista ha bisogno del cuore di Tatiana per ricevere un adeguato apporto di sangue, le due non possono essere separate chirurgicamente senza correre seri rischi.

VEDERE CON OCCHI ALTRUI. La madre delle bambine, Felicia Simms, intervistata dal Daily Mail nel 2010, raccontò di essere stata insultata per aver deciso di non abortire quando, a cinque mesi di gravidanza, ricevette la diagnosi: «Risposi ai medici che non era un’opzione». Le gemelle sono sotto osservazione della comunità scientifica, perché dipendono letteralmente l’una dall’altra, non solo fisicamente. Pur avendo personalità completamente diverse e autonome, Krista e Tatiana condividono sensazioni e riescono a vedere l’una con gli occhi dell’altra. Susan Dominus, giornalista del New York Times, nel 2011 visitò le piccole per cinque giorni realizzando un articolo di dieci pagine, in cui furono riportate le parole di un professore di neurologia dell’istituto di ricerca newyorchese Albert Einstein: «Incredibile. Senza precedenti fino ad ora».

SONO «IO» MA «NOI». Se Tatiana beve Krista si disseta, se Krista guarda un cartone comico in tv Tatiana ride anche se è girata dall’altra parte. Ma le due bambine hanno gusti diversi: quando una mangia il ketchup l’altra, che non lo sopporta, si tocca la lingua come per tirarselo via. Se la prima è allergica alla polvere, l’altra non lo è. Quando disegnano, scrivono e guardano, lo fanno come due persone separate. Se viene loro consegnato un foglio per disegnare, entrambe reagiscono dicendo che «“io ho in mano due pezzi di carta”, ma le gemelle in questi giorni non hanno mai usato la parola noi», ha raccontato Dominus. «È come se fossero una sola persona e due persone diverse nello stesso tempo», ha dichiarato un altro professore all’Albert Einstein. «Hanno esperienze parallele, ma nulla di quello che sperimentano confonde le loro coscienze», continua Dominus.

LA FORZA DI ESSERE DUE. La vita delle piccole è diversa, ma non tragica: «Sono solo due bambine piccole normali a cui è capitato di dover condividere una lunga pausa. Mi basta vederle vive ogni mattina che diventa una buona giornata», ha raccontato la nonna delle bimbe, mentre il nonno ha spiegato che «c’è chi si dispiace, ma noi ci sentiamo scelti fra milioni di persone. È meglio che aver vinto alla lotteria».
Susan Dominus ha raccontato che una volta, quando un pastello cadde dal tavolo e lei si piegò pensando alla fatica che avrebbero fatto le bimbe a raccoglierlo, «il pastello non c’è più. È nelle mani di Krista, come per magia. “È stato il mio piede”, mi risponde. (…) se ci fosse un test sulla capacità di afferrare con le dita dei piedi le gemelle risulterebbero al novantanovesimo percentile».
Concludendo il suo lungo reportage, la giornalista del New York Times scrisse che se «all’inizio lo spettacolo della sorella minore, Shaylee, che cammina libera di fianco alle bambine, mi ha colpito dolorosamente, come un continuo promemoria del loro limite (…), con il passare del tempo la mia simpatia è passata dall’altra parte: l’unità delle gemelle è così forte che mi sono chiesta se Shaylee non si sentisse come se le mancasse una parte essenziale di sé».

VOLUTE PRIMA DI NASCERE. La madre oggi racconta che, quando disse alle figlie che sarebbero rimaste unite, « “Mi piace essere unita”, rispose una. “Amo la mia amata donnina”, continuò l’altra». «Dopo pochi minuti con loro – continua la voce dell’ultimo video girato sulle gemelle – me ne uscii così: “Voi due siete bellissime”. E sapete qual è stata la loro reazione? Hanno riso e subito hanno risposto: “Lo sappiamo!”. E mia figlia che stava dietro di me mi ha detto: “Papà, perché io non riesco a esserne sicura come loro?” Perché queste ragazze sono così certe? Forse perché sono state volute prima ancora di nascere».


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4 Commenti

  1. Giorgio says:

    Che robe? Che vuol dire, signor Gentile??

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