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Sentinelle in piedi: 11 veglie in 15 giorni. Da Nord a Sud per la libertà d’espressione

maggio 15, 2014 Sentinelle in piedi

Alcune delle veglie previste si svolgeranno in concomitanza con la Giornata internazionale contro l’omofobia. Luoghi e oriari

sentinelle-in-piediDi fronte ai crescenti, subdoli e inaccettabili diretti attacchi alla libertà di educazione ed espressione, di nuovo si alza pronta la risposta delle Sentinelle in Piedi che scendono in piazza per la prima volta anche in Toscana e in Puglia e si preparano ad una maratona di 11 veglie in 15 giorni.

In silenzio, in piedi, ad un metro di distanza l’uno dall’altro, leggendo un libro come segno di formazione continua, le Sentinelle in Piedi chiedono la tutela della libertà d’espressione messa discussione dal Ddl Scalfarotto sull’omofobia, già approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato.

Il provvedimento in questione è menzognero e incostituzionale: presentato come necessario per fermare atti di violenza nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo non specifica cosa si intenda per omofobia e dunque potrebbe essere denunciato, e rischiare fino a un anno e mezzo di carcere, chiunque si dica contrario alle adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso o sostenga che la famiglia sia fondata sull’unione tra un uomo e una donna.

Alcune delle veglie previste si svolgeranno in concomitanza con la Giornata internazionale contro l’omofobia. Per le  Sentinelle in Piedi questa è l’occasione di ribadire una ferma opposizione a qualunque tipo di violenza e di ingiusta discriminazione, e proprio in funzione di questa opposizione diciamo no a chi vuole imporre il proprio pensiero limitando o impedendo la libertà d’espressione.

Più volte nel corso degli ultimi mesi il silenzio delle Sentinelle in Piedi è stato pesantemente contestato: non è che la conferma di quanto andiamo denunciando. Se oggi si viene accusati di omofobia soltanto stando in silenzio nelle piazze, cosa accadrà domani se questo testo diventerà legge?

Questi episodi non sono che il risultato del grande inganno che questa legge, insieme a tutte le politiche Lgbt, alimenta: la presunta contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali. Una contrapposizione che non esiste. Le Sentinelle in Piedi si rifiutano di incasellare le persone in base all’orientamento sessuale, poiché non è questo aspetto a costituire l’integrità della persona. Dietro la rivendicazione di presunti diritti negati, le lobby Lgbt si arrogano il diritto di parlare a nome di tutte le persone omosessuali o transessuali, senza considerare che tra queste c’è chi è del tutto contrario alla pretesa di diritti declinati in base all’inclinazione sessuale. Molte di queste persone vegliano con noi nelle piazze perché la libertà d’espressione non conosce colore politico, appartenenza associativa, inclinazione sessuale:

17 maggio, Trieste, alle 15:30 in  Piazza S. Antonio

17 maggio, Bergamo, alle 17:00 sul Sentierone

17 maggio,  Cuneo, alle 17:00 al Parco della Resistenza

17 maggio, Ivrea, alle 17:0 in Piazza Ottinetti

17 maggio, Milano, alle 18:00 in  Piazza XXV aprile

17 maggio, La Spezia, alle 18:00 in Piazza del Bastione

17 maggio, Salerno, alle 20:00 in Corso Vittorio Emanuele

20 maggio, Siena, alle 17:00 in Piazza del Campo

31 maggio, Reggio Emilia, alle 17.30 in Piazza Prampolini

31 maggio, Arezzo, alle 18:00 in Piazza S. Jacopo

31 maggio, a Lecce in via Umberto I alle 18:45

Vegliamo in silenzio oggi perché ci sia garantita la libertà d’espressione domani.

Su facebook: Sentinelle in piedi

info@sentinelleinpiedi.it

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9 Commenti

  1. michelangelo scrive:

    Bravi e grazie… parteciperò anch’io!

  2. Robinson scrive:

    E’ giusto e sacrosanto la veglia per difendere la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna,
    come è altrettanto giusto vegliare per le vittime della omofobia (che esiste).
    Una chiarezza sulla legge in discussione sarebbe utile.

    • Fran'cesco scrive:

      Io prego sempre per tutti i discriminati, comprese le famiglie numerose.
      Non ho capito che “vittime di omofobia” intendi, e cosa intendi per “omofobia” visto che la legge in questione non lo dice (e nessuno ha riportato a Giovanardi dei numeri onesti sul numero di discriminati).

      • Paolo scrive:

        Il fatto che tutto quello che viene descritto sia omofobia è banale. Chi si oppone ai diritti delle persone omosessuali, chi ostacola l’accesso ad un servizio ad un omosessuale, chi discrimina in base a orientamento sessuale è semplicemente omofobo.
        Altro discorso è il fatto che ciò sia illegittimo, privo di una qualsiasi base o argomentazione oggettiva e assolutamente incivile.
        Adesso oltre all’assurda pretesa di discriminare si pretende anche di non chiamare le cose con il proprio nome?
        La manif pour personne è massima espressione di omofobia…e di quella più ipocrita, ossia quella che per ideologia religiosa, travestendosi da “libertà di pensiero” o difesa della “famiglia, vorrebbe discriminare e danneggiare le famiglie omoparentali.

        • Cisco scrive:

          Paolo gli omosessuali hanno gli stessi diritti degli altri, se non capisci che la famiglia può esistere solo come “etero parentale” il problema e’ tuo, che fai finta di non sapere che si può nascere solo grazie alla differenza di sesso. L’orientamento sessuale non c’entra un bel niente.

        • Raider scrive:

          Rispondo al post di Paolo (quasi) come ho fatto allo stesso che egli ha postato a proposito della MPT:
          Scrivere che ama “travestirsi” di libertà di pensiero” la MPT, che essa sarebbe ipocrita e omofoba mentre i suoi aderenti possono essere arrestati per una maglietta non conforme al Pensiero Unico, sono caricati dalla polizia e esposti a aggressioni verbali e fisiche da parte dei gay militanti, è (sublimemente) paradossale… Che il diritto a reclamare una qualunque istanza comporti l’obbligo a vedere questa istanza accolta dalla società, è delirante. Che in nome di questa assurdità si progetti di mandare in galera chi la contesta, è allucinante. Se questo è tutto quello che si ha da dire della MPT, ‘omofoba ipocrita illegittimo discriminatorio’ sarebbe meglio, per chi dimostra questa amabilità e lucidità, cambiare registro. O idee.

        • Fran'cesco scrive:

          Paolo, visto che rispondi a casaccio (stessa risposta ad interventi diversi), ti rispondo allo stesso modo anch’io:

          Hai scritto un bel po’ di cose errate:
          a parte che nessuno ha ancora dato la definizione di omofobia, (per me una buona definizione e’ quella di wikipedia: “la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di persone lgbtxxxx”. IRRAZIONALE sottolineo)

          nessuno qui si oppone ai diritti degli omosessuali, perche’ sono persone come le altre. Nessuno ostacolo l’accesso ad un servizio. Semplicemente si dice che non siamo d’accordo con la legge Scalfarotto, o con l’estensione del matrimonio e delle adozioni (e all’acquisto di figli).

          Invece, come dice Raider, chi contesta una pacifica veglia, quello si’ che e’ discrimatore. Anche perche’ lo fa usando violenza verbale e spesso fisica. Se poi ci mettono in progione…

  3. Robinson scrive:

    Provo a dire, ben sapendo che si tratta di un tema ostico, cosa penso deve intendersi per omofobia.
    -Occorre per prima cosa riconoscere che esistono persone omosessuali che vivono una condizione “non voluta, non scelta” e che, il più delle volte, arreca conflitti con se stessi, per paura di non essere accettati né in famiglia, né nella società, né nella Chiesa.
    Se l’omosessuale avesse la possibilità di “scegliere” penso che tutti, o quasi, la rifiuterebbero.
    -Riconoscere che esistono, e a più livelli, atteggiamenti di omofobia. L’omofobia, a meno che non si voglia negarla, esiste e con varie sfumature.

    Detto questo dico per prima cosa cosa non ritengo per omofobia:
    -dire che la famiglia è quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna (riconosciuto dalla costituzione) ed aperta alla procreazione.
    -che essa è la cellula naturale, il primo luogo dove il bambino è accolto ed educato.
    -che il bambino è frutto di un rapporto amoroso all’interno della coppia, e non frutto di tecniche.
    -che l’affidamento o l’adozione va vista innanzitutto per il bene del bambino e non come soddisfacimento di un “bisogno o desiderio”. La centralità è il bambino.
    -le unioni omosessuali non vanno messe sullo stesso piano della coppia etero. Esse, pur nel rispetto, sono da ritenersi altra cosa. Si tratta di legami diversi che vanno affrontati in modo diverso.

    Veniamo ora ad alcuni atteggiamenti omofobi.
    Per prima cosa bisognerebbe, se non si è preconcetti, mettersi, per quanto possibile, nei panni di un ragazzo che si affaccia alla vita e “sente” in sé una “diversità”.
    Cosa sta vivendo? Capire il suo dramma. Cosa ne pensano i compagni. Con chi parlarne. La paura di sentirsi escluso, non accettato. Dirlo, non dirlo? Con chi confidarsi? Il conflitto fede ed omosessualità.
    Ragazzi che non vengono accettati in famiglia e anche allontanati. Ragazzi che sono stati sbattuti fuori dai confessionali. Chi è stato costretto, almeno in passato a subire elettroshoch, presunte “terapie riparative” che non esistono. Sempre additati con “ineffabili” appellativi.
    Ragazzi soggetti ad ogni forma di bullismo, umiliazioni di ogni genere.
    Il non poter vivere serenamente un rapporto affettivo.
    Ragazzi uccisi – e ce ne sono – solo perché omosessuali. E, infine, chi non riuscendo a sopportare situazioni rese impossibili, anche per condanne morali, si sono suicidati.

    Ho cercato di dire qualcosa. Ma il primo passo da fare è quello di non accantonare o negare una realtà che non è frutto di depravazione, ma si tratta di una condizione che ci si ritrova addosso.
    E poi quella voglia di affrontare un argomento che è sempre stato tenuto fuori.

    Concludo con una dichiarazione resa da mons. Nunzio Galantino, segretario della Cei:
    “il mio augurio per la Chiesa italiana è che si possa parlare di qualsiasi argomento anche di omosessualità senza tabù”

    Forse non condividete, ma è quello che penso. è che si tratta di un argomento di cui c’è tanta ignoranza e che non ci si è mai posta la domanda: “ma di che cosa si tratta?”.
    Il realismo e il metodo definito dall’oggetto ci dice qualcosa?

    • Fran'cesco scrive:

      Robinson,
      scusa la franchezza ma non hai assolutamente definito l’omofobia.
      E’ da tempo che la Chiesa parla di omosessualita’ senza tabu'; perfino il Papa ha detto che un omosessuale che ricerca Cristo non lo puo’ giudicare. Che ricerca Cristo, non vuol dire che scegli di avere rapporti omosessuali.
      Ed da sempre (salvo errori – peccati – di qualcuno) la Chiesa accogli tutti gli uomini per come sono.

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