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Santorum, il candidato cattolico che parla della «verità, anche se è impopolare»

gennaio 5, 2012 Benedetta Frigerio

Ritratto di Rick Santorum, sorpresa delle primarie repubblicane. Cattolico, ex senatore della Pennsylvania, sette figli, è conosciuto per le sue battaglie contro l’aborto e per la difesa di Terry Schiavo. Vuole detassare la famiglia, le imprese e riformare ancora la sanità. Ha conosciuto madre Teresa di Calcutta, che ha scritto la prefazione al libro della moglie Karen, e di lui Bono Vox ha detto: «Ha il vizio di dire sempre le cose impopolari»

Mai il risultato della prima consultazione per decidere il candidato repubblicano che sfiderà Barack Obama a novembre era rimasto così incerto fino all’ultima scheda: con oltre il 99 per cento dei suffragi, l’italo-americano Santorum era avanti di appena quattro voti (29.968 contro 29.964) al candidato di punta Romney, che a spoglio concluso lo ha preceduto di sole otto preferenze. Una scalata a sorpresa condotta negli ultimi tre giorni, quella del candidato Rick Santorum, rimasto in ombra per tutto il 2011. Ma chi è il candidato che, partito dal fondo senza grossi sostegni, ha raccolto consensi alla vecchia maniera, non mancando un comizio e racimolando voti uno a uno, fino a sfiorare la vetta?

Santorum viene di solito presentato come un fondamentalista, come quello dei valori cattolici contro tutti, anche contro la realtà. In effetti, l’ex senatore della Pennsylvania, oltre ad avere detto pochi giorni fa che «la prima cosa che farò, insieme alle molte altre che ci sono da fare, se venissi eletto, sarà impedire che anche un solo dollaro dei contribuenti venga speso per l’aborto», è anche l’autore della legge che il 7 dicembre 1996 vinse una battaglia storica sul fronte anti-abortista. Con 64 voti a favore e 34 contrari, il Senato statunitense mise al bando “l’aborto a nascita parziale”, effettuato negli ultimi mesi di gestazione.

Ricandidatosi nel 2006 Santorum subì poi una dura sconfitta. E a quel punto fu considerato politicamente morto. Ma, come ha raccontato a un’emittente americana nel novembre scorso, «la nascita di mia figlia Isabella Maria (affetta dalla rara sindrome genetica di Turner, ndr) mi ha fatto capire che dovevo fare qualcosa per tutti i bambini come lei, perché abbiano un’assistenza sanitaria adeguata, anche quelli nati in famiglie più povere, che la riforma di Obama non tutela davvero». Nonostante la decisione di correre per le presidenziali, l’avvocato negli ultimi mesi è sembrato comunque irrecuperabile. In questi giorni di comizi, però, anche quando ai suoi non si presentava nessuno, e pur essendosi dovuto assentare per la malattia della figlia, Santorum non ha rinunciato a parlare della «verità, come faccio sempre anche se è impopolare».


L’ex senatore fu attaccato nel 2006 anche per essersi scagliato contro la Corte suprema che aveva avallato la decisione del marito di Terry Schiavo di sospendere l’alimentazione e l’idratazione alla moglie in stato vegetativo. A far discutere è persino la sua politica fiscale a favore della famiglia e l’ostilità alla sua equiparazione legale con le coppie omosessuali. Sull’immigrazione Santorum ha espresso poi parole contro la clandestinità e «la politica del relativismo che accetta il fondamentalismo islamico senza combatterlo». La crisi per il candidato repubblicano va affrontata «nella sua radice morale e con un welfare leggero, abolendo i troppi regolamenti imposti alle imprese da Obama». Tutte posizioni discutibili, ma mai prive di sostanza, soprattutto se approfondite.

L’ex senatore della Pennsylvania non difende però idee o valori astratti. Bensì una vita che Santorum ha davvero vissuto. Scavando nella sua storia, oltre alla vicenda della figlia Isabella, ci sono altri aneddoti di cui in questi mesi sono emersi solo dei frammenti ma che fanno comprendere molto del personaggio. Figlio di immigrati italiani scappati dal fascismo, ricorda «il nonno che l’America accolse e di cui lui rispettò le leggi. Perciò, non si può accogliere chi non accetta di fare altrettanto». Padre di sette bambini, ha incentrato la sua politica di detassazione tenendo conto di ogni figlio a carico, con misure dettagliate presenti nel suo programma minuzioso. Vuole rivedere del tutto la riforma sanitaria e allargarla alle fasce meno abbienti, perché «so cosa significa provvedere a un malato. Devono poterlo fare tutti».

Forse qualcuno ricorda anche quando l’America intera seguì un’altra delle sue vicende personali. Era il 1995 e Santorum presentava il famoso disegno di legge contro “l’aborto a nascita parziale“. I suoi avversari giustificavano quello tardivo puntando su casi estremi di feti malati a rischio. Qualche mese dopo, questa fu la sorte che toccò il figlio Gabriel di cui la moglie Karen era incinta. Da lì iniziarono incessanti richieste di preghiera. Il piccolo nacque a fine gravidanza, davanti alla commozione di tutta l’America. «E anche se visse solo due ore – scrive la moglie in un libro commuovente, Lettere nell’attesa, pubblicato da Marietti nel 2010 – credo non sia una coincidenza che sia capitato contemporaneamente al dibattito sull’aborto che il papà ha guidato». Proprio nella stessa data di nascita di Gabriel, il 7 dicembre, precisamente a un anno dal lutto, il Senato vietava l’aborto a nascita parziale.

Tra gli amici dei Santorum spiccano infine una grande santa e un mostro sacro della musica. Madre Teresa di Calcutta, che ha omaggiato l’amore dei Santorum per il figlio Gabriel firmando la prefazione del libro scritto dalla moglie, e Bono. Il cantate degli U2, conosciuto durante una campagna contro l’Aids in Africa, disse di lui: «Ha il vizio di dire sempre le cose impopolari, ma in questa battaglia comune è uno dei difensori più esposti».

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3 Commenti

  1. paolo delfini scrive:

    IN AMERICA UN EVENTUALE FUTURO PRESIDENTE CATTOLICO E POLITICAMENTE SCORRETTO, DIFENSORE DEI VALORI NON NEGOZIABILI, MAGARI ATTENTO AL SOCIALE, CHE SIA SOLO UNA CHIMERA? SPERIAMO POTESSE DIVENIRE REALTA’!E’ ANCHE D’ORIGINE ITALIANA, GLI “wasps” STORCERANNO IL NASO,MA PER NOI SAREBBE ULTERIORE MOTIVO DI VANTO.MADRE TERESA E BONO VOX COME SPONSORS, NON C’E’ MALE! A QUESTO PUNTO FORZA SANTORUM!

  2. stecap77 scrive:

    Beh, allora se Madre Teresa di Calcutta e Bono degli U2 sono con Santorum siamo messi bene!
    Mi domando: ma quando Benedetta Frigerio scrive certe cose che rigaurdano la politica degli Stati Uniti sa di cosa sta parlando?
    Abito negli Stati Uniti da oltre dieci anni e continuo a leggere la stampa italiana, incluso Tempi. Ma quando leggo certe cose non posso astenermi dal commentare.
    Santorum dovrebbe essere piu’ attento a quello che dice soprattutto perche’ va contro cio’ che lui ha sempre sostenuto di fondamentale importanza: i Founding Fathers. I suoi commenti sulla separazione tra Stato e Chiesa (vedi parte in inglese) violano le fondamenta di questo paese. I suoi commenti a riguardo dell’educazione poi sono uno schiaffo alla sua stessa immagine: Santorum, che ha ben 3 diverse lauree e non se la passa male (vedi la sua dichiarazione delle tasse degli ultimi 3 anni) ha dichiarato di recente che il Presidente Obama e’ uno “snob” quando dice che “everybody should be able to go to college”.
    Non critico Santorum per il fatto che non e’ d’accordo con i Founding Fathers e i vari presidenti che in passato hanno espresso chiaramente la volonta’ di mantenere separata la Chiesa dallo Stato. Questa e’ l’America e lui puo’ pensare e dire cio’ che vuole. Credo pero’ che una persona come Santorum che si distacca fortemente dalle idee di separazione di Chiesa e Stato cosi intrinseche nei Founding Fathers fino a Ronald Reagan, non dovrebbe ricoprire la carica piu’ alta di questo paese.

    Affermazioni fatte da Santorum che si possono trovare facilmente in internet:
    “I don’t believe in an America where the separation of church and state are absolute,” he told ‘This Week’ host George Stephanopoulos. “The idea that the church can have no influence or no involvement in the operation of the state is absolutely antithetical to the objectives and vision of our country…to say that people of faith have no role in the public square? You bet that makes me want to throw up.”
    The GOP candidate was responding to comments he made last October. He had said that he “almost threw up” after reading JFK’s September 12, 1960 speech in which he declared his commitment to the separation of church and state.
    Santorum also told Meet The Press host David Gregory that separation of church and state was “not the founders’ vision.”
    Alcuni riferimenti storici:
    From the very of beginning of America – and even before we were a nation – Americans have believed very strongly in the separation of church and state. The Founding Fathers weren’t Christians, for the most part. They were Deists.

    From Thomas Jefferson, to Alexander Hamilton, and Thomas Paine to Ben Franklin, the message has remained the same. Virtually every President, in America’s history has agreed there is a great need for the division of church and state.

    In the Nineteenth Century, President Ulysses S. Grant said, “Leave the matter of religion to the family altar, the church and the private school supported entirely by private contributions. Keep the church and state forever separate.” He was followed a few years later by President James Garfield who said, “The divorce between church and state should be absolute.”

    Even in the Twentieth Century, President Ronald Reagan agreed with the separation of church and state. He made it clear in a speech to Temple Hillel, in Valley Stream, New York, on October 26, 1984, when Reagan said, “We establish no religion in this country, we command no worship, we mandate no belief, nor will we ever. Church and state are, and must remain, separate.”

  3. Benedetta Frigerio scrive:

    Io non vivo da 10 anni in America, ma ho fatto la tesi proprio su questi temi. Sono stata alla Law School di Notre Dame dove ho potuto studiare i documenti relativi alla Costituzione: vada a vedere come era intesa dai padri fondatori la separazione fra Stato e Chiesa. Legga le sentenze della Corte Suprema prima del Sessantotto. Scoprirà che i padri pellegrini scapparono dalla madre patria proprio perché lo Stato voleva indicare ai cittadini come vivere la loro vita e soggiogare la libertà delle Chiese. Questi uomini avevano quindi Chiaro che lo Stato doveva solo intervenire come sussidiario della società e della libertà del popolo e delle chiese (le cosiglio anche “La democrazia in America”, di Tocqueville). La Corte Suprema poi interpretava l’establishment of religion come una garanzia d’azione per la Chiesa che doveva educare il popolo e fare il bene comune: nel momento in cui l’operato di queste veniva ritenuto capace di assolvere a questi doveri, allo Stato spettava il supporto laddove le Chiese non riuscivano ad arrivare con le proprie forze. Con il sessantotto ci si è ribellati alla tradizione e l’establishment of religion ha iniziato ad essere interpretato come lo intende lei. Se fino a quattro anni fa, però, il governo non aiutava più le chiese ora sta accadendo di peggio: il potere cerca di imporsi su di loro. Dal sessantotto ad oggi lo Stato lasciava che ognuno la pensasse come voleva, smettendo di implicarsi con chi faceva il bene comune. Ora, con Obama, le cose stanno peggiorando: siamo giunti all’imposizione di un pensiero unico. Si vuole cancellare l’obiezione di coscienza e, non più solo permettere a chi vuole di seguire il relativismo e di insegnarolo ma di imporlo alla gente e alle isituzioni religiose. Tra un po’ non si potrà più scegliere. Le assicuro che questa non è l’America come fu intesa da chi la fondò. Si legga anche la storia della teologia protestante americana e veda. Certo, molti errori furono fatti già allora, molte cose vennero date per scontate (i doveri annesi alla libertà non sono menzionati nella Costituzione; la preferenza per la chiesa protestante e moraleggiante rispetto a quella cattolica era palese nel pensiero dei padri…) e mancano delle basi perché la sussidirietà si realizzi a pieno, ma quella che lei vede è un altra cosa rispetto all’America dei Pilgrims. Davvero si legga Tocqueville che descrive bene com’era.
    Alla prossima…

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