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Rimosse due croci dalle chiese cinesi di Wenzhou e Hangzhou. I fedeli: «La polizia ci tratta come terroristi»

agosto 18, 2014 Redazione

Dopo un mese di resistenza, i fedeli della Chiesa della Salvezza cedono alle forze dell’ordine. Mille poliziotti hanno divelto il segno di Gesù anche dall’edificio di Gulou, che aveva più di mille anni

croce-cina-zhejiangRimosse altre due croci da chiese cinesi nelle città di Wenzhou e Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang sulla costa del Mar cinese orientale. Le croci sono state divelte dalle autorità e dalla polizia nel cuore della notte dalla sommità dei rispettivi luoghi di culto, la Chiesa della Salvezza a Wenzhou o ShuiTou Salvation e quella di Gulou ad Hangzhou, capoluogo della provincia. Le forze dell’ordine, per farlo, dopo aver cominciato a presidiare l’area intorno alle quattro di pomeriggio, si sono servite anche di una gru, mentre i fedeli continuavano a pregare e intonare inni in segno di protesta. Impossibile è stato per loro evitare l’amaro epilogo. Ad Hangzhou, infatti, si sono recati circa un migliaio di poliziotti. «Sembrerebbe quasi che la polizia creda che siamo tutti terroristi», ha commentato un cristiano fuori dall’edificio.

UNA CAMPAGNA CONTRO I CRISTIANI. La croce rimossa dalla chiesa di Gulou ad Hangzou era un simbolo con più di mille anni di storia, essendo che l’edificio era stato costruito nel 1885 dai missionari presbiteriani americani. La chiesa di Wenzhou (nella foto, presa dal social network Weibo), invece, era già stata ripetutamente assaltata dalla polizia per più di un mese, nel tentativo di rimuovere la croce, che ora è andato in porto. E già altre volte si erano verificati duri scontri con i fedeli raccolti in preghiera all’interno e intorno all’edificio. Dopo le colluttazioni, oltretutto, diversi fedeli avevano riportato ferite ed erano stati ricoverati in ospedale.
È da mesi che il partito comunista cinese sta conducendo una dura campagna di distruzione delle croci e delle chiese ritenute “illegali” perché «troppo vistose» o non conformi ai canoni dell’edilizia locali. Finora almeno 360 tra chiese e croci sono state distrutte negli ultimi mesi (qui un primo elenco).

Nel video (giugno 2014) che pubblichiamo di seguito si sentono cantare i cristiani della Yahui Church nella contea di Pingyang, mentre gli ufficiali del partito comunista cinese rimuovono dalla sommità della loro chiesa la croce con una gru. L’inno dice: «Croce, croce, sarai la mia gloria per sempre: tutti i miei peccati sono stati lavati dal sangue di Gesù». 

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3 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Già. Ma la Cina ha i soldi (TANTI) e i grandi stati occidentali si guardano bene dal tirarle le orecchie. Tanto più l’italietta del quale la Cina sta procedendo silenziosamente ad acquistare fettine su fettine a man bassa.
    A parte le importazioni taroccate (e pericolose), in quantità super industriale, sulle quali si fa un controllino ogni tanto giusto per rabbonire il popolino, e la condizione degli schiavi (definirli lavoratori è troppo) sui quali si stende un plumbeo silenzio squarciato solo occasionalmente dai morti.
    Certe vie commerciali (a Milano come a Cagliari) o interi quartieri industriali (come a Prato) sono zone franche, al di fuori della legge e dei regolamenti. Ma tutti zitti e buoni, in osservanza al principio dell’integrazione inesistente.
    E a questa società intossicata dall’ossessione del PIL e dello spread credete che importi il rispetto dei diritti umani?

    “una dura campagna di distruzione delle croci e delle chiese ritenute “illegali” perché «troppo vistose» o non conformi ai canoni dell’edilizia locali”

    Non tarderanno molto ad applicarla anche da noi. Per vari motivi le premesse (ideologiche ed economiche) ci sono tutte.

    • michele scrive:

      Non sputare sui cinesi ckme popolo. I ristorantini e i massaggiatori, per quanto spesso illegali, non sono così luciferini. Il male si chiama ancora comunismo. È il regime, chs persegue co altri mezzi gli orrori di se pre, ma il popolo vuole la libertà come noi.

      • Sebastiano scrive:

        Io non sputo proprio su nessuno.
        Faccio semplicemente alcune considerazioni, anzi una fondamentale: che per la fifa di inimicarsi il gigante regime cinese i codardi politicuzzi nostrani ed europei tollerano di tutto, compresa l’illegalità diffusa di casa nostra. Non ho capito perché se si becca un ristoratore illegale nostrano la notizia viene strombazzata e il tizio vituperato “coram populo”, e al contrario tutta la rete illegale di attività e lavoratori cinese costituisce una zona franca nella quale ci si fa capolino “semel in anno”, per tener buone le coscienze. E non parliamo dell’attività di import di schifezze di vario tipo.
        Il comunismo c’entra poco, credo. Contano molto più i soldi che arrivano.

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