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Psicologi contro Cerrelli per il dibattito tv sull’omosessualità

agosto 24, 2013 Redazione

L’ordine degli psicologi contro il vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici. Ma qual è la sua colpa? Avere delle idee? Esprimerle?

L’ordine degli psicologi, tramite il suo presidente Giuseppe Luigi Palma, ha attaccato in un comunicato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici. La sua colpa? Avere delle idee in merito all’omosessualità e al progetto di legge sull’omofobia.
Cerrelli, invitato come ospite martedì alla puntata di “Uno Mattina Talk”, si è confrontato in studio con Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, e di come sia andata la trasmissione ce lo ha raccontato lui stesso in questa intervista che vi invitiamo a leggere, anche perché si comprende bene quale è il vero fine della legge sull’omofobia: non inserire per legge aggravanti per chi discrimina gli omosessuali, ma tacitare chi ha opinioni diverse in merito.
Opinioni che Cerrelli ha espresso in modo pacato e urbano definendo l’omosessualità un disagio esistenziale e un disordine. Cerrelli, al termine della trasmissione, ha accennato in un secondo (senza poi nemmeno avere la possibilità di discuterne) alle teorie riparative. Quindi: non ha mai definito l’omosessualità una malattia né ha potuto dibattere in merito alle teorie riparative. Quanto vi diciamo potete constatarlo di persona: qui il video della puntata). Tuttavia, questo non gli è bastato per evitare il comunicato degli psicologi.

IL TESTO DEL COMUNICATO. Nel suo comunicato, Palma scrive: «è gravissimo che i detrattori della legge anti-omofobia ripropongano, tra le altre, l’idea che l’omosessualità sia una malattia da curare e, di conseguenza, che l’orientamento omosessuale sia da modificare, contraddicendo palesemente quanto, invece, da anni sostiene la comunità scientifica internazionale che, a ragione, ha da tempo rigettato le cosiddette terapie di conversione e riparative. Affermare che l’omosessualità possa essere curata o che l’orientamento sessuale di una persona si debba modificare, come recentemente dichiarato dal vicepresidente Unione giuristi cattolici italiani è una informazione scientificamente priva di fondamento e portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale ancora così fortemente radicato nella nostra società, come dimostrano, purtroppo, i sempre più diffusi fatti di cronaca. Ribadisco, se mai ce ne fosse bisogno che gli psicologi, secondo il Codice deontologico, non possono prestarsi ad alcuna ‘terapia riparativa’ dell’orientamento sessuale di una persona, bensì collaborare con i propri pazienti nel caso di disagi relativi alla sfera sessuale siano essi avvertiti dagli eterosessuali così come dagli omosessuali».

QUINDI? Qual è dunque la colpa di Cerrelli? Avere delle idee? Esprimerle? Aver sostenuto che non tutti gli omosessuali vivono serenamente la propria condizione? Che questa può essere avvertita come un «disagio esistenziale»? Se lo chiede oggi Avvenire, che scrive, appunto, che gli omosessuali – liberamente, se lo vogliono, se vivono la propria condizione con disagio – possono essere aiutati «da professionisti preparati, terapeuti in grado di sostenerli. Sempre che la legge contro l’omofobia in discussione in Parlamento non finisca con il fare rientrare anche questi specialisti nella categoria delle persone da sottoporre a procedimento giudiziario e il loro onesto lavoro nella categoria degli attacchi alla condizione omosessuale».

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48 Commenti

  1. angelo scrive:

    Per me l’ omosessualità è una malattia da curare (sempre che l’ interessato sia d’ accordo).
    Mandatemi in galera se volete.
    Angelo Mandelli
    Via dei Martiri, 1 Cesate (MI)

  2. Giovassa scrive:

    Uno può provare disagio per qualunque caratteristica del proprio essere. Anche le più banali: un seno piccolo, un naso grosso. Non c’ è nulla di sbagliato ad affrontare questo disagio, con l’aiuto psicologico o anche adeguando il corpo all’idea che il soggetto ha di sè. Ma tutti hanno ben chiaro che il problema è il disagio e il seno piccolo o il naso grosso non sono malattie o disturbi.

    Non succede lo stesso nelle “terapie riparative” che sono fondate sul pregiudizio ideologico per cui è l’omosessualità ad essere sbagliata in sè. Si crea quindi il paradosso che un soggetto che vive felicemente la sua omosessualità è più malato di uno che non l’accetta e ne soffre.

    Ovviamente una terapia così bislacca ha la stessa efficacia della cristalloterapia o dei rituali del Mago Otelma e questo è ampiamente confermato dai dati clinici. Quindi uno psicologo che usa terapie riparative è come un medico che mette al collo un’ametista al paziente per curargli l’ulcera.

    • Antony scrive:

      E i chirurghi estetici dove li metti?? anche la loro terapia bislacca?
      C’è chi sta bene con il proprio naso acqulino e chi no, per cui anche se non è una malatia alcuni vogliono rimediare!!!

    • giovanna scrive:

      Non sono una psicologa, ma solo una lettrice di psicologia e mi risulta che esistono disagi psicologici per cui il soggetto soffre particolarmente per l’aspetto fisico, anche quando magari il difetto sia minimo o non ci sia addirittura e questo disagio si chiama dismorfismo. Il dismorfismo si cura con la psicoterapia, o altre volte induce ad un incredibile numero di operazioni chirurgiche.
      Così, come il dismorfismo si può curare con la psicoterapia, non vedo perché non si possa tentare di alleviare il disagio, qualora sia avvertito, in chi pur essendo uomo non è attratto dalle donne, pur essendo uomo dalla prima cellula fino all’ultima. A mio parere chi nega violentemente questa ipotesi si comporta come chi consigli una caterva di operazioni chirurgiche per alleviare un disturbo che invece è psicologico.
      L’esempio del seno piccolo è azzeccatissimo, a chi soffre di questo complesso in maniera abnorme non basteranno cento interventi , ma solo la psicoterapia potrà alleviare il disagio, qualora presente, ovvio.
      Poi, negare in questo sito che un omosessuale possa essere a disagio a causa della sua condizione , dove non se ne trova uno normale manco a pagare, bè…

      • Emanuele scrive:

        Appunto non sei una psicologa, la psicoterapia non ti cura l’omosessualità. Il disagio che molti omosex provano è causato da persona ignoranti e stupide come padri che dicono: “meglio morto che frocio”.
        Se un omosex va in terapia e chiede di essere “riparato” uno psicologo serio andrà a capire i motivi che lo portano a chiedre di essere riparato non ad essere riparato.

        • giovanna scrive:

          Se fosse così, che il disagio degli omosessuali viene dall’esterno, non co sarebbero gli alti tassi di suicidio e malessere psichico diffuso anche nei paesi dove l’essere gay è accettato, incentivato, tutelato in ogni modo.
          Poi, dico, un uomo che non sia attratto dalle donne, come si fa a dire che non possa averne un disagio? Un uomo è un uomo !
          E ripeto, basta vedere la schiacciante maggioranza degli interventi dei gay su questo sito , che nonostante si proclamino felicissimi e con una vita sentimentale appagante ( forse, più sessuale, appagante ), non possono fare a meno di far tracimara le violenza, la rabbia, l’aggressività che hanno dentro, un disagio psicologico vero , e scava, scava, vengono sempre fuori, non dico in generale, ma mi riferisco alle testimonianze dirette qui, situazioni familiari allucinanti.

    • Alida Vismara scrive:

      2 metri 2 misure per gli psicologi … un pene di troppo e un pene che manca … si può aggiungere e si può togliere con tutto l’accompagnamento psicologico del caso. Pregiudizio ideologico accompagnare un ragazzo che ha subito abusi … Blog si Puo’ cambiare: “MIchele ha detto… Salve a tutti
      voglio condividere con voi questo mio problema sperando di avere da voi anche consigli e confronti.
      Questi giorni sono stati di grande riflessione per me e sto continuando a studiare il mio comportamento e i miei atteggiamenti cercando di capire dove sia il complesso di inferiorità di genere per poterlo meglio evidenziare e combattere. Ed ho osservato (e la cosa mi ha profondamente turbato!) che quando sto con una ragazza (anche quando mi si siede sulle ginocchia o ci sto ballando o insomma quando ci sono contatti) non “si muove” nulla mentre mi basta anche sentire il profumo di un mio amico(o peggio,ed è stato questo che mi ha profondamente turbato, mi è successo quando mi ha abbracciato un ragazzino di 11 anni che stavo consolando!)che mi ritrovo con un principio di erezione.
      Perchè mi succede questo? (per chi non sapesse la mia storia da piccolino, avrò avuto meno di 5 anni, ho subito ripetuti abusi sessuali da parte di alcuni ragazzi che abitavano nel mio palazzo ma più che un abuso (do a questa cosa questo nome solo da alcuni anni quando ho scoperto che tale è da considerare!) l’ho sempre vissuti come giochi, di cui non capivo il senso certamente, ma mai l’ ho vissuti come trauma (anche se effettivamente poi questo evento mi ha traumatizzato visto che ha segnato tutte le mie amicizie ed i miei rapporti con il mondo maschile con cui ho cercato,e forse cerco ancora, di ritrovare le stesse cose, e lo stesso piacere, che avevo vissuto da bambino)).
      l’aver condiviso la cosa mi ha fatto sicuramente bene (sono tre giorni che sono in ansia per questa cosa anche se mi conosco e so che non toccherei MAI per nessun motivo un bambino visto quale trauma e cosa ha prodotto quello che ho subito da piccolo io…una vita di doppiezza,tristezza ed il sentirsi in ogni istante un diverso,che non augurerei al mio peggior nemico!” …. Lasciamolo pure sviluppare la pedofilia, importante proteggersi dal “giudizio ideologico”

    • giovanni scrive:

      Allora se credo di essere un verme, sti pissicologi mi aiutano ad affrontare un eventuale disagio evitando comunque terapie riparative? A pissicologiiiiii, vi auguro frequenti ed abbondanti sedute nel bagno di casa vostra !

  3. Remo scrive:

    Cerrelli non ha detto che alcuni omosessuali vivono un “disagio esistenziale”, ma che l’omosessualità stessa sarebbe un “disagio esistenziale”, in più ha citata le terapie riparative che sono sedicenti cure, ovvero l’omosessualità sarebbe una malattia.

    Quindi un giurista – non meglio identificato in che – in un programma telefisivo sulla rete pubblica ammiraglia osteniene tesi mediche senza alcuna competenza e smentite scientificamente e l’ordine degli psicilogi non dovrebbe intervenire? Ma anzi fare questa melina facendo le vittime?

    • Emanuele scrive:

      Sono come quelli del PDL, non interessa discuterne ma basta metterla in caciara e poi fare le vittime.

    • Alida Vismara scrive:

      Volevi dire: … smentite ideologicalmente dall’ordine degli psicologi, qui la scienza non c’entra nulla … la scienza conferma il cambiamento. Le statistiche confermano il cambiamento. Le testimonianze delle persone confermano il cambiamento… e quando qualcuno avrà le “palle” e i mezzi finanziari giusti per farlo… basterà fare causa all’ordine degli psicologi per questa presa di posizione fuori legge … verranno svergognati dalle testimonianze vere in ogni ambito … che non fanno altro che confermare che il cambiamento di orientamento sessuale è possibile sia con terapie, sia senza.

      • Remo scrive:

        Alida non preoccuparti prima o poi trovaranno un neurolettico adatto anche per le: ti sei messa così tanto in mostra, in lungo e in largo per la rete, che scienziati di fama mondiale stanno cercando le sostanze giuste per guarire anche te.

        • Italo Sgrò scrive:

          Che finezza di argomenti, questo Remo, che tolleranza…E se qualcuno trovasse uno psicofarmaco adatto anche a te?

  4. Il Filarete scrive:

    L’omosessualità è una profonda malattia psichica, al confine con gli sdoppiamenti di personalità. Ci vogliono cure, e non cerotti per chiudere la bocca di chi non si allinea all’ideologia dei pervertiti.

  5. Cisco scrive:

    Ci sono psicologi che sostengono che l’omosessualità sia un sintomo di disagio esistenziale, che non significa “malattia”. In ogni caso tappate la bocca a chi sostiene altre tesi, oltre che antiscientifico, e’ certamente sintomo di intolleranza. Infine, ritengo offensivo per i malati continuare a strumentalizzare la loro condizione in senso discriminatorio: dobbiamo credere che chi è malato debba essere condannato a essere discriminato?

    • Paolo scrive:

      Immagino pochi pochi e tutti, casualmente, vicini a posizioni confessionali. Resta comunque il fatto che la comunità scientifica mondiale, come ben evidenzia il Dr Palma, ha da tempo ormai ben evidenziato cosa sia l’omosessualità (normale variante dell’affettività e sessualità umana) e ha cosa sia dovuto il disagio che pochi hanno rispetto alla loro natura (omofobia sociale e interiorizzata). Altresì importante rimarcare sia come le affermazioni circa la non scientificità del metodo seguito dall’Oms siano totalmente prive di fondamento sia come la visione ideologica “del disagio esistenziale” sia, oltre che totalmente infondata, anche e soprattutto dannosa. Il resto poi non ha più valore rispetto a chi sostenesse che il sole gira intorno alla terra.

    • Aldo scrive:

      Con lo stesso ragionamento sarebbe intollerante e antiscientifico smentire e far tacere chi pretendesse di propinare la teoria della Terra piatta.

      • Cisco scrive:

        Non è così, per varie ragioni:
        – intanto la psicologia è solo una parte della medicina, e non è una scienza esatta: prova ne è il fatto che tutte le principali organizzazioni di psicologhi fino a un certo periodo hanno ritenuto l’omosessualità una disordine mentale, e hanno cambiato idea senza una reale base scientifica (prova ne è l’influenza delle lobby sui loro studi e dal fatto che hanno cambiato posizione con anni di differenza l’una dall’altra, per esempio APA e OMS);
        – la stessa APA sostiene che non c’è accordo nella comunità scientifica su quali siano le caue dell’orientamento sessuale, quindi c’è una vasta area ancora da indagare;
        – una delle poche cose provate scientificamente è che l’orientamento sessuale non è determinato esclusivamente dal patrimonio genetico di un individuo, quindi parlare di “variente anturale” è perlomeno fuori luogo;
        – l’orientamento sessuale – sempre che esista – non determina il comportamento sessuale, che è sempre una scelta e si può modificare.

        • Aldo scrive:

          – La psicologia non è una scienza esatta, ma se usa al metodo scientifico porta a risultato scientificamente validi. Come te già stato detto più volte la decisione di togliere l’omosessualità tra i disordini mentali era stata presa sulla base di dati sperimentali, e non in base alla famigetara votazione, la quale invece era stata voluta come ultimo tentativo isterico di ribaltare la decisione proprio dagli oppositori.
          – Il fatto che non vi sia accordo sulle causa non inficia la valutazione di non patologitià dell’omosessualità
          – argomento insensato
          – hai strani concetti di orientamento e comportamento sessuale, comunque quello che suggerisci implicemente è che l’omosessuale dovrebbe reprimersi con tutto quello che la repressione di sé comporta.

          • giovanna scrive:

            Per fortuna che non ci sono stati oppositori nel considerare malattie la polmonite e la schizofrenia ! Purtroppo che ce ne sono molti pronti a non considerare malattia la pedofilia ed altre belle costruttive perversioni. Scommetto che l’osservazione deei pedofili con lo stesso metodo citato porterebbe a documentarne l’estrema normalità e dei bambini chissenefrega, se possono essere uccisi nel ventre della mamma, comprati come schiavi, alla fine il pedofilo è il male minore.

          • giovanna scrive:

            Per fortuna che non ci sono stati oppositori nel considerare malattie la polmonite e la schizofrenia ! Purtroppo che ce ne sono molti pronti a non considerare malattia la pedofilia ed altre belle costruttive perversioni.
            Scommetto che l’osservazione dei pedofili con lo stesso metodo citato porterebbe a documentarne l’estrema normalità e dei bambini chissenefrega, se possono essere uccisi nel ventre della mamma, comprati come schiavi, alla fine il pedofilo è il male minore.

      • Cisco scrive:

        Con lo stesso ragionamento si doveva impedire a Cristoforo Colombo di salpare per l’America (dato che erano quattro gatti quelli che pensavano che la terra non fosse piatta), oppure impedire a Galileo di sostenere che la terra girasse intorno al sole (dato che tutti gli scienziati dell’epoca la pensavano esattamente all’opposto): la scienza si è evoluta perché, come dice Popper, è stata continuamente messa in discussione da minoranze.

        • Aldo scrive:

          Guarda che si sapeva benissimo sin dal tempo dei greci che la terra non era piatta, semmai era una minoranza a sostenerlo, sempreché allora fosse ancora presente.
          Quanto a Galilei visto che fu proprio la chiesa a volegli imperidire di sostenre che la Terra gira intorno al Sole, faresti bene a tacere

          • Cisco scrive:

            Beh. Aldo il fatto che sei d’accordo con l’inquisizione mi fa riflettere, ma in con dei conti due più due fa quattro! Studiati un po’ di storia della scienza, inizialmente i grandi sono sempre stati isolati. Al tempo di Galileo i primi a prenderlo per i fondelli furono i suoi colleghi dell’università di Padova.
            Quanto alla psicologia, gli unici che non vogliono accettare i suoi risultati sperimentali quando sono contrari al mainstream sono proprio i lobbisti gay.
            Infine, la mia “strana” idea di orientamento/comportamento (sono ansioso di conoscere la Verità dal tuo pozzo di conoscenza…) si basa sulla semplice osservazione che la “repressione” dei propri istinti e’ doverosa se non si vuole fare la fine dei pedofili o degli stupratori seriali, che non riescono a controllarsi: ti dice nulla la libertà degli altri ?

          • Charlie scrive:

            Un’insistente affermazione ripetuta da secoli, per sentito dire, non trasforma un’emerita sciocchezza in verità.
            La Chiesa non impedì mai a Galileo di sostenere che la Terra girasse intorno al Sole.
            Gli chiese delle prove certe di questa sua teoria, accarezzata anche da tanti emeriti studiosi al contempo uomini di Chiesa ed estimatori del Galilei.
            Evidenze che lo scienziato non fu in grado di fornire.
            Perché il suo fortissimo attaccamento a questa ipotesi lo fece venir meno alla regola aurea che lui stesso sosteneva agli albori dell’affermarsi del metodo scientifico: che una tesi deve essere dimostrata con inconfutabili prove sperimentali.
            Fu la Chiesa, paradossalmente a quanto ancor oggi si crede dal popolino, a mostrarsi vera seguace del metodo scientifico.
            Non Galileo.

  6. Luciano scrive:

    Il disagio di un omosessuale purtroppo non è dato dalla società, ma dalla natura.
    Sentirsi uomini in un corpo di donna o donna in un corpo da uomo è purtroppo una cosa di per se non desiderabile…. Poi il buon Dio ha tra i suoi figli eterosessuali, omosessuali, lesbiche ecc… e li accoglie tutti! ma ciascuno deve vivere con responsabilità la sua condizione. Il problema è che questo disagio avvertito da tutti gli omosessuali (e sottolineo da tutti) non può essere alleviato obbligando le persone a dire il falso. L’omosessualità NON è la normalità, e non lo sarà mai! Ma questo non autorizza nessuno ad offendere, ghettizzare o maltrattare nessuno per le sue inclinazioni sessuali. Ricordo a molti però, che spesso un po’ per moda e un po’ per desiderio di trasgressione si sono sempre più accentuati i casi di persone che decidono di fare esperienze omosessuali …e non è un bene per la società. Perché?? Perchè tale rapporto è come un ramo che non fa fiori, non può procreare. Quindi rispetto, totale fratellanza ma libertà di poter dire le cose come stanno. NO ALLA LEGGE SULLA OMOFOBIA.
    Firmiamo tutti l’appello! Online sul sito della bussola quotidiana. Ciao

    • Giovanni Cattivo scrive:

      Cisco la scienza ha gia’ cambiato idea. L’omosessualita’ era considerata un disturbo in passato e per “curarla” si e’ tentato di tutto: ormoni, elettroshock, distruzione chirurgica di una parte dell’ipotalamo. La storia della carenza del padre come causa era opinione comune decenni fa. Sono state le evidenze scientifiche a far cambiare idea a psicologi e pdichiatri. Tutto l’armamentario di “cure” creava solo sofferenza ulteriore e gli psicoterapeuti omosessuali restavano tali anche dopo aver terminato l’analisi personale e aver fatto i conti con il loro Edipo. Evitiamo di rifare errori gia’ fatti.

    • cristina scrive:

      ho letto questo commento, ormai di diversi mesi fa, ma sento la necessità di dire la mia comunque.. quando la finirete con sta cosa che il gay si sente donna e la lesbica invece soffre perché si sente uomo ma sta nel corpo di una donna. Io sono lesbica, ma non mi sento uomo, non sento di essere intrappolata in un corpo che non è mio, non lo cambierei mai con quello di un maschio… è tanto difficile da capire?????

  7. Luciano scrive:

    Il disagio di un omosessuale purtroppo non è dato dalla società, ma dalla natura. Sentirsi uomini in un corpo di donna o donna in un corpo da uomo è purtroppo una cosa di per se non desiderabile…. Poi il buon Dio ha tra i suoi figli eterosessuali, omosessuali, lesbiche ecc… e li accoglie tutti! ma ciascuno deve vivere con responsabilità la sua condizione. Il problema è che questo disagio avvertito da tutti gli omosessuali (e sottolineo da tutti) non può essere alleviato obbligando le persone a dire il falso. L’omosessualità NON è la normalità, e non lo sarà mai! Ma questo non autorizza nessuno ad offendere, ghettizzare o maltrattare nessuno per le sue inclinazioni sessuali. Ricordo a molti però, che spesso un po’ per moda e un po’ per desiderio di trasgressione si sono sempre più accentuati i casi di persone che decidono di fare esperienze omosessuali …e non è un bene per la società. Perché?? Perchè tale rapporto è come un ramo che non fa fiori, non può procreare. Quindi rispetto, totale fratellanza ma libertà di poter dire le cose come stanno. NO ALLA LEGGE SULLA OMOFOBIA. Firmiamo tutti l’appello! Online sul sito della bussola quotidiana. Ciao

  8. Dado scrive:

    Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché una montagna di operai elettricisti sono stati multati e puniti dai loro datori di lavoro, senza la minima di riprovazione da parte di chicchessia, quando sono stati sorpresi a piantare un chiodo nel muro utilizzando la pinza anziché il martello!
    Se uno usa gli strumenti sbagliati per fare un lavoro cos’è, normale o no!
    È forse necessaria una pletora di psicologi per spiegare che la chiave va nella serratura e non da usare come cacciavite? Basta p.f. riprendiamoci la nostra responsabilità umana dai falsi specialisti!

  9. fabio scrive:

    Uno e’ libero di dire cio che vuole ma se uno dice stronzate dovuto a pregiudizi ed a idee personali prive di fondamento scientifico e’ giusto che venga corretto.

    • Cisco scrive:

      Esatto: sostenere che un uomo e’ uguale a una donna – e quindi che le coppie omosessuali sono uguali a quelle etero – e’ antiscientifico.

      • franco viola scrive:

        Non c’è bisogno di ricorrere alla scienza,diciamo che è assurdamente irrazionale.E questo può bastare.

        • fabio scrive:

          già anche una volta si pensava che la terra fosse piatta, poi grazie alla scienza si è scoperto che non è così, eppure era razionale pensare che fosse piatta. togliete le fette di salame dagli occhi

      • Richard Steiner scrive:

        Come definire gli italiani una ‘razza’.

  10. Franco Viola scrive:

    Non ha senso considerare l’omosessualità una malattia se si pensa ai molteplici modi in cui si è manifestata nel tempo e nella geografia;ancora oggi,nella contemporaneità,vediamo che non è possibile configurare gli omosessuali come gruppo omogeneo essendo evidenti le differenze spesso notevoli che contraddistinguono un soggetto dall’altro.Questo vuol dire anche che accanto a quelli che ne soffrono e la sentono come un limite perchè si oppone al loro generale progetto di vita,ci sono quelli che la accettano con sufficiente equilibrio;altra categoria è quella “rivendicazionista al oltranza” il cui livello di autoaccettazine rimane dubbio.La psicoterapia non cura l’omosessualità,non essendo questa appunto una malattia,cura invece le nevrosi che spesso l’accompagnano o che ne sono all’origine.Quanto al cambiamento di orientamento esso è possibile (e nei due sensi!)e può avvenire anche spontaneamente;è sbagliato tuttavia enfatizzare il trattamento per il conseguimento di tale obiettivo;precisiamo che qualsiasi cambiamento in questione non fa nascere dal nulla tendenze che non si hanno,trattandosi piuttosto di una slatentizzazione delle medesime;probabilmente sarebbe più giusto parlare di soggetti “bisessuali”.E’ comunque raro che una conversione porti ad un interesse generalizzato per l’altro sesso in quanto più che altro si tratta di una “focalizzazione” su una donna precisa spesso conosciuta prima di entrare in terapia.L’interessante questione posta da Henry sul modo di amare dell’omosessuale,modo che sarebbe simile al tentativo di acchiappare l’acqua col pugno per mancanza dell’oggetto reale,già Proust in Sodoma e Gomorra ne fa una descrizione puntuale e impressionante però forse parzialmente datata.Fino a qualche tempo fa gli psicoanaliasti rilevavano appunto come il desiderio dell’omosessuale si rivolgesse in genere verso il maschio eterosessuale,rendendo quindi impossibile ed illusorio il raggiungimento di tale obiettivo,talvolta perseguito adottando strategie di seduzione mediante più o meno marcato “arruolamento”nel genere femminile,in casi estremi fino al travestitismo.Il contesto sociale però adesso è cambiato,intanto molti eterosessuali,in particolare giovani,hanno adottato stili e mode che un tempo li avrebbero fatti etichettare come “froci”,d’altra parte molti omosessuali si sono “mascolinizzati” forse scoprendo almeno un poco in se ciò che ossessivamente prima cercavano all’esterno,nell’altro.In più se il modo di amare dell’omosessuale è di tipo “narcisistico”(questa è un’ipotesi però)nulla di strano che l’interesse e l’affetto possa rivolgersi su un individuo afflitto dagli stessi problemi,rendendo possibile una relazione d’amore.Certo dal punto di vista del’attrazione sessuale forse si tratterebbe di un surrogato del maschio tanto agognato.Ammettiamo comunque che in un mondo in rapido cambiamento dove ruoli competenze e identità si mescolano e rimescolano in modo sconcertante forse non è più possibile applicare sic et simpliciter le osservazioni di M.Proust.

  11. Silvana scrive:

    Ci sono medici che dichiarano che la cellulite sia una malattia… purtroppo anche in questo caso credo ormai che la soglia di cosa sia malattia e di cosa non lo sia in realtà venga determinato da interessi economici… io a questo punto credo che morirò presto di cellulite…

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