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Ruby, 7 anni a Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Interdizione perpetua. Quella “premonizione” della Boccassini

giugno 24, 2013 Redazione

La Corte di primo grado del Tribunale di Milano ha condannato l’ex presidente del Consiglio a 7 anni di carcere e interdizione perpetua dei pubblici uffici

Il tribunale di Milano ha dichiarato colpevole Silvio Berlusconi di concussione e prostituzione minorile, nell’ambito del cosiddetto “processo Ruby”, condannandolo a 7 anni di carcere e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici. Un anno di detenzione in più, rispetto alla richiesta dei pm e un’accusa (concussione per costrizione) più grave di quanto contestato dai pm. Il tribunale ha disposto anche la confisca dei beni della “vittima” (secondo le accuse) Karima el Mahroug, ovvero Ruby, (che non è stata chiamata a testimoniare né dai pm né dai giudici) e del suo compagno Luca Risso. I giudici hanno disposto anche la trasmissione degli atti alla Procura affinché valuti le presunte false testimonianze rese da alcuni testimoni della difesa nel corso del dibattimento.

BERLUSCONI: RESISTERO’. Berlusconi ha reagito alla sentenza dicendo che intende «resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell’Italia un paese davvero libero e giusto». «Resisterò – ha aggiunto – perché non è soltanto una pagina di malagiustizia, è un’offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese». il leader del pdl ha anche detto che «ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c’era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece è stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese».

TUTTO PROVATO. I tre giudici della Corte, Carmen D’Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri, dopo quattro ore di camera di consiglio, hanno letto la sentenza con la quale approvano tutte le tesi della Procura di Milano, e dell’accusa, affidata al procuratore aggiunto Ilda Boccassini e ai magistrati Pietro Forno e Antonio Sangermano. Non hanno inciso le incoerenze e i difetti delle tesi dei pm, sottolineate nella loro arringa finale, dagli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo.

TRIBUNALE: INDAGATE I TESTIMONI DIFESA. I giudici hanno chiesto alla Procura di indagare i funzionari di polizia che in aula hanno negato di avere subito pressioni, e dunque la concussione, per rilasciare Ruby la notte del 27 maggio 2010. Per i funzionari di polizia, e per tutti i testimoni che hanno negato che ad Arcore avvenissero festini a luci rosse, è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura perché proceda per falsa testimonianza. Stesso destino per i funzionari dei servizi segreti e per i collaboratori dell’ex premier interrogati in aula. In pratica, stando alla sentenza del Tribunale, tutti i testimoni che non hanno confermato le tesi dell’accusa, avrebbero mentito.

DAL PARLAMENTARE AL CAMERIERE. Il tribunale di Milano ha chiesto di indagare per falsa testimonianza 30 testimoni della difesa: la deputata Pdl Maria Rosaria Rossi, l’europarlamentare Licia Ronzulli e suo marito Renato Cerioli,  il consigliere regionale Giorgio Puricelli, il giornalista Carlo Rossella, il diplomatico Bruno Archi, il commissario di Polizia Giorgia Iafrate, l’avvocato Antonio Passaro, il consigliere per la politica Estera Valentino Valentini,  il capo scorta Giuseppe Estorelli, il cameriere Lorenzo Brunamonti, il cantante napoletano Mariano Apicella, il pianista Danilo Mariano e sua moglie Simonetta Losie. E poi ancora: Barbara Faggioli, Lisney Barizonte, Joana Visan, Cinzia Molena, Marianna Ferrara, Manuela Ferrara, Miriam Loddo, Joana Claudia Arminghioali, Francesca Cipriani, Eleonora e Concetta De Vivo, Marystelle Polanco, Raissa Skorkhina, Roberta Bonasia, Michelle Conceicao, Serena Facchineri.

«ITALIA LIBERA». Grande confusione dopo la lettura della sentenza. Alcuni oppositori del premier, fuori dall’aula e davanti al Tribunale, hanno cominciato a urlare «Italia libera. Via la spazzatura dall’Italia». Daniela Santanchè (Pdl) ha detto ai giornalisti: «È uno schifo. È una sentenza che non c’entra niente con la giustizia». Toni accesi anche da parte del collega di partito Gianfranco Rotondi: «Nessun agguato al governo, ma la risposta politica verrà e sarà fortissima: forse né il Pdl, né Forza Italia sono lo strumento giusto per opporsi al colpo di Stato».

MAGISTRATURA SEMPRE MENO CREDIBILE. «Quello di oggi è certamente un altro duro colpo che la giustizia italiana infligge a se stessa e alla sua credibilità», scrive invece l’ex ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna (Pdl), sul suo sito: «Abbiamo una nuova prova dell’anomalia italiana: un processo sul nulla, senza una vittima, è stato utilizzato come strumento per spiare e delegittimare un leader politico». Per Carfagna la sentenza è  «la dimostrazione che esiste una piccola frangia della magistratura che piega la legge e l’obbligatorietà dell’azione penale alla lotta politica, sminuendo il ruolo fondamentale dell’amministrazione della giustizia così come è inteso dalla Costituzione».
Intanto, via twitter, il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, ha indetto una manifestazione per domani, alle ore 19,  in piazza Farnese a Roma, «contro il Tribunale speciale del comune sentimento del pudore».

DICHIARAZIONI DELLA DIFESA. Di sentenza prevedibile parlano gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo. Si tratta di «una decisione fuori dalla realtà», spiegano. Ghedini non si arrende: «Faremo appello e poi faremo ricorso in Cassazione», ha spiegato. «Oggi è accaduto un fatto grave, la corte non ha tenuto conto della realtà», ha concluso. Per il suo collega del collegio difensivo, Longo, nei confronti di Berlusconi sembra in atto «un assalto alla diligenza».

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18 Commenti

  1. arge scrive:

    quel che e’ giusto e’ giusto.
    conoscendolo trovera’ una nuova strada per risorgere.

  2. viccrep scrive:

    Questi giudici arroganti e venduti si vergognino

  3. pikassopablo scrive:

    c’era una volta il Pipolo della Libertà e una povera Italia sottomessa per vent’anni al sistema di ricatto di un pedonano e della sua corte. Ma per fortuna venne poi il liberatore di verde vestito e di padane vedute che al motto di “prima il nord”, tolse il popolo italo-padano dalla morsa di tanta vergogna. E voi non ne avete mai fatto parte. Buona serata 😀

    • Charlie scrive:

      La mia lo sarà sicuramente.
      Forse anche la sua, se quel poco che può nascondersi sotto la sua capigliatura ce la farà a continuare a rimuovere le vergogne del liberatore.

  4. Gi:Gi scrive:

    Non so se mi fa + ridere il fatto che una rivista che si proclama cattolica difenda a spada tratta (e molte volte cadendo nel ridicolo, vedasi titolo dell’album fotografico di questo articolo) un’uomo che è separato, che va a p.u.t.t.a.n.e. per di + minorenni, che è in politica solo per fare i suoi interessi, infischiandosene se poi questi portino alla rovina un’interea nazione, che del rubare si fa pure vanto….. oppure il fatto che, appunto una rivista con tale contenuto si plocami cattolica …..

    • Charlie scrive:

      Io non ho indecisioni.
      A me fa più ridere lei in assoluto e quelli come lei, che si bevono con voluttà tutte le minchiate sparse a piene mani dai mass-media notoriamente anti-berlusconiani e di sinistra.
      Splendidi esecutori di massacri mediatici.
      Le ricordo, en passant, che un italiano può far sesso con una minorenne consenziente che abbia compiuto 14 anni.
      Legge voluta dalla sinistra, a favore di una più larga libertà sessuale.
      E sempre dato e non concesso che sesso sia stato fatto.

      • G_i_G_i scrive:

        “Le ricordo, en passant, che un italiano può far sesso con una minorenne consenziente che abbia compiuto 14 anni”

        asp forse nn ha proprio le idee chiare, le gle chiarisco io:

        Gli atti sessuali con un minorenne consenziente, ma che non può disporre validamente del consenso a causa dell’età, sono considerati reato di Atti sessuali con minorenne (art. 609-quater c.p.). Il reato è punibile a querela della persona offesa (Art. 609-septies c.p.), ma è procedibile d’ufficio nel caso in cui:
        […]
        – se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni.

        Nel caso in cui gli atti sessuali avvengano consenzientemente in cambio di denaro o altra utilità economica con un minore di 18 anni, ma maggiore dell’età del consenso, si ha il reato di Prostituzione minorile (Art. 600-bis, comma 2 c.p.).

        Oltre a ciò, il minore di anni 18 non può validamente disporre, a scopo sessuale, della propria immagine essendogli tale possibilità preclusa dagli artt. 600 ter e quater. In merito alla possibilità di un eventuale errore relativamente all’età del minore di anni 18 l’articolo 609-sexies del codice penale specifica che:
        « Quando i delitti previsti negli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-octies e 609-undecies sono commessi in danno di un minore degli anni diciotto, e quando e’ commesso il delitto di cui all’articolo 609-quinquies, il colpevole non puo’ invocare a propria scusa l’ignoranza dell’eta’ della persona offesa, salvo che si tratti di ignoranza inevitabile. »

        tutto chiaro ora… ?!?

        • Charlie scrive:

          Chiarissimo, signor leguleio.

          Ma bisogna dimostrare che tutta la citata pantomima si applichi al caso in questione.
          Non solo copiarla.

          Si ricorda ? : ” Dato e non concesso “.

          Il commento del sig. Giuliano è, inoltre, molto eloquente al proposito.

          Aggiungo che se Berlusconi fosse stato giudicato da un giudice di Magistratura Azzurra, ammesso che esista, come Errani lo è stato da Bruno Giangiacomo di Magistratura Democratica, che invece esiste – eccome se esiste ! – che ha riconosciuto il falso non attribuendogli però l’intenzione dolosa, o da un giudice amico della figlia Marina B., come lo è stato Vendola da un giudice amica di lunga data di sua sorella Patrizia, tal Susanna De Felice, sicuramente sarebbe stato assolto anche lui.

          Peccato che questi fatti siano sfuggiti alla sua indignazione di cane sciolto, senza padrone.

    • giuliano scrive:

      peccato, sig compagno GIGI, che in questo processo non esiste il danneggiato, nessuno si è proclamato offeso, e l’unica persona che dovrebbe essere al centro del processo, RUBY, ha difeso l’accusato in ogni modo e per di più non è stata ascoltata mai. Bel processo davvero. Inoltre tutti i testimoni hanno deposto a favore di Berlusconi. Quindi le puttane dove sono sig GIGI ?? e se questo è un esempio di processo giusto immagino come dovevano essere quelli che si svolgevano nei paesi comunisti. Anche lei caro GIGI sa che è stato un processo SOLO politico, dal momento che non vede i casi che dovrebbero produrre inchieste sulla sinistra (da Penati al MPS alle puttane vere a Firenze agli appalti in Puglia che NON VEDE, come mai ??) e solo l’odio verso le persone le fa scrivere quello che scrive, Lei è una persona che fa schifo se accetta che la giustizia si riduca in questo modo. D’ora in poi chiameremo MILANO = TEHERAN e i magistrati = ajatollà e quelli come GIGI dei pooveretti ammalati di politica e odio

    • giuliano scrive:

      Gi:GI ovvero il topo rosso ammaestrato nel circo che recita la sua parte giornaliera

      • Gi:Gi scrive:

        i miei + sentiti complimenti hai moderatori, sempre pronti a rimuovere commenti che vadano contro l’orientamento politico del “giornale”, come bravi cagnolini ora potete tonare dal padrone che sicuramente vi ricompenserà a dovere….

  5. leo aletti scrive:

    Berlusconi condannato , la ministra Idem dimessa, chi comanda i giudici: le prospettive peggiorano. Abbasso i moralisti che sanno solo farci pagare tasse. Con amicizia. Leo Aletti

  6. terzo invio scrive:

    E’ divertente leggere i nomi dei paladini della Giustizia, tutti uniti nel difendere l’ innocente per definizione Silvio “BB” Berlusconi.
    Scorriamo i nomi, fulgidi esempi di disinteressati, al di sopra delle parti, esempi di obiettività: In testa Santanchè (e chi, se no?), poi Rotondi, a seguire Carfagna, Ferrara, e per chiudere in bellezza, che più bellezza non si può, i due eroi del Diritto, i Parlamentari più assenteisti della storia della Repubblica, pagati dai Cittadini espressamente per fare più da vicini, in Parlamento, gli interessi del loro datore di lavoro: Ghedini e Longo.

    Ma almeno questi qua sono tutti pagati per dire quello che dicono, perlomeno gli articolisti di questo giornale chissà dove cercherebbero uno stipendio se non si adattassero a scrivere quello che scrivono, ma i lettori alla Viccrep, Charlie, Giuliano, ma a voi nemmeno vi pagano, come fare a dire le pirkate che dite?

    Scusate signori, ma un minimo di senso del ridicolo, proprio niente?

    • Esaki scrive:

      noi eh?

    • Filippo scrive:

      Eh no eh no eh no! Non pensare che noi cattolici fondamentalisti (cit. Correttore di bozze) siamo così retrogradi! Siamo addestrati fin dai 2 mesi di vita a dire ciò che comanda il Vaticano. Noi, facciamo il baffo ai vari KGB e Mossad etc etc. Oppure….ah già oppure crediamo in ciò che diciamo. Crediamo al fatto che magari si può sperare che un uomo non venga incarcerato per una telefonata o per una foto sfocata nella quale non si vede niente (legga l’articolo principale nel nuovo cartaceo). Penso che l’unico che riesce a definire i comunisti (ancora meglio le toghe comuniste) per quello che sono sia Gaber:questa è la prova di quanto loro (o voi) siano lontani dalla realtà. Se tu non lo sapessi qui ‘l’uccello’ rappresenta la realtà.

      “Ma lì l’uccello non ci va più perché c’è solo il dinosauro che ci tiene a diventare storico.
      Forse l’uccello preferisce altri richiami. I giovani ne hanno di più artigianali, sì, a bocca: “Uha-uha, uha-uha, uha… viva Marx… uha… viva Lenin, viva Mao… uha-uha”.
      Era lì, sembrava che venisse, è arrivato lì vicino ed ha detto: “Bravi!” ed è andato via.
      Ma come mai? Ma come, eravamo così avanti, abbiamo modificato tutto, l’impostazione, il linguaggio, tutto. Sì, ci chiamiamo ancora compagni, ma compagni militanti, è qui la novità. Militanti, da milizia, l’Impero Romano e l’uccello via lontanissimo. Allora noi con volontà e con passione cerchiamo l’uccello, no, ci organizziamo! Ma se non c’è l’uccello cosa ci organizziamo a fare? Non si sa, intanto ci organizziamo. Che è anche difficile, perché la gente se non vede l’uccello non spara. Qualunquisti!
      Ci criticano, non capiscono che noi nell’organizzarci abbiamo tendenze nuove, sorprendenti, cose mai viste. Volantini, manifestazioni, feste popolari. E poi una cosa grossa, sì, una cosa grossa con la sede, la segreteria, il direttivo. Ma però in tanti! No, non nel direttivo, no, dicevo il… adesso non mi viene… una cosa nuova, aspetta, una roba… un partito! Che invenzione, eh! ”
      (la realtà è un uccello, Giorgio Gaber)

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