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Processo Del Turco, i misteriosi viaggi di Angelini che mettono in dubbio le accuse

maggio 16, 2013 Chiara Rizzo

Acquisiti nuovi documenti che arrecano un colpo all’attendibilità dell’accusatore Angelini. Secondo una perizia, l’imprenditore non avrebbe potuto incontrare il governatore nelle date indicate

Le udienze di lunedì e di oggi del processo che vede imputato l’ex governatore della Regione Abruzzo Ottaviano Del turco stanno mettendo in discussione fortemente la tesi dell’accusa. Oltre alle perizie che ricostruiscono come il suo grande accusatore, l’imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini (che sostiene di avergli consegnato in più occasioni delle tangenti) distraesse fondi sostanziosi dalle proprie società per spese personali, falsificando i bilanci, è stata messa in dubbio la “prova regina” del processo. Si tratta di alcune foto scattate da Angelini e dal suo autista e che avrebbero dovuto ritrarre una presunta consegna di tangenti, avvenuta nella casa di Del Turco il 2 novembre 2007.

DATE MANOMESSE. A memoria non si è mai visto in effetti un processo in cui l’accusa potesse vantare addirittura delle prove fotografiche della consegna di tangenti, e anche per questo all’epoca dell’arresto cautelare di Del Turco nel 2008, l’allora procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi tuonò in conferenza stampa che c’era «una valanga di prove schiaccianti».
Molte volte in aula le immagini sono state messe in discussione per vari motivi, compreso il fatto che non si riesca a scorgere nemmeno Del Turco, ma al massimo «una sagoma» come ha notato lo stesso Tribunale.
Nelle ultime udienze si è assistitito per la prima volta al confronto serrato dei periti dell’accusa e della difesa, che è stato talmente eclatante che – questa la novità più importante – il presidente del Tribunale Carmelo De Santis ha disposto una nuova perizia super partes. Fino ad oggi, i periti delle parti hanno potuto esaminare solo macchine digitali dello stesso modello di quella di Angelini e il punto dello scontro massimo è avvenuto in particolare in riferimento ad un aspetto tecnico.
Le foto, realizzate con una macchina digitale Panasonic, non recavano la data reale del presunto incontro, nel novembre 2007, ma portano date riferite al 2005, sebbene la macchinetta sia stata acquistata, scontrini alla mano, solo nel marzo 2006. Secondo il perito della difesa, Giacomo Gloria, questa sarebbe la prova che la macchina digitale è stata volutamente manomessa da qualcuno, anche perché nelle foto si trovano elementi – come un quotidiano – che permettono di datare le immagini al massimo per il giugno 2006, più di un anno prima della consegna delle tangenti.
Il perito dell’accusa, Luciano Cilli, ha rilanciato sostenendo che la data del 2005 è stata invece impostata in automatico dalla macchinetta solo per un errore umano: ma quest’ultima ricostruzione è stata messa tanto in discussione – anche fra le numerose interruzioni del presidente del Tribunale De Santis e del pm Giampiero Di Florio a Gloria e agli avvocati della difesa – che per l’appunto ora verrà analizzata proprio la macchina usata da Angelini per accertare definitivamente la causa delle manomissioni umane all’apparecchio. I risultati saranno resi noti il prossimo 31 maggio.

I TELEPASS. Ma il perito della difesa Gloria, per la prima volta, ha illustrato anche nuovi dati. Il consulente tecnico ha infatti incrociato i dati telepass delle auto usate da Angelini e quelle di Del Turco, nel 2006 e nel 2007. Secondo l’accusa e la testimonianza di Vincenzo Angelini, l’imprenditore avrebbe visitato in quel periodo l’ex governatore nella sua casa a Collelongo appositamente per parlargli o per versargli le tangenti. I viaggi di Angelini a Collelongo, secondo la perizia e dati alla mano, sono stati 63: «Si dovrebbe parlare più di stalking che di concussione» ha ironizzato l’avvocato di Del Turco, Giandomenico Caiazza.
Tuttavia, Gloria ha calcolato in modo esatto il tempo usato per compiere queste trasferte. Incrociando tutti i dati, emerge che solo in 3 occasioni Del Turco e Angelini avrebbero potuto incontrarsi: l’1 febbraio, il 22 giugno e il 6 novembre del 2007. Mancherebbe all’appello pure la data “cruciale” del 2 novembre, quella delle foto che documenterebbero le tangenti. Gloria ha spiegato che gli altri 60 incontri non sarebbero potuti avvenire.
In alcuni casi i dati telepass di Angelini mostrano che, anche calcolando viaggi a velocità elevata e senza traffico o ostacoli (anche in tratti di campagna, dove spesso transitano veicoli agricoli) non ci sarebbe stato il tempo materiale di compiere il percorso da Chieti a Collelongo e ritorno. In altri casi quando Angelini si recava a Collelongo, Del Turco si trovava certamente in altre località anche molto distanti. Infine, in alcune occasioni la presenza di Del Turco si sarebbe incrociata con quella di Angelini solo per pochi minuti, da 1 ad un massimo di 9: e ciò darebbe un duro colpo alla versione di Angelini, volendo escludere l’ipotesi surreale che l’uomo abbia giusto lanciato le tangenti a Del Turco dal finestrino dell’auto in corsa, prima di far frettolosamente retromarcia.  

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