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Presidenziali 2012, Romney è lo sfidante ufficiale di Obama

maggio 31, 2012 Benedetta Frigerio

Dopo la vittoria in Texas, il candidato repubblicano ottiene i 1,144 delegati necessari alla corsa presidenziale. Una sfida che si giocherà all’ultimo punto percentuale.

«Sono onorato per il fatto che gli Americani mi abbiano dato il loro supporto». Finisce così la corsa iniziata ufficialmente il 3 gennaio scorso dal milionario mormone, Mitt Romney. Il candidato, già considerato dall’establishment del partito repubblicano come l’unica alternativa ad Obama sin dal giugno 2011, di fatto aveva già portato a casa la nomina a metà aprile scorso. Quando l’altro candidato Rick Santorum, più amato e sostenuto dalla base del partito, si era ritirato dalle primarie.

Ieri, alla conclusione delle primarie in Texas, Romney ha raggiunto i 1,144 delegati necessari alla candidatura. Per riprendere così la lotta ormai frontale fra lui e il presidente in carica Barack Obama. Romney, subito dopo la vittoria, ha ribadito che «il nostro partito si è unito con un unico scopo. Quello di lasciarsi dietro i fallimenti collezionati da più di tre anni a questa parte dal governo». E sottolineando con realismo di «non avere illusioni sulla difficoltà di raggiungere l’obiettivo. (…) Anche se grandi sfide sono davanti a noi ci muoveremo per riportare l’America sulla via del pieno impiego e della prosperità». Infine il mormone ha chiarito il suo primo obiettivo: «Nel mio primo giorno, una volta eletto, il mio compito numero uno sarà quello di creare posti di lavoro». Ma oltre a questo, nei prossimi mesi Romney sa che il suo compito all’interno del partito non è ancora finito. Dovendo convincere chi lo considera ancora un’alternativa troppo debole rispetto al radicalismo del presidente.

In questo senso sarà decisiva la scelta e l’annuncio del suo vice. Fra i papabili si ipotizza la nomina del giovane conservatore Marco Rubio, il senatore della Florida che piace anche agli ispanici. C’è poi Jeb Bush, che però si vocifera deciso a candidarsi nel 2016, e il governatore del New Jersey, Chris Christie. Infine, anche Rick Santorum continua a rimanere un’ipotesi credibile. La scelta potrebbe essere una goccia non indifferente per smuovere le acque, dato che ormai gli ultimi sondaggi vedono sempre Obama e Romney vicinissimi. Nell’ultima proiezione di CBS News/New York Times, Romney è avanti col 46 per cento mentre Obama è fermo al 43. Un vantaggio effimero come quello che in precedenza il sondaggio di Wall Street Journal/NBC aveva dato a Obama, dato stabile al 47 per cento contro il 43 dello sfidante.

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