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Ci sarebbero polemiche agostane un po’ più serie del divieto di burkini, giusto Sumaya?

agosto 19, 2016 Pietro Piccinini

Il polverone esagerato sollevato dalla messa al bando del costume islamico. Il silenzio della consigliera “velata” del Pd a Milano su questioni ben più importanti

burkini-ansa

Quella sulla messa al bando del burkini è la tipica polemica da spiaggia (anche letteralmente) in cui un giornale come Tempi normalmente non si tufferebbe. Se, come sembra, il divieto di indossare al mare il castigatissimo costume da bagno femminile “islamico” vuole essere un modo per iniziare ad affrontare il “problema islam” che sta scuotendo l’Europa, appare un modo un po’ riduttivo, oltre che sbagliato.

La misura – introdotta nei giorni scorsi da alcune amministrazioni francesi e promossa nientemeno che dal ministro dell’Interno Manuel Valls, secondo il quale l’indumento sarebbe addirittura «incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica» – è infatti la classica espressione della laïcité francese, un principio che da tempo ha smesso di somigliare alla sana idea di laicità. Non si capisce perché lo Stato dovrebbe interessarsi dell’abbigliamento dei suoi cittadini, né tanto meno perché debba attribuirsi il compito di valutare il loro guardaroba secondo il criterio dell’adesione alla morale repubblicana.

Per rendere lo spessore della trovata, basterebbe considerare che il divieto di burkini è gradito a uno come Paolo Flores D’Arcais, un filosofo che si vanta di essere «religiosofobo» e il cui concetto di laicità è più vicino alle fatwa degli ayatollah iraniani che al pensiero di un Del Noce o di un Bobbio.

Intendiamoci, a nessuno sfugge il significato sociale e culturale che questa “moda” comporta. Non si può cavarsela mettendo il burkini sullo stesso piano di altri vestiti o simboli religiosi (questo per i brillantoni che in queste ore pubblicano su Facebook foto di suore che entrano in acqua con la tonaca), e nemmeno si può sostenere seriamente che si tratti di un problema di sicurezza (il burqa integrale è un altro paio di maniche, se permettete). In ogni caso gli stati europei, la Francia sopra tutti, avrebbero cose molto più serie di cui occuparsi, in relazione alle loro comunità musulmane e alla dignità delle donne.

È un discorso che vale naturalmente anche per i rappresentanti delle istituzioni italiane. Per esempio, i nostri lettori ricorderanno di certo Sumaya Abdel Qader, la consigliera comunale “velata” di Milano che tanto imbarazzo creò al suo Pd durante la campagna elettorale per Beppe Sala. Ebbene, la novella vicepresidente della commissione Cultura, Moda e Design del Consiglio cittadino, da donna musulmana orgogliosa di esibire il proprio chador, mercoledì con una intervista all’Huffington Post e con diverse dichiarazioni riportate dalla stampa ha voluto rivendicare il diritto di indossare liberamente il burkini in spiaggia schierandosi contro i divieti istituiti in Francia, cosa ovviamente legittima e in parte anche condivisibile. Ma perché quando il 6 agosto Hamza Piccardo ha “festeggiato” la prima unione civile gay celebrata dal sindaco Sala scrivendo che «anche la poligamia è un diritto civile», la consigliera non ha trovato nemmeno il tempo di un commento, come ha fatto notare la sua spina nel fianco Maryan Ismail?

È vero che nessun ruolo pubblico comporta l’obbligo di commentare nulla. Ed è vero che quella di Piccardo potrebbe essere solo una provocazione verso i paladini dell’agenda Lgbt. Ma è vero anche che l’uomo è il leader storico dell’Ucoii e padre del coordinatore del Caim, associazione islamica milanese che ha un rapporto di interlocuzione privilegiato con il Pd, se non altro perché Sumaya risulta ancora esserne la responsabile delle attività culturali. Se proprio bisogna creare polemiche agostane, ci pare che il “diritto di poligamia” abbia implicazioni un po’ più serie per le donne musulmane di qualche spiaggia burkini-free.

Foto Ansa

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45 Commenti

  1. Ferruccio scrive:

    Sumaya deve ancora dimostrare di non avere legami con i Fratelli Musulmani. Quello del burkini è uno specchietto per le allodole che non poteva che diventare un argomento di primissimo rilievo nella Fracia di Valls e nell’Italia della Boldrini.

    • andrea udt scrive:

      “Sumaya deve ancora dimostrare di non avere legami con i Fratelli Musulmani”

      …calma e gesso. Casomai e’ chi pensa che abbia dei legami che deve dimostrarlo. Altrimenti siamo al pettegolezzo velenoso.

      Per il resto concordo con l’articolo con una piccola aggiunta: nuotare vestiti con un “burkini” e’ di impaccio e potenzialmente pericoloso.

      • Ferruccio scrive:

        E no caro Andrea. Sumaya Abdel Qader non è apparsa all’improvviso come i funghi e inserita nel carrozzone del PD allo scopo di colorare il partito. Ha ricoperto l’incarico di responsabile del dipartimento giovani della FIOE che è la voce dei Fratelli Musulmani in Europa. Ho tutto il diritto di dubitare di una che ha avuto a che fare con la fratellanza.

      • Cisco scrive:

        @Andrea UDT

        Parafrasando quello che hai scritto tu…calma e gesso. Casomai e’ chi pensa che chi indossa il burkini abbia dei legami con il fondamentalismo che deve dimostrarlo. Altrimenti siamo al pettegolezzo velenoso.

        E aggiungo che se uno è fondamentalista va cacciato (anzi neanche fatto entrare in Italia) per questo motivo, non perché barbuto o con la moglie che va in spiaggia vestita da sub senza maschera e bombole!

  2. Emanuele scrive:

    Questa faccenda è veramente assurda… Cosa sarebbe contrario ai valori repubblicani francesi e più in generale alla laicità?

    Il vestirsi come uno vuole? Cioè, ok andare in spiaggia nudi, ma se uno vuol vestirsi non può? Io spesso (per problemi alla pelle col Sole) tengo la maglietta in spiaggia, devo aspettarmi a breve una multa perché non giro a torso nudo?

    Oppure è per il rispetto delle donne? Ossia sarebbe più rispettoso mostrarsi seminude agli sguardi rapaci dei maschi che mostrarsi vestite… Mi risulta, però, che le “donne oggetto” qui da noi, nelle pubblicità, nei locali, ecc., siano tutte nude o poco più. Non certo con il burca o il velo.

    Quindi, il rispetto per la donna sarebbe obbligarla a mettere costumi sempre più striminziti per somigliare a pin up o spogliarelliste? Benissimo…

    Quando il laicismo, come in questo caso, mostro il suo vero volto si arriva a delle vere aberrazioni…

    • andrea udt scrive:

      Insomma Emanuele, e’ la strategia di un pezzetto alla volta. Oggi il burkini. Poi chiedono le spiagge separate. Oppure vietano il topless, perché offende”. O fanno esentare le figlie dall’ora di educazione fisica perché sono presenti delle attività in piscina.

      E avanti così. Fino a quando vedremo girare degli scafandri ambulanti con una grata di stoffa all’altezza degli occhi e nessuno ci troverà nulla di strano.

      No, viva la laicità: se vieni in Italia, Francia, etc. adegui. Non seppellisci le figlie adolescenti con la scusa “e’ la mia religione”. La tua religione te la tieni a casa tua se cozza con le conquiste della laicità.

      Si certo, conquiste. La laicità non e’ il male assoluto e va difesa.

      • Eremita scrive:

        La laicità, intesa come separazione tra stato e religione, nell’ambito del cristianesimo è un fatto costitutivo, visto che è un principio sancito direttamente dal Fondatore, ciononostante nell’ambito della società occidentale esso ha avuto storicamente applicazione non sempre coerente: la tentazione del potere terreno di servirsi di quello divino è sempre grande.
        Figuriamoci cosa accade per le religioni che la laicità non la prevedono affatto, anzi, si risolvono in forme di totalitarismo aberrante.
        Ma anche il laicismo oscurantista di tradizione giacobina si è risolto sempre in forme di totalitarismo aberrante.
        Si cammina sull’orlo di un piano inclinato lungo il quale la risalita è sempre faticosa e dolorosa.

      • Filippo81 scrive:

        Hai ragione Andrea Udt, passo dopo passo stiamo concedendo tutto agli islamisti in nome della “tolleranza” e del “rispetto”, Il burkini ha un preciso significato ideologico , non è un semplice indumento qualsiasi.

        • Elisa scrive:

          Fatemi capire bene, per una volta che questo giornale sostiene una posizione razionale, voi siete contrari? “La tua religione te la tieni a casa tua” vale anche per i crocefissi nei luoghi pubblici o solo per le (personalissime) scelte di abbigliamento?

          • Sebastiano scrive:

            Non credo. Probabilmente siamo in attesa che Hamza Piccardo e i suoi accoliti di vario genere e tipo sostengano la libertà delle donne di andare in spiaggia in bikini.
            Non qui, in Arabia Saudita. O in Qatar. O in Pakistan. O…. (l’elenco è un po’ lunghetto…).
            La faccenda curiosa del burkini è che si scandalizza perché la Francia lo vieta, ma nulla dice degli scafandri da palombaro con annessa finestrella a grata ai quali le loro donne (di laggiù ma anche di quaggiù, ne ho visto all’aeroporto fino a qualche anno fa e nessuno gli diceva nulla) sono costrette. O vuoi credere anche tu alla favoletta che sia una loro “libera scelta”, come quella di non guidare, non studiare, ecc. ecc.(pure qui l’elenco sarebbe lunghetto…)?

            • Elisa scrive:

              Quindi vietiamo un certo indumento nella presunzione, non fondata, che tutte quelle che lo indossano vengono costrette a farlo? Vietiamo alle donne anche di stirare, se ti dimostrassi che in giro per il mondo qualche donna viene costretta a stirare le camicie del marito?

              Se qualunque donna francese venisse costretta dal proprio marito a fare/indossare qualcosa, avrebbe leggi efficaci dalla sua parte. Una legge ragionevole è “non costringere tua moglie a portare il burkini”. La libertà che stanno cominciando a reclamare le donne nei Paesi mediorentali è proprio la libertà di andare vestite come vogliono! “Laggiù” le donne non vogliono abolire il velo, vogliono poter essere libere di scegliere se metterlo o meno. Il burqa integrale deve essere vietato nei luoghi pubblici per questioni di sicurezza: non puoi andare in un aeroporto con il volto coperto. Ma il burkini non ha niente a che vedere con la sicurezza, è solo il modo che la Francia ha trovato per mostrare “i muscoli” dopo aver subito passivamente numerosi attacchi terroristici. Adesso sì che siamo al sicuro!

              • Filippo81 scrive:

                Gentile Elisa ,con tutto il rispetto, ste favolette valle a raccontare altrove !

              • Sebastiano scrive:

                Vedo che fai finta di non capire e svicoli alla grande (sarà un vizio di…famiglia):
                Sei davvero convinta che la stragrande maggioranza delle donne che indossano il burqa (e pure il velo, non fa mica tanta differenza) lo facciano perché desiderose di usarlo? e quelle che non guidano la macchina o non vanno a scuola? e come dovrebbe applicarsi la legge che fantastichi?
                La polemica sul burkini è certamente pretestuosa, lo dice pure l’articolo. Ma non più di quella dello sciocco imam di firenze che postando le foto delle suore al mare crede di aver tirato un colpo al cerchio e uno alla botte. Le suore (che sono religiose e non civili) scelgono liberamente, e la Chiesa gli chiede conferma per ben tre volte (se non ricordo male). E non è neppure una scelta definitiva: in seguito possono decidere di ritirarsi dalla vita consacrata e tornare agli abiti civili. Possono pure sposarsi e convertirsi all’islam (pensa te). Tutta robetta che a tutti i barbuti palandranati appare fantascienza pura.

                • Elisa scrive:

                  No…vedo che sei tu che non capisci….non si può restringere una libertà personale presumendo che un certo tipo di abbigliamento in realtà venga imposto. Da una parte c’è il sacrosanto diritto di andare vestiti come ci pare, dall’altra c’è il pregiudizio di un’imposizione non sostenuto da nessuna prova concreta. Una cosa del genere non si può fare, altrimenti, lo ripeto, si potrebbero vietare numerosi comportamenti con la scusa che da qualche parte nel mondo questi vengono imposti. Una donna a cui venga imposto il velo ha altri strumenti dalla sua parte, e quelli può adoperare. Un marito che imponga il velo, in Francia, si può denunciare! E non si può presumere che tutti i mariti islamici impongano il velo, è una questione di logica, vale il principio di presunzione di innocenza! Se la Francia crede che tutte le donne con il velo sono obbligate a portarlo lo deve anche dimostrare!

                  • Eremita scrive:

                    Sono d’accordo con Elisa: una società che si pretende neutrale nei confronti delle religioni e delle ideologie, non può fare altro che permettere tutto quello che non arreca danno a terzi.
                    Perciò sia il burkini che la poligamia debbono essere parimenti concessi a chi li domanda.

                  • Sebastiano scrive:

                    “…vietare numerosi comportamenti con la scusa che da qualche parte nel mondo questi vengono imposti…”
                    Capisco, quindi ritieni normale che NESSUNA donna islamica guidi la macchina, che la stragrandissima maggioranza di loro non vada all’università e che trovarne una che non porti il velo (e lasciamo perdere le altre bardature) sia come cercare l’ago in un pagliaio.
                    Beh, contenta tu di questa “normalità da favola”…
                    Quando ti svegli, avvisa.

                    P.S.: semmai non te ne fossi accorta, tutti siamo d’accordo sul fatto che la polemica sul burkini è fasulla, e serve a nascondere ben altre questioni. Per esempio quelle di cui ci accorgiamo quando qualcuna che vuole portare i jeans (mica il velo) o si innamora di un “occidentale”, passa i suoi guai…

                    • Elisa scrive:

                      Certo che non ritengo normale che nessuna donna guidi, ma qui parliamo di legge, cos’è che non capisci?? Vogliamo imporre alle donne di guidare con un’ordinanza? Imponiamo alle donne islamiche di prendere la patente, obblighiamole a uscire di casa da sole, vietiamo loro di portare il velo e di fetare come conigli, obblighiamole a lavorare e ad andare al mare in bici! Tutto in nome della libertà! Mi sembra una cosa talmente ridicola da dover spiegare..

                    • Sebastiano scrive:

                      Continui a fare la finta tonta nel credere (o far credere) che per tutte o per la gran parte di loro siano “libere scelte”. Ma ti riesce maluccio.
                      Se vogliono mettersi lo scafandro per fare due tuffi, facciano pure. Ma smettiamola di credere che sia una loro “scelta di libertà”.

          • andrea udt scrive:

            Non sia ingenua Elisa, Hamza Piccardo si è “appellato alla laicità” pure per la poligamia.

            E ha fatto fare la figura degli idioti a tutti gli “ellegibitisti de noialtri”:

            1) a te (Elisa, vattelapesca_elle etc. etc) che ti cambia?
            2) se è una libera scelta fra adulti, perché impedirlo?
            3) love is love, voglio soddisfare il barbuto di turno.

            Facendo leggi appellandosi al sentimentalismo e non alla oggettiva realtà delle cose si è finiti in una trappola.

            Così è sensato che una donna venda gameti e si vuole regolarlo (SEL, Vendole e Lo Giudici vari, CARTA ETICA FAMIGLIE ARCOBALENO) ma non concepiscono che una donna accetti un matrimonio poligamico. E la Marzano ci ha fatto una pessima pubblica figura sulla questione.

            Il fatto è che di deve piantarla col politicamente corretto: le religioni NON sono tutte uguali. E il sistema delle garanzie di “laicità” funziona solo se c’è una cultura condivisa e accettata: l’islam con la laicità ci va a nozze perché si infila su qualsiasi possibile crepa. Come va a nozze con la “libertà religiosa”, usata (USATA, nell’accezione peggiore possibile del termine) per i propri comodi.

            Tutto perché nessuno ha il coraggio di dire una banale verità: la cultura occidentale, pur con tutte le sue storture ed errori, E’ SUPERIORE: che si adeguino loro, non noi.

            Quindi, SI, non si deve avere paura di dirlo: “La tua religione te la tieni a casa tua” e a casa nostra su crocefissi educazione ed altro ci pensiamo noi, senza farci rubare le parole dal Hamza Piccardo di turno. E la professi se e solo se non è una minaccia per la nostra cultura.

            E oggi lo è. Nei modi e nei termini che Oriana Fallaci ha ben spiegato tante volte. Nei modi e nei termini che abbiamo sotto gli occhi.

            Perché il cristianesimo è nella nostra cultura, l’islam NO. E’ un dato di fatto, basta e avanza solo questo per dire che le religioni non sono tutte uguali.

            • Elisa scrive:

              Oh mio Dio, sei riuscito a infilare la poligamia pure qui. Incredibile! O.O

              Non saprei da dove cominciare per discutere quello che hai detto…sembra il delirio di un pazzo.. i gameti.. la poligamia.. la minaccia per la nostra cultura (andare al mare vestite è una minaccia?? ma cosa dici??).. l’educazione..

              Sei il prototipo del cattolico ipocrita che la libertà religiosa è sacrosanta quando non riguarda la religione altrui.

              • uber scrive:

                No, ha ironicamente messo a nudo la VOSTRA di follia.

              • andrea udt scrive:

                Quello che ti ostini a negare e’ che le ragioni e i principi (o ingenui sentimentalismi e criminali ipocrisie) su cui gli onorevoli barbuti si attaccano per i loro comodi (poligamia pure qui) sono i medesimi degli lgbt (che ti cambia, love is love, adulti e consenzienti) per i loro di comodi (filiare ricorrendo al mercato dei gameti).

                Quello che ti ostini a negare e’ che corano e Vangelo pari NON sono. Anche agli occhi di un ateo duro e puro non lo sono.

                E, guarda caso, c’è una forte similitudine fra la vigliaccheria di chi non vuol parlare chiaro sull’Islam e le stupidaggini del love is love, compra pure all’estero che tanto qui un modo e un giudice per regolarizzare la situazione si trova.

                Mi dai dell’ipocrita cattolico. Non è nemmeno una questione di essere o non essere cattolici.

                Quanto all’ipocrita facciamo pure un test: Elisa, Islam e Cattolicesimo sono sullo stesso piano per valori, contenuti, rispetto laicità e, visto che lo sei, rispetto della donna?

                • Elisa scrive:

                  Il tuo problema (ma non solo il tuo) è che sei completamente sprovvisto di senso logico.
                  “Le ragioni su cui i barbuti basano ecc ecc”..ma scusami, sta alle musulmane dare ragioni e giustificazioni al fatto di voler andare al mare coperte o sta a chi vieta questa pratica esporre le motivazioni del divieto? Se un giorno un folle volesse impedirti di uscire di casa in jeans, starà a te provare che i tuoi jeans non creano danno a nessuno o starà al folle in questione dirti PERCHÉ ti sta vietando i jeans? Chi ti dà il permesso di restringere libertà in base a come ti alzi la mattina e pretendere pure argomentazioni valide da parte di chi si vede privato di queste libertà?

                  A parte questo, DA DONNA, mi sono stancata degli uomini che ci dicono a prescindere come dobbiamo andare vestite. Mi da fastidio sentire che se una donna in minigonna viene stuprata “un pochino se l’è cercata” ma allo stesso tempo non possiamo andare coperte al mare perché la nostra cultura richiede chiappe al vento. Mi dà profondamente fastidio ogni tipo di costrizione, ogni restrizione di libertà motivata da ragioni ideologiche o religiose. Mi danno fastidio gli uomini che mi vogliono in burqa quanto quelli che mi vogliono in bikini

                  • Sebastiano scrive:

                    Sarà meglio allora che rileggi il titolo:
                    “Ci sarebbero polemiche agostane un po’ più serie del divieto di burkini, giusto ELISA?”

                  • andrea udt scrive:

                    Elisa, lo sai benissimo che non stiamo discutendo di abbigliamento.

                  • EquesFidus scrive:

                    Non hai risposto alla domanda di Andrea: Islam e cattolicesimo sono la stessa cosa? Corano e Vangelo sono la stessa cosa? Paesi arabi ed Europa medievale sono la stessa cosa?

                    E non cercare di rigirare la frittata.

              • Eremita scrive:

                Ma davvero le sembra “incredibile” che dove si parla di “burkini” si parli pure di poligamia? Le sembrerà incredibile pure che si parli di galline girando per il pollaio?

              • MicheleL scrive:

                Io saprei bene dove cominciare e pure dove finire Elisa. Il problema è che Andrea non è interessato al dialogo, ma al monologo. Svanirà da questa discussione come è svanito alla seconda o terza battuta, sia in altre discussioni, sia in altri contesti (lui sa di cosa parlo).
                Quindi tanto mi dedico a Toni, perchè nonostante gli insulti (ha una sorta sindrome di Tourette) risponde più o meno nel merito, tanto perdo interesse per Andrea, che ha la verità in “scarsella”, come si dice dalle sue parti, e se la tiene bene stretta.
                Finchè non darà sengo di voler dialogare e non indottrinare, io non trovo interessante replicare.
                Questo a dimostrazione, anche per l’eremita della sassetta qui sotto, che io sono cui per il confronto e non per una qualche forma narcisistica e autoconfermatoria di scontro.

                • Eremita scrive:

                  Figurarsi se il nostro eroe senza macchia e senza paura non sa “dove cominciare e dove finire”!
                  E poi sarei io quello che si atteggia a padreterno…

                  • MicheleL scrive:

                    Lei non sa nulla delle conversazioni tra me e AndreaUDT, ma che parli di cose che non sa, non è una novità, padreterna pagnotta.

                    • Sebastiano scrive:

                      Mah, io ricordo che Andrea aveva detto bene e in chiaro che non aveva più intenzione di caxxrti, neanche di striscio.
                      Ma vedo che continui a cercarlo. Nostalgia?

                    • Eremita scrive:

                      Per carità, ci mancherebbe altro che mi dovessi erudire sui suoi gloriosi pregressi!
                      Stia sereno, che le sue frasi spocchiose da Capitan Fracassa (“Io saprei bene dove cominciare e pure dove finire” – zan-zan!) bastano e avanzano a rendere ridicolo ogni suo rilievo sul mio presunto atteggiamento da padreterno.

                    • carolina scrive:

                      siete completamente sprovvisti di senso logico e non sapete dialogare

                    • MicheleL scrive:

                      Si cerchi la discussione Sebastiano, noterà che poi fece -coerentemente- una eccezione… E qui mi rievoca. Ma infatti io mica gli ho risposto, ho risposto a Elisa 😉

                • EquesFidus scrive:

                  “non è interessato al dialogo, ma al monologo”

                  Mi ricorda qualcuno, più preoccupato a togliere le pagliuzze degli occhi altrui che non a togliere le travi immense ed evidenti dai suoi (tipo quelle relative all’utero in affitto, che lui chiama “gpa” nel tentativo di fregare gli allocchi).

                  • MicheleL scrive:

                    Gli allochi li fregano altri, che pretendono che ci sia lucro persino quando un giudice lo ha escluso e senza uno straccio di prova per contraddirlo. Se non è cercare e voler essere allocchi questo…Ma lei, equofido, ci ha abituati a ben altri splendidi contributi dialettici, come questo molto costruttivo e ricco di riferimenti concreti e verificabili.

                    • Sebastiano scrive:

                      Detto da uno che sostiene che quanto dice il giudice è la sacrosanta verità e si rifiuta di fare un minimo di ragionamento logico sulla contraddizione palese della sentenza…beh, un contributo dialettico di prim’ordine…

                    • MicheleL scrive:

                      Leggi di Più: Ilaria D’Amico, l’eterologa e i gameti gratuiti | Tempi.it

                    • Sebastiano scrive:

                      Cos’è, ti vergognavi a ripetere il mantra de “l’ha detto il giudice e quindi è vero”?

                    • MicheleL scrive:

                      Leggi di Più: Ilaria D’Amico, l’eterologa e i gameti gratuiti | Tempi.it

                    • Sebastiano scrive:

                      appunto, come dicevo….

      • Luca scrive:

        Però trovo preoccupante che la laicità sia più importante della libertà. Se c’è di mezzo la religione (qualsiasi) la libertà viene un attimo dopo o spesso molto dopo.
        Evidentemente abbiamo paura della libertà e della forza (debolezza) delle nostre convinzioni e radici. Dobbiamo iniziare a difenderla con leggi e quindi con l’autorità (la forza) che le leggi fa rispettare, ma fino a che punto vogliamo portare questa forza? Ma poi questo non è un po’ in antitesi con la libertà?

  3. Cisco scrive:

    Oltre a Flored d’Arcais aggiungerei Salvini per rafforzare il concetto.

  4. Andrea scrive:

    “… Non si può cavarsela mettendo il burkini sullo stesso piano di altri vestiti o simboli religiosi (questo per i brillantoni che in queste ore pubblicano su Facebook foto di suore che entrano in acqua con la tonaca),…. ”

    Secondo me il problema è anche quello: con una laicità spinta alla francese fino a quando ancora burkini e saio saranno su piani diversi? Quindi, se non oggi domani o dopodomani, aspettiamoci restrizioni anche ai nostri religiosi e religiose. In fondo, certe prese di posizione, in apparenza astruse, diventano cavalli di troia per giustificare ed ottenere ben altro

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Arriva in gruppo tra gli ultimi, guarda tutti dritto negli occhi, mostra i muscoli e fa subito la voce grossa. E no, non è un bullo. Parliamo, piuttosto, della SUV Volkswagen T-Roc. Destinata a scendere in lizza nel segmento di mercato più frizzante, combattuto e attraente del momento, vale a dire quello delle sport utility […]

L'articolo Prova Volkswagen T-Roc proviene da RED Live.

In KTM hanno le idee chiare: il futuro della mobilità è elettrico. Ecco perché la nuova KTM Freeride E-XC, rinnovata da cima a fondo, è solamente un punto di partenza

L'articolo KTM Freeride E-XC, l’enduro green proviene da RED Live.

Prima erano una cosa sola. Ora sono divise. O meglio, in futuro avranno specializzazioni e target diversi. Volvo e Polestar, quest’ultima sino a ieri divisione ad alte prestazioni del brand svedese, si sono separate e vivranno di luce propria. Polestar, oltretutto, cambierà pelle, passando dall’elaborazione ufficiale dei modelli della Casa nordica alla realizzazione di vetture […]

L'articolo Polestar 1: il nuovo mondo proviene da RED Live.

Il progetto Émonda è nato per dimostrare che Trek era non solo in grado di costruire la bicicletta di serie più leggera al mondo, ma di renderla anche capace di offrire elevate performance. I confini della ricerca sembrano essere fatti perché li si possa superare e ciò che è successo con il MY 2018 lo dimostra: […]

L'articolo Nuova Trek Émonda 2018, la leggerezza non ha limiti proviene da RED Live.

La sfida che attende la nuova Seat Arona, al debutto tra le SUV compatte, ricorda quella di Kung Fu Panda contro le “Leggende Leggendarie”. Una outsider dalle dimensioni contenute, agile, scattante e con tante frecce al proprio arco che affronta senza alcun timore reverenziale i “mostri sacri” della categoria. Forte di una vitalità, sia estetica […]

L'articolo Prova Seat Arona proviene da RED Live.

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