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Piemonte, via il Buono scuola alle paritarie. «Decisione ideologica»

settembre 10, 2015 Redazione

Per problemi di bilancio, la giunta Chiamparino sceglie di sospendere per un anno il provvedimento. Magliano (Ncd): «E i cattolici del Pd che dicono?»

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Dopo il Comune, anche la Regione. Già l’amministrazione di sinistra di Torino guidata da Piero Fassino aveva deciso di penalizzare le scuole materne paritarie riducendo il contributo di 600.000 euro in due anni, ma ora – fatto, se possibile, ancor più grave – è addirittura la Regione di Sergio Chiamparino ad aver comunicato che di Buono scuola, per un anno, non se ne parla.
La decisione era nell’aria da tempo: il bando per il Buono scuola delle paritarie e per i libri di testo e le attività integrative degli studenti delle statali per il 2014-15 non si farà. Non ci sono i soldi, dicono. E se è certo che le casse della Regione languono, è altrettanto un fatto che la decisione della giunta Chiamparino è politica. Anziché tagliare da altre parti, si è deciso di tagliare sulla scuola.

PAROLE E ASSICURAZIONI. A parole gli assessori regionali al Bilancio, Aldo Reschigna, e all’Istruzione, Gianna Pentenero, hanno spiegato che la scelta è “eccezionale” e che si tratta solo di uno slittamento. «I motivi che ci costringono a questa scelta – ha detto Reschigna – sono, da una parte, le ormai note criticità di bilancio. Dall’altra il progressivo disallineamento degli anni passati, che ci ha portato a dover ancora pagare il bando 2012-13 e che vogliamo superare. Le risorse ci sono per concludere il 2012-13 e il 2013-14. Ci vediamo costretti a non pubblicare il bando 2014-15, in modo che nei primi mesi del 2016 sia possibile procedere con quello del 2015-16 e pagarlo entro il 2016».
Né la decisione né le assicurazioni sono piaciute all’opposizione. Gian Luca Vignale, consigliere regionale di Fi, ha annunciato che presenterà un’interrogazione urgente anche perché «il Consiglio regionale aveva votato all’unanimità due ordini del giorno che impegnano la Regione per il bando 2014/15 utilizzando i 5 milioni avanzati nel 2014».

E I CATTOLICI DEL PD? Molto agguerrito anche Silvio Magliano, Ncd, vicepresidente vicario in Consiglio comunale a Torino, da sempre molto sensibile alle tematiche scolastiche e alla difesa della libertà educativa. «Mille sarebbero i capitoli su cui intervenire – scrive in una nota – ma, guarda caso, la scure ideologica della Giunta Chiamparino sceglie proprio la libertà di educazione come suo obiettivo. Eliminare il Buono Scuola per un anno significa colpire nuovamente le famiglie che, certe di poter contare su  questa misura loro promessa e garantita, hanno iscritto i loro figli nelle scuole paritarie».
«È chiaro che la libertà di educazione, la possibilità di scegliere in che scuola mandare i propri figli e il sostegno alle famiglie non sono una priorità della sinistra che governa Regione e Comune – prosegue Magliano. Mi chiedo a maggior ragione ora quale sia la posizione dei politici cattolici del Pd. In campagna elettorale millantano e rassicurano i loro elettori su temi quali famiglia, scuole paritarie e libertà di educazione e poi regolarmente, una volta al governo, non sono in grado di mantenere le loro promesse. Sono evidentemente ostaggi dell’ideologia più radicale e statalista che vede nella libertà di educazione e nelle scuole paritarie un nemico ideologico da abbattere. Ora, se ancora ve ne fosse bisogno, i gestori e gli insegnanti delle scuole paritarie, le famiglie e tutti coloro che credono nella libertà di educazione sappiano chi è in grado di tutelarli e chi no. Il Pd certamente no. Mi batterò personalmente in ogni sede affinché sia ripristinato un sistema di vera libertà educativa, come ai tempi delle Giunte Ghigo, quando governava il centrodestra».

Foto scuola da Shutterstock


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7 Commenti

  1. To_NI Pecorella scrive:

    Le famiglie sono libere di scegliere la scuola Statali o scuole che rispettano e aderiscono ai principi di un scuola Statale, ovvero scuola pubblica, aperta a tutti, laica e pluralista, NON a fini di lucro e senza oneri per lo Stato.

    • Muflone scrive:

      Tu non sai di cosa parli, con la scuola in Italia è impossibile lucrare.
      Torna a brucare l’erba.

      • recarlos79 scrive:

        forse non sono a fini di lucro (come gli ospedali privati degli amici di formigoni?) però le rette da pagare ci sono e anche care. la redazione di tempi non prende in considerazione che una scuola per tutti non può essere messa sullo stesso piano di una scuola per pochi. chiedono il buono scuola ma non la piena parità scolastica.

        • ftax scrive:

          La lombardia di Formigoni (con tutti i suoi amici degli ospedali privati) ha comunque creato la migliore sanità di tutta Italia e rimane una delle poche regioni col bilancio non disastrato.
          E mantiene il buono scuola.
          Vai anche tu a brucare l’erba, prima di sentenziare a vanvera.

    • Pascal scrive:

      E possibilmente con personale iscritto alla CGIL.

    • lucia scrive:

      O signore,la scuola paritaria è una scuola pubblica,aperta a tutti,laica e pluralista .Può essere gestita da cooperative,enti religiosi ,comuni.Paga il suo personale con le RETTE corrisposte dalle famiglie interessate.La scuola statale paga il suo personale con le TASSE di tutti,anche di chi non manda figli a scuola o perchè li manda alla paritaria o perchè non ha figli o perchè sono in età postscolastica. ….Il buono scuola alle paritarie è in realtà il dovuto rimborso ai genitori che hanno usufruito della paritaria.Viene versato alla scuola,forse,perchè la scuola paritaria stabilisce l’importo della retta tenendo conto di quanto lo stato si impegna a versare.Diversamente metterebbe tutta la retta a carico dei genitori,escludendo dunque proprio le classi più svantaggiate,quelle che a parole i compagnucci dicono di voler aiutare.Cosa che,a mio modesto parere,dovrebbero davvero fare.Non fosse che per chiarezza.Voglio vedere la Regione Piemonte organizzare scuole e asili tutti statali…..là dove le scuole paritarie sono presenti da anni,come nei piccoli paesi.Saluti

  2. gianluca s. scrive:

    Reschigna e Pentenero, iscritti al club degli amici della libertà, di educazione. Complimenti.
    Viene così del tutto eliminato il – già minimo – sostegno alla libera scelta educativa delle famiglie. E’ opportuno ricordare che il buono scuola viene ( veniva) dato alle famiglie, peraltro con redditi bassi, per sostenere in qualche modo l’esercizio di tale libertà.
    Sarà bene poi ricordare agli “statalisti” che la scuola pubblica ( vedi legge Berlinguer anno 2000) è il sistema integrato tra scuole statali e non statali paritarie. In compenso, la retta delle statali è pagata da tutti noi con le imposte, quella delle non statali – che non hanno alcun fine di lucro! – dai genitori, che così pagano due volte. E’ un bel concetto di libertà.
    Infine, per coloro che hanno sempre lo sguardo rivolto all’Europa; bene, lorsignori guardino alla legislazione di tutti – Grecia esclusa – gli Stati, Francia e Germania incluse. Tutti gli Stati prevedono varie forme di finanziamento diretto alle scuole non statali. Ma è una verità scomoda, meglio non parlarne troppo.

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