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«Perizia balistica? Indiscrezioni. In India non hanno ancora niente contro i nostri marò»

aprile 12, 2012 Leone Grotti

Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa e profondo conoscitore delle cose militari, spiega a tempi.it che «non ci sono prove concrete contro i nostri marò, anzi. L’unico dato certo e ufficiale sembra scagionarli».

«A sparare sono stati i marò»: questa la sintesi delle dichiarazioni fatte al Corriere della Sera dal commissario di polizia di Kochi, Ajith Kumar, che conferma le indiscrezioni giornalistiche sulla perizia balistica che dovrebbe incastrare i soldati italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di avere ucciso il 15 febbraio scorso due pescatori che si trovavano sulla piccola imbarcazione St Anthony. I due soldati, ora in carcere in India, prestavano servizio sulla Enrica Lexie. «Quelle uscite sono solo indiscrezioni, una settimana fa dicevano che non si riusciva a trovare l’arma del delitto» dichiara a tempi.it Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, profondo conoscitore delle cose militari e collaborare dell’Istituto di studi militari marittimi di Venezia. «Non ci sono prove concrete contro i nostri marò, anzi. L’unico dato certo e ufficiale sembra scagionarli».

Di quale dato parla?
Dell’autopsia effettuata dal professor Sisikala, anatomopatologo del tribunale indiano, il quale ha riferito di avere trovato nei corpi delle due vittime pezzi di proiettili le cui dimensioni indicavano un calibro 7,62. Diverso dal 5,56 utilizzato dai fucili italiani ma “compatibile”, guarda caso, con le mitragliatrici russe Pkm delle motovedette Arrow Boat che la Guardia Costiera dello Sri Lanka impiega spesso per cacciare i pescherecci indiani dalle acque cingalesi, dove si recano spesso per cercare di pescare i tonni.

Il capo della polizia di Kochi, però, ha fatto dichiarazioni che sembrano fugare ogni dubbio.
La polizia indiana non è per nulla affidabile e c’è anche il rischio che sia in malafede. Quelle che danno gli italiani colpevoli di aver sparato ai pescatori sono solo indiscrezioni. Il nostro ambasciatore ha dichiarato giusto ieri che la perizia dovrebbe essere resa nota tra due o tre settimane. Questo può significare solo una cosa: che non è ancora conclusa e che i nostri marò staranno in prigione almeno per un altro mese e mezzo senza prove contro di loro, visto che, guarda caso, la perizia sarà pubblicata quando i tribunali del Kerala sono in vacanza. Dal 13 aprile fino a maggio, infatti, resteranno chiusi.

È da escludere che i due italiani siano colpevoli?
No, è possibile, ma finché non ci sono prove, è inutile che si parli della colpevolezza di Latorre e Girone. Io penso che l’Italia non dovrebbe puntare tutta la sua azione diplomatica sulla giurisdizione del caso, che è italiana e non indiana, ma anche sull’innocenza dei due soldati. Posto che la perizia balistica non è ancora stata resa pubblica, anche se ci fosse la “compatibilità”, termine piuttosto vago, questo non significa colpevolezza perché bisogna ancora provare chi ha sparato ai pescatori.

La polizia indiana sostiene che siano stati Latorre e Girone.
I nostri marò invece hanno dichiarato non solo di non averli uccisi ma di aver sparato a prua in acqua, e non a poppa, e per allontanare un altro peschereccio, non il St. Anthony. I pescatori stessi non hanno mai dichiarato di avere visto i nostri marò sparare, anzi, non sapevano neanche il nome della nave quando sono arrivati a riva: “Enrica Lexie” sono due parole che sono state suggerite loro dalla polizia.

E allora perché il governo italiano non rilascia dichiarazioni forti in difesa dei marò?
Il ministro degli Esteri Giulio Terzi e il sottosegretario Staffan De Mistura si stanno muovendo in modo incomprensibile. O sanno che i marò mentono, che sono loro ad avere ucciso i pescatori – ma allora non si capisce perché non ammettono l’errore, si scusano per il tragico incidente, pagano il dovuto indennizzo alle famiglie e processano in Italia i soldati -; oppure stanno sbagliando tutto, perché attualmente non c’è nessuna prova contro di loro. E se la polizia indiana avesse prove schiaccianti, le avrebbe già tirate fuori.

La situazione è più confusa di quanto facciano credere i giornali indiani.
Attualmente ci sono più interrogativi che risposte: l’unica cosa certa è che la linea morbida dell’Italia non ha alcun senso. Le mosse del governo sono incomprensibili, inconsistenti e illogiche.
twitter: @LeoneGrotti

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1 Commenti

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