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Perché oggi il cattolico non può essere di sinistra?

giugno 20, 2013 Aldo Vitale

Più ci si ritiene cattolici più non si può condividere la piattaforma etica, filosofica, giuridica e culturale della sinistra attuale

Nonostante il monito paolino di accogliere chi è debole nella fede senza discuterne le opinioni (Rm. 14,1), è proprio in virtù degli insegnamenti di San Paolo che, invece, occorre correggere, sebbene non oltre un paio di volte, coloro che sbagliano (Ti, 3,10), o, come sono stati giustamente e più tecnicamente definiti, gli eretici.
Roba da medioevo, si penserà, ma mica tanto.

Una volta, come si sa, i comunisti erano scomunicati, poi son finite le scomuniche, e, con il tempo, perfino i comunisti. Adesso, del resto, si vorrebbe che finissero anche i cattolici.
Oggi, dopo il tramonto del sole del socialismo reale che tanto aveva arso il mondo, non sembra rimanere altro che un placido cielo notturno illuminato dalle tante galassie socialiste (quella ecologista, quella femminista, quella genderista, quella liberista ecc) generate dal big bang della caduta del muro di Berlino.
È anche pur vero che questa frizzante policromia ricalca quella varietà sempre esistita nel pensiero socialista classico, tanto da dover distinguere l’ortodossia marxiana, cioè la fedeltà al pensiero di Marx, dall’eterodossia marxista, cioè tutte le diverse elaborazioni che i marxisti hanno fornito del pensiero di Marx.
Tra tutta questa immensità s’annegano il pensiero e la coscienza d’alcuni che sembrano nutrire la pretese di poter tenere insieme tutto e il contrario di tutto, cioè i cattolici di sinistra.

Prima d’affrontare il merito una chiosa.
Similmente potrebbe trattarsi dei cattolici di quella destra neo-pagana, razzista, scientista e liberista che sempre più sembra farla da padrona in Europa, ma poiché il fenomeno dei cattolici di sinistra è più prettamente italiano, sembra opportuno soffermarsi su di esso.

Come ultima questione preliminare si consideri che le parole contro il mercatismo da un lato e il socialismo dall’altro sono sempre state chiare nella tradizione del Magistero, stante la solidità della dottrina sociale della Chiesa, così come si rinviene in quell’opera monumentale che, in questo senso, è la “Rerum Novarum” di Leone XIII o negli scritti di autentiche coscienze cristiane del calibro di Juan Donoso Cortes o Nikolaj Berdjaev che hanno brillantemente esposto le potenzialità antiumane dell’una e dell’altra ideologia.

E proprio perché lo scontro tra socialismo e cattolicesimo è sempre stato serrato, si è celebrato l’incontro delle due prospettive, paradossalmente, sulla consapevolezza comune della loro reciproca inconciliabilità.
Non è un caso, per quanto singolare, che Pio XI e Lenin fossero sostanzialmente d’accordo, essendo la religione e il comunismo totalmente incompatibili; scriveva, infatti, il primo, che « il comunismo è per sua natura antireligioso, e considera la religione come “l’oppio del popolo” perché i princìpi religiosi che parlano della vita d’oltre tomba, distolgono il proletario dal mirare al conseguimento del paradiso sovietico, che è di questa terra » (“Divini Redemptoris”, 9-22, 1937), mentre il secondo che ribadiva che «“La religione è l’oppio del popolo”: questo detto di Marx è la pietra angolare di tutta la concezione marxista in materia di religione. Tutte le religioni e le chiese oggi esistenti, tutte – quali che siano – le organizzazioni religiose sono sempre state considerate dal marxismo come strumenti della reazione borghese, che servono a difendere lo sfruttamento e a stordire la classe operaia[…] Il marxismo è materialismo. Come tale, esso è altrettanto implacabilmente ostile alla religione » (“L’atteggiamento del partito operaio verso la religione”, 1909).

Nonostante ciò vi sono molte persone, soprattutto in Italia, le quali ritengono possibile conciliare le ragioni del socialismo con quelle del cattolicesimo, facendo apparire quest’ultimo come qualcosa di assolutamente contraddittorio, individuale, soggettivo.
La recente scomparsa di don Gallo, o le dichiarazioni del Governatore siciliano Crocetta, sul suo essere fervente cattolico e convintamente di sinistra (ed ex comunista), all’indomani della sua elezione, sono forse gli esempi più lampanti di ciò che in questa sede si intende.
Certamente è a tutti nota la definizione di catto-comunista ed ancor più nota la diffusione, pur dopo la reiterata condanna della Chiesa, della teologia della liberazione, tuttavia occorre ben comprendere perché oggi, nonostante non esista più il comunismo, non si possa ugualmente essere all’un tempo cattolici e di sinistra.

La spiegazione richiederebbe lo spazio, il tempo e la pazienza di una trattatistica, ma in questa sede si può delineare sinteticamente la risposta.
Un tempo la sinistra era costitutivamente atea, materialista, economicista, legata a doppio filo con la tirannia del totalitarismo sovietico, e fondata su dottrine che negando la dimensione trascendente dell’esistenza si risolvevano a negare la natura stessa dell’uomo. Di qui l’evidenza dell’incompatibilità d’una volta.
Oggi, invece, pur restando fedele al suo passato, non avendo mai operato una revisione o una critica dello stesso, la sinistra è foriera di una visione sincretistica, individualistica, scientistica, risultando fortemente legata alla tirannia del totalitarismo odierno, cioè al non-cognitivismo etico, o, più semplicemente, al nichilismo contemporaneo, ovvero all’idea che non esista nessuna verità, convinzione anche questa, per sua natura, indubbiamente inconciliabile con il cattolicesimo, cioè con una concezione della vita che, invece, si basa non solo sulla rivelazione della verità, ma sul presupposto opposto, cioè sull’esistenza della verità medesima.

Ecco il cuore del motivo per cui oggi un cattolico non può essere di sinistra: con la evidente conseguenza, il più delle volte incompresa, che più ci si ritiene cattolici più non si può condividere la piattaforma etica, filosofica, giuridica e culturale della sinistra attuale, e, reciprocamente, più si è convintamene di sinistra più non si può sostenere l’antropologia e la visione cattolica del mondo (per usare una nota espressione di Romano Guardini).
Per chi si preoccupasse di leggere simili “sconcezze” preoccupandosi di giudicare o pontificare sulla fede altrui, sia sufficiente ricordare Tertulliano che appunto, contro gli eretici, cioè contro coloro che volontariamente errano dalla retta via dell’unione con Dio e con la sua Chiesa, così duramente, ma giustamente scriveva: «Mettiamo alla prova la fede sulla base delle persone, o le persone sulla base della fede? Nessuno è saggio se non è fedele».

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12 Commenti

  1. Daniele, Napoli says:

    si è soliti dire “libero Stato e libera Chiesa”.
    Cioè, ad es., se la Chiesa dice no all’aborto o no ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, ciò non deve divenire obbligatoriamente Legge di uno Stato.
    Ma saranno le singole persone a valutare la bontà degli insegnamenti della religione e a seguirli.
    Si tratta in altri termini di emergenza educativa a cui, se ben ricordo, don Giussani ha dedicato un libro.
    Quante persone che vanno a messa capiscono il problema e si impegnano a cercare di non fare cose contrarie all’insegnamento della Chiesa?
    Se fossero quasi tutte, oltre al problema di aborto, matrimoni fra persone dello stesso sesso, pedofilia ed altro (la criminalità organizzata, ad es.. Quante volte sono stati scomunicati mafiosi e camorristi!), sospetto che staremmo combattendo sempre più efficacemente anche le spese pubbliche non opportune, la corruzione e l’evasione fiscale.
    Sapete, invece, cosa sento dire: “vabbé … quelli poi … i politici fanno le leggi per sé e per i propri amici. E noi dobbiamo saper vivere”.
    Insomma, se i cristiani sono chiamati ad essere il sale della Terra, mi sembra si tratti di un sale sciapito, forse proprio perché ci è spesso stato detto di obbedire anziché capire, ragionare. Quale sarebbe il rimedio? siccome le persone non capiscono dobbiamo non fare una legge o farne una che proibisce?

  2. Giuseppe says:

    Può Dio andare d’accordo con Satana? No certamente quindi anche se a livello molto più basso un cristiano cattolico vero non può essere assolutamente di sinistra perché questa ideologia è nemica giurata della religione cristiana e cattolica in particolare e lo ha dimostrato fin troppo nel corso della storia ,il catto-sinistro è come quello che mette la testa nella bocca di un leone affamato pensando di rimanere indenne

  3. giuliano says:

    OK, la tesi di fondo dell’articolo è corretta e ovvvia. Ma allora chi erano tutti quei milioni di italiani che hanno votato per l’aborto nel famoso referendum ??

  4. beppe says:

    caro beniamino lori, la sentenza del tuo amico prete mi lascia perplesso. perchè un giovane di destra deve essere senza cuore? come fai a trovare ”evangelici” boldrini e vendola, due parolai che hanno fatto carriere sulla pelle degli altri, snob, inconcludenti, ideologici e faziosi, che amano i lontrani ma farebbero ( e faranno ) morire i nostri anziani e le nostre famiglie.

  5. Francesci says:

    Sono d’accordo e condivido l’articolo!

    La sinistra, nella sua forma storica come in quella attuale, non propone nulla che possa essere conciliato con la Croce.

    Figure riluttanti come quella del defunto Gallo hanno permesso di far emergere il disastro di una porzione di Chiesa che preferisce seguire le derive laiciste ed i principi comunisti piuttosto che la Chiesa Cattolica e la tradizione.
    Se si pone al centro della vita della Chiesa la sua azione liturgica ecco che i catto-comunisti escono subito allo scoperto in quella tendenza continua e stomachevole di voler ridurre sempre ad ogni costo i riti della chiesa a semplici cerimonie esteriori, compresi i funerali come abbiamo visto. La liturgia non è più culto ma è “luogo” di gazzarra, di egocentrismo, di rivalsa e di protesta.

    Associare il socialismo al cattolicesimo non funziona, è una scelta che non paga e se ne vedono oggi i malaugurati frutti in tutte le pieghe della vita ecclesiale.
    La carità è stata ridotta a servizio sociale, lodevole certo, ma senza Cristo perde la sua “quidditas”.
    Le parrocchie, centri della formazione cristiana, alle volte rasentano la trasforamazione in centro sociale o luogo che distribuisce servizi, tra cui quelli di natura spirituale diventano con il tempo più rari.
    Le scuole e le università cattoliche, da baluardo di formazione e di trasmissione, in alcuni casi sono divenuti l’estensione del partito, in cui si ascoltano e si insegnano dottrine pseudo-raziocinanti più contrarie alla Chiesa Cattolica che volte ad una intelligenza della fede.
    L’amore per il creato svalutato in ecologismo arido e ideologico e tanto altro.

    • Daniele, Napoli says:

      mi sembra che tu, Francesco, fornisca una buona chiave di lettura della vita.
      Da un punto di vista religioso si può stare a destra poichè sembra, o fanno sembrare, che siano più attenti ai principi della religione.
      Da un punto di vista pratico leggo e sento che molte persone iscritte al PD vorrebbero i cattolici fuori dal partito.
      In questo modo temo che si andrebbe ad uno scontro. Chi lo vincerebbe? chissà. La religione di sicuro no! perché siamo tutti figli di Dio (nel rispetto, ovviamente, della Sacra Scrittura e della Tradizione interpretata dal Magistero della Chiesa. Ma l’interpretazione, nei principi non fondamentali, non può adeguarsi ai tempi?) 😉
      Cordiali saluti.

  6. Francesco says:

    Sono d’accordo e condivido l’articolo!

    La sinistra, nella sua forma storica come in quella attuale, non propone nulla che possa essere conciliato con la Croce.

    Figure riluttanti come quella del defunto Gallo hanno permesso di far emergere il disastro di una porzione di Chiesa che preferisce seguire le derive laiciste ed i principi comunisti piuttosto che la Chiesa Cattolica e la tradizione.
    Se si pone al centro della vita della Chiesa la sua azione liturgica ecco che i catto-comunisti escono subito allo scoperto in quella tendenza continua e stomachevole di voler ridurre sempre ad ogni costo i riti della chiesa a semplici cerimonie esteriori, compresi i funerali come abbiamo visto. La liturgia non è più culto ma è “luogo” di gazzarra, di egocentrismo, di rivalsa e di protesta.

    Associare il socialismo al cattolicesimo non funziona, è una scelta che non paga e se ne vedono oggi i malaugurati frutti in tutte le pieghe della vita ecclesiale.
    La carità è stata ridotta a servizio sociale, lodevole certo, ma senza Cristo perde la sua “quidditas”.
    Le parrocchie, centri della formazione cristiana, alle volte rasentano la trasforamazione in centro sociale o luogo che distribuisce servizi, tra cui quelli di natura spirituale diventano con il tempo più rari.
    Le scuole e le università cattoliche, da baluardo di formazione e di trasmissione, in alcuni casi sono divenuti l’estensione del partito, in cui si ascoltano e si insegnano dottrine pseudo-raziocinanti più contrarie alla Chiesa Cattolica che volte ad una intelligenza della fede.
    L’amore per il creato svalutato in ecologismo arido e ideologico e tanto altro.

  7. tiziano says:

    Questo articolo e’ la prova che voi ciellini ragionate per categorie, guardate al concetto, allo stereotipo, e non alle persone…chi ha scritto l’articolo ha una mente e un cuore tanto piccoli

  8. Sofia Sarti says:

    Auspico la sparizione dei comunisti dalla faccia dellaTerra e la cconversione dei catto-comunisti

  9. Ada magno says:

    Sono una donna di sinistra e credente, cresciuta liberamente in una famiglia con fortissima tradizione marxista: il vangelo delle origini e le prime comunità cristiane predicavano la condivisione dei beni e l’uguaglianZa e la giustizia sociale. Papa Francesco fa altrettanto denunziando gli orrori del capitalismo. Al di la’ del peso storico della rivoluzione russa, sicuramente il marxismo non è morto, perché , come il cristianesimo, esprime l’insopprimibile desiderio di un mondo nmigliore!!!

  10. Ada magno says:

    Sono una donna di sinistra e credente, cresciuta liberamente in una famiglia con fortissima tradizione marxista: il vangelo delle origini e le prime comunità cristiane predicavano la condivisione dei beni e l’uguaglianZa e la giustizia sociale. Papa Francesco fa altrettanto denunziando gli orrori del capitalismo. Al di la’ del peso storico della rivoluzione russa, sicuramente il marxismo non è morto, perché , come il cristianesimo, esprime l’insopprimibile desiderio di un mondo migliore!!!

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