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Perché la tv vuole insegnarci come educare i nostri figli?

gennaio 28, 2012 Chiara Sirianni

La tv italiana nelle ultime stagioni sta subendo un’invasione di programmi dedicati all’educazione dei figli. A partire da S.O.S Tata, trasmissione ormai giunta alle settima edizione, che promette ai genitori di risolvere i problemi famigliari in una sola settimana. Ma davvero per vivere felici tra le mura domestiche basta affidarsi al tubo catodico?

In principio fu S.O.S. Tata. Un fortunato docu-reality (prodotto da Magnolia) in onda su La7 e su Fox Life che da ben sette edizioni insegna a ristabilire l’ordine in casa e rendere obbedienti i bambini viziati (oltre che meno stressati i genitori). Il programma ha sempre fatto ottimi ascolti e per questo motivo l’ottava edizione è già in cantiere e ci sono persino i dvd della quinta serie in vendita in un unico cofanetto, oltre che libri legati all’educazione e all’infanzia scritti dalle “tate” protagoniste. Il format originale è americano (Nanny 911), pensato per aiutare chi ha figli molto problematici, di età compresa tra i 2 e il 12 anni, attraverso l’intervento di un’educatrice. Nella versione italiana in ogni puntata le tre tate protagoniste ricevono una chiamata da genitori disperati che richiedono il loro intervento tramite un video-messaggio.

Le tate dopo la visione discutono per decidere chi tra loro sia la più adatta a intervenire in quella situazione in base alla loro esperienza e al loro carattere. La prescelta si reca così a casa della famiglia e, da quel momento, ha una settimana di tempo per riportare la situazione alla normalità. In genere i primi due giorni la tata osserva i comportamenti della famiglia senza intervenire. Dal terzo giorno in poi fissa le regole sia per i figli sia per i genitori. Alla fine della settimana, prima di andare, lascia una lettera di ringraziamenti, spesso molto commovente, che la famiglia deve leggere dopo il suo addio. A partire dalla quarta edizione vengono analizzati anche casi di famiglie atipiche: nuclei che ospitano in casa altri parenti o le cosiddette famiglie allargate.

Inoltre da questa edizione viene introdotta anche la cosiddetta “prova di metà settimana” decisa dalla tata (che non vi prende parte e la osserva tramite monitor in un furgone attrezzato, come nei film polizieschi), a cui viene sottoposto il genitore ritenuto più “problematico”, per scoprire se la madre o il padre riescono a gestire una situazione particolare che prima del suo intervento e dei suoi consigli era ingestibile. L’obiettivo è quello di fornire un aiuto concreto al pubblico a casa, ma con un tono leggero. Spesso però la ricerca di un aiuto esterno a cui affidare gioie e dolori della vita familiare diventa una vera mania: i messaggi in bacheca, scritti da genitori convinti di poter trovare una soluzione rapida e il più possibile indolore alle grane della vita quotidiana, sono migliaia e migliaia. C’è una gran sete di consigli e di conseguenza le guide pratiche formato catodico si sprecano.

Le tate hanno iniziato a spopolare negli studi televisivi: rubriche su bambini ed educazione natale sono state inserite nel salotto di Verissimo (dove con Silvia Toffanin interviene la tata Simona Capria), mentre Lucia Rizzi (la tata “risolvi problemi”) ha uno spazio tutto suo all’interno di Mattino Cinque. Di Lucia Rizzi ne ha parlato persino il critico del Corriere Aldo Grasso (dopo che lei ha fatto da testimonial alla pubblicità della Nutella: «Tata Lucia gira con un decalogo comportamentale in tasca, fa venire il senso di colpa ai genitori per quanto sono incapaci a educare i figli. Il vero piacere della Nutella è quel piacere di gioiosa trasgressione che si porta dietro. Di una così, non diresti mai che è cresciuta a pane e nutella. Per il resto, se quello che metti in scena è un ruolo educativo, sarebbe opportuno evitare ogni contaminazione con quello di testimonial»). 

Insomma il tema è sentito. E continuano ad aumentare le trasmissioni che in nome dello share si votano alla causa e corrono in aiuto di genitori sull’orlo di una crisi di nervi. Su Real Time vanno in onda Jo Frost (protagonista di Supertata Usa) e la giornalista Leonore Skenazy, che nel suo “Mamme che amano troppo” (liberamente ispirato al bestseller che R. Norwood scrisse negli anni 70) si scaglia contro gli atteggiamenti eccessivamente apprensivi che finiscono per soffocare la prole. La Skenazy è salita alla ribalta delle cronache americane nel 2008 dopo aver scritto un editoriale sul The New York Sun dove raccontava di aver fatto viaggiare il proprio figlio di nove anni nella metropolitana di New York da solo (venne etichettata come “la peggior mamma d’America”). Sempre su Real Time c’è Adolescenti XXL, un docu-reality che insegna ai ragazzi a prevenire e curare il sovrappeso. Dello stesso tenore Una famiglia a dieta e Tesoro salviamo i ragazzi! (entrambi Fox Life). Vero è che la televisione è più immediata e rapida di un manuale di pedagogia, e ben venga una mano tesa verso chi è alle prese col mestiere più difficile al mondo. Ma davvero siamo così sicuri che la televisione sia lo strumento migliore per insegnarci come vivere?

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3 Commenti

  1. Emilia says:

    A dir la verità a me piace s.o.s tata. Credo che dovrebbero quardarlo più genitori.. perchè in giro vedo sempre più bambini viziatissimi e maleducati, abituati ad avere l’ultima diavoleria tecnologica costosa (nintendo, playstation ecc) appena aprono bocca. E poi c’è la crisi…

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