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Per avere un perfetta parità di genere a Repubblica propongono il quadricameralismo perfetto

marzo 11, 2014 Antonio Gurrado

In un’intervista la costituzionalista Carlassarre ha un’innovativa idea per superare le quote rosa: il doppio capolista e la doppia preferenza

Di Antonio Gurrado Sulle sempre emozionanti pagine di Repubblica, oggi l’esimia giurista Lorenza Carlassare dichiara che se anche fossero passati i fallimentari emendamenti pro-quote rosa si sarebbe comunque trattato di una soluzione di compromesso nonché anticostituzionale. Che si trattasse di alternanza in lista o di divisione percentuale dei posti fra uomini e donne, sostiene infatti la Carlassare, comunque la nuova legge elettorale non avrebbe rispettato il principio di pari chance di venire eletti. Per ottenere la completa parità bisognerebbe invece, sostiene l’esimia giurista, pensare al doppio capolista e alla doppia preferenza.

Mi sembra che le sue parole indichino la strada giusta per porre fine all’otto marzo più lungo della storia. L’elettore deve avere a disposizione un doppio voto da assegnare a un doppio candidato, maschio e femmina, incluso nella lista guidata da due capilista, maschio e femmina. Gli eletti devono poi sedere in un doppio parlamento, uno maschile e uno femminile, ciascuno dei quali eleggerà rispettivamente un doppio presidente, uno maschio e una femmina. Si realizzerà così il quadricameralismo perfetto.

Il presidente della repubblica dividerà il Quirinale con la presidentessa della repubblica. Ciascuno di loro nominerà due presidenti del consiglio, maschio e femmina, che a loro volta nomineranno ministri non secondo l’erroneo e superficiale criterio seguito da Matteo Renzi – l’Interno a un maschio, gli Esteri a una femmina e così via – bensì secondo il retto criterio costituzionale indicato dalla Carlassare: il presidente del consiglio maschio nominato dal presidente della repubblica maschio sceglierà un ministro maschio e un ministro femmina per ogni dicastero; il presidente del consiglio femmina nominato dal presidente della repubblica maschio sceglierà un ministro femmina e un ministro maschio per ogni dicastero; altrettanto faranno il presidente del consiglio maschio e il presidente del consiglio femmina nominati dalla presidentessa della repubblica. Avremo così due presidenti della repubblica, quattro presidenti del consiglio e otto ministri per ogni dicastero, rispettando così appieno la parità di genere.

Fin qui l’autorevole parere di Lorenza Carlassare. Per ottenere pari chance di essere ascoltati aspettiamo tuttavia anche il doppio parere dell’esimio giurista Lorenzo Carlassare, che purtroppo a quanto pare non esiste. Ce ne faremo una ragione.

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11 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Ma l’esimia giurista Lorenza Carlassale per caso si è laureata nella stessa università albanese dove si è laureato a pieni voti il figlio di Bossi? Se fosse così tutto si spiegherebbe.

  2. piero scrive:

    Ma a quando le quote Luxuria, trans, bisex, e altri gender vari? Che in parlamento ci vadano persone capaci e che abbiano a cuore il bene delle persone? No, questo è un dettaglio di poco conto. E’ molto più importante che l’incapacità e la mediocrità sia equamente distribuita e rappresentata, con buona pace di ciascun gender!

    • luca scrive:

      piero sono piuttosto d’accordo con te, al parlamento dovrebbero esserci i meritevoli ma visto che questo non accade mai, ma proprio mai, allora tanto vale che si spartiscano la torta in pari uguali

  3. domenico b. scrive:

    Per piacere, che a nessuno salti in mente di rivelare alla signora Lorenza Carlassare che I generi sono in realtà ben 56 o forse più, come apparso in diversi articoli tempo fa.

  4. filomena scrive:

    Se in parlamento, composto in maggioranza da uomini, ci dovessero essere solo i meritevoli, allora sarebbe desolatamente VUOTO!!!!

  5. luigi lupo scrive:

    Quello che viene proposto dalla giurista è già presente nella regione Campania. Peccato che la sua proposta dice sempre la giurista, si dovrebbe fare solo se liste NON FOSSERO BLOCCATE. Capito caro giornalista di Tempi?. Rileggiti l’articolo e se hai un minimo di dignità, riscrivi il tuo pezzo e non spandere me… per niente.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Infatti nell’articolo è scritto chiaramente che la proposta della giurista prevede la doppia preferenza.

  6. pietro scrive:

    Al di là della faziosità del giornalista (che ovviamente porta l’acqua al suo mulino, come tutti del resto) resta un fatto: avete rotto le palle tutti quanti con questo strazio delle quote rosa. Una donna intelligente e con un sano amor proprio (e per nostra fortuna sono tante) non accetterebbe mai e poi mai di avere tante piccole leggine rosa che la aiutino a fare strada nella vita, quasi si trattasse di una povera ritardata. Le donne hanno forza, disciplina e tanacia sufficienti per fare ciò che vogliono, senza che ci sia la Boldrini di turno a farla sentire una poverina che altrimenti non ce la farebbe. Oggi come oggi le donne sono garantite tanto quanto gli uomini dal punto di vista legislativo e se proprio vogliamo fare una battaglia culturale vera in questo paese, cominciamo a combattere in Parlamento e nelle strade perché siano i MERITEVOLI a fare strada nella vita, senza distinzione di genere che sono concetti oltremodo VECCHI! Io sono un imprenditore e assumo chi cavolo voglio in base alle competenze, capacità professionali, onestà e fiducia che i candidati mi sanno dimostrare: che siano donne, uomini, gay non me ne può fregare di meno e penso di esprimere il pensiero del 99% di chi offre lavoro e opportunità di crescita in questo paese. BASTA CON STE QUOTE ROSA DEL ……!!!

    • filomena scrive:

      Caro imprenditore che assume chi vuole spero non di quella categoria di imprenditori che fanno firmare le dimissioni in bianco alle donne al momento dell’assunzione, il problema delle quote rosa si pone non perché le donne hanno bisogno di corsie preferenziali ma perché al di la delle leggi viviamo ancora in una cultura maschilista e per ottenete un cambiamento ci vogliono molti anni. Ora nessuno ha dubbi che se il trend è quello in atto, tra una cinquantina d’anni il genere femminile sarà adeguatamente rappresentato ma forse con le quote lo si può ottenere in un tempo meno biblico.
      Del resto le donne hanno già dimostrato in molti campi e in particolare nello studio di essere anche più capaci degli uomini quindi non è un problema di competenze, anche in considerazione del fatto che se il criterio della competenza fosse quello indispensabile per accedere ai posti di comando almeno la metà dei top manager uomini sarebbero disoccupati. La realtà invece è che la società ha sempre imposto alle donne di occuparsi prioritariamente della famiglia e questo ha portato a un ritardo storico nel loro inserimento lavorativo e nelle istituzioni.

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