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Pechino soddisfa la sua fame di energia e lascia prosciugare il lago più grande della Cina

gennaio 26, 2012 Leone Grotti

Il lago di Poyang, grande nove volte il Lago di Garda, è ridotto al lumicino per colpa della gigantesca Diga delle tre Gole, che fa diminuire in modo vertiginoso il livello dell’acqua. Ora, invece che un lago, c’è una distesa di sterpi, fango e chiatte di pescatori abbandonate. Il governo nega responsabilità e annuncia che costruirà un’altra diga

Poyang, il lago più grande della Cina, che occupa una superficie di 3.500 km², nove volte il Lago di Garda, per intendersi, è quasi prosciugato e oggi assomiglia di più a una pianura desolata che a un gigantesco specchio d’acqua. In questo mese di gennaio, si è ritirato fino a ricoprire appena 200 km²: rimane solo qualche corso d’acqua e anche la presenza di pesci è a forte rischio. Secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua la colpa è «della peggiore siccità da oltre 60 anni. Non piove nella regione del lago e in quella dei suoi affluenti».

Senza dubbio la mancanza di precipitazioni ha influito, come dimostrano le statistiche pubblicate dall’ufficio idrografico della provincia orientale dello Jiangxi, dove si trova Poyang, secondo le quali «il volume medio delle precipitazioni registrate nel 2011 è stato del 21% inferiore al livello medio segnalato nel corso di questi ultimi anni». Ma la parte del leone nell’ennesimo disastro ambientale made in Cina la fa la colossale Diga delle tre Gole, la più grande del mondo, che si trova a 500 chilometri di distanza dal lago. E anche se il governo non ha mai ammesso ufficialmente che la diga distrugge l’ambiente circostante, altri lo fanno eccome. «Ogni anno, quando la diga immagazzina l’acqua [per funzionare anche durante la stagione secca invernale, ndr] il livello d’acqua dello Yangtze diminuisce» spiega a Le Monde Ye Xuchun, ricercatore dell’Università del Sudest della Cina, parlando del fiume più lungo dell’Asia e il terzo più lungo del mondo che «chiude» a nord il lago. «Questo accelera l’abbassamento del livello dell’acqua di Poyang».


Xuchun, autore insieme ad altri studiosi di un rapporto sugli effetti negativi della Diga delle tre Gole sul Lungo fiume (in italiano, Fiume azzurro), ha provato che l’abbassamento dell’acqua del fiume Yangtze, e la conseguente estinzione di centinaia e centinaia di specie di pesci, è dovuta alla diga. Quando l’acqua si abbassa, però, il Lungo fiume non è più in grado di «bloccare» il lago a nord e per questo gli altri affluenti di Poyang lo attraversano semplicemente, facendo sparire il lago.

I danni ambientali causati dalla possibile scomparsa del lago non si contano. Infatti, più di 500 mila uccelli di oltre 52 specie diverse svernano da sempre nell’area, dove si nutrono dei pesci e delle alghe del lago. Da quando al suo posto c’è una landa desolata, il governo getta sulla regione del cibo con gli elicotteri per evitare l’estinzione delle specie di uccelli. Il problema però non è solo ambientale. Dei pescatori cinesi che battevano il lago sono rimaste solamente le chiatte, abbandonate in mezzo agli sterpi e al fango, che gli abitanti dei villaggi vicini non sanno più come recuperare. Guo Jintao, abitante 70enne di Yumincun, villaggio di un centinaio di persone, pesca a Poyang da quando ha 13 anni. «L’anno prossimo si vedrà» racconta. «Se ci sarà abbastanza acqua, ritorneremo a pescare, altrimenti cercheremo di inventarci qualche nuova attività». La moglie Zhang Jingzen, nonostante l’evidenza, aggiunge: «Io preferisco la pesca, è l’attività che la nostre famiglie praticano da più di quattro generazioni». Solitamente una famiglia di pescatori nella regione guadagna tra i 10 e i 20 mila yuan all’anno (dai 1.150 ai 2.300 euro), ma in tutto il 2011 i Guo hanno racimolato solo 5 mila yuan. Il governo locale ha offerto loro una compensazione di 4 mila yuan ma un altro pescatore afferma di averne visti solo 500.

Costantemente affamata di energia, a fine 2011 la Cina ha deciso di costruire un’altra diga sul fiume Yangtze, 700 km a monte della Diga delle tre Gole. Pechino, inoltre, ha deciso che nei prossimi 10 anni molte dighe saranno costruite per arrivare a una produzione energetica di 300 mila megawatt circa.
twitter: @LeoneGrotti

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