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Parisi: «Mi candido a rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare»

luglio 21, 2016 Redazione

In un’intervista alla Stampa, Stefano Parisi annuncia che a settembre a Milano organizzerà una grande «convention programmatica» per «raccogliere idee e proposte» per un nuovo centrodestra

«Mi candido a dare una mano», o come sarebbe meglio dire, a ricostruire un centrodestra ormai a pezzi. Con un’intervista alla Stampa Stefano Parisi annuncia che a settembre a Milano organizzerà una grande «convention programmatica» per «raccogliere idee e proposte» per un nuovo centrodestra. L’obiettivo è «rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare, alternativo al centrosinistra e concorrente con i Cinquestelle».

RENZI, BERLUSCONI, SALVINI. Per quanto sconfitto nella sua corsa a sindaco di Milano, Parisi rivendica al suo schieramento di aver saputo portare «una cultura di governo che merita di essere declinata a livello nazionale come linguaggio politico e piattaforma di contenuti». Per ora non fa nomi sui partecipanti ma dice la sua su tutto e tutti. Renzi? «Sono contro la rottamazione». Berlusconi? «Deve continuare a essere motore della parte più moderata dello schieramento». Salvini? «La Lega rappresenta un malessere reale».

«VOTO NO AL REFERENDUM». Parisi parte dall’immigrazione: «Basta con l’ipocrisia della sinistra che dice che l’unico tema è l’accoglienza. Servono rigore e regole chiare». Poi Europa: «Il rigore di Bruxelles sulla finanza pubblica è giusto, a essere sbagliata è la burocrazia europea che pervade l’economia, soffocandola». Infine il referendum costituzionale: «Voterò no, metterà una pietra tombale sul federalismo, che invece andrebbe sostenuto, a partire da quello fiscale, per dare fiato alle regioni più forti economicamente e consentire loro di trainare il resto del Paese». Renzi però, aggiunge, «non si dimetta».

Foto Ansa

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11 Commenti

  1. Rolli Susanna scrive:

    Mi piacciono gli uomini che hanno a cuore il bene dei cittadini, ammiro la buona volontà. Ci vuol poco a governare bene un Paese; ci vuole Dio che benedice un Paese cristiano,e per farlo ha bisogno di uomini politici di Dio; “Dio vero da Dio vero” si recita nel Credo. Una nazione che sa mettere Dio al primo posto ha un futuro assicurato se no….;”Se il raccolto si guasta la colpa è vostra. ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi quando ne trovavate di guaste bestemmiavate il nome di Mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, a Natale non ve ne saranno più…”

    Melania non comprende la parola “patate” e crede che la Madonna abbia detto “mele”. La Signora, intuendo le difficoltà di comprensione di Melania, chiarisce meglio dicendo:

    “Voi non capite, figli Miei, ve lo dirò in altro modo: se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere al momento della battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti dai tremiti e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà”.(…)”Se si convertono, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi”.(…)”Ah, figli Miei, bisogna dirla e bene (la preghiera), sera e mattino. Quando non avete tempo, dite almeno un Padre Nostro o un’Ave Maria. Quando potrete far meglio, ditene di più.

    A messa, d’estate, vanno solo alcune donne più anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che fare, vanno a messa ma per burlarsi della religione. In quaresima vanno alla macelleria come cani. Avete mai visto del grano guasto, figli Miei?”

    “No, Signora!” – rispondono i ragazzi.

    Ora la Signora si rivolge a Massimino:

    “Ma tu, figlio Mio, devi averlo visto una volta con tuo padre nel campo del Coin. Il padrone del campo disse a tuo padre di andare a vedere il suo grano guasto. Vi andaste tutti e due, prendeste in mano due o tre spighe, le stropicciaste e tutto cadde in polvere. Al ritorno, quando eravate a mezz’ora da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane dicendoti: “prendi, figlio mio, mangia ancora del pane quest’anno perché non so chi ne mangerà l’anno prossimo, se il grano continua in questo modo”

    “Ho, si Signora, ora ricordo. Prima non me lo ricordavo più”.

    Un salutare copia-incolla per ricordarci che con Dio e le Sue Leggi si va, sennò nisba. La Salette, in Francia.

    Il colloquio con la Vergine ha termine con un accorato appello:

    “Ebbene, figli Miei, lo farete conoscere a tutto il popolo. Andiamo, figli Miei, fatelo conoscere a tutto il popolo”.

  2. leo aletti scrive:

    Coraggio Parisi nel programma mettere l’abolizione del divorzio e dell’aborto.

    • Rolli Susanna scrive:

      “Solo” quelli?

      • Samuele scrive:

        Ma no, Susanna, aboliamo anche il codice della strada, la tassa sui rifiuti, i sette nani nei giardini, gli esami di maturità e i patti lateranensi. Beh….questi ultimi non sarebbe una cattiva idea.
        Attendo lista completa delle leggi da abolire. Grazie.

        • Rolli Susanna scrive:

          Vedo che non sai distinguere un ragno da una mosca…..

          • samuele scrive:

            Beh…che c’è….la tua amica Giovanna è in ferie e non viene in tuo aiuto con la sua logorrea dj stupidate stereotipate?? Attendo ancora l’elenco….così, per ridere un po’…

    • Kolciak scrive:

      Come si può chiedere di abolire il divorzio quando le stesse gerarchie ecclesiastiche, dal Vaticano in giù, lo considerano ormai come un peccatuccio o addirittura una cosa buona e giusta, tradendo bellamente le parole di Cristo? E’ assolutamente irrealistico.

    • Samuele scrive:

      Bravo Dottor Aletti….l’importante è crederci! Ma cambiare disco no??!!

      • samueleL scrive:

        concordo in toto con l’approfondimento di samuele
        anche io mi rotolo dal ridere
        mi spancio dal ridere
        non faccio altro che ridere
        ah ah ah ah ah ah ah

  3. Roberto scrive:

    Ottimo a Parisi.
    Tra Salvini e compagnia sono già arrivati i se e i ma. Non mollano il proprio orticello.
    Durerà ? Vedremo.
    Ai posteri l’ardua sentenza.

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