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Papi 1 e papi 2, come nascono i bambini?

novembre 25, 2013 Marcella Manghi

Ora di cena. Papà1 si mette ai fornelli e non se la cava niente male. Stasera, spaghetti allo scoglio (ovviamente non Barilla). La cena procede liscia, finché la piccola non fa una domanda imbarazzante

La Scozia ha da pochi giorni approvato i matrimoni omosessuali. E non sono solo le associazioni gay-friendly a esultare. Insieme ai produttori di kilt-da-sposa – che da domani duplicheranno il fatturato – si uniscono anche gli ideatori degli spot che inneggiano alla coppia monosesso: qui da noi, Ikea e Benetton hanno già dato. All’estero, gli slogan pro-omosessuali abbondano ancor di più. Il più bizzarro è quello che è stato affisso dal pastore di una Chiesa anglicana fuori sul sagrato: “Gesù aveva due padri, ed è venuto su benissimo”. Venuto su benissimo? E cos’è, una pianta di fagioli? ho pensato lì per lì. Ora: al di là di tutta la questione di padre vero e putativo, e comunque di una madre ben sempre presente, c’è qualcosa che fa pensare. Ossia che la strada intrapresa dai diritti omosessuali potrebbe portare fin qui: a famiglie con due genitori dello stesso sesso. Come se la passerebbero i miei figli se – anziché la sottoscritta – gli fosse toccato un secondo padre?

Ora di cena. Papà1 si mette ai fornelli e non se la cava niente male. Stasera, spaghetti allo scoglio (ovviamente non Barilla). Il sugo è solo da scaldare. Butta mezzo chilo di pasta e corre nella doccia. Esce dal bagno con le unghie ancora fresche di smalto rinforzante, così che – se anche se di solito è lui a servire a tavola – stasera non può certo farlo. Sull’onda dell’ideologia-Boldrini, rivendica la parità: per una volta, che lo faccia l’altro genitore. Papà2 lo guarda storto brontolando qualcosa, ma per fortuna i pargoli sono così intenti a lanciarsi manciate di vongole, che non notano alcun ché.
La cena procede liscia, finché la piccola attacca:
– Sapete che oggi a scuola è tornata la maestra di Inglese? E ha portato a farci vedere il suo bambino! Checcarino. Papi, ma come nascono i bambini?
Papi1 guarda Papà2. Papà2 guarda Papà1.
– Hai sentito? Lo ha chiesto a Papi –  ammicca il primo, scrollandosi di dosso il ruolo di primo genitore.
– Appunto! Tocca a te rispondere – gli bisbiglia confuso il secondo. Il punto è che nessun dei due sa bene cosa tirare in ballo: sarà il caso di scomodare il difficile concetto di madre, o è più semplice barcamenarsi tra ovuli congelati e uteri in affitto? I due si rimpallano ancora per alcuni istanti, fino a quando interviene il maschietto, quello piccolo:
– Io lo so! Te lo spiego io dopo, come nascono. Adesso facciamo un gioco: Indovina Chi.
Papà1 e 2 si rilassano.
– Dovete indovinare di chi è innamorata lei! – E con un gesto deciso dell’indice, il ragazzino punta la sorella: in un attimo, la ragazza s’infiamma più rossa del sugo di pomodoro. Sulla tovaglia intanto iniziano a fioccare i nomi dei compagni di classe della terza: Davide, Federico, Michela, Riccardo, Paola. La piccola corruccia la fronte:
– Ma scusate, Paola non è un nome da femmina?
– Checcentra – interviene il fratello – Ci si innamora di chi si vuole! Guarda i nostri papà. La piccola è sempre più perplessa. A questo punto, Papà1 interviene a metter serenità:
– Noi siamo tranquilli rispetto a ogni decisione di tua sorella. Che sia maschio o femmina, lo sceglierà lei. – Gli sfugge un colpo di tosse. – Certo… se un giorno diventassi nonno, non mi dispiacerebbe….
Papà2 lo fulmina con un’occhiataccia. Iniziano tutti a sparecchiare.
– Comunque, Papi – conclude l’innamorata – un giorno, magari ti dico chi è.
I due Papi si girano di scatto come trappole per ratti verso la figlia maggiore. Si sa, le femmine hanno un debole per il genitore maschio. Ma, a chi dei due alludeva? Papi1 e 2 iniziano a sgomitare intorno all’acquaio come giocatori di basket sotto canestro.  Consapevoli tuttavia che la partita ha in gioco ben altro: la complicità, la preferenza, la confidenza di un’adolescente.
Papà1 fissa Papà2 e non può fare a meno di ricordare tutte le volte in cui i loro ruoli si sono sovrapposti, smarcati e poi tornati di corsa a rimpiazzare una posizione rimasta vuota…
Il clima si raffredda solo più tardi, quando i ragazzi sfilano via in camera per andarsene a letto. La più piccola tiene nelle braccia una bella bambola e nella mente tanta confusione. Così, mentre poggia la testa sul cuscino a scacchi, c’è posto solo per un pensiero stasera: chissà come sarebbe farsi rimboccare le coperte dall’altra metà del Cielo…

Anche una pianta di fagioli, per venir su bene, ha bisogno del sole e della terra, di concime e di acqua; di quel maschile e di quel femminile che sono all’origine di tutto.
Figuriamoci un figlio.

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