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Papa Francesco: «Ho pianto quando ho visto i cristiani crocifissi» in Siria

maggio 2, 2014 Redazione

Nell’omelia a Santa Marta il Pontefice ha fatto riferimento a quanto accaduto a Raqqa. «Oggi vediamo tanti che, come gli apostoli, sono lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù»

siria-isil-raqqa-crocifissione«Ho pianto quando ho visto sui media la notizia di cristiani crocifissi in un certo Paese non cristiano. Anche oggi c’è questa gente che, in nome di Dio, uccide, perseguita. E anche oggi vediamo tanti che, come gli apostoli, sono lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù». Pur non citando direttamente la Siria, papa Francesco ha probabilmente con queste parole ricordato quanto accaduto a Raqqa nei giorni scorsi. In realtà, non è chiaro se gli uomini apparsi nelle immagini siano cristiani – non vi è alcuna conferma di questo -, ma certamente le condizioni dei non musulmani nel paese sono pessime, come testimoniano tanti orribili fatti di sangue e la tormentata storia della cittadina di Maloula.

GELOSIA E INVIDIA. Il Papa ha detto queste parole stamattina, durante l’omelia alla Messa a Santa Marta, nella quale ha commentato il Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e la lettura in cui i discepoli di Gesù vengono fatti flagellare dal Sinedrio. Il Pontefice ha offerto ai fedeli tre meditazioni. Innanzitutto ha fatto notare come la predicazione di Cristo è «umile», si fa largo tra la gente, senza troppo preoccuparsi di raccogliere consensi.
In secondo luogo, ha sottolineato la gelosia che tali parole ingenerava nelle autorità religiose del tempo: «Non tolleravano che la gente andasse dietro a Gesù! E dalla gelosia all’invidia, e noi sappiamo che il padre dell’invidia è il demonio. Questa gente era la stessa che aveva pagato la guardia per dire che gli apostoli avevano rubato il corpo di Gesù! Loro erano i padroni delle coscienze, e si sentivano con il potere di farlo. Padroni delle coscienze… Anche oggi, nel mondo, ce sono tanti».

PER IL NOME DI GESU’. È stato a questo punto che papa Francesco ha fatto riferimento ai crocifissi in Siria con le parole che sopra abbiamo riportato. Essi sono testimoni della «gioia dei martiri cristiani, la gioia di tanti fratelli e sorelle che nella storia hanno sentito questa gioia, questa letizia di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. E oggi ce ne sono tanti! Pensate che in alcuni Paesi, soltanto per portare il Vangelo, vai in carcere. Tu non puoi portare una croce: ti faranno pagare la multa. Ma il cuore è lieto».

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28 Commenti

  1. filomena scrive:

    Premesso che umanamente è mostruoso quello che hanno fatto a queste persone e lo dico subito a scanso di equivoci, è altrettanto inaccettabile nel 2014 morire per la religione, qualsiasi sia la religione. Questo vale per chi porta avanti la guerra santa e si fa saltare in aria o per chi pur di predicare il proprio credo finisce per essere crocefisso.
    La vita delle persone non può essere messa in discussione per una religione. Di guerre sante nella storia ne abbiamo viste fin troppe e nessuna religione si può chiamare fuori. Detto questo bisognerebbe trovare altri mezzi pacifici per consentire la libertà di espressione anche in quei paesi dove oggi non esiste. Ma i martiri non fanno altro che sopravvalutare il ruolo della religione e questo ovviamente accentua ancora di più il conflitto. In particolare bisognerebbe ridimensionare l’importanza di quelle religioni ma anche di quelle correnti di pensiero religiose più reazionarie che della religione ne fanno una questione di vita o di morte. Alla fine è solo una dimostrazione di potere su chi professa un altro credo o non me professa alcuno. La madre di queste mostruosità è il fatto che ogni gruppo ritiene di essere portatore della verità. Se tutti fossimo più umili e non pretendessimo di far prevalere la nostra verità come assoluta ma trovassimo una mediazione tra le singole verità, vivremmo tutti meglio.

    • Laura scrive:

      Come si può credere in qualcosa che è solo un po’ vero?
      E’ proprio la banalizzazione di questo che ha portato a grandi orrori.
      Se l’Occidente avesse avuto chiara la propria identità non avrebbe impegnato forze e consensi nell’incensamento delle primavere arabe che, pur avendo alla radice un’istanza di libertà, per la storia intrinseca di queste nazioni non potevano che portare all’immane sfacelo che incominciamo a riconoscere.
      Scelte politiche profondamente errate sostenute a pieni polmoni dai mezzi di comunicazione, interventi bellici (dov’erano i rumorosi pacifisti?), vendita di armamenti hanno contribuito a tanto male che finisce per ricadere anche su di noi e sulla nostra ocaggine.
      L’Occidente ha sostenuto l’integralismo per stupidità e forse per la voglia malsana di cancellare totalmente le proprie radici.
      Non è stata la verità a portare a questo, ma la sempre più totale incapacità di giudizio, avendo smarrito ogni punto di riferimento.
      Umiltà è riconoscere che, nella nostra qualità di creature, dobbiamo fare riferimento a Qualcuno che è immensamente più grande di noi, non asserire che “così è se mi piace”.
      In questa totale incapacità di giudizio c’è un’estrema superbia.

      • augusto scrive:

        Condivido il tuo dispiacere e la tua indignazione al cento per cento, Laura. Comunque non credo più che poteri e media occidentali appoggino gli islamisti “per errore”, lo fanno con convinzione. I motivi di tale appoggio sono ormai chiari a tutti.

    • domenico b. scrive:

      Filomena, hai la vocazione della martire? In alcuni paesi potresti essere uccisa per queste tue affermazioni…

    • Laura scrive:

      Per inciso, nei paesi musulmani i cristiani non si sognano neppure lontanamente di predicare la loro religione, a scuola studiano per moltissime ore il Corano come tutti gli altri, in molti paesi non possono costruire chiese né pregare in luoghi pubblici. Sono esposti a continue discriminazioni. Anche in un paese come l’Egitto, che è stato più tollerante di altri e che anche nella fase attuale ha forti pressioni interne per una scelta di democrazia e libertà, ho sentito da numerose testimonianze dirette che la vita dei cristiani è stata profondamente segnata in tutto, al punto che se uno chiedeva un prestito in banca non gli veniva rifiutato esplicitamente, ma, causa continui intoppi, non lo otteneva.
      Se un cristiano metteva in affitto una casa e un musulmano la richiedeva, doveva dargliela e se questi non pagava l’affitto, di fatto non otteneva mai giustizia. ecc. ecc.
      Questo ha portato a un esodo di massa dei cristiani e talvolta a conversioni obbligate.

    • Cecilia scrive:

      Cercando di parlare concreto, lei personalmente, a quelle persone che tra la morte e convertirsi/abiurare/rinunciare a tutto quello in cui credono scelgono la morte, cosa direbbe?
      “Sei un coglione, la vita viene sempre prima di tutto, convinzioni/fede personali inclusa”?

      E non è che i martiri vogliano morire, eh? Non sono i kamikaze che scientemente decidono di uccidersi. Sono persone che vorrebbero vivere ma che, dopo aver già patito la persecuzione per quello in cui credono (e già questo è indice di quanto ci tengano), sono costretti a scegliere tra morire e rimanere fedeli.

      “non fanno altro che sopravvalutare”…. questa frase neanche riesco a commentarla.

      • filomena scrive:

        Faccio solo presente che anche qualcuno molto più importante di noi due per salvarsi la via ha abiurato: Galilei. Attenzione dunque quando si parla di principi astratti come la teligione che stanno al sopra dei bisogni delle persone

        • Franz scrive:

          per salvarsi la vita? Ma la sa la storia?

        • michele scrive:

          Ma se rischiava una multa e i 7 salmi penitenziali ed era amico del papa….

        • Cecilia scrive:

          Quello che lei non sembra afferrare (o forse non vuole, non saprei) è che per queste persone, per me in prima persona, la fede NON è irrilevante. Non è il vestito o le abitudini culinarie, che si possono abbandonare e cambiare senza problemi. E’ fondamentale nella loro/mia vita, è tutto meno che astratto.

          E non ha risposto alla mia domanda. LEI cosa direbbe?

          Quanto a Galileo, la prego di informarsi, perché con questo commento ha dato uno spettacolo penoso. A parte il fatto che sembra suggerire cose tra cui “Be’, se quel tizio famoso ha avuto paura, non si chiede certo a te di essere coraggioso” e “la vita di questi ignoti nessuno non vale come quella di un Galileo”… Galileo A. non c’entra niente, B. è stato condannato a recitare delle preghiere. Preghiere che per inciso non ha nemmeno detto lui.

        • Giusi scrive:

          Non è detto che sotto questo punto di vista Galilei sia un buon esempio da imitare. Era un italiano che teneva famiglia. Comprensibile forse. Disprezzabile forse.

        • Roberta scrive:

          Per te la religione è un principio astratto. E si vede. Per altri è molto concreto. E si vede.
          Il vuoto pneumatico in cui volete gettare tutto e tutti è la dimensione del nulla elevato a dio, piccolo e meschino; polvere.

    • Cisco scrive:

      I martiri sopravvalutano il ruolo della religione? Ma scherziamo? Uno non è religioso perché attribuisce ruolo alla religione, ma perché ha fede in quello che l’ideale religioso propone! Lo stesso vale per ideali laici come la patria, la libertà, il lavoro …

      • LawFirstpope scrive:

        Ma che ci vuoi fare? Se uno muore inchiodato è colpa sua, se l’è cercata lui, se avesse imparato a ritrattare… Poi però, in altri ambiti, parliamo di omertà…
        @Filomena io spero che queste cose ti escano solo per un tuo personale gusto snob, chic, intellettuale di portare alle estreme conseguenze il tuo essere bastian contrario sempre e comunque, per una tua voglia di apparire a tutti i costi, anche destando scalpore: perché se invece è veramente quello che credi la tua vita dev’essere assai povera d’amore…

    • Roberta scrive:

      Ma senti chi parla di libertà di espressione : proprio quella stessa incoerente che difende il ddl Scalfarotto. Ma brava! Complimenti! Sei proprio la persona giusta per pontificare sulla libertà . Per non parlare del resto. Evito altri commenti per rispetto alle persone trucidate e inchiodate alla croce.

    • rino scrive:

      ma la religione cristiana predica l’amore e non impone il suo potere a te ti lascia libero di credere o non credere .Se poi qualche imbecille s’impone ai tempi d’oggi non viene considerato perce’ rimane tale.Il passato ci serve per esperienza,oggi il cristiano e fraterno come altre religioni.Dove esiste la violenza esiste la grande ignoranza e l’odio e’ suo parente.

  2. aquila scrive:

    ” Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Anche se non sono conosciuti, vengono condannati; sono condannati a morte, e da essa vengono vivificati. Sono poveri e rendono ricchi molti; sono sprovvisti di tutto, e trovano abbondanza in tutto. Vengono disprezzati e nei disprezzi trovano la loro gloria; sono colpiti nella fama e intanto viene resa testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati, e benedicono; sono trattati in modo oltraggioso, e ricambiano con l’onore. Quando fanno dei bene vengono puniti come fossero malfattori; mentre sono puniti gioiscono come se si donasse loro la vita. I Giudei muovono a loro guerra come a gente straniera, e i pagani li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno dire la causa del loro odio”

    La famosa lettera a Diogneto scritta nel secondo secolo è sempre più attuale:

  3. Raider scrive:

    Certo che è comodo premettere di fare i tolleranti con la religione attaccando la religione, anzi, le religioni, tanto perché sono tutte uguali, tutte intolleranti e tutte allo stesso modo, ma accusando le vittime di cercarsela. Che bello, poi, belare che occorre far rispettare – senza dire come né chi dovrebbe farlo – ai musulmani i non musulmani nei Paesi islamici, quando non si riesce e anzi, non si intende far rispettare la religione cristiana dalle nostre parti! Quando gli islamici si indignano e minacciano fuoco e fiamme perché, come è accaudto in Norvegia, una annunciatroce televisiva brandisce al collo un crocifisso di 1 cm e mezzo, la signora è costretta a obbedire: altro che cercarsi il martirio! Cos’è, un caso isolato di viltà, una debolezza persponale che, proprio per questo, non merita né solidarietà né tutela? O un episodio – fra migliaia – che dimostra la resa incondizionata della tolleranza formato pensiero unico e politcally correct a chi è qui per sottometterci (come in UK: inglese seconda lingua in alcune scuole; i tribunali islamici parificati all common law; ecc… ); o magari, no, invece, è una bella e buona vittoria a tavolino dello spirito civico senza alcuna vocazione al martirio? E’ per questo che comici, intetlettuali, Hollywood attaccano solo la religione cristiana? Non è un modo per rendersi complici di questa mattanza?
    Quando un musulmano o un immigrato è – spesso, solo presuntamente – discriminato, le urla di media, politici, intellettuali si sentono fino ai confini del mondo; mai una marcia, mai proteste, mai indignazione, mai un appello, neppure sottovoce, tutte le volte che cristiani vengono scannati e i media si affrettano a dire che le cause sono ‘altre’… Ora, il Papa piange… Con tutte le aperture al pensiero unico e le concessioni al politicamente corretto, la sacralizzazione del dialogo, non rischia di apparire complice anche lui?

  4. Patrizia scrive:

    In siria i cristiani vengono crocifissi perchè credono in Gesù Cristo in Europa in Italia nella chiesa cattolica gli eretici godono di ottima salute….. contraddizioni!
    il papa dovrebbe piangere anche per gli eretici che sono nella sua Chiesa perchè i crocifissi andranno in paradiso gli eretici non so

  5. viviana scrive:

    emanuele sarti o dovrei chiamarti saulo … è morto per purificare i peccati , è stato trafitto per addossarsi le nostre colpe solo un gradasso come te si sarebbe salvato da solo per dimostrare a tutti di essere il figlio di dio , ma poi il terzo giorno è risorto . No non sei una persona libera poichè sei sotto l’influenza del male che ti annebbia la mente e non provocare che qui c’è gente che viene massacrata villano senz’anima a te paragonarti ad una scimmia sarebbe troppo … le offenderei

  6. Roberta scrive:

    Che tristezza vedere che ci sono persone così insulse irrispettose e mediocri che non si fermano neanche davanti a queste orribili esecuzioni.
    Davanti a queste morti così barbaramente inflitte c’è solo la preghiera che tutto questo si fermi: che Dio abbia ancora una volta misericordia dell’uomo, e metta la parola fine a tutto questo male.
    L’uomo lasciato a se stesso non ce la fa: lo vediamo dell’egoismo che dilaga, dalla mediocrità elevata a legge morale, dal tentativo, ovunque, di soffocare la verità.

  7. GABRIELE scrive:

    Però BERGOGLIO va a baciare i piedi del maomettano ‘IN COENA DOMINI’ e si comporta come come il WOJTYLA quando baciò il corano. Significa per i MAOMETTANI che il Capo della Chiesa fondata da CRISTO, Dio sceso dal Cielo per salvarci e incarnatosi , risorto dopo la morte in CROCE, riconosce che la loro religione è vera ed unica come proclamava Maometto. A me pare che questo sia solo RELATIVISMO e se mi permettete GESUITSMO di bassa lega che non porterà che danni alla Cristianità. Tanto , lo si vede, nonostante i ‘mutamenti’ e le ‘aperture’ alla società moderna, e le grandi manifestazioni popolari a favore di Francesco, le chiese diventano sempre più vuote, la società si imbarbarisce e si scristianizza e l’ISLAM avanza. E’ inutile per non dire ipocrita quindi che Bergoglio faccia ogni tanto un ricordo sui VERI martiri che l’ISLAM sta creando!

  8. Gazz.34487 scrive:

    Perché le rappresentanze delle Associazioni Islamiche Italiane non prendono ufficialmente le distanze dissociandosi pubblicamente dalle crocifissioni attuate in Siria. Sarebbe un segnale forte per un Islam che si ritiene essere “moderato”….ma ciò non avviene….perchè?… Perché tacciono? ….A mio avviso un Islam (din wa dunya wa dawla: religione, società e stato)“democratico” non esiste (invito inoltre ad inserire la parola “Taqjja” in un motore di ricerca). Perché lo Stato Italiano laico – e non la Chiesa Cattolica – non applica quanto stabilito dalla nostra Carta Costituzionale?
    Art. 8, 2° comma, della Costituzione italiana: “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”.
    Domanda pienamente legittima alla luce di alcuni precetti della religione islamica:
    1) la poligamia, dato che un musulmano può sposare fino a 4 mogli, mentre per la legge italiana ciò è inammissibile;
    2) la pena di morte per apostati, adulteri ed omosessuali; confermata da tutte e quattro le scuole coraniche, e pertanto non suscettibile di smentite, è una realtà mai messa in discussione da nessun organo dirigente islamico;
    3) la superiorità del musulmano sul non musulmano e dell’uomo sulla donna, chiaramente desumibili sia dalle fonti religiose islamiche (Corano e Sharia), sia da documenti istituzionali, come ad esempio la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo del 1981, Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell’Islam del 1990 e Carta araba dei diritti dell’uomo del 2004.
    D’altra parte, non sarebbe necessario ricorrere alla nostra Costituzione per realizzare la gravità di questi, come di altri, aspetti dell’islam. Ma, dato che la Costituzione è sovente nominata a sostegno della laicità dello Stato in funzione anticristiana, pare giusto richiamarla per intero, e non solo per singole parti a seconda della convenienza. Accenniamo, puramente a titolo esemplificativo, altri articoli della Costituzione che, più nello specifico, sono in netto contrasto con quanto predicato dalla religione islamica:
    Art. 2 “…i diritti inviolabili dell’uomo…”
    Art. 3 “pari dignità sociale… senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”
    Art. 13 “La libertà personale è inviolabile…” (quando invece nelle Dichiarazione e Carte Islamiche la libertà individuale viene subordinata alla sharia)
    Art. 27 “Non è ammessa la pena di morte…”
    Art. 29 “Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi…”
    Quindi, a buon diritto,si ritiene che la religione islamica leda i princìpi costituzionali, e pertanto ci si interroga sulla legittimità dell’islam nel nostro Paese. Ciò dovrebbe far riflettere, in particolare, chi propone la costruzione di sempre nuove moschee. Giustamente si osteggiano ideologie violente e razziste come, ad esempio, il neonazismo.L’islam, per alcuni aspetti, ne ha molte affinità.… Seconda considerazione in merito alla legalità e la moralità delle moschee nel nostro territorio: L’articolo 8 comma 3 della Costituzione prevede che i rapporti delle confessioni religiose con lo Stato siano regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze; ciò è ribadito anche dalla legislazione ordinaria con la L. 24.06.1929 n. 1159 e rd 28.02.1930 n. 289 (Disposizioni sull’esercizio dei culti ammessi nello Stato e norme di attuazione). La nostra Costituzione richiede, quindi, un “patto di intesa”, sottoposto alle Camere, affinché si verifichi che “la confessione religiosa professata non sia portatrice di una concezione di vita che induce a vivere il rapporto tra fedeli e Stato secondo modalità profondamente diverse dai convincimenti religiosi o meno che la maggioranza dei cittadini recepisce come disvalori e incompatibili con il nostro ordinamento giuridico”. La confessione islamica, al contrario, contrasta con l’ordinamento giuridico italiano e coi principi di riconoscimento di libertà e di dignità della persona garantiti da decenni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Tutte le religioni praticate in territorio italiano, compresa la cattolica, sono sottoposte ai relativi patti d’intesa, tranne la musulmana, i cui rappresentanti non hanno mai firmato tali patti, ma hanno tuttavia continuato a erigere illegalmente moschee a ritmo esponenziale nel territorio grazie all’accondiscendenza di amministrazioni compiacenti e alla farraginosità delle legislazioni regionali mal interpretate e ancor peggio applicate. Attualmente in Italia esistono oltre 750 moschee, tutte illegali. Riassumendo l’islam è anticostituzionale per le seguenti ragioni:
    1) predica concetti e ideologie contrari ai princìpi divulgati dalla Costituzione, in tema di rispetto per la vita e uguaglianza tra le persone (anticostituzionalità sostanziale);
    2) non vi è alcuna convenzione tra Stato italiano e islam (come invece previsto dal comma 3 dell’art. 8 della Costituzione);
    pertanto anche le moschee italiane sono illegali (anticostituzionalità normativa). La nostra Costituzione, a volte bistratta se non anche infangata, in realtà è la miglior bussola per mantenere quella direzione che ci ha permesso fin’ora di raggiungere invidiabili livelli di benessere sociale. Rispettiamola, e facciamola rispettare prima che sia troppo tardi.

    • filomena scrive:

      Sono sostanzialmente d’accordo con questa analisi anche a prima vista alcune critiche potrebbero essere riferite pari pari alla religione cattolica. Non sono però un esperto costituzionalista quindi non entro nel merito. Il punto comunque è che probabilmente si risolverebbe SR lo Stato fosse effettivamente laico e mettesse a margine tutte le religioni in quanto dogmatiche e non democratiche.

  9. Ale scrive:

    Le nostre pensioni, se mai ci andremo, tra qualche anno saranno garantite dal lavoro di una popolazione che sarà in prevalenza musulmana. Ci sarà ancora libertà di espressione anche per chi è ateo? Il tasso di natalità e’ basso tra gli italiani ed alto tra i non italiani ed i musulmani sono una buona rappresentanza. Non so cosa pensare perché se da un lato, in media, non ho avuto esperienze negative con persone che professano questo credo dall’altro le notizie come questa mi fanno pensare. Soprattutto mi chiedo perché gli Imam che sono italiani o residenti in Italia non prendano una posizione pubblica di condanna verso questi gesti?! A questo punto deve essere richiesta a viva voce una loro presa di posizione e condanna.

  10. Corrado scrive:

    “Nel settimo colloquio (διάλεξις – controversia) edito dal prof. Khoury, l’imperatore tocca il tema della jihād, della guerra santa. Sicuramente l’imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: “Nessuna costrizione nelle cose di fede”. È probabilmente una delle sure del periodo iniziale, dice una parte degli esperti, in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l’imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il “Libro” e gli “increduli”, egli, in modo sorprendentemente brusco, brusco al punto da essere per noi inaccettabile, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”.[3] L’imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima. “Dio non si compiace del sangue – egli dice -, non agire secondo ragione, „σὺν λόγω”, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell’anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un’anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…”[4]

    L’affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio.[5] L’editore, Theodore Khoury, commenta: per l’imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest’affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza.[6] In questo contesto Khoury cita un’opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazm si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l’uomo dovrebbe praticare anche l’idolatria.”
    Dal discorso di Benedetto XVI nell’Aula Magna dell’Università di Regensburg
    Martedì, 12 settembre 2006.

  11. patty scrive:

    anche io sono,caduta in un pianto singhizzante quando ho visto barry lindon.
    il punto in cui la voce narrante a proposito di barry dice che di lui tutto si poteva dire tranne che non fosse stato un padre pieno d’ amore e di cure per suo figlio, ecco li’ ho pensato di soffocare.

    • Ester scrive:

      Il mondo Occidentale ha un’enorme responsabilità di fronte a questi martiri e di fronte a Dio. La stessa responsabilità che ha avuto Pilato nei confronti di Gesù, quando si è lavato le mani e lo ha consegnato ai suoi persecutori.
      Il nostro dovere è farci sentire , alzare alta la nostra voce perché tutti conoscano queste atrocità, perché queste morti non passino sotto silenzio .
      Purtroppo sia coloro che ci rappresentano a di Bruxelles , sia l’attuale presidente degli Stati Uniti non rispettano né , tanto meno , difendono i Cristiani
      Forse è per interesse economico , ma di certo non solo per quello, i motivi di fondo sono altri.

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