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Grazie al “capolavoro obamiano” purtroppo per l’Ucraina non restano che due vie: la partizione o le armi

febbraio 12, 2015 Luigi Amicone

Obama è riuscito nel Vecchio Continente a dividere e a imperare, sospingendo l’Orso russo verso est (Cina) con le sanzioni; e, grazie alla crisi ucraina, provocandolo a tirar fuori gli artigli verso ovest (Europa)

obama-shutterstock_182560820«La questione ucraina non è esplosa per colpa della Russia ma è una conseguenza dei tentativi degli Stati Uniti e dei loro alleati occidentali che si ritengono “vincitori” della Guerra fredda di espandere dappertutto la loro volontà». Difficile dare torto al pur “inqualificabile” Putin. Ma come dice Camile Paglia, sono le “meschine” e “arroganti” élite della sinistra che con loro ottusità ideologica stanno sospingendo il mondo verso la rovina. Infatti, se la bandiera nera dei tagliatori di teste vuole imporre l’inferno sulla terra, i liberal vogliono imporre il paradiso con la loro idea di sicurezza; con la loro religione politicamente corretta (magari un pochino limata se c’è di mezzo il monarca che finanzia il jihad ma è anche quotato a Wall Street); con la loro idea di matrimonio da Corte suprema (a proposito, ci voleva una sentenza della nostra Alta Corte per dire che nemmeno Hillary Clinton può obbligare l’Italia ad approvare le nozze gay?); con la loro idea di vita incatenata alla tecnoscienza, coi “diritti umani” secondo Harvard, coi genitori A e B di Planned Parenthood, con il colonialismo del gender.

La Russia, in particolare, dopo essere stata accerchiata dalla Lituania all’Uzbekistan di basi Nato, jihadisti, commerci di droga, pornografia, “diritti riproduttivi”, “filantropi” alla Soros e governi che stanno in piedi solo in grazia dei soldi occidentali, ha dovuto subire anche le provocazioni (vedi olimpiadi di Sochi) dell’internazionale Lgbt supportata dalla Casa Bianca. Infine ha dovuto incassare il colpo di Stato a Kiev che ha spostato l’Ucraina sotto l’ombrello Nato. (È un fatto, c’era all’epoca un presidente sì filorusso, ma eletto democraticamente, il cosiddetto “Euromaidan” l’ha defenestrato col supporto di Stati Uniti ed Europa: ricordarlo non significa disprezzo per la libertà, significa piangere su quella piazza, pacifica e democratica, usata per calcolo e scontro imperiali).

Insomma, complici la recessione e il niente politico europeo, un errore dopo l’altro (dal sostegno ai Fratelli Musulmani nelle “primavere arabe” all’appoggio del jihad in Siria – di lì è partito l’Isis, non dimentichiamolo), Obama è riuscito anche nel Vecchio Continente a dividere e a imperare, sospingendo l’Orso russo verso est (Cina) con le sanzioni; e, sempre grazie alla crisi ucraina, provocandolo a tirar fuori gli artigli verso ovest (Europa).

Eppure in epoca Bush la Russia di Putin è stata alleata dell’Occidente contro il terrorismo. Pagando per questa sua scelta il prezzo altissimo delle stragi a Mosca e le offensive jihadiste entro i suoi confini.

Adesso, a causa di questa politica obamiana condotta su tutti i fronti per indebolire tutte le parti in causa e per non sposare nessuna causa (tant’è che al Califfato ha fatto più male un weekend di raid dell’aviazione giordana che mesi di droni americani), nella crisi del Donbass non sembrano purtroppo emergere che due soluzioni: la partizione di fatto, anche se non dichiarata, dell’Ucraina. O la guerra in Europa.

Obama foto da Shutterstock

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36 Commenti

  1. Tommasodaquino says:

    Articolo eccellente! Un suggerimento, inviatelo alla Jacob.

      • Nasrallah says:

        Sì, Zhirinovsky sarebbe il candidato ideale per lo zio Sam. Vuoi perchè ha quello stile cosi familiare per loro. Ricorda tanto il senatore Mc Cain ed il suo “bomb bomb Iran”. Un po’ perchè si accorderebbe perfettamente con l’icona di stato canaglia che hollywood ha costruito attorno alla Russia. Ideale per spingere ancora di più per un trattamento iracheno per la Russia (che grazie a Dio è un osso troppo duro anche per loro).
        Cara Jacob mi dispiace. Ma questi sono sogni lontani. Già nel 2007 il partito di Zhirinovsky era sceso all’8,1% e Putin in Russia (ed anche fuori : W PUTIN detto en passant :-)) è estremamente popolare.

        • Raider says:

          Andrebbe anche detto che il nazionalismo di Zhirinovsky, con le sue nostalgie della Grande Russia, è stato assorbito da Putin, rientrando in un alveo più presentabile, agli occhi degli anti-occidentali per principio. L’ossessione hollywoodiana dei filo-islamici tradisce la loro propensione per le realtà parallele: la cinematografia hollywoodiana è politicamente correttissima e attenta a denigrare solo il Cristianesimo (gli esempi non si contano), mentre è così deferente con l’Islam.
          A meno che i film in cui il terrorismo islamico – che sarebbe voluto, protetto e finanziato dagli U.S.A., secondo le teorie complottiste -, di cui islamici moderati e filo-islamici dovrebbero rallegrarsi, non dispiacciano per qualche ragione misteriosa che i complottisti non hanno ancora scoperto o rivelato.

      • Tommasodaquino says:

        Ecco questa è la mia risposta

        http://mises.org/blog/ron-paul-leave-ukraine-alone

        • Raider says:

          Risposta a che e a chi? Mandi i suoi link a chi vuole, non accetto consigli di lettura e di visione da chi soffre di allucinazioni e per rispondere, si affida alle parole di qualche altro e pressocché solo a quelle: e per il resto, solo attacchi personali. Perlomeno, questa è davvero la mia risposta.

      • Tommaso says:

        Non è molto diverso dai filonazisti che sostengono Kiev. La timoshenko voleva sterminarli gli ucraini dell’est per cui….

  2. Cisco says:

    La Paglia ha ragione nella sua critica al mondo liberal, ma questo non ha nulla anche fare con il fatto che il metodo democratico possa essere la giusta aspirazione di un popolo. Saranno gli ucraini a decidere sui matrimoni gay, non certo Obama, Putin o la Paglia. Gli ucraini vogliono smarcarsi da Putin così come da Obama, hanno il diritto (e il dovere, secondo me) di provarci. Sulla lotta al terrorismo, ci mancherebbe che Putin non la sostenga!

    • Tommasodaquino says:

      Gli ucraini occidentali vogliono smarcarsi da Putin.

      • Cisco. says:

        Da che mondo e mondo, la parte ricca di un paese vuole sempre andare per i fatti suoi, per questo – salvo casi di violazione di diritti umani – non esiste il diritto di secessione. Peraltro l’Ucraina aveva eletto in Yanukovich un presidente “russofono”, quindi nessuna russofobia, ma semplice buonsenso per evitare la balcanizzazione del bacino del Dnepr. Putin dovrà accontentarsi dei suoi amici Salvini e Kim Jong-un.

        • Tommasodaquino says:

          Ma perchè cadete sempre nella doppia morale? Non ho parlato di diritto di secessione, ho semplicemente precisato il fatto che una parte dell’ucraina voleva smarcarsi da Putin e per inciso con il presidente Yanukovich non era nemmeno maggioranza per cui. Che famo? Una minoranza ha il diritto di ricorrere alla violenza per togliere un presidente che non gli fa comodo ed una maggioranza invece non ha nessun diritto di secedere? Ma che logiche usate?

          • Raider says:

            Ma la maggioranza che vuole staccarsi l’Ucraina è minoranza nel resto del Paese: e questa logica secessionista applicata altrove, per es., in Italia, non piaceva e non piace al fronte che esalta il secessionismo in casa d’altri purché vada contro gli interessi occidentali. Lo si dice fermo restando che, di fronte alla guerra in corso, la secessione tramite elezioni è la soluzione meno dolorosa, forse.
            Infine, chi viene a esaltare in modo acritico, preconcetto, sganciato dai fatti il protagonsimo di Putin, dovrebbe ricordare che in Italia Matteo Salvini sta con Putin: e Salvini, filo-islamici che accorrete qui sempre più numerosi, è contro l’immigrazione e lo jus soli: né Putin è così tenero con l’immigrazione, per es., dal Magherb o dall’Africa Nera. E in ogni caso, Salvini ‘tifa’ per Putin per ragioni più pratiche – i danè o come si dice lassù -, da un lato; e per ragioni meno venali, come la difesa dell’identità cristiana che i filo-islamisti correbbero difendere con più islam e più islamici. Ragioni, quelle di Salvini, comprensibili e condivisibili; mentre deitro il filo-putinismo di tanti terzomondisti/islamofili è più che evidente l’odio anti-americano e anti-occidentale come bussola nella vita poltiica quotidiana..

          • Cisco says:

            @Tommasodaquino

            Una parte dell’Ucraina voleva smarcarsi da Putin? Quando Yanukovich ha rinnegato l’accordo di associazione con l’Unione Europea, accettando il finanziamento di Putin (usato anche per costruirsi case per sé e i propri famigliari), il popolo si è ribellato. Che questo popolo fosse “minoranza” è ovvio, non tutti scendono in piazza, ma che fosse certamente rappresentativo di un malessere generale è altrettanto ovvio. Che fosse violento è invece ridicolo: lo stesso Yanukovich ha fatto fuori, tra gli altri, il sindaco di Kiev ritenuto responsable della repressione – quella sì – nel sangue, da aprte della polizia. La violenza governativa è stata quindi riconosciuta dallo stesso Presidente, che ha offerto – e certamente è stato un gesto encomiabile – la guida del parlamento all’opposizione, oltre ad abolire le “leggi speciali” contro i manifestanti. Yankcovich è decaduto da Presidente con l’approvazione dell’impeachment da parte del Parlamento ucraino, dopo che è scappato dal paese rifugiandosi, forse, in qualche dacia di Putin.Il quale Putin era contrario a qualunque concessione da aprte di Yanukovich. Quindi la rivolta degli ucraini non è stata affatto violenta nel senso di una guerra civile, come sta accadendo nel Donbass: quindi non si capisce quale sarebbe questa “doppia morale”…

    • Giovanna Jacob says:

      Raider e Cisco hanno già risposto per me, grazie di cuore.
      Raider: “Andrebbe anche detto che il nazionalismo di Zhirinovsky, con le sue nostalgie della Grande Russia, è stato assorbito da Putin, rientrando in un alveo più presentabile, agli occhi degli anti-occidentali per principio”.
      Cisco: “Saranno gli ucraini a decidere sui matrimoni gay, non certo Obama, Putin o la Paglia. Gli ucraini vogliono smarcarsi da Putin così come da Obama, hanno il diritto (e il dovere, secondo me) di provarci”.

      • Raider says:

        Non solo, signora Jacob: va ricordato che Zhirinosky è un fior di ansemita all’antica, modello Centurie Nere, che glielo raccomando. E i filo-islamici ci vorrebbero fare credere che gli stava antipatico… Al contrario, per molti aspetti, questo inossidabile filone di odio antisemita, che è una costante della storia russa anche ai tempi (rimpianti, eh!, come no!, da tanti complottisti dall’afflato umanitario ch gli esce dai polpastrelli), è presente nell’attuale classe dirigente russa. Più che presentabile agli occhi degli-antioccidentali, l’antisionismo quale nuova edizione dell’antisemitismo non darà troppo nell’occhio di chi osserva le cose da una visuale attenta ai valori democratici. che, del resto, non hanno grandetradizokne, da quelle parti.
        Quindi, in conclusione, l’entusiasmo per Putin in funzione anti-americana risponde ai riflessi politicamente condizionati per tutto ciò che va nella direzione di marcia di un’Europa che sarebbe “più Europa” se fosse più Eurabia!

      • Raider says:

        Sig.ra Jacob, ho inviato un post a seguito del suo, spero lo sblocchino.

  3. Saint-Juste says:

    E gli hanno dato anche il premio nobel per la pace a sto mentecatto…mamma mia che pena…Santo Vladimir invadici il prima possibile vala’…W Santa Madre Russia sempre.

    • yoyo says:

      Hai detto bene, Santa Russia. Il Nobel ad Obama glielo hanno dato per legargli le mani, per inchiodarlo all icona buonista della campagna elettorale.

  4. Re_invio says:

    Credo che la differenza sia che mentre nell’era Bush i crimini di Washington non mettevano a rischio i suoi complici della UE, nell’era Obama emergendo drammaticamente le falle del sistema capitalista anglo-sionista ed emergendo pure nuovi poli a livello mondiale (BRICS), gli USA si sono visti costretti per frenare Russia e Cina a coinvolgere i loro complici UE in una guerra che stavolta rischia di coinvolgerli direttamente.
    La paura a questo punto fa trovare il coraggio alle marionette europee di dire finalmente no al padrone.

    • Leo says:

      @Re_invio

      In effetti Bush aveva il vantaggio che Brics e crisi finanziaria non erano ancora così importanti. Gli “alleati” UE potevano ancora essere risparmiati e non sacrificati per i crimini USA.
      Un Iraq ed un Afghanistan ridotti all’età della pietra, si pensava nella UE, non avrebbero creato problemi per la stabilità europea in fondo.
      Ora che però gli “alleati-e-non-nemici” cominciano a sperimentare l’ampiamento del metodo Yinon all’Europa ai fini dei loro sordidi interessi, un brivido di panico percorre i leaders eurocratici.

      • Raider says:

        Quindi, si attacca Bush per partito preso e poi, poco dopo, si ‘scopre’, con una decina d’anni di ritardo, che la coalizione internazionale anti-Saddam guidata dagli U.S.A – che, se non inviano truppe di terra, è perché vogliono la destabilizzazione; e se le le inviano, la vogliono lo stesso: esempio di logica paranoide e mistificatoria – era sotto egida O.N.U., ecco che
        – “Bush aveva il vantaggio” di non avere di fronte Brics troppo forti, considerazione che va sempre bene perchè non significa nulla: a chi non ama i fatti, per avere ragione dei fatti basta dire, in questo caso, che non è abbastanza forte il nemico (assegnato d’ufficio) del mio nemico;
        – e al’epoca, non c’era abbastanza crisi. Ora che la crisi c’è e gli U.S.A. sembra vogliano intervenire con proprie truppe, si dirà qualcos’altro: e infatti, con la fissazione dei Piani alla Yinon, i complottisti sono punto e capo.

  5. Raider says:

    Gli ucraini hanno il diritto di scegliere liberamente e lo stesso i filo-russi del Donbass. Alla coalizione internazionale contro Saddam promossa dall’O.N.U.e guidata da Bush parteciparono gli alleati europei e non solo loro; la fine del conflitto non ha visto nessun controllo americano sul petrolio:
    – e anziché un partito filo-fascista nelle due diramazioni claniche, il Baath di Saddam Hussein e connessioni religiose puramente opprtunistiche e di rapina, che vedeva la minoranza sunnita opprimere quella sciita utilizando il trattamento (relativamente) di riguardo veeso i cristiani come specchietto per le allodole (tutte cose di cui gli sciacalli si dimenticano), oggi è il potere è nelle mani de popolo iracheno, responsabile di quello che va e di quello che non va, comprese le ritorsioni, vere e ingigantite o false e basta, contro i dominatori di un tempo.
    I pasticci li ha combinati mr. Obama, andato a omaggiare l'”Islam, religione di pace, all’università al Azhar, al Cairo, senza nulla obiettare né pretendere – come fece a Georgetown, l’Università cattolica di Washington – sui simboli, segni e versetti islamici: da allora, nel tripudio di Sinistre e laici islamici, un crescendo di errori che, però, in qual.che caso, lo hanno visto seguire i suoi alleati anglo-francesi, come avvenuto in Libia.
    Tutte le speculazioni contro marionette e burattinai dimenticano volutamente o ignorano i dati di analisi per sostituirli con i pregiudizi politici – certo, l’Ue ha i propri interessi: quali, se pensiamo a quanto avvenuto in Libia? E chi decide? – che rispondono solo alle logiche anti-occidentali e agli inviti al jihad contro gli U.S.A. e i suoi alleati: la stessa logica che muove i jihadisti che, secondo i complottisti, sarebbero scientemente finanziati dagli U.S.A. e dai suoi alleati.

  6. Controcorrente says:

    Altro che “capolavoro obamiano” lo zar Putin vuole spaccare l’Europa per rifare l’impero sovietico espandendosi il più possibile verso occidente con una politica di conquista territoriale questo a discapito della democrazia tanto cara alla vecchia Europa.

  7. marco says:

    Quando vinse Obama,che credo sia l’unico “cristiano” a nominare il corano come “sacro corano”,si disse che aveva vinto l’america che voleva essere più europea.Questo per dire che non è stato Obama a rendere l’europa quello schifo che è.Processo cominciato molto prima di lui.Che poi abbia combinato solo disastri è palese.Penso che ogni popolo abbia diritto all’autodeterminazione.Ma che un paese non abbia diritto a mandare armi e carri armati in un altro paese.Putin è un autocrate.Che appoggia i peggiori governi.Purtroppo alle elezioni russe quelli venuti dopo di lui sono ancora peggio.

  8. Filippo81 says:

    Obama ormai ci consegna solo grandi “capolavori”,,,,,

  9. zio says:

    Ottima analisi, sono impressionato. grazie Amicone! Si vede quanto è lontana dalla realtà l’opinione pubblicata quasi ovunque in Europa. grazie ancora.

  10. Tommasodaquino says:

    Mi direste come mai quando rispondo alla Jacob mi si bloccano i post? Thanks

  11. Tommasodaquino says:

    Per favore mi passate i post di risposta alla Jacob? Non c’è niente di offensivo come nella totalità dei miei post per cui non vedo le ragioni per bloccarli

  12. Max says:

    <> (cit.) ovviamente l’errore è riferito all’UE, pecora degli Usa, dato che il divide et impera funziona proprio indebolendo a turno le parti in causa. Ai Dem americani non gliene frega proprio un bel nulla del terrorismo islamico, funzionale ai loro loschi interessi, finchè loro lo ritengono sotto controllo (magari finchè non succede qualcosa negli Usa), sennò avrebbero cercato ben altre alleanze. Sì, non sposano nessuna causa, giusta o sbagliata che sia, dato che pensano solo al loro ventre. E l’Ue, Italia compresa, accetta supinamente questo regno del caos: fanno adirittura rimpiangere il Craxi dei tempi di Sigonella.

    • Raider says:

      Invece, a Russia e Cina non importa del loro ventre e perciò, sarebbero i Paesi da cui prendere cosa, esattamente? Le risorse energetiche e il modello industriale senza struttura produttiva dell’uno;
      e lo sfruttamento supercapitalistico della propria manodopera e la repressione delle minoranze etniche dell’altro; e gli altri ideali umanitari e le tradizioni democratiche da tutt’e due? Non sembra un gran bel gaudagno, anche senza rimpiangere il Craxi di Sigonella per dimenticarsi di quello di Hammamet e di chi lo costronse a andasci a morire.

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