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Nozze gay riconosciute a Grosseto: «Le leggi non le vietano». Ma allora perché il Codice Civile parla di «marito» e «moglie»?

aprile 10, 2014 Redazione

Il tribunale ha ammesso la trascrizione nei registri del Comune del matrimonio contratto da due omosessuali a New York. Un diritto è elargibile sulla base di un sentimento? E da quando?

matrimonio-gay-grosseto-corriereMa che servono il parlamento, le leggi, il codice civile? Alla fine basta un giudice per riconoscere la validità del matrimonio omosessuale. Lo racconta oggi il Corriere della Sera, rendendo noto che un suo giornalista – Stefano Bucci – ha visto riconosciute le sue nozze con l’architetto Giuseppe Chigiotti grazie al parere di un giudice di Grosseto. Il tribunale ha infatti ammesso la trascrizione nei registri del Comune del loro matrimonio contratto a New York nel dicembre 2012.

COSTITUZIONE E CODICE CIVILE. Ribaltando il parere del pubblico ministero, il giudice di Grosseto ha sentenziato che la loro unione non «è contraria all’ordine pubblico. Dunque è possibile». Possibile? Eppure esistono sentenze della Cassazione contrarie, ma che importa? Al giudice di Grosseto non importa. L’avvocato dei due, Claudio Boccini, dice al Corriere:  «Devo riconoscere di aver trovato in Tribunale a Grosseto dei giudici molto attenti e, soprattutto, preparati. Ho argomentato non soltanto la questione dell’ordine pubblico (fondamentale per le nostre leggi), ma anche il fatto che nelle nostre norme non esiste un divieto esplicito al matrimonio dello stesso sesso, dunque il matrimonio omosessuale non è contrario alla nostra legislatura».
Il legale forza così l’interpretazione dell’articolo 29 della Costituzione che recita: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare». Quel di cui però non tiene conto è il nostro codice civile, che parla esplicitamente di «marito e moglie» (all’articolo 143 per esempio). Quindi? Il codice civile non vale più nulla?

SE IL SENTIMENTO DIVENTA DIRITTO. Ma che volete che gliene importi a Grosseto del Codice Civile? Anzi, dice il Corriere che «Paolo Cesare Ottati, presidente del Tribunale di Grossetto, ha fatto anche di più. Nella sentenza in cui ordina all’Ufficiale di stato civile di Grosseto di trascrivere nei registri il matrimonio fra Stefano e Giuseppe ha richiamato sì i problemi di ordine pubblico, ma ha messo in fila una serie di considerazioni come mai fatto prima. Ecco quindi, codice civile alla mano, la considerazione che “nelle norme di cui agli articoli dall’84 all’88, lì dove non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie per contrarre matrimonio”. Il giudice ha anche ricordato che “il matrimonio celebrato all’estero è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo della celebrazione”». Ecco fatto, dunque, basta scegliere gli articoli adatti e tutto diventa lecito. Ma un diritto è elargibile sulla base di un sentimento? E da quando?

LEGGE 40. Ancor più assurdo è il riferimento al pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge 40. Che c’entra chiederete voi? Nulla a nostro parere, ma non è così per l’avvocato di Bucci e Chigiotti che ce la spiega così: «Il prossimo passo dopo questo atto del Tribunale di Grosseto sarà un nuovo pronunciamento della Corte costituzionale. Con una domanda di base: perché una coppia dello stesso sesso è obbligata ad andare a sposarsi all’estero per vedere riconosciuti i propri diritti? Un po’ come è successo proprio oggi (ieri, ndr) con la sentenza sulla fecondazione assistita eterologa».

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48 Commenti

  1. Giovanni scrive:

    Ormai siamo arrivati al completo DELIRIO DI ONNIPOTENZA.
    Avvocati e giudici hanno completamente perso il senso della parola “diritto”…

  2. Giovanni scrive:

    La legge sulla registrazione dei matrimoni celebrati all’estero prevede che questi debbano essere trascritti se non sono contrari all’ordine pubblico. E le nozze tra due brave persone dello stesso sesso non lo sono. Punto.

    Il fatto che il codice civile parli di marito e moglie dipende solo dal fatto che i legislatori non potevano prevedere il futuro e sapere che dopo un certo numero di decenni si sarebbe stata la richiesta sociale di nozze fra due uomini o fra due donne. Usavano un linguaggio che era coerente con la loro epoca. Ora non lo è più.Ma proprio per questo non significa divieto, che in diritto deve essere esplicito. Punto.

    • Thomas scrive:

      Per il premio: L’arrampicata su gli specchi peggio riuscita

      the winner is:

      GIOVANNI!

      • Quercia scrive:

        Sent. Corte costituzionale 138/2010 “la questione delle unioni omosessuali rimase del tutto estranea al dibattito svoltosi in sede di Assemblea, benché la condizione omosessuale non fosse certo sconosciuta. I costituenti, elaborando l’art. 29 Cost., discussero di un istituto che aveva una precisa conformazione ed un’articolata disciplina nell’ordinamento civile. Pertanto, in assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso.”
        ah…non c’è ancora il punto..continua così
        “In questo quadro, con riferimento all’art. 3 Cost., la censurata normativa del codice civile che, per quanto sopra detto, contempla esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna, non può considerarsi illegittima sul piano costituzionale. Ciò sia perché essa trova fondamento nel citato art. 29 Cost., sia perché la normativa medesima non dà luogo ad una irragionevole discriminazione, in quanto le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio.”

        PUNTO

        http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=138

        • Giovanni scrive:

          Vi piace la Corte Costituzionale adesso?

          In ogni caso hai toppato. Con quella sentenza l’Alta Corte dice che non si può arrivare per via ermeneutica a postulare un diritto a CELEBRARE nozze fra persone dello stesso sesso. Una tale eventualità, vista anche la varietà di istituti che all’estero sono previsti per far si che le coppie gay esercitino il loro diritto ad una vita famigliare (diritto riconosciuto dai nostri tribunali) deve essere normata dal Parlamento ed una sua assenza non è di per se discriminatoria. Insomma le nozze gay si POSSONO, ma non si DEVONO fare per la nostra Costituzione. Quello che deve essere garantito è la possibilità di vivere i propri affetti su un piano di parità con le coippie etero.

          Diverso il caso della trascrizione che è un atto di natura non costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sè .

          • Quercia scrive:

            Ah però…non mi dire?!?!!

            Quindi secondo te un ordinamento giuridico, ammetterebbe che se una cosa non è ammessa dall’ordinamento stesso (addirittura dalla costituzione), basta recarsi in un paese in cui non è vietata o permessa, farla e tornarsene in Italia con un sorriso da furbetto e dire “sai che c’è? Certificami il fatto, perchè si tratta di una certificazione.”
            Ma ci credi davvero?

            Non metto in dubbio che attraverso un applicazione giuridica “cavillosa” sarebbe fattibile. Però occhio ad utilizzare così un ordinamento giuridico, perchè prima o poi casca il palco. E non quello certificativo..ma quello reale.

            • Giovanni scrive:

              E’ una cosa più comune di quanto pensi, pensa ai paradisi fiscali, le società portano la sede sociale nelle Cayman e addio tasse.

              Poi nel caso specifico le nerme prevedono che i matrimoni contratti all’estero siano trascritti se non violano l’art. 17 P.R. 5 gennaio 1967 n 200 ai sensi del quale “la legge straniera non è applicata se i suoi effetti sono contrari all’ordine pubblico”.

              Il matrimonio tra due uomini sarà un’aberrazione per la tua ristretta visione morale, ma come può essere contrario all’ordine pubblico?

              • Bifocale scrive:

                La sentenza della Corte Costituzionale n. 138/2010 ha chiarito anche il fatto che il Parlamento è liberissimo di consentire anche alle coppie dello stesso sesso di potersi sposare senza che vi sia bisogno di alcuna modifica costituzionale per il semplice motivo che le nozioni di famiglia e di matrimonio non sono cristallizzate ma in continua evoluzione, dunque i matrimoni tra persone omosessuali non sono affatto incostituzionali. In aggiunta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4184/2012 ha chiarito che “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione, [sono] titolari del diritto alla vita famigliare [e hanno] diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”, invitando il parlamento a legiferare su questo vuoto normativo che crea discriminazioni basate sull’orientamento sessuale dei cittadini, tutto questo in linea con tutta una ormai robusta giurisprudenza a livello europeo.

                • Toni scrive:

                  Bifocale

                  Dove l’ha chiarito la sentenza 138/2010 che il Parlamento è liberissimo? Quale giurista te l’ha detto?
                  Estratto:
                  “è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere cristallizzati con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in rigore”; “detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto di incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerate in alcun modo quando fu emanata”; “I COSTITUENTI, ELABORANDO L’ARTICOLO 29 DELLA COSTITUZIONE, TENNERO PRESENTE LA NOZIONE DI MATRIMONIO DEFINITA DAL CODICE CIVILE ENTRATO IN RIGORE NEL 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (E TUTTORA STABILISCE) che i CONIUGI DOVESSERO ESSERE PERSONE DI SESSO DIVERSO”; “questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per ria ermeneutica, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, BENSÌ DI PROCEDERE A UN’INTERPRETAZIONE CREATIVA”.

                  Ci vuole la riforma costituzionale per modificare l’art. 29 , altrimenti si diventa creativi!

                  • Quercia scrive:

                    Bifocale…la corte costituzionale ha detto l’esatto opposto.

                    Giovanni: Sul tema, visto che sposare una ragazzina è “solo” vietato dalla legge italiana ma non va certo contro l’ordine pubblico uno può sposarsi una ragazzina in qualche paese arretrato e farselo registrare in Italia. Sicuro? Lo stesso dicasi per un bel matrimonio a 5, mica è contrario all’ordine pubblico. Vado in qualche paese in cui è ammesso e me lo faccio registrare in Italia. Ci credi davvero? ma soprattutto, credi che ti creda? Se per assurdo, in una paese X fossero ammessi i matrimoni con gli alberi, questi matrimoni verrebbero registrati in Italia secondo te visto che non sono affatto contrari all’ordine pubblico e nessuno potrebbe dire nulla. Su dai. Basta prendermi in giro 😉 è chiaro che la definizione di matrimonio non è quella del paese estero ma di quello dato dal ordinamento italiano.
                    Cmq ti prego…prova ad andare all’agenzia delle entrate o dalla finanza e fatti registrare il cambio di sede legale della tua società alle Cayman a fini elusivi/evasivi. Finchè gli fai il sorrisetto soddisfatto e gli spieghi il discorso della differenza fra valore certificativo e costitutivo non sorprenderti se gli occhi del maresciallo o del funzionario diventano a forma di dollaro ($) come zio paperone. E’ solo che hanno appena trovato un bel merlotto.

                  • Giovanni scrive:

                    No, può essere superato da una legge ordinaria, visto che il codice civile è anche lui una legge ordinaria. Per introdurre “fenomeni e problematiche non considerate in alcun modo quando fu emanata” ci vuole l’intervento, anche ordinario, del legislatore

                    • Giovanni scrive:

                      versione corretta
                      No, può essere superato da una legge ordinaria, visto che il codice civile è anche lui una legge ordinaria. Per introdurre nella legislazione “fenomeni e problematiche non considerate in alcun modo quando fu emanata” la Costituzione ci vuole l’intervento, anche ordinario, del legislatore.

                    • Toni scrive:

                      Non fare mai il giudice… per favore!

                    • Giovanni scrive:

                      C’è differenza tra non previsto e vietato. Sposare uno o una troppo giovane, senza il consenso o sposarne due è espressamente vietato, sposare una persona del proprio sesso non è previsto dal nostro ordinamento per mancato intervento del legislatore. Non lo dico io, ma le nostre più alte corti. Nel caso dell’albero fossi il giudice respingerei l’istanza per vizio di forma in quanto i documenti non recano la firma autenticata dell’albero :-D. Per la giurisprudenza delle società con sede all’estero ci sono tomi di migliaia di pagine in cui i luminari del diritto societario spaccano il capello in quattro. Se son stati scritti è perché a qualcuno servono, non ti pare?

                    • Toni scrive:

                      Tu intendi (per assurdo) che se per esempio una civile nazione nordica (per es. l’ineffabile Olanda) legalizzasse il matrimonio con i cani, il semplice fatto che la fattispecie non è prevista nostro nel nostro ordinamento e per l’assenza di cause ostative di ordine pubblico, tale matrimonio potrebbe essere immediatamente riconosciuto nel nostro ordinamento?

                      Ammetto che ignoro se esistono o meno tomi di “migliaia di pagine” che impediscono il matrimonio con i cani.

              • Giovanni sano di mente scrive:

                Contro l’ordine pubblico perché è INGIUSTO DARE A QUALCUNO QUALCOSA CHE NON GLI SPETTA, QUALCOSA A CUI NON HA DIRITTO.

                Un maschio NON HA DIRITTO a contrarre matrimonio con un altro maschio.
                Una femmina NON HA DIRITTO a contrarre matrimonio con un’altra femmina.

                • Giovanni scrive:

                  Toni, Il giorno che un cane. come l’albero, potrà firmare i documenti per l’istanza ne riparleremo :-)

                  A parte gli scherzi e volendo prenderti sul serio direi che un animale non essendo in grado, fino a prova contraria, di comprendere un concetto complesso come quello di matrimonio non sia vieppiù in grado di esprimere un consenso, quindi questa tua provocazione prefigura una fattispecie espressamente vietata dal codice.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Dall’alto delle mie conoscenze etologiche dovute a esperienza pluridecennale in compagnia di cani di varie razze e temperamenti, posso dire senza tema di smentita che il giorno in cui un cane potrà acquisire la capacità di agire è più vicino di quello in cui due omosessuali faranno un figlio.

                  • Toni scrive:

                    @Giovanni

                    “Espressamente vietata dal codice” … fino a quando, mio buon Giovanni?
                    L’ipotesi formulata (per gioco) da me non è a casaccio:
                    Vedi che qualcosa si muove anche in questo senso (con le grandi scimmie in Spagna …. alcune cause civili in Germania).
                    Dai tempo al tempo…. sii fiducioso!
                    Infatti io per questo sono partito dall’Olanda…. e mi basavo sulla forza evolutiva dell’interpretazione!
                    Che pretendi…. il consenso (pure di un cane, o scimmia) si può interpretare :-) in tanti modi.
                    Basta che un giudice si faccia interprete di una nuova idea di consenso (ci riescono già oggi ….dato che alcuni sembrano impazziti) unisci l’osservazione che la nostra legge non lo vieta… semplice no?
                    Un nuovo matrimonio !!!

                    PS In ogni caso la tua interpretazione è sbagliata anche per altri motivi .

          • Pascal scrive:

            ipocrita

    • Su Connottu scrive:

      Sì, è davvero un’arrampicata sugli specchi.
      Giovanni stabilisce il livello di coerenza tra un linguaggio e la sua epoca,
      e sulla base di questo distrugge un intero codice, minandone ogni singolo articolo con “solide” argomentazioni filologiche e sociologiche. Roba da manicomio.
      Solo che per il manicomio bastava e avanzava il delirio di onnipotenza di un impiegato dello stato a Grosseto. Mettetevi in fila e non spingete.

    • Giovanni sano di mente scrive:

      Il matrimonio è solo TRA UN uomo e UNA donna.
      Questa sentenza è carta straccia. Chi l’ha perpetrata è IRRESPONSABILE.

      • Chris scrive:

        Nella tua mente bacata sì. nei paesi civili è una realtà vera e propria: difficile da digerire per gli omofobi cattotalebani eh? Ad ogni modo esistono le medicine, potete sempre curarvi.

        • Toni scrive:

          I fatto che lì è una realtà significa che non sono paesi civili. Civile è chi lo nega perché non si è lasciato pervertire. Curati tu se sei in tempo.
          Tu non hai una mente bacata … hai una mente traslocata in un altro posto .. ed in quel posto è confusa perché non si trova a suo agio …. indovina in quale posto si trova!

          • Chris scrive:

            Francamente credo che sia tu ad avere le idee molto confuse. esci dalla mediocrità… ti farà bene. per tua info. io sono eterosessuale convinto senza il benché minimo pregiudizio nei confronti dell’omosessualità, contrariamente a voi cattotalebani che siete il cancro di questa società.

            • Toni scrive:

              Tu puoi essere tutto (eterosessuale … ecc) … perché non hai alcun centro… sei come l’orco Shrek: a strati come una cipolla.
              Se non hai pregiudizio nei confronti dei gay (io distinguo dagli omossessuali, cosa che non fai tu perché superficiale) è solo per disinteresse (la tua vera anima). Se li difendi è solo per il pretesto di insultare le persone (infatti sei molto sguaiato).
              Ora capisco la tua assenza di argomenti in tutti i tuoi post i. Sei peggio d bifocale e luca.
              Questo mi delude …. perché credevo che con loro costituivi un armonioso trittico artistico.

  3. Giuseppe scrive:

    Questi giudici mentono sapendo di mentire.
    Intanto nel codice civile, come ricordato nell’articolo, la distinzione uomo/donna è più che esplicita (l’art. 143 è uno di quelli che vengono letti nella celebrazione del matrimonio, e me lo ricordo benissimo perchè al mio matrimonio ero attentissimo a quello che leggeva il parroco; per altri lo legge uil sindaco).
    Quanto al fatto che non è previsto un divieto esplicito al matrimonio uomo/uomo, donna/donna, X/Y, ecc., non esiste nemmeno un divieto esplicito al furto e all’omicidio.
    Certo sono puniti, ma ve lo immaginate Vallanzasca che va in tribunale e dice “certo che ho ammazzato, ma non c’è mica scritto nella legge che è vietato!”?
    E non è nemeno previsto l’obbligo esplicito di essere onesti e non farsi corrompere. [A dire il vero, c’é scritto nelle tavole del Sinai, anche dette “dieci comandamenti”; ma si sa, è roba vecchia, chissenefrega più?]. E allora, va bene tutto?
    Poi sul fatto che dobbiamo ammettere nella nostra prassi ciò che è consentito in altri paesi, facio notare che in certi paesi è ammesso ammazzare uno che si converte al cristianesimo. Va bene anche questo? Lo acogliamo nella nostra prassi?
    Vi sembra che io stia estremizzando troppo? Mica tanto. Tirando e striracchiando le norme e le interpretazioni, prima o poi si arriverà a norme e pressi aberranti.
    Leggere (o rileggere) attentemente “1984” o, ancora meglio “Il padrone del mondo”, prego.

    • jherzog scrive:

      scusate, a me torna in mente un cartone animato della mia infanzia:
      “Chiedo scusa, Mago’, avevi detto ‘niente draghi’!”
      “Ho detto forse niente draghi VIOLA?? L’ho detto??”

    • Giovanni scrive:

      Come sarebbe a dire che non esistono divieti espliciti per il furto e l’omicidio? Ci saranno venti articoli per ciascunio dei due reati nel Codice.

      Sul secondo argomento: cosa c’entra il fatto che siammazzi uno perchè si fa crstiano con la trascrizione del amtrimonio? Se fossi in grado di fare l’esempio giusto, come quello di un matrimonio combinato con una minore, scopriresti che la trascrizione in questo caso è vietata, perchè un divieto esplicito a sposare una senza il suo consenso nella nostra legislazione c’è.

      PS sei sicuro che la droga che usi non è ESPRESSAMENTE proibita?

      • giuseppe scrive:

        Non vuoi proprio capire. Certo che il codice penale parla di omicidio, ma no c’è bisogno di esplicitare che è vietato. É evidente, così come è evidente che il matrimonio è tra maschio e femmina. Intanto che gli altri ragionano (anche per paradossi, se necessario) e guardano in faccia la realtà , tu continua ad arrampicarti suo vetri!

        • Giovanni scrive:

          Se per una cosa ti danno trent’anni di galera vuol dire che è vietata. Quale è la sanzione per il matrimonio gay? Continua mi sto divertendo un mondo.

          • Ambrogio scrive:

            La sanzione per il “matrimonio” gay è la nullità, o meglio l’inesistenza. E speriamo che così resti.

            • Giovanni scrive:

              Qui ti volevo. Se lo annullano, ma non ti sanzionano vuol dire che hai compiuto un atto non previsto, ma neppure vietato.

              • gipo scrive:

                Giovanotto, mo’ c’hai proprio stancato!
                Quel fatto (contratto stipulato in USA) in Italia non è registrabile (l’ha confermato anche il capo del tribunale di Grosseto, che ha già annunciato il ricorso nei confronti di uno dei suoi colaboratori – il giudice “creativo”).

                Di conseguenza, tutto quel che segue è come se non esistesse.
                Se i due vogliono regolare i reciproci rapporti, nessuno glielo impedisce: scrittura tra privati, davanti ad un notaio e la finiscono li.
                Ma mi sa tanto che, gratta gratta, tutta ‘sta manfrina non è (solo) farina del loro sacco: forse che dietro ai due c’è qualcun altro???????

                • Giovanni scrive:

                  Gipo datti una calmata. Il “capo del tribunale di Grosseto” è il pm che ha impugnato la sentenza, ora ci sono altri due gradi di giudizio. Funziona così negli stati laici e democratici, fattene una ragione.

              • Toni scrive:

                Secondo me tu gongoli troppo sul fatto che se la “legge non lo vieta pertanto è consentito”.
                Non funziona così il diritto: l’assenza di una norma per regolare una nuova fattispecie può essere regolata per via interpretativa ma nel rispetto dell’ordinamento giuridico dello stato.
                Non puoi bai passare comodamente la norma costituzionale.
                Oggi succede (è vero!)… ma forse perché i giudici… alti e bassi… fumano l’impossibile!

  4. Carlo scrive:

    Siamo ormai al delirio di onnipotenza.
    Ogni Giudice e/o Magistrato crede di essere in diritto di riscrivere la Legge al posto del Parlamento, di scardinare la Famiglia ed il senso comune della realtà italiana al fine di imporre il proprio folle e allucinato ideologismo.
    Questa deriva è preoccupante, siamo nella più piena anarchia statale e morale, ognuno fa quel che gli pare contro tutto nell’indifferenza generale, senza pagare le più minime conseguenze.

    • Antonio scrive:

      il magistratume buonista, progressista e relativista è il peggior tumore dell’Italia. Gentaglia veramente indegna.

  5. Massimo scrive:

    CEI: il matrimonio é da intendersi tra un uomo e una donna. Io: avete ragione! Il matrimonio religioso di Santa Romana Chiesa Cattoluca e Apostolica. Nessuno ve lo tocca, ora lasciate che la laicità e il rispetto dei diritti si completi anche per le coppie gay, che tanto nessuno vi chiederà di volersi sposare in chiesa. O forse vi preoccupate per i tanti gay cattolici dentro é fuori la vostra chiesa ??

    • Antonio scrive:

      io mi preoccupo per come viene trattata la grammatica itaGliana. Ma dove avete frequentato le scuole, in un campo rom?

    • Carlo scrive:

      Non esiste un’unione Cattolica ed un’unione laica.
      Esiste la sola e unica Unione Naturale che è composta da un Uomo ed una Donna, scevra da qualsiasi religione ma insita nella genetica naturale dell’essere umano, la quale prescrive la naturalità di cose che solo l’Ideologia come quella Omosessualista vorrebbe stravolgere in nome della menzogna e del plagio.
      L’Unione tra un Uomo ed una Donna non è frutto di una Tradizione Religiosa che altri possono o non possono seguire, ma è realtà naturale dell’essere umano.
      Ergo, non vi sono supposti “diritti” lesi per nessuno, perché la Natura stessa non concepisce che due uomini o due donne tra di loro possano unirsi e procreare.

  6. Giorgio scrive:

    Quindi, se contraggo un matrimonio in Arabia Saudita con 2 o più mogli, secondo questi giudici e legali, il mio “harem” sarà riconosciuto dai tribunali italiani e dunque sarà valido? Allora, non sarei più poligamo?

  7. Toni scrive:

    E’ nell’area da tempo che il giudice vuole arrivare a stabilire, per via interpretativa, quello che vuole.
    Sicuramente chi concepisce solo un mondo non gay sarà magari felice e poco curante se un giudice così creativo, un domani, si rivelerà pericoloso per degli innocenti.
    Se può succedere questo ora immagino cosa ci aspetta con l’avallo di una legge come la scalfarotto.

  8. enrico pagano scrive:

    La nostra povera giustizia è tristemente arrivata … alla frutta !

  9. enrico falcinelli scrive:

    Come scrive il sig. Giambattista, il tentativo è annullare i riferimenti identitari della persona, in quanto proprio quei riferimenti sono la forza dell’io dell’individuo. Un individuo senza un io maturo è sottoponibile a qualsisi trattamento. Ergo…

  10. Giovanna scrive:

    C’è già l’impugnazione da parte della Procura, così i potranno un altra volta godere prendendolo in quel posto.

    P.S. comunque il pinzimonio glielo possiamo anche concedere

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Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

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La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

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Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

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Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

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