Google+

Nord Corea. «Kim e Trump non attaccheranno. Una guerra sarebbe devastante per entrambi»

settembre 5, 2017 Leone Grotti

Il regime finirebbe annientato mentre gli Stati Uniti metterebbero a rischio le loro truppe nei paesi asiatici (oltre a Tokyo e Seul). L’analisi di James Hoare, primo diplomatico britannico a Pyongyang

In this undated image distributed on Sunday, Sept. 3, 2017, by the North Korean government, shows North Korean leader Kim Jong Un at an undisclosed location. North Koreas state media on Sunday, Sept 3, 2017, said leader Kim Jong Un inspected the loading of a hydrogen bomb into a new intercontinental ballistic missile, a claim to technological mastery that some outside experts will doubt but that will raise already high worries on the Korean Peninsula. Independent journalists were not given access to cover the event depicted in this image distributed by the North Korean government. The content of this image is as provided and cannot be independently verified. (Korean Central News Agency/Korea News Service via AP) [CopyrightNotice: KCNA via KNS]

Solo negli ultimi tre mesi la Corea del Nord ha testato il lancio di missili a medio raggio, missili intercontinentali e ora una bomba nucleare all’idrogeno undici volte più potente di quella di Hiroshima. Allo stesso tempo, ha minacciato di usare la nuova tecnologia per colpire città americane come Denver e Chicago o le basi a stelle e strisce nel Pacifico come quella sull’isola di Guam. Il rischio di una catastrofe nucleare è alto, il presidente Usa Donald Trump non risparmia dichiarazioni altrettanto incendiarie («Attaccare la Nord Corea? Vedremo»), eppure James Hoare non è preoccupato: «Io non penso che Pyongyang voglia attaccare: sa che sarebbe un suicidio», dice a tempi.it.

«NUCLEARE ARMA DIFENSIVA». Hoare conosce il popolo nordcoreano e il modo di ragionare del regime. È stato il primo diplomatico a rappresentare la Gran Bretagna in Corea del Nord e ha svolto il lavoro necessario all’apertura dell’ambasciata inglese a Pyongyang nei primi anni del 2000. «Kim Jong-un vuole mostrarsi determinato rispetto a quelle che considera aggressioni da parte degli Stati Uniti», spiega. Non è un caso, del resto, che le tensioni nella regione aumentino sempre verso il finire dell’estate, quando si svolgono le esercitazioni militari congiunte di Washington e Seul, da poco terminate. «Il regime continua a concepire il suo programma nucleare come un’arma difensiva. Non attaccheranno per primi a meno che non percepiscano seriamente il rischio di subire un’invasione. Anche agli americani non conviene colpire per primi, perché pagherebbero un prezzo molto alto in termini di vite umane».

«KIM E TRUMP CONFUSI». L’associate fellow presso la Chatham House di Londra vede però molta confusione: «Mi sembra che Kim Jong-un, proprio come Trump, non abbia chiaro in mente che cosa vuole fare. Sono entrambi in difficoltà», continua.  Per quante armi di distruzione di massa possa sviluppare il regime, però, «non potrà mai sperare di usarle contro gli Stati Uniti senza essere distrutto di conseguenza». Ecco perché un attacco è molto difficile e lo stesso vale per l’America: «Giappone e Corea del Sud soprattutto uscirebbero devastati da una guerra, ma anche i soldati americani di stanza in questi paesi sarebbero messi a rischio, anche perché Pyongyang si prepara da anni a un’eventualità del genere. Trump ha gli stessi problemi dei suoi predecessori: il costo di un conflitto sarebbe così grande che quasi l’opzione non può essere presa in considerazione. Come durante la Guerra Fredda».

TORNARE ALLA DIPLOMAZIA. Proprio per questo i due paesi asiatici dovrebbe prendere le redini della diplomazia e tentare di tornare al tavolo delle trattative. E anche se «la Nord Corea sembra sorda alle richieste, alle minacce e alle pressioni della comunità internazionale», ricorda Hoare, «queste in passato hanno funzionato con il padre e il nonno di Kim Jong-un. Quindi non vedo perché bisogna escludere che possano funzionare di nuovo». Il diplomatico ha vissuto in Cina, Corea del Sud, Giappone e Corea del Nord, «popoli splendidi, sono fiducioso per la risoluzione pacifica del conflitto. È quello che desiderano tutti».

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

Tutto quello che c'è da sapere sull'auto formato business, dalle motorizzazioni che vanno di più agli optional irrunciabili, passando per carrozzerie e colori

L'articolo Auto aziendale, come scegliere quella giusta? proviene da RED Live.

Il model year 2019 della roadster jap aggiunge 24 cv al 2 litri benzina e una serie di novità nella sicurezza. Per una roadster ancora più "jinba ittai"

L'articolo Mazda MX-5 2019, più cavalli e sicurezza proviene da RED Live.

Lanciata dal marchio inglese Oxford la linea Mint, dal caratteristico profumo di menta, comprende prodotti per la pulizia e la manutenzione dei veicoli a due ruote

L'articolo Gamma Oxford Mint Cleaning proviene da RED Live.

215 cv, 10 kg in meno e il debutto delle alette aerodinamiche. Questa versione speciale della RSV4 RF allestita con pezzi di Aprilia Racing di carne al fuoco ne mette davvero tanta. E noi ce la siamo gustata dal primo all’ultimo boccone. Al Mugello, dove le ali servono davvero.

L'articolo Prova Aprilia RSV4 RF FW 2018 proviene da RED Live.

Diventate capienti come le familiari grandi di qualche anno fa, le SW medie stanno vivendo una seconda giovinezza. Così come la Peugeot 308 SW GT Line, che ora si aggiorna nella tecnologia e diventa ancora più “connessa”. Schermo generoso e Mirror Screen La succosa novità della Peugeot 308 SW GT Line è la presenza di […]

L'articolo Peugeot 308 SW GT Line, <BR> adesso “parla” con lo smartphone proviene da RED Live.