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Anziani, tremate. In Australia si discute dell’eutanasia come «misura economica»

agosto 27, 2013 Redazione

Il malato costa caro. Per questo il fondatore di Exit International riflette sull’impatto della dolce morte per i conti dello Stato: «Quanti presidi rurali possono essere creati nelle comunità aborigene?»

L’eutanasia è una misura economica, e non soltanto una pratica per mettere fine alle sofferenze di un individuo. Lo sostiene Philip Nitschke, australiano, medico, fondatore di Exit International, organizzazione no profit che dal ’97 promuove la dolce morte e il suicidio assistito in tutto il mondo. Il medico è candidato col partito VEP (Voluntary Euthanasia Party) al Senato australiano in vista delle prossime elezioni e, in un articolo apparso nei giorni scorsi sul Canberra Times, non si fa problemi a tracciare un percorso dove l’Australia possa fare ancora da battistrada, come accadde nel 1995 «quando il Territorio del Nord fu il primo posto nel mondo a rendere legale il diritto di un paziente a chiedere un’iniezione letale volontaria e legale».

I COSTI DELL’ANZIANITÀ. Qui ci sono le difficoltà economiche di uno Stato, che riceverebbe notevoli vantaggi dall’introduzione di misure eutanasiche mirate. «Per il tempo in cui la comunità ha discusso il nostro diritto a morire, c’è un altro filo parallelo del dibattito che merita fortemente di essere considerato. Infatti è un tema tanto controverso che non si è mai osato chiamarlo col suo nome. Questo argomento è il consistente (e crescente) costo economico di mantenere in vita contro il loro volere gli anziani e i malati gravi».
Il medico si chiede cosa può succedere se si provasse a traslare l’eutanasia volontaria in termini economici, tema che da tempo sta dominando il dibattito politico in Australia. A sostegno della sua tesi, riporta alcuni dati, a partire da quanto calcolato dieci anni fa dall’Australian Institute of Health and Welfare: circa il 30 per cento delle spese mediche per gli “over 65” sono andate in fumo nell’ultimo anno di vita degli stessi.

«INDIVIDUI FRAGILI CON BISOGNI PESANTI». In Canada invece si calcola che il 21,3 per cento del budget sanitario è succhiato da un misero 1,1 per cento della popolazione. Tra le spese destinate poi agli “over 85” il 48 per cento finisce in cure ospedaliere: «L’alto costo della morte – dice Nitschke citando l’autore dello studio – deriva da “fragili individui con pesanti bisogni e per un periodo esteso”. Gente come mia madre, intrappolata in una casa di riposo».
Il progetto di Nitschke, bontà sua, non vuole affatto di costringere i malati a morire contro la propria volontà, ma semplicemente considerare la questione anche in questi termini, «specialmente se centinaia di migliaia, se non milioni di dollari del budget sanitario possono essere risparmiati o re-indirizzati. Quanti presidi rurali nelle comunità aborigene possono essere creati con questo risparmio?»

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12 Commenti

  1. MF says:

    Follia allo stato puro!!!!!

    • ragnar says:

      No, si chiama razionalizzazione delle risorse. Sarà cinismo allo stato puro ma mi trova perfettamente d’accordo. D’altronde se mancano i soldi che sopravviva chi ha molto da vivere, non chi deve morire entro poco o non contribuisce più alla società!

      • ugobagna says:

        mancano i soldi?

      • Michelotto says:

        Bravo bel commento!!!! Uno come te avrebbe fatto molta carriera tra i nazisti. Secondo me, saresti diventato Ministro della Salute del III° Reich!!!!

      • massimo says:

        attento a non ammalarti: oltre a non contribuire alla società, le saresti di peso (tra cure, gente che si occupa di te, ecc.)..
        Questo è l’orrore di vedere nell’uomo un mezzo e non un fine

      • paola says:

        VERGOGNATI NAZISTA!

  2. Viviana says:

    «L’alto costo della morte – dice Nitschke citando l’autore dello studio – deriva da “fragili individui con pesanti bisogni e per un periodo esteso”. Gente come mia madre, intrappolata in una casa di riposo».

    E chi è che ha intrappolato la povera mamma di questo signore in una casa di riposo?

  3. Quercia says:

    Quante volte era stato detto in passato che il piano inclinato porta esattamente a questo?
    Eppure tuttora si parla di dolce morte, diritto a morire ecc ecc
    Sappiamo già come va a finire abbracciando queste idee.
    La vita deve essere sacra dal concepimento alla sua fine naturale. Altrimenti tutto diventa possibile nonchè accettabile. E’ solo questione di fare un passetto in più un poco per volta.

    Qualche video “interessante”:

    http://www.youtube.com/watch?v=WNmFqU-PxZ0

    http://www.youtube.com/watch?v=qd7rZwdnUww

  4. Cisco says:

    Ma questo Nitschke – che fa curiosamente rima con Nietzsche – e’ un aborigeno?

  5. Tommasodaquino says:

    E’ la morte della carità

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